Esteso anche ai Medici di Medicina Generale il servizio gratuito di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana: un passo avanti per un sistema sanitario più inclusivo ed equo
TREVISO – Migliorare la comunicazione tra medici e pazienti con capacità uditiva ridotta è oggi un obiettivo sempre più concreto grazie al potenziamento del Servizio di mediazione linguistica e interpretariato in Lingua Italiana dei Segni (LIS) promosso dall’ULSS 2 Marca Trevigiana. Una delle novità più rilevanti per il 2025 è l’estensione del servizio anche agli ambulatori dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, presenti in tutti i Distretti dell’azienda sanitaria.
Il servizio è gratuito e si avvale della professionalità di interpreti LIS disponibili in videochiamata tramite computer, tablet o smartphone dotati di webcam, rendendo possibile un dialogo diretto ed efficace anche per i pazienti sordi o ipoacusici. Il video-interpretariato è attivo tutti i giorni, dalle 8 alle 18, inclusi i giorni festivi, ed è gestito dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ULSS 2.
L’iniziativa rientra nel progetto regionale “E-Inclusion: Vedo – Sento – Ascolto – Capisco”, finanziato con i fondi del Ministero della Disabilità, e include ulteriori strumenti di supporto sia per i pazienti che per i sanitari. Tra questi:
- Una pagina rinnovata sul sito aziendale con informazioni, materiali utili e quattro video informativi tradotti in LIS per facilitare l’accesso alle strutture ospedaliere.
- Un corso di formazione a distanza della durata di due ore, destinato a medici e operatori di sportello, per fornire strumenti concreti nell’accoglienza dei pazienti sordi.
- Un servizio LIS interno dedicato ai dipendenti dell’ULSS 2 con disabilità uditiva, arricchito da strumenti assistivi per favorire l’inclusione lavorativa e la comunicazione con i colleghi.
Il servizio, attivo da alcuni anni e fornito dalla ditta Veasyt di Venezia, ha registrato nel 2024 635 sessioni, per un totale di 12.300 minuti di videochiamate e 3.620 ore di reperibilità.
«Ai pazienti che presentano questa condizione può capitare di affrontare quotidianamente difficoltà di accesso alle informazioni o problemi di comunicazione – spiega il direttore generale Francesco Benazzi –. Il nuovo servizio consente di superare queste limitazioni, garantendo la piena fruizione e comunicazione con il medico di famiglia. L’obiettivo è quello di creare un sistema sanitario sempre più universalistico ed equo, capace di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, a partire dall’abbattimento delle barriere linguistiche.»
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