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Il monumento in memoria del sovraintendente di polizia Antonio Lippiello, morto a 38 anni la notte del 7 gennaio del 2000, mentre inseguiva un’auto di trafficanti di droga, è stato barbaramente distrutto.

 

 

A diffondere la notizia sono stati i sindacati di Polizia FSP Polizia di Stato, Siulp e Sap Venezia, condannando il vile gesto.

 

 

Installato sotto la tangenziale di Mestre, nei pressi dell’uscita Castellana, è stato probabilmente abbattuto con una mazza da muratore, rinvenuta a poca distanza, ipoteticamente venerdì pomeriggio.

 

Le parole incise sul marmo, IL TUO SACRIFICIO SIA AD ESEMPIO DEL NOSTRO DOVERE, sono state vigliaccamente frantumate assieme alla fotografia di Lippiello.

 

    

 

Le indagini per risalire agli autori del folle gesto, sono partite della visione delle telecamere poste sulla tangenziale e quelle dell’hotel lì vicino.

 

 

L’atto di vandalismo è stato compiuto, forse non a caso, nel giorno in cui si celebrava il ventennale dell’associazione Fervicredo, dedicata proprio alle vittime del dovere come Lippiello e a due giorni dalle celebrazioni per l’anniversario della fondazione della Polizia.

 

 

In un Post su Facebook il sindacato FSP Polizia di Stato Venezia ha dichiarato: “…Le immagini della devastazione del cippo in memoria del nostro collega Totò Lippiello fanno male, ma questi teppisti non meritano nessuno sconto nel caso vengano identificati, come sperano tutti gli uomini e donne in divisa. Proprio oggi che è stato festeggiato il ventennale dell’associazione onlus Fervicredo assistiamo ancora a questi atti che dimostrano odio verso lo Stato e verso le forze dell’ordine. Ci sentiamo di dire a questi delinquenti che non dovrebbero mai offendere una divisa perché un giorno proprio un uomo o una donna in divisa potrebbero salvargli la vita.”

 

 

I sindacati hanno già sottolineato che il cippo sorgerà dov’era e com’era.

 

 

Foto credit: Facebook @uglpoliziadistato.venezia

Nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 agosto, la sede di Officina 31021 di Mogliano – prossima all’apertura – è stata vittima di un raid vandalico e intimidatorio da parte di ignoti.

 

Sulla parete colorata dal murales dell’artista Giacomo Bettega è comparsa la scritta W SALVINI, e poco distante, a terra, MORTE AI NEGRI.

 

Negli anni, i progetti di Officina 31021 si sono fortemente focalizzati sui temi dell’accoglienza, dell’inclusione e della cooperazione, al fine si sopperire al clima di razzismo e violenza riscontrato anche nel nostro territorio, promuovendo – al contrario – un modello di integrazione.

 

Basti guardare ai pranzi sociali o alle missioni di cooperazione internazionale in Iraq, al progetto della biblioteca nel Kurdistan iracheno, o ancora all’inclusione dei ragazzi del centro di accoglienza al Summer Nite Love Festival.

 

Per questo sono diventati un bersaglio, non solo in quest’ultima vicenda, ma ormai da mesi, di atti intimidatori?

 

In ogni caso Officina 31021 non intende arrendersi, anzi, intende rafforzare ulteriormente la propria azione, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni, le scuole, le parrocchie e tutti i cittadini moglianesi democratici.

 

Questa sarà la migliore risposta che saprà dare a chi ha creduto di poterli annientare con delle semplici scritte.

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