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Nel 2019 sono stati macellati in Italia quasi 2 milioni e mezzo tra agnelli e capretti, moltissimi dei quali per celebrare la Pasqua. Ne è prova il numero che si impenna ogni anno a seconda della data in cui cade la festa della Resurrezione.

377.266 i soli agnelli uccisi nell’aprile 2019, contro i 181.515 del mese precedente e i 134.686 di quello successivo (dati Istat).

 

In tempi di emergenza sanitaria, che confermano quanto possa essere rischiosa l’abitudine di cibarsi ostinatamente di animali e con quali gravi conseguenze – ne è testimonianza il diffondersi del Coronavirus a partire da un mercato di animali vivi – per il Pianeta e i suoi abitanti, è doveroso osservare un comportamento governato anche dall’empatia per gli altri esseri viventi. Per risolvere la pericolosa pandemia che stiamo vivendo occorre una obiettiva consapevolezza delle sue origini, non condizionata da interessi di settore, e l’immediata adozione di misure di precauzione perché è ora il momento di fare scelte importanti e determinanti in tema di alimentazione, per il bene di tutti. Consideriamo inconcepibile che le misure restrittive adottate in molti settori, trovino inammissibili deroghe europee e nazionali per il trasporto di animali e, in questi giorni, per la macellazione degli agnelli.

 

 

Per la Pasqua 2020, la situazione oggettiva porterà probabilmente a un minore consumo, ma non a una minore “produzione”, come comunicano le associazioni di settore.

Salvare gli agnelli, non costringendoli a lunghi o brevi viaggi del terrore, non acquistandoli e non mangiandoli, è interrompere anche simbolicamente l’infausta catena che lega la carne alle epidemie e alle pandemie. Non mangiare agnello a Pasqua è un vero segno di pace, di empatia e di ripartenza verso il futuro. Una scelta – questa sì – benaugurante e rispettosa della vita”, dichiara Paola Segurini, Area Veg LAV.

 

“Chi occupa posti di rilievo politico dovrebbe essere il primo a dare l’esempio di revisione dei principi che muovono questo sacrificio ‘rituale’, causato da una tradizione meramente gastronomica che si ripete tutte le primavere, proprio allo sbocciare della nuova vita naturale – afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV – Chiediamo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte di essere il primo a dimostrare che non è necessario mangiare agnello (o altra carne) a Pasqua, per celebrare la vita”.

 

Ma non solo agnelli e non solo a Pasqua: il consumo di alimenti di origine animale non è mai giustificabile, perché implica sempre sofferenza e morte. E si può celebrare lo stesso, con le tante pietanze a base 100% vegetale, gustose e per tutti!

 

Il menù di Pasqua LAV

Sono ormai 16 anni che LAV propone un menù privo di ingredienti di origine animale per celebrare la Pasqua, festa di Rinascita per eccellenza. Per la terza volta, Funny Veg Academy ha ideato il nostro menu pasquale 100% veg: “Insalatina di spinacini e cialde di semi”, una creazione di Simone Salvini per iniziare, seguita dalle “Mezzelune ai semi di papavero e noci” a cura di Veggie Situation, e da una stuzzicante e ricca “Spadellata veg con carciofi e piselli” preparata da Giulia Giunta.

Chiudono in bellezza le vivaci “Mimosine pasquali” di Stefano Broccoli.

 

Qui le ricette e il menù di Pasqua.

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