“Se mi fate fare l’interrogatorio… tanto sapete che parlo a ruota… parlerò anche dell’interrogatorio. Faccio conferenza stampa”. Con queste parole Fabrizio Corona è arrivato in Procura a Milano, con circa un’ora di ritardo, per l’interrogatorio che lui stesso ha richiesto nell’ambito dell’indagine a suo carico per revenge porn
MILANO. La denuncia è stata presentata da Alfonso Signorini, direttore di Chi e conduttore del Grande Fratello, a seguito della diffusione di materiale su di lui tramite il format Falsissimo, incluso un contenuto intimo del giornalista. Nei giorni scorsi la polizia ha sequestrato telefoni, tablet e altro materiale digitale nell’abitazione e nello studio di registrazione di Corona, impedendo la diffusione della puntata dedicata al cosiddetto “Sistema Signorini”.
Secondo l’ex re dei paparazzi, l’interrogatorio è durato più di un’ora e si è concentrato soprattutto su presunti reati commessi da Signorini. “Se prendono il cellulare a Signorini trovano Sodoma e Gomorra”, ha dichiarato Corona all’uscita dall’aula, aggiungendo di aver fornito ai magistrati nomi, testimonianze e materiale che – a suo dire – documenterebbero un sistema di favori sessuali legati alle opportunità televisive offerte dal conduttore. Solo pochi minuti sarebbero stati dedicati all’accusa di revenge porn.
Corona ha inoltre annunciato che due denunce sarebbero pronte per essere depositate entro la settimana, tra cui quella di Antonio Medugno, ex concorrente del GF Vip 2021-2022, che ha parlato di violenza sessuale e tentata estorsione. Il fascicolo principale a carico di Corona resta però l’indagine per revenge porn, aperta a seguito della querela di Signorini per la diffusione di foto, video e chat a contenuto sessualmente esplicito.
L’avvocato di Corona, Ivano Chiesa, ha precisato: “Non si tratta di revenge porn, ma della comunicazione al pubblico di possibili comportamenti gravemente illeciti di un personaggio pubblico. Attendiamo che la Procura analizzi anche questi reati gravissimi con la stessa solerzia dimostrata finora”.
Intanto, il caso ha attirato l’attenzione del Codacons e dell’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, che hanno annunciato un esposto alla Procura di Milano, all’Agcom e al Garante per la Privacy, chiedendo trasparenza e verifica dei comportamenti nel sistema televisivo.
Corona ha ribadito che la sua iniziativa non è dettata da vendetta personale: “Mi arrabbio con chi dice che faccio le cose per vendetta. Non ho vendette contro nessuno. Sono in Procura per un’altra indagine che si aprirà a breve, riguardante presunti reati gravi che vanno avanti da circa dieci anni”.
Il conduttore del Grande Fratello, per ora, non risulta coinvolto in alcuna nuova indagine. L’unico procedimento ufficialmente aperto resta quello per revenge porn a carico di Corona. Tuttavia, le dichiarazioni dell’ex paparazzo e il materiale raccolto fanno parlare Corona di un possibile “Me Too italiano”, ispirato al movimento statunitense ma adattato alla realtà dei media italiani.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
