Italian flag
ItaliaSantiSlide-main

San Paolo della Croce, sacerdote, fondatore dei Passionisti

3 minuti di lettura

Nel secolo XVIII, quando la fede in molte regioni d’Europa languiva nell’indifferenza e la Croce di Cristo sembrava divenuta un simbolo dimenticato, la Provvidenza suscitò in Italia un uomo destinato a riaccendere nel cuore del popolo cristiano la fiamma dell’amore per il Crocifisso: San Paolo della Croce, fondatore dei Chierici Scalzi della Santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, poi detti comunemente Passionisti.

ITALIA. Paolo Francesco Danei nacque a Ovada, nel Piemonte alessandrino, il 3 gennaio 1694, primogenito di sedici figli di una famiglia di nobiltà decaduta ma di profonda fede. Fin da fanciullo mostrò un’indole contemplativa, un’intelligenza vivace e una straordinaria inclinazione alla preghiera. Mentre aiutava il padre nei commerci, il suo cuore si distaccava progressivamente dalle cose del mondo. L’amore per Cristo crocifisso ardeva in lui come un fuoco che nessuna occupazione terrena poteva spegnere.

Nel 1713 una luce divina si fece chiara nel suo spirito: decise di abbandonare ogni progetto umano per dedicarsi interamente a Dio. Condusse vita quasi eremitica, pregando, digiunando e servendo i poveri. Nel 1720, ritiratosi in una cella dietro la chiesa di Castellazzo Bormida, scrisse sotto ispirazione la Regola di una nuova Congregazione, che chiamò dei Poveri di Gesù e che avrebbe avuto come centro spirituale la meditazione della Passione del Signore, cuore della redenzione e vertice dell’amore divino.

Nella sua cella solitaria Paolo comprese che la Croce non è solo il segno del dolore, ma la più alta manifestazione della misericordia di Dio. La Passione di Cristo -diceva – “è l’opera più stupenda dell’amore divino: chi la contempla con fede, impara a conoscere Dio e se stesso”. Questa visione teologica della Passione come lex caritatis, come legge dell’amore, diventerà la nota distintiva della spiritualità passionista.

Nel 1727 Benedetto XIII gli concesse di radunare compagni che condividessero la stessa vocazione: nacque così la famiglia dei Passionisti, chierici scalzi votati alla predicazione della Croce e alla penitenza. Paolo e suo fratello Giovanni Battista Danei ricevettero insieme l’ordinazione sacerdotale. I loro primi discepoli non brandirono armi materiali, ma la Parola viva di Dio, portando il Vangelo nelle campagne, tra i poveri, i peccatori, gli abbandonati.

Nel 1737, sul Monte Argentario, in Toscana, Paolo fondò il primo ritiro passionista, che divenne il centro di irradiazione di un apostolato ardente e silenzioso. Da lì partì per missioni popolari nelle regioni più povere della Maremma, nelle isole dell’Arcipelago toscano e in villaggi dimenticati, dove il sacerdote dallo sguardo mite e dalla parola di fuoco richiamava le anime alla conversione.

Predicatore vigoroso, confessore illuminato e guida spirituale di numerosi santi, Paolo scrisse oltre diecimila lettere un corpus di rara ricchezza mistica e ascetica, che costituisce una delle più preziose testimonianze della spiritualità italiana del XVIII secolo. Le sue predicazioni durante il Giubileo del 1750 commossero Roma intera, tanto che lo stesso Papa Benedetto XIV lo volle conoscere e ne approvò le Costituzioni.

Nel 1771, con l’aiuto della Madre Crocifissa Costantini, fondò a Tarquinia le Monache Passioniste, ramo femminile contemplativo dell’Ordine, dedito alla penitenza e alla perpetua memoria della Passione del Signore. Per Paolo, la vita claustrale delle sue figlie spirituali rappresentava il cuore orante che sosteneva le fatiche apostoliche dei missionari.

Gli ultimi anni del Santo trascorsero tra dolori fisici e unione sempre più profonda con Cristo crocifisso. Morì a Roma il 18 ottobre 1775, nella casa dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, oggi Casa Generalizia dei Passionisti. Il suo corpo, venerato come reliquia di carità e sacrificio, riposa nello stesso santuario. Fu beatificato da Pio VII nel 1853 e canonizzato da Pio IX nel 1867, nel giubileo della Passione di Cristo, come segno che “la Croce non è scandalo, ma gloria”.

San Paolo della Croce lasciò alla Chiesa un’eredità di fuoco: un Ordine religioso fondato sulla memoria viva della Passione, intesa non come semplice devozione ma come norma di vita e chiave di interpretazione della storia della salvezza. Nella sua spiritualità la Croce diventa principio teologico e giuridico della libertà cristiana: sub lege amoris. Scrisse: “ La Passione di Gesù sia sempre scolpita nel vostro cuore: è scuola di santità, tribunale di misericordia e trono della giustizia divina.” Con lui, la Chiesa ha ritrovato il linguaggio dell’amore crocifisso, e il diritto della carità – il più alto tra tutti – ha trovato un nuovo testimone nel santo che fece della Croce la sua legge e del dolore la sua gioia.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
ItaliaSlide-mainSport

Il Fioretto femminile domina le classifiche

1 minuti di lettura
La noalese Martina Favaretto numero 1 del ranking mondiale, seguita da Batini ed Errigo. Prima anche Alberta Santuccio nella spada Il Dream…
Città Metropolitana di VeneziaItaliaMestreNewsSlide-mainSportVenezia

Reyer vince ancora

1 minuti di lettura
Un ottimo primo tempo chiuso sul +18, poi la rimonta israeliana dopo l’infortunio di Santucci. Infine il secondo allungo reyerino. Termina 64-79…
AttualitàIntervisteMarca TrevigianaSlide-mainTrevisoVideo

VIDEO | Dopo i disordini a Milano dilagano fake news che paralizzano diverse città. L’intervento di Mario Conte

3 minuti di lettura
Si diffondono sui social e sulle chat di gruppo una serie di fake news riguardo aggressioni programmate e manifestazioni violente, numerose città…