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Il parco di via don Luigi Sturzo, nel cuore di Carpenedo, è da oggi ufficialmente intitolato a Eunice Kennedy, fondatrice, nel 1968 di “Special Olympics”, il più diffuso programma di attività sportive nel mondo per persone con disabilità intellettive.

 

Alla festosa e partecipata cerimonia di inaugurazione presieduta questa mattina dagli assessori comunali alla Toponomastica, Paola Mar, e alla Coesione sociale, Simone Venturini, hanno preso parte, tra gli altri, il direttore generale di “Special Olympics Italia Team Veneto”, Elisabetta Pusiol, i consiglieri comunali Barbara Casarin e Giancarlo Giacomin, il presidente di Vela S.p.A., Piero Rosa Salva, i rappresentanti delle forze dell’ordine operanti in città. Presenti inoltre numerosi cittadini, nonché una classe della vicina scuola primaria “Tintoretto” e, come ospiti d’onore, alcuni dei più titolati atleti veneti di “Special Olympics”.

 

“Credo sia molto significativo – ha osservato l’assessore Mar – che l’Amministrazione comunale intitoli questo spazio verde a Eunice Kennedy. Il nostro obiettivo è infatti quello di ricordare non solo grandi eroi o eminenti scienziati, ma anche persone ‘normali’, che abbiano compiuti però gesti importanti per la propria comunità. Eunice, seppur appartenente ad una prestigiosa famiglia, ha saputo pensare anche agli ‘altri’, a chi è meno fortunato.”

 

A distanza di mezzo secolo sono sempre più numerosi, in tutto il mondo, i ragazzi con disabilità che svolgono un’attività sportiva. Anche nella nostra regione, ha ricordato nel suo intervento di saluto Elisabetta Pusiol, non solo i praticanti aumentano, ma ottengono anche importanti risultati, con titoli iridati, europei e italiani conquistati: agli oramai prossimi giochi mondiali di Abu Dhabi saranno ben 14 i veneti che difenderanno i colori dell’Italia.

 

E sono stati proprio  questi atleti, dopo la benedizione impartita dal parroco della chiesa di san Pietro Orseolo, don Corrado Cannizzaro, a scoprire la targa dedicata a Eunice Kennedy.

 

“Lo sport – ha ricordato Venturini – per questi ragazzi è di vitale importanza, per intessere relazioni, acquistare autonomia personale e autostima, dare fiducia ed entusiasmo alle stesse loro famiglie. Ecco perché oggi non intitoliamo il parco solo a una persona, ma ad ‘un’idea’, che deve essere sempre più condivisa, e diventare un’opportunità, per tutti.”

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