Castelfranco Veneto celebra il 250° anniversario della morte di Francesco Maria Preti con una mostra che racconta il fervore culturale e scientifico del Settecento. Un viaggio tra arte, architettura e vita sociale dell’epoca
CASTELFRANCO VENETO (TV). Castelfranco Veneto si appresta a celebrare uno dei periodi più luminosi della sua storia culturale in occasione del 250° anniversario della morte di Francesco Maria Preti, architetto di spicco e figura chiave del Neoclassicismo. La mostra “Studiosi e Libertini. Il Settecento nella città di Giorgione”, in programma dal 25 gennaio al 6 aprile, offrirà ai visitatori un viaggio affascinante tra arte, scienza e innovazione.
Francesco Maria Preti, ricordato come uno dei più grandi architetti veneti del XVIII secolo, fu autore del celebre manuale Elementi di Architettura, che influenzò anche pensatori e architetti internazionali come Thomas Jefferson. Il suo contributo all’architettura del Settecento è evidente in opere come Villa Pisani a Stra, per la quale fu incaricato dall’allora doge Alvise Pisani.
Un percorso che intreccia storia e bellezza
L’esposizione si articolerà in tre luoghi simbolici di Castelfranco: il Teatro Accademico, il Museo Casa Giorgione e Palazzo Soranzo Novello, offrendo un’ampia prospettiva sulla vitalità culturale che caratterizzò la città nel Settecento. Attraverso un allestimento che combina opere artistiche, oggetti d’epoca e installazioni, sarà possibile esplorare il fervente panorama culturale e scientifico dell’epoca, quando Castelfranco fu protagonista del dibattito europeo.
Lavinia Colonna Preti, discendente di Francesco Maria Preti e membro del Comitato Scientifico, ha evidenziato il ruolo centrale dell’architetto Preti nel panorama culturale del Settecento, sottolineando come il suo lavoro rappresenti un ponte tra tradizione e innovazione. Il percorso espositivo metterà in luce anche il contributo dei Riccati, celebre famiglia di studiosi castellanesi che intrecciò musica, astronomia e geometria, dando vita a un dialogo interdisciplinare che sarà raccontato attraverso preziosi strumenti scientifici e documenti d’epoca.
Arte, scienza e vita quotidiana
Oltre all’architettura e alla scienza, la mostra offrirà uno sguardo sulla vita sociale e artistica del Settecento, con una selezione di porcellane delle Fabbriche Cozzi, vetri di Murano e accessori dell’epoca esposti a Palazzo Soranzo Novello. Tra le opere in mostra, le sculture ispirate alla poetica del Canova dialogheranno con i colori di Giorgione, creando un connubio unico tra pittura e scultura.
Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno, ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti un importante strumento per valorizzare il patrimonio culturale di Castelfranco, non solo come celebrazione del passato, ma anche come occasione per stimolare il dialogo tra generazioni e guardare al futuro con una nuova consapevolezza.
Un’esperienza immersiva per i visitatori
Uno degli aspetti più suggestivi sarà l’installazione di 48 specchi presso il Teatro Accademico, che creeranno un gioco caleidoscopico di riflessi per rappresentare simbolicamente la complessità e la bellezza del Settecento. Il percorso culminerà con un’ampia sezione dedicata ai Riccati e ai loro studi sull’ottica e sull’acustica, in dialogo con le teorie di Preti e con il classicismo artistico dell’epoca.
L’inaugurazione è prevista per il 23 dicembre, con una serata speciale presso il Teatro Accademico, che vedrà interventi e momenti dedicati alla figura di Preti e al valore del suo lascito.
Con questa iniziativa, Castelfranco Veneto riafferma il proprio ruolo di protagonista culturale, offrendo un’occasione unica per riscoprire il legame tra passato e presente, in un dialogo che attraversa epoche e discipline.
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