«Il tema della vostra conferenza – “Superare le polarizzazioni e ricostruire la governance globale: le basi etiche” – va al cuore del significato e del ruolo della Dottrina Sociale della Chiesa». Ha detto ieri mattina Papa Leone XIV ricevendo in Udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i membri della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, convenuti a Roma per la loro annuale conferenza internazionale iniziata giovedì 15 e conclusa ieri mattina proprio con l’Udienza, alla vigilia della Messa per l’inizio del Pontificato che si svolge oggi domenica 18 maggio, a partire dalle 10:00, in piazza San Pietro.
Per la solenne celebrazione sono arrivate a Roma oltre 150 delegazioni da tutto il mondo. Sono presenti anche le delegazioni ecumeniche e rappresentanti delle altre religioni. Per l’imposizione del Pallio e la consegna dell’Anello del Pescatore, sono stati scelti tre cardinali di continenti diversi, come indica l’ordine di servizio della Messa dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice: il cardinale francese Dominique Mamberti, imporrà il Pallio. Il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, della Repubblica Democratica del Congo, con una speciale preghiera invocherà la presenza e l’assistenza del Signore. Infine, il cardinale filippino Luis Antonio Gokim Tagle consegnerà al Papa l’Anello del Pescatore.
Tornando al discorso del Papa alla Fondazione Leone XIV ha sottolineato che «la Dottrina sociale della Chiesa è uno strumento di pace e di dialogo per costruire ponti di fraternità universale» e in modo speciale «in questo tempo pasquale, noi riconosciamo che il Risorto ci precede anche dove sembra che l’ingiustizia e la morte abbiano vinto. Aiutiamoci gli uni gli altri, come esortavo la sera della mia elezione, “a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace”. Questo non si improvvisa: è un intreccio dinamico e continuo di grazia e libertà che anche ora, incontrandoci, rinsaldiamo». Ha ricordato Leone XIV.
Il richiamo a Papa Leone XIII «vissuto in un periodo storico di epocali e dirompenti trasformazioni» che aveva mirato a «contribuire alla pace stimolando il dialogo sociale, tra il capitale e il lavoro, tra le tecnologie e l’intelligenza umana, tra le diverse culture politiche, tra le Nazioni».
Il ricordo di Papa Francesco il quale nel Messaggio ai partecipanti all’Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita dello scorso 3 marzo aveva usato il termine “policrisi” «per evocare la drammaticità della congiuntura storica che stiamo vivendo, in cui convergono guerre, cambiamenti climatici, crescenti disuguaglianze, migrazioni forzate e contrastate, povertà stigmatizzata, innovazioni tecnologiche dirompenti, precarietà del lavoro e dei diritti». Papa Leone XIV ha poi richiamato al fatto che «su questioni di tanto rilievo la Dottrina Sociale della Chiesa è chiamata a fornire chiavi interpretative che pongano in dialogo scienza e coscienza, dando così un contributo fondamentale alla conoscenza, alla speranza e alla pace». Altro aspetto fondamentale è la «costruzione della “cultura dell’incontro” attraverso il dialogo e l’amicizia sociale».
Un richiamo poi alla rivoluzione digitale in corso «dove il mandato di educare al senso critico va riscoperto, esplicitato e coltivato». Il poco dialogo fa prevalere le parole gridate «non di rado le fake news e le tesi irrazionali di pochi prepotenti». Dunque fondamentali «sono l’approfondimento e lo studio, e ugualmente l’incontro e l’ascolto dei poveri, tesoro della Chiesa e dell’umanità, portatori di punti di vista scartati, ma indispensabili a vedere il mondo con gli occhi di Dio». Da qui l’indicazione «che chi nasce e cresce lontano dai centri di potere non va semplicemente istruito nella Dottrina Sociale della Chiesa, ma riconosciuto come suo continuatore e attualizzatore». I testimoni di impegno sociale, i movimenti popolari e le diverse organizzazioni cattoliche dei lavoratori «sono espressione delle periferie esistenziali in cui resiste e sempre germoglia la speranza». Una raccomandazione importante di cui non dimenticarsi mai: «dare la parola ai poveri».
Foto Agenzia Romano Siciliani
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