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Il “Nobel dell’Acqua” al veneziano Andrea Rinaldo

3 minuti di lettura

Celebriamo la Giornata Mondiale dell’Acqua con il massimo riconoscimento mondiale del settore assegnato ieri al prof. Andrea Rinaldo, ordinario di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, dallo Stockholm International Water Institute (SIWI) in collaborazione con l’Accademia Reale Svedese delle Scienze e presentato da Sua Maestà Re Carlo XVI Gustavo di Svezia, patrono ufficiale del Premio.

PADOVA/STOCCOLMA – Martedì 21 marzo 2023 lo Stockholm Water Prize, ovvero il “premio Nobel dell’acqua” è stato assegnato prof. Andrea Rinaldo. Dal 1991, lo Stockholm Water Prize viene assegnato a persone e organizzazioni per straordinari risultati legati all’acqua. La Cerimonia di premiazione si terrà nella Sala d’oro della city Hall di Stoccolma alla presenza di Re Carlo XVI il 23 agosto 2023.

Veneziano, classe 1954, Andrea Rinaldo si laurea cum laude all’Università di Padova in Ingegneria civile idraulica nel 1978. Dal 1986 è Ordinario di Costruzioni idrauliche, dal 1992 nell’Università di Padova. Oggi è anche Direttore del Laboratory of Ecohydrology della École Polytechnique Fédérale Lausanne (CH), e Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia.

«La comunicazione di essere risultato il vincitore dello Stockholm Water Prize mi ha raggiunto mentre mi trovavo in viaggio su un treno da Domodossola a Milano. La segreteria generale dello Stockholm International Water Insitute mi ha chiamato proprio mentre entravamo nelle molte gallerie di quella linea, dove il telefono non risulta raggiungibile. Ho passato un paio d’ore sulle spine, senza sapere esattamente quale fosse il contenuto della telefonata che si era interrotta. Quando finalmente ho avuto la conferma del Premio, si può immaginare la mia emozione», racconta Rinaldo.

“L’acqua per me è casa: Venezia, dove sono nato e cresciuto. E l’acqua è famiglia: mio nonno aveva un’impresa di costruzioni marittime, mio padre, un fratello, mio suocero e mio cognato sono ingegneri idraulici come me, uno dei miei figli ha un dottorato in Ingegneria costiera. Il mio sogno era (ed è) di aiutare a salvare Venezia, la città che di acqua vive ma di acqua rischia di morire”.

Andrea Rinaldo racconta la sua passione per gli studi idraulici che, fin dall’alluvione del 1966 che ha vissuto dodicenne a Venezia, hanno guidato il suo percorso accademico e di ricercatore portandolo al massimo riconoscimento mondiale del settore.

L’acqua granda del 1966

«L’acqua è un bene di tutti – dice il prof. Andrea Rinaldo – essenziale: come scrive il poeta W.H Auden “a migliaia sono vissuti senza amore, non uno senz’acqua”. Le mie ricerche e quelle delle persone che in questi anni hanno lavorato con me, avevano e hanno come scopo quello di rendere equa la distribuzione dell’acqua per tutti (universa universis) nel contesto di una generale progressiva riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche e di una corretta percezione ecologica dei processi controllati dall’acqua.

Nei luoghi dove è concentrato molto del mio lavoro di campo, l’Africa Subsahariana, il Bangladesh, l’isola di Haiti, ma anche nei fiumi alpini in Svizzera, si percepisce chiaramente la necessità di ripensare la giustizia distributiva della gestione delle risorse idriche su scala globale. Quando viaggio nel Sud del mondo per studiare come si propagano le malattie portate dall’acqua, vedo che la distribuzione di acqua sicura è per pochi privilegiati, mentre tutti hanno un telefono cellulare.

Cosí, quando diventa evidente che piani di gestione delle risorse idriche possono causare perdite di biodiversità o portare malattie debilitanti in aree che ne erano prive, è facile valutare l’impatto economico positivo sull’agricoltura, ma non lo è dare un valore ai servizi degli ecosistemi che perdiamo per sempre, o al vero costo dei ritardi cognitivi causati dalle malattie debilitanti. Tutto questo deve cambiare: oggi abbiamo gli strumenti per poter stimare quantitativamente il vero valore del capitale naturale, essenziale per valutare la vera ricchezza (o povertà) delle Nazioni.

I miei studi sulle reti fluviali sono incentrati su piene, siccità e una giusta distribuzione dell’acqua, guardando alle forme naturali dei paesaggi fluviali come corridoi ecologici per specie, popolazioni e patogeni: una chiave potente per capire come funziona la natura.»

«La gestione sostenibile di un bene essenziale quale è l’acqua, risorsa preziosa e da salvaguardare, in quanto limitata, è una sfida cruciale per la nostra società – ricorda Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova –. L’Ateneo patavino è quindi orgoglioso del prestigioso riconoscimento attribuito al professor Andrea Rinaldo, con il quale voglio complimentarmi. Un premio che va a suggellare non solo la sua straordinaria competenza accademica, ma anche la forte passione civile che lo ha visto impegnarsi da sempre per un’equa distribuzione dell’acqua, obiettivo fondamentale per perseguire la riduzione delle
diseguaglianze economiche e sociali del pianeta».

I complimenti di Luca Zaia

“Mai come in questo periodo storico e in questi giorni di preoccupazione per la siccità, possiamo sentirci così onorati e orgogliosi che l’Accademia reale svedese delle Scienze abbia concesso il ‘Nobel dell’acqua’ ad uno scienziato veneto. Al professor Rinaldo esprimo le più vive congratulazioni ed il plauso per il lavoro che sta portando avanti, riconosciuto ad un così alto livello internazionale”.

“Il lavoro del professor Rinaldo affinché l’acqua sia un bene alla portata di tutti assume oggi il valore di un grande richiamo – prosegue il Governatore – e ci rammenta a tutti un impegno perché, come amo ripetere, l’acqua è vita; dobbiamo esserne tutti consapevoli. Oggi è una giornata importante per il Veneto perché un premio di così grande valore va a uno scienziato veneziano di nascita e docente a Padova dove è ordinario di costruzioni idrauliche. In onore della carriera anche sportiva del protagonista, più volte campione nazionale di rugby, possiamo definirlo una meta fantastica”.

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