Difesa dell’Assegno Unico in risposta alle polemiche politiche e alle pressioni europee, si evidenziano le possibili modifiche della misura senza cederne all’abolizione
ITALAI. Nella frenesia delle discussioni politiche che si sono intensificate nelle ultime ore, la Premier Giorgia Meloni è scesa in campo per mettere a tacere le voci che circolano sulla possibile abolizione dell’Assegno Unico. In un video diffuso sui social, Meloni, affiancata dal Ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti, ha chiaramente dichiarato: “Non lo aboliremo”. Un’affermazione decisa che mira a dissipare le speculazioni su una misura che, introdotta dal governo Draghi nel 2021, è diventata cruciale per oltre sei milioni di famiglie italiane.
Questa presa di posizione arriva in un momento di forte tensione, alimentata dalle dichiarazioni dell’opposizione e dai rumors su possibili modifiche alla norma. La questione dell’estensione dell’assegno ai lavoratori immigrati, sollevata dalla Commissione Europea, ha ulteriormente complicato il dibattito. La Premier ha chiarito che estendere il beneficio anche agli immigrati potrebbe significare “uccidere l’assegno unico”, un’espressione che sottolinea la gravità della situazione secondo il governo.
Le opposizioni, naturalmente, non sono rimaste in silenzio. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha descritto la possibile cancellazione dell’assegno come un “atto gravissimo”, accusando il governo di voler stravolgere le misure altrui solo per motivi ideologici. Anche Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle ha espresso forti critiche, sottolineando come Fratelli d’Italia fosse inizialmente contrario all’assegno, per poi cambiare posizione.
Ma cosa c’è realmente dietro le dichiarazioni del Governo? Sembra che l’esecutivo stia considerando non tanto un’abolizione, quanto piuttosto una rivisitazione dell’Assegno Unico per renderlo più mirato ed efficace. Tra le ipotesi sul tavolo, si parla di escludere l’assegno dal calcolo dell’ISEE per evitare effetti negativi su altre agevolazioni, o di modificare le premialità legate alla natalità e alle famiglie numerose.
Nel frattempo, l’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, contestando la mancanza di universalità della misura e chiedendo di eliminare il requisito di residenza per i beneficiari. La ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha fatto eco alle preoccupazioni della Premier, avvertendo che accogliere le richieste di Bruxelles significherebbe svuotare la misura della sua efficacia e senso.
La manovra economica che si profila all’orizzonte si preannuncia quindi complessa e densa di sfide. Il Governo Meloni dovrà navigare tra le pressioni interne e quelle esterne, cercando di mantenere l’Assegno Unico senza cedere alle richieste dell’Unione Europea, ma al contempo dimostrando di essere in grado di migliorare una misura fondamentale per il welfare delle famiglie italiane.
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