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Italia forza 4

4 minuti di lettura

Ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina l’Italia conquista ben 4 medaglie in un giorno solo. Bertagnolli oro, Mazzel, Pelizzari e de Silvestro argento

CORTINA – Eravamo a 5 medaglie nei primi tre giorni di gare. In un giorno solo l’Italia si abbuffa. Sulla pista delle Tofane a Cortina infatti arriva una vera e propria valanga di medaglie. Un oro e tre argenti che portano a quota 9 e consolidano il quarto posto nel medagliere.

Giacomo Bertagnolli (alla sua terza medaglia) è oro nella Vision Impaired maschile. Chiara Mazzel (terza anche per lei) nella categoria femminile. E ancora, Federico Pelizzari nella Standing maschile. E infine il più atteso, il portabandiera Renè de Silvestro argento nella combinata sitting.

Tre su tre per Chiara Mazzel

La meravigliosa giornata inizia con l’argento di Chiara Mazzel (guida Nicola Cotti Cottini) nella combinata categoria Vision Impaired femminile.

L’azzurra chiude in 2:04.81, con 3.06 di ritardo dalla vincitrice della gara, l’austriaca Veronika Aigner (guida Lilly Sammer), che ha sciato in 2:01.75. Terza l’altra austriaca Elina Stary (guida Stefan Winter) con 2:05.65. Quinto posto per l’altra azzurra Martina Vozza (guida Ylenia Sabidussi) in 2:10.51.

Per l’atleta trentina arriva così la terza medaglia in questi Giochi dopo l’argento nella Discesa Libera e l’oro nel Super G. Queste le sue parole a fine gara:

“Non mi aspettavo una medaglia in questa disciplina, sicuramente non una medaglia d’argento, potevo sperare magari in quella di bronzo. Invece, devo dire che ho disputato un’ottima seconda manche nella specialità in cui non rendo al meglio. Sono veramente felice”.

Molto felice anche la sua guida, Nicola Cotti Cottini:

“Sono molto contento per questa manche di Slalom. Chiara è stata molto brava perché è la specialità in cui fa più fatica. Non era facile tenere dietro l’austriaca Stary, che va molto forte in questa disciplina. Averla tenuta dietro vuol dire che Chiara ha disputato un’ottima manche, coordinata, mi ha sempre seguito, con una buona velocità anche nel tratto finale”.

Bertagnolli fa l’en plein

La gara successiva è il corrispettivo maschile. In pista scende Giacomo Bertagnolli (guida Andrea Ravelli). L’azzurro è primo dopo la prova di Super G in 1:13.53 e si conferma tale anche dopo lo slalom, chiuso in 42.89, per un tempo complessivo di 1:56.42.

Secondo il britannico Neil Simpson (guida Rob Poth) con 1:57.07, terzo l’austriaco Joahannes Aigner (guida Nico Haberl) con 1:57.46.

L’azzurro ha commentato così la sua terza medaglia in questa edizione dopo l’argento e il bronzo:

“Un bronzo, un argento e ora l’oro: era la medaglia che aspettavamo, che sognavamo, quella per cui ci siamo allenati da quattro anni a questa parte. Ci sono stati tanti imprevisti ma sia io che Andrea abbiamo tenuto duro e ci siamo incoraggiati. Il bello di sciare insieme è proprio il fatto di poterci confrontare, di poterci sostenere a vicenda ed esultare alla fine insieme. E’ la mia undicesima medaglia e il mio quinto oro alle Paralimpiadi e ci sono ancora due gare da affrontare: punto a essere l’atleta italiano più medagliato di sempre”.

Gli fa eco la sua guida Andrea Ravelli:

“Sono felicissimo, è arrivato l’oro che volevamo. Abbiamo addosso una scarica di adrenalina incredibile perché sappiamo quanto questa medaglia l’abbiamo sudata. Sapevamo anche i carichi di responsabilità che avevamo sulle spalle, perché quando arrivi a una Paralimpiade già con delle medaglie al collo le pressioni sono molto più alte e questa tensione alla fine arriva. Oggi abbiamo scaricato tutto; Giacomo ha sentito un brivido diverso, perché ha scoperto che più grandi sono le difficoltà, il carico di lavoro e gli ostacoli che bisogna affrontare per ottenere un risultato e più grande è la ricompensa quando poi tale risultato lo si ottiene. Sono felicissimo ma non è ancora finita: abbiamo un Gigante e uno Slalom da correre. Ora un pò di riposo per permettere a Giacomo di rimettersi per poi ritornare più in forma che mai il 13 marzo per il Gigante”.

Pelizzari d’argento

Tocca poi alla standing maschile. In pista c’è Federico Pelizzari che è bravo a chiudere in 1:59.37 e a conquistare l’argento. Vince il francese Arthur Bauchet (1:58.17) con l’austriaco Thomas Grochar (1:59.99) terzo. Bene anche gli altri azzurri in gara con Davide Bendotti e Luca Palla, rispettivamente quinto e sesto con 2:01.20 e 2:03.33.

Pellizzari ha dichiarato:

“Una medaglia voluta con tutto il cuore, con tutta la fatica e con tutto il sudore che ho messo in questi ultimi quattro anni e specialmente negli ultimi due. In questo periodo ci ho messo una marcia in più perché mi sono detto che, se questa è la vita che voglio fare, allora devo metterci tutto me stesso: l’ho fatto e finalmente questa medaglia ripaga tutto ma ora non voglio fermarmi qui ma continuare a lottare per ottenerle altre. Questa medaglia la voglio dedicare alla mia famiglia in generale, alla mia ragazza ma anche a tutta la squadra perché siamo un gruppo fantastico. Speriamo di incrementare ancora il numero di medaglie rispetto a Pechino: le possibilità ci sono perché siamo una squadra fortissima e spero che possiamo dimostrarlo ancora nelle ultimne due gare”.

Finalmente de Silvestro

L’ultima medaglia di giornata è probabilmente la più attesa. Mancava un portabandiera all’appello del podio dopo l’en plein fatto ai Giochi Olimpici con tutti e quattro gli alfieri a medaglia.

Ed ecco che, dopo due quarti posti, finalmente Renè de Silvestro conquista la sua prima medaglia d’argento a questi Giochi Paralimpici sulla pista di casa. Per l’atleta di San Vito di Cadore è la terza a una Paralimpiade dopo l’argento e il bronzo conquistate a Pechino 2022.

Queste le parole del cadorino:

“Mi sentivo molto bene in questi giorni soprattutto in Slalom. in Super G ho disputato una buona prova, magari potevo limare qualcosa però sono veramente molto soddisfatto della mia seconda manche in Slalom. Ci ho sperato fino all’ultimo, con l’olandese siamo arrivati vicinissimi, gli ho recuperato poco più di un secondo. Per quanto riguarda le prossine gara, nello Slalom posso dire la mia ma anche nel Gigante. Questa medaglia mi ha dato grande serenità perché dopo due quarti posti avevo detto tanta rabbia”.

Photo Credits: Comitatoparalimpico.it

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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