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“Per l’Ispra va tutto bene, lo sforamento dei voli del Canova non ha avuto alcun impatto dal punto di vista dell’inquinamento acustico. La sostanziale assoluzione di Save che non ha rispettato i limiti dal 2011 a oggi, è imbarazzante, come se il rumore rappresentasse l’unico problema e il trasporto aereo non fosse tra i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica. A parole tutti a fianco di Greta e della sua battaglia contro i cambiamenti climatici, nei fatti il via libera all’aumento dei decolli dallo scalo trevigiano è l’ennesimo tradimento”.

 

È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni, commentando il ‘verdetto’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, inserito nel preambolo del parere finale della commissione Via nazionale del 29 marzo scorso che ha dato l’ok alle richieste di Save, con un incremento di voli da 16.300 a 22.500.

 

 

“Dovremmo incoraggiare il trasporto su ferro – insiste il consigliere trevigiano – Con il treno le emissioni inquinanti sono 44 grammi per chilometro contro le 118 dell’auto e le 140 degli aerei, addirittura il 91% in meno per quanto riguarda soltanto l’anidride carbonica. È un alleato formidabile per combattere i cambiamenti climatici. Andando invece avanti su questa strada, senza intervenire sugli scali aeroportuali, come può pensare l’Italia di rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione Europea con riduzione delle emissioni del 20% entro il prossimo anno, 30% nel 2030 fino ad arrivare al traguardo delle emissioni zero nel 2050? Stiamo voltando le spalle a milioni di ragazzi che da mesi si stanno mobilitando per salvare il pianeta. Inutile applaudirli sui social e sui media quando poi nelle stanze dei bottoni si agisce in maniera del tutto opposta – sottolinea in chiusura Zanoni – proprio come accaduto per l’aeroporto Canova”.

“Adesso anche Save ammette che la situazione dei voli dal Canova ha raggiunto il limite, 11 anni prima del previsto. Peccato che a fronte di decolli e atterraggi da record, ben oltre quanto stabilito dalla legge, manchi ancora la Valutazione di impatto ambientale”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commentando i numeri dello scalo trevigiano e l’annuncio della società che lo gestisce sul raggiunto limite massimo di passeggeri.

 

“Da tempo sindaci, cittadini e comitati ribadiscono che la situazione del Canova è insostenibile oltre che fuorilegge perché manca la Valutazione di impatto ambientale. Il ministero per l’Ambiente fissa un numero massimo di 16.300 voli annui, tetto che non è mai stato rispettato. Anzi. Nel 2017 per esempio sono stati 21.251 e quest’anno c’è stato un ulteriore incremento di quasi il 10%. Ho più volte denunciato la mancanza della Via, lo scorso 22 novembre ho anche presentato una nuova interrogazione evidenziando come ci fosse un conflitto d’interesse per l’assessore all’Ambiente di Treviso, che è anche componente della Commissione Via. La Giunta però non ha ancora risposto.  Nel frattempo aumentano voli e passeggeri, alla faccia della tutela del territorio e, soprattutto, della salute dei cittadini”.

 

“Un ente pubblico dovrebbe metterla al primo posto – insiste Zanoni – invece il silenzio regionale su questa vicenda non mi pare sia un buon segnale. Un traffico così elevato ha effetti sicuramente molto impattanti, possibile che la regione non abbia nulla da dire? Possibile che non riesca a trovare un punto di equilibrio tra l’interesse economico che genera il turismo con quello dei residenti al diritto alla salute? Resto a fianco degli abitanti, dei comitati e delle amministrazioni comunali, dando il mio sostegno in questa importante battaglia per il rispetto delle leggi e per la tutela della salute dei cittadini”.

Zanoni (PD): “Voli oltre i limiti di legge al Canova, situazione insostenibile. No a ulteriori incrementi senza la Valutazione di impatto ambientale”

 

 

“La situazione dell’aeroporto Canova è insostenibile, oltre a essere sprovvista di copertura di legge visto che manca la Valutazione di impatto ambientale”. È quanto dichiara Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, dopo aver letto i documenti che Enac e Aertre hanno depositato tre settimane fa alla Commissione Via nazionale, a integrazione dello studio di impatto ambientale. 

 

“In attesa che arrivi il parere definitivo, e ci vorranno ancora molti mesi, possiamo però dire con certezza che quanto chiesto dall’Ente per l’aviazione civile e dalla società che gestisce il Canova è inaccettabile: non possiamo tollerare un ulteriore incremento di decolli e atterraggi, né lo sforamento notturno dopo le 23”.

 

“In realtà – sottolinea Zanoni – il numero massimo di voli fissato, nel 2007 dal ministero dell’Ambiente, è 16.300, già superato a settembre di quest’anno, tanto che entro il 31 dicembre si stima di toccare quota 23.000. Un aumento che non è ‘neutro’ per la salute e la sicurezza dei residenti: crescono infatti polveri sottili e benzoapirene, l’inquinamento acustico e perfino i rischi dovuti a impatti accidentali con gli uccelli. Ad aggravare il quadro, l’assenza di una Valutazione di impatto ambientale nazionale che non avremo a breve: prima dovrà infatti riunirsi il Gruppo istruttorio della Via Regionale, esaminare il nuovo documento di Aertre ed Enac e dare un parere. Anche per questo continueremo a impegnarci nel contrasto alla crescita fuori misura dei voli dello scalo trevigiano, con le conseguenze negative per la salute pubblica”.

Maltempo ieri sera in molte zone delle provincie di Treviso e di Venezia. I Vigili del Fuoco di Treviso hanno effettuato 18 interventi nella serata, fino alle 2 del mattino.

 

La gran parte degli interventi in Provincia di Treviso sono stati provocati da acqua e da rami caduti su auto, con cinque squadre di Vigili del Fuoco impegnate.

 

Fra gli interventi, uno in via Zermanesa a Mogliano, dove molti rami sono caduti su un’auto, fortunatamente senza danni alle persone.

 

Nella Provincia di Venezia invece un fortissimo temporale con violentissime raffiche di vento ha colpito la Riviera del Brenta nei punti in cui il 6 luglio 2016 una tromba d’aria travolse case e persone causando 1 morto, 72 feriti e la distruzione di molte abitazioni. In molti hanno temuto il ripetersi dell’evento.

 

Sempre nel veneziano si è verificato un caos generale all’aeroporto di Tessera, dove circa 12 voli sono stati spostati al Canova di Treviso. Molti i disagi per i passeggeri, spesso senza indicazioni.

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