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Il film diretto da Paolo Genovese, ormai uscito 7 anni fa, diventa una serie.

Questo passaggio dal grande al piccolo schermo è dovuto al grande successo del film, ma anche perché è sempre stata considerata una buona storia da raccontare, tutto qui.

 

La serie presenta un cast con volti molto noti nel panorama televisivo italiano come Claudio Bisio, abituato ai film si è cimentato in un telefilm.

Prodotta da RTI con la partecipazione di Lotus Production, è già disponibile su Amazon Prime Video che è anche uno dei collaboratori nella produzione.

 

Composta da otto episodi racconta una storia sostanzialmente semplice, ma onesto e in poco tempo ha catturato il pubblico con una storia intrigante, ma comunque con toni leggeri e quasi comici rendendola perfetta per tutti.

Un azzardo riproporre questa storia (un po’ come giocare su Leovegas), ma il pubblico sta veramente apprezzando.

 

Tutte le carte in regola per un gran successo

Tutta colpa di Freud ha una trama molto fitta e che non si perde in giri di parole, oltre ad essere comunque divertente, emozionante, a tratti malinconica, ma sicuramente spensierata. Un super mix di emozioni e generi che piace molto a chi cerca una storia accattivante, ma che comunque facendo pensare fa anche strappare un sorriso.

 

Il protagonista è Francesco Tamarelli, interpretato da Claudio Bisio, uno psicologo che ha cresciuto da solo le sue tre figlie, Sara, Marta ed Emma, a cui è particolarmente legato, anche se era particolarmente contento quando le ragazze si sono allontanate da casa.

 

Purtroppo, chi per un motivo, chi per un altro le tre ragazze sono costrette a tornare a casa con il padre. Sara molto vicina matrimonio, non crede più di amare il suo compagno; Marta deve riprendere in mano la sua carriera da assistente universitario dopo una delusione in amore; Emma invece vuole diventare influencer.

 

A rendere più ricco il cast c’è Max Tortora, nei panni del fratello di Francesco, un’ottima spalla comica che sarà veramente un punto di riferimento per tutti i personaggi.

 

Freud non c’entra solo perché Francesco è uno psicologo, ma anche perché attraverso uno studio, si è trovato il modo di associare il sentimento amoroso e come stravolge la vita di ognuno a una nevrosi del pensiero freudiano.

 

Cosa c’è di diverso dal film del 2014

Non può essere né considerato un sequel, né un reboot, questa serie prende solo come spunto il film di Genovese, diciamo che la miscela non è cambiata, ma i contenuti, i luoghi e i volti sì. Claudio Bisio prende il posto che è stato interpretato da Marco Giallini; Marta nel film era interpretata da Vittoria Puccini, alle prese con la gestione della biblioteca di famiglia, avuta in eredità dal nonno e inoltre è legata sentimentalmente con un non-udente, qui invece è un’assistente universitaria che si frequenta con un avvocato lavorista. Sara, che aveva il volto di Anna Foglietta, era nel film una donna energica, gay, e molto spiritosa che torna in Italia dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti decidendo di trovare l’amore in un uomo, con conseguenze disastrose; la giovane Emma invece nella pellicola di Genovese era ancora una studentessa di liceo, legata a un uomo più grande che ha sua volta era sposato con Claudia, diventata poi interesse amoroso di Francesco. Nella serie tv questo triangolo amoroso non esiste, anzi, il protagonista ha una storia d’amore, ma con la sua dottoressa. Il personaggio di Max Tortora, infine, è stato pensato appositamente per diventare spalla comica di Bisio.

 

 

Photo Credits: primevideo.com

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