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“Un calendario della vergogna e dell’ipocrisia, si continua a sparare a specie rare e in declino nella nostra regione, come moretta, combattente e allodola”. A dirlo Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (Movimento Cinque Stelle) dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, a proposito di date e regole della prossima stagione venatoria, approvate qualche giorno fa dalla Giunta: inizio il 16 settembre 2018, termine il 31 gennaio 2019. “Ma – protestano i tre consiglieri – tra pre-apertura di inizio settembre e giornate di posticipo di febbraio, di fatto si potrà sparare per un mese in più”.

 

“Siamo al trionfo dell’incoerenza: l’assessore alla Caccia nel comunicato parla di ‘specie in stato di conservazione sfavorevole’, ma viene permesso comunque di abbatterle anziché proteggerle come avviene in molte altre regioni italiane. Il Veneto, insieme con la Lombardia, ha il record negativo dell’autorizzazione alla caccia di specie in stato di conservazione sfavorevole, quasi una ventina, ma per la Giunta va bene così. Al di là degli slogan, il parere dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) con le importanti indicazioni di tutela della fauna selvatica e limitazione della caccia, non viene preso in considerazione. Non c’è invece nessuna pietà nei confronti di specie che, a causa di cambiamenti climatici, consumo del suolo, pesticidi in agricoltura e bracconaggio rischiano di scomparire per sempre”.

 

“Non c’è alcuna discontinuità col passato – concludono Zanoni, Guarda e Bartelle – Questo calendario, ancora una volta, asseconda i soli i appetiti della lobby venatoria e in particolare della sua minoranza più estremista quella dedita alla caccia dei piccoli uccelli migratori”.

Con una lettera inviata all’assessorato all’Ambiente del Comune di Venezia, la Lega protezione uccelli di Venezia chiede lo spegnimento del proiettore che genera il potente fascio di luce installato per la commemorazione dei cento anni di Porto Marghera. “Il proiettore luminoso da 72mila watt posizionato a Marghera – spiega il delegato Lipu Venezia, Giampaolo Pamio – va a sommarsi a una già compromessa situazione di inquinamento luminoso preesistente, diffuso in tutta la Val Padana. Per quanto riguarda le specie ornitiche stanziali, sussiste una corposa e avvalorata bibliografia scientifica circa le gravi conseguenze comportamentali non solo per gli uccelli ma per tutta la fauna, oltre che per la specie umana”.
Pamio inoltre spiega: “In questo particolare periodo dell’anno il territorio veneziano è interessato da una cospicua fase migratoria dal Sud del Mediterraneo al Centro e Nord Europa. Il fascio di luce potrebbe concretamente disorientare gli stormi di migratori notturni compromettendo il proseguo nella rotta. Al fine di tutelare gli uccelli migratori si richiede pertanto di far oscurare detto faro Ramses II, e in subordine di sospenderne l’accensione sino alla fine della fase migratoria, verso metà aprile”.

 

L’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin, replica alla richiesta spiegando che “Ramses II si spegnerà il 22 marzo come da programma. Escluso il lunedì, che non viene mai acceso, saranno ancora otto i giorni di illuminazione notturna. Questa data resta quella di conclusione dell’esperienza attivata per celebrare i 100 anni dalla fondazione di Porto Marghera”.

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