Sommozzatori dei Vigili del Fuoco contro la forza del mare. Il racconto di Massimo, un vigile del fuoco specialista sommozzatore del nucleo di Genova, intervenuto con la sua squadra sul lungomare di Punta Vagno.
GENOVA – “Usciamo dal distaccamento per il soccorso di una persona sulla scogliera di Punta Vagno, a Genova: il mare è molto formato, ci segnalano onde di quattro e più metri.
Mentre raggiungiamo il luogo d’intervento alla radio ci comunicano di rallentare perché la persona da soccorrere ha raggiunto una zona sicura.
Arriviamo sul posto, scendiamo dall’automezzo e la situazione che ci avevano descritto via radio è totalmente cambiata: il luogo sicuro, dove l’uomo era stato portato, si è trasformato in una trappola. Un’onda lo ha investito e trascinato sulla scogliera sottostante: ora è bloccato tra gli scogli con una ferita sulla nuca.

In squadra siamo tre sommozzatori. Scendiamo sulla scogliera, lo raggiungiamo e quando lo stiamo per portare su una cengia sento le grida dei colleghi della squadra di terra “Attenzione onda!”.
Un attimo e veniamo spazzati via come fuscelli: siamo a più di sette metri lontani dal punto dove eravamo prima. Non vedo Lorenzo e Simone, gli altri due sommozzatori del mio nucleo, ma sento la voce di uno dei due gridare “Occhio che ne arriva un’altra!”.
È meno forte, non ci raggiunge, ci raggruppiamo. Aumentiamo la velocità d’intervento, consapevoli di essere in una posizione tutt’altro che tranquilla. In pochi secondi imbraghiamo l’uomo e, con l’aiuto della squadra di terra e di una scala, lo riportiamo al piano stradale. Risaliamo anche noi. Salvataggio effettuato!”.

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