Il presidente della Regione del Veneto ha criticato la legge irlandese sull’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie, affermando che rappresenta un rischio incombente sulla filiera vitivinicola e un attacco alla tradizione e all’identità italiana.
VENEZIA. Il presidente della Regione del Veneto ha espresso la propria preoccupazione riguardo alla legge irlandese sull’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie. Secondo il presidente, questa legge rappresenta un rischio incombente sulla filiera vitivinicola e un attacco alla tradizione e all’identità italiana.
Il presidente Zaia ha criticato l’Europa per la propria passività di fronte alla messa in pericolo dei prodotti più rappresentativi e affermati sui mercati, affermando che il vino è un simbolo di una produzione “monumentale e identitaria” che ha una storia millenaria.
Il presidente ha sottolineato la necessità di difendere il vino come si farebbe per un monumento prezioso, affermando che assimilare il consumo del vino a un rischio per la salute è un vero e proprio sfregio. Il presidente ha inoltre notato che il consumo di vino è nella maggioranza dei casi responsabile ed estremamente limitato e che la legge irlandese non tiene conto di ogni logica, studio, approfondimento culturale o scientifico.
La legge sull’etichettatura del vino con messaggi di pericolo per la salute è stata annunciata come conversione in legge dalle autorità di Dublino, ma il presidente del Veneto ha sottolineato che l’Europa dovrebbe difendere e tutelare le proprie produzioni tipiche invece di essere passiva di fronte alle normative che le mettono in pericolo. La filiera vitivinicola italiana, in particolare, rappresenta una cultura millenaria che merita di essere difesa e preservata.
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