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Con l’arrivo dell’estate ricominciano i comportamenti scorretti dei turisti in laguna.

 

Ieri sera, intorno alle 23, un agente della Questura mentre stava rientrando a casa da lavoro ha notato due turisti stranieri, un uomo di 28 anni e una donna di 21, che stavano nuotando nel Canal Grande, all’altezza del Ponte di Rialto.

 

I due sono stati visti mentre a nuoto tentavano di attraversare il canale da una riva all’altra, incuranti del pericolo e dei disagi che stavano procurando a vaporetti e imbarcazioni in transito.

 

L’assistente capo della Polizia di Stato, dopo aver intimato loro di uscire dall’acqua, li ha fermati e identificati, sebbene con grandi difficoltà, visto l’evidente stato di alterazione alcolica. Con la coppia c’era una donna di 59 anni di nazionalità statunitense, anch’essa ubriaca, che aspettava gli amici sulla fondamenta.

 

Intervenuta la volante, i poliziotti hanno dato ausilio al collega fuori servizio e hanno trattenuto i turisti che avevano un atteggiamento poco conciliante e non volevano essere controllati dagli operatori, le due donne in particolare inveivano contro gli agenti, insultandoli. 

 

Alla fine le due donne sono state denunciate per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale; la coppia che ha fatto il bagno e ha causato ritardo nel passaggio dei vaporetti è stata denunciata ai sensi dell’art. 23 del Reg. di Polizia Urbana di Venezia per tuffo vietato in acque comunali; tutti e tre sono stati contravvenzionati per ubriachezza molesta.

Il marito si accorge del furto appena commesso e avvisa una pattuglia della Polizia locale, che poco dopo individua i borseggiatori e li arresta in flagrante. È quanto successo giovedì pomeriggio a piazzale Roma: in manette sono finiti due cittadini romeni, V.F., 31enne, e P.A.A., 19enne, rispettivamente il 18esimo e 19esimo arrestato o denunciato dal Corpo da inizio anno per reati contro il patrimonio.
L’intervento si è svolto pochi minuti dopo le ore 18: una coppia di cittadini turchi, marito e moglie di 40 anni, stavano transitando a qualche metro di distanza l’uno dall’altro lungo il ponte della Costituzione. A un certo punto la coniuge è finita nel mirino della coppia di ladri, i quali hanno iniziato a camminare alle spalle della donna riuscendo a impossessarsi del suo portafoglio che si trovava nello zaino che la vittima portava sulla schiena. Il tutto davanti agli occhi increduli del marito, che ha visto P.A.A. mettersi in tasca il bottino. A quel punto l’uomo, senza perdersi d’animo, è riuscito ad attirare l’attenzione di una pattuglia della Polizia locale di presidio in zona, indicando i due borseggiatori. Si tratta di una coppia sospetta su cui la squadra antiborseggio del Corpo aveva già concentrato l’attenzione, scoprendo che prediligeva muoversi soprattutto a piazzale Roma e in zona Rialto. Nonostante controlli e pedinamenti, però, fino a giovedì era sempre riuscita a far perdere le proprie tracce.
Il 19enne e il 31enne sono quindi stati dichiarati in arresto per tentato furto aggravato e sono stati portati in Comando, dove hanno trascorso la notte in camera di sicurezza per poi comparire davanti al giudice stamattina per la direttissima. Al termine dell’udienza V.F., con precedenti specifici per furto, è stato condannato a 6 mesi di reclusione e al pagamento di 200 euro di multa, con divieto di dimora a Venezia, pena non sospesa. P.A.A., incensurato, è stato invece condannato a 4 mesi di reclusione e al pagamento di 120 euro di multa, con sospensione condizionale della pena.

Il musicista, l’infermiera, il mastro vetraio, lo scrittore, il compositore; ma anche il manager nel settore della ristorazione e dell’hotellerie, il pescatore, lo storico, l’architetto, il filmaker. Sono 31 in tutto i veneziani ritratti dal fotografo Paolo della Corte; “(R)esistere a Venezia” è il progetto fotografico che sarà presentato sabato 13 aprile, dalle 18.00 alla Scoletta San Giovanni in Bragora a Venezia (Campo Bandiera e Moro).

 

«L’obiettivo è far capire attraverso le immagini come si vive a Venezia: il mio è un messaggio documentaristico. Non ho soluzioni, ma con le fotografie cerco di comunicare la sofferenza di questa città e dei suoi residenti, quelli che la amano, che sono rimasti, oppure tornati a vivere qui e rimangono in silenzio, sopportando una situazione diventata oramai insostenibile». Spiega il fotografo.

 

«Siamo felici e orgogliosi di ospitare alla Scoletta San Giovanni Bragora. Questa esposizione fotografica che attraverso la forza delle immagini e la qualità artistica del percorso proposto ai visitatori, si colloca nel medesimo solco della campagna di “Venezia è il mio futuro”». Spiega Marco Gasparinetti, portavoce dell’Associazione.

 

 

L’idea di base della mostra

Il fotografo veneziano ha catturato l’immagine dei cittadini, resilienti, che vivono e lavorano a Venezia; l’ha fatto ritraendo come questi resistano alle orde di turisti “mordi e fuggi”, che ogni anno visitano la città. I veneziani sono ritratti avvolti dalla folla di turisti, tra una vertigine di forme e di colori che sembrano quasi sprigionare brusii, strepitii, grida, a rappresentare “il magma sonoro nel quale di giorno s’immerge la città dei foresti”.

 

«L’idea era di rappresentare l’onda umana di turisti, come un muro, esaltando l’immagine dei residenti che appaiono quasi come un fascio di luce tra la folla in movimento». Per far ciò Paolo della Corte ha utilizzato il filtro a densità neutra per allungare i tempi di esposizione; così creando e desaturando i colori delle immagini che ritraggono le persone, mantenendo però la luce autentica di Venezia.

 

«Ho cercato di far capire come mi sento io e come si sentono i veneziani a camminare, vivere, lavorare, in questa città che è alienante, quasi soffocante in alcuni periodi dell’anno». Così Della Corte che ha lavorato le fotografie in postproduzione per riuscire a trasmettere il suo messaggio.

 

 

“(R)esistere a Venezia” documenta la realtà quotidiana dei residenti. Della Corte ammette di non aver avuto difficoltà a raccogliere le “storie” da raccontare. «È stato più difficile scegliere i luoghi che cercare le persone da ritrarre: conosco i soggetti delle fotografie, le loro storie». Poi continua: «È vero ci sono zone in cui si fa sentire di più la presenza dei turisti. Ad esempio quasi ogni giorno percorro il tratto tra San Marco e Rialto, dove ho lo studio, ed è una lotta continua e quotidiana per camminare, conquistare uno spazio, non perdere tempo».

 

Quali sono i volti delle persone che hanno scelto di rimanere a Venezia? Perché hanno fatto questa scelta e cosa provano a vivere ogni giorno il flusso del turismo di massa? Paolo della Corte ha ritratto le persone in ventisette luoghi tra loro differenti; fra questi vi sono: il Ponte di Rialto, Piazza San Marco, Ponte della Paglia, San Trovaso, Strada Nuova, Ponte della Costituzione e Ponte de le Meravegie. Zone considerate ad alta attrazione turistica e spesso affollate.

 

Il progetto “(R)esistere a Venezia”  fa parte di una triologia, iniziata circa tre anni fa con la mostra “Vivere a Venezia. Trasparenze. Storie di Uomini e Anfibi”, al quale è poi seguito “Vivere a Venezia: la Comunità Ebraica”.

 

«Venezia vive ed è unica, bellissima, desiderata e posseduta da venticinque milioni di turisti l’anno… Ma vivono, oppure sopravvivono i cinquantamila veneziani che la abitano ancora? Che cosa li fa resistere all’alluvione di gente che un tempo aveva le sue stagioni e i suoi picchi, come Carnevale, Pasqua e Capodanno, ed ora non si ferma quasi mai?». Scrive il giornalista Alberto Sinigaglia nella prefazione al catalogo della mostra.

 

 

I soggetti fotografati

Tra le persone fotografate si sono volti più o meno noti. Accanto a nomi più conosciuti, come, per citarne alcuni (la lista completa è in allegato) Raffaele Alajmo, Ceo della società Alajmo Spa assieme al fratello Chef Massimiliano, ritratto in Piazza San Marco; invece Alessandro Bressanello, regista, attore e musicista, è stato fotografato in Corte Seconda del Milion; Franca Coin, presidente della Venice International Foundation, Alberto Toso Fei, scrittore, Nuria e Serena Nono, presidente Fondazione Luigi Nono e Artista.

 

Ci sono residenti che hanno scelto di rimanere, oppure di tornare a Venezia, per scelta, per amore, per senso di appartenenza. Tra questi, Claudia Haglich, 24 anni infermiera dell’Ospedale civile di Venezia, residente a Castello; dopo la laurea in infermieristica è stata chiamata a lavorare in Inghilterra. Però la voglia di ritornare nella “sua amata Venezia” è stata più forte.

 

Poi Laura Barozzi, psicologa, esperta in comunicazione, cura con passione progetti ed eventi di educazione sentimentale con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza sulle donne; c’è Alessandro Zane che dal 1986 lavora a Rialto in pescheria. C’è poi Piero Dri, quarto e più giovane remèr di Venezia; egli nel nuovo laboratorio “Il Forcolaio Matto“, dietro la Strada Nova, ha iniziato il suo percorso di lavoro autonomo, realizzando remi e forcole per i vicini gondolieri di S.Sofia, per i regatanti, le remiere.

 

 

Info

Esce in contemporanea con la mostra il libro “(R)esistere a Venezia” in limited edition firmato e numerato, curato da TraRari TIPI edizioni, casa editrice specializzata in pubblicazioni d’arte di Debora Ferrari e Luca Traini, con testi di Alberto SinigagliaGiovanni MontanaroSerena Guidobaldi.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 aprile al 30 giugno 2019, l’ingresso è libero.

 

Orario: dal mercoledì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00, la domenica dalle 16.00 alle 19.00.
Info. [email protected]www.paolodellacorte.eu.

 

 

Chi è Paolo della Corte

Veneziano d’origine, dopo la laurea in Storie dell’Arte all’Università di Ca’ Foscari, ha dedicato al sua vita alla fotografia professionale. Attualmente è docente in fotografia digitale presso l’Accademia delle Belle Arti. Alla Mostra d’arte della Biennale di Venezia e a New York ha realizzato i ritratti di alcuni dei più grandi nomi internazionali: Louise Bourgeois, Jim Dine, Jannis Kounellis, Roy Lichtenstein, James Rosenquist, George Segal, e gli italiani Luciano Fabro, Mario Merz, Fabrizio Plessi , Emilio Vedova e Giuliano Vangi. I suoi archivi conservano fotografie di personaggi famosi e illustri del mondo dell’arte, della cultura, della letteratura. I suoi reportage sono stati pubblicati dalle maggiori riviste italiane e internazionali: “Specchio” de “La Stampa”, “Venerdì” de “La Repubblica”, “Sette” del “Corriere della Sera”, poi Paris Match, Le Monde, Next, Official Voyage, Gault Millau, Hachette, Onnivoro, Paris Match, Liberation, Die Zeit, Feed, Sobremesa, The Guardian.

È disponibile da ieri, nel portale della Regione del Veneto, uno studio ampio e approfondito sul turismo realizzato dall’ufficio di Statistica regionale intitolato “Analisi del Sistema turistico del Veneto: la domanda, l’offerta, l’impatto economico, sociale e ambientale”.

 

“Siamo la Regione leader in Italia nel turismo – spiega l’assessore veneto, Federico Caner – e la conoscenza di questo fenomeno, delle sue diverse e numerose implicazioni economiche, sociali e territoriali, è fondamentale per definire le strategie di gestione di quella che è anche la più importante industria regionale, i cui sviluppi e mutamenti condizionano le scelte di governo in molti altri ambiti, da quello della mobilità e infrastrutture a quello urbanistico, da quello dei servizi alla persona a quello del commercio, soltanto per citarne alcuni”.  

 

“Dopo la presentazione alla BIT di Milano del nuovo portale di settore e in attesa di disporre dei dati ufficiali dei flussi turistici del 2018 nel Veneto – prosegue Caner –, il pregevole lavoro del nostro Ufficio di Statistica consente di valutare, sulla base di dati reali e di stime attendibili, quale impatto abbia il turismo in un territorio totalmente vocato a questa economia, ma anche di capire le caratteristiche dei diversi comprensori che compongono The Land of Venice, indagando situazioni e fatti di stringente attualità come quelli del sovraffollamento di talune destinazioni, della stagionalità e della forza del turismo nel generare ricchezza e occupazione”.

 

Questi, in sintesi, i principali contenuti dell’indagine:

 

Ricchezza e occupazione creati dal sistema turistico

In Veneto dai circa 10 milioni di arrivi turistici totali nel 1997 si è giunti agli oltre 19 milioni nel 2017, registrando un aumento dell’85,2% in vent’anni, pari a una crescita media annua del 3,2%. Le presenze turistiche totali sono passate dai 51 milioni del 1997 agli oltre 69 milioni del 2017, +35,3% e crescita media annua dell’1,5%.

 

Se non vi sono dubbi, quindi, sul fatto che la domanda di turismo in Veneto ha registrato negli ultimi anni una continua crescita, più difficile è misurarne l’entità dell’impatto economico, in quanto il settore è ampio e articolato, con un insieme di prodotti e servizi che trovano origine anche in industrie diverse. In base alle stime del World Travel & Tourism Council, la ricchezza del comparto ‘viaggi e turismo’ generata nel 2017 nel mondo è di 8.272 miliardi di dollari e in Italia è di 223 miliardi di euro.

 

Anche l’Ufficio di statistica della Regione del Veneto ha voluto fare un esercizio dando un quadro sintetico di una filiera turistica “parziale” generata dalle imprese con attività finalizzate completamente o prevalentemente ad attrarre e soddisfare i bisogni espressi dai turisti. Il fatturato generato dalle attività produttive venete dell’aggregato turistico considerato è pari a 15 miliardi di euro nel 2015 e pesa per il 9,8% del fatturato totale italiano del settore. Le sole imprese ricettive venete nel 2015 hanno realizzato un fatturato che sfonda abbondantemente il tetto dei 3 miliardi di euro.

 

Nel 2017, in Veneto, gli occupati in aziende turistiche del ricettivo, ristoranti, agenzie di viaggio, tour operator, trasporto aereo e marittimo di passeggeri, erano 112.400, 32 mila unità in più rispetto al 2011 (+40%). Il lavoro turistico si contraddistingue per una presenza maggiore di appartenenti alle giovani classi (under 35), più frequentemente con un tipo di contratto a tempo determinato (37% contro il 15% del totale settori), con la più rilevante presenza di stranieri (24%). L’aspetto più caratterizzante è la tipologia dell’orario: se la percentuale di occupati veneti che lavorano di sera non va oltre il 22%, per gli occupati nel turismo supera il 71% e la percentuale di persone che lavorano di notte raggiunge il 40%.

Il profilo del turista in veneto

I turisti stranieri in Veneto viaggiano in compagnia (solo il 20% lo fa in solitudine) e nel 2017 hanno speso complessivamente 5,9 miliardi di euro (105 euro al giorno a testa). La spesa media giornaliera più bassa si riscontra per la vacanza al mare (circa 67 euro), a cui si accompagna però la più elevata spesa totale pro capite (circa 490 euro) per effetto della lunga permanenza nei luoghi di villeggiatura (più di 6 notti). Al lago il turista straniero spende al giorno un po’ di più (circa 76 euro), ma  il soggiorno è più breve (circa 5 notti). Le vacanze per cui giornalmente si spende di più sono quelle culturali (134 euro al giorno), enogastronomiche o ‘green’ (circa 132 euro).

 

I tedeschi contribuiscono più di tutti gli altri stranieri: spendono solo 78 euro al giorno ma soggiornano a lungo, soprattutto al mare e al lago, per un importo totale che supera il miliardo di euro all’anno. Americani, russi e cinesi spendono al giorno una cifra  attorno ai 200 euro e permangono 2-4 notti. I giapponesi concentrano tutta la spesa in uno o due notti, ma spendono le cifre più elevate, mediamente 255 euro al giorno.

 

Nel complesso dei viaggiatori stranieri si registra un maggior coinvolgimento della popolazione maschile (60%) e una prevalenza delle persone di mezza età: circa il 20% ha 25-34 anni, circa il 30% ha 35-44 anni, quasi il 40% è tra i 45 e i 64 anni.

 

Prevale il viaggio con un’unica tappa, segue il viaggio con più tappe in Italia, di cui una sola in Veneto, mentre il 7% dei viaggiatori stranieri pernottano in diverse località della nostra regione (quasi un milione all’anno). È questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni del nostro territorio.

 

La stagionalità

Il flusso di turisti nel Veneto è caratterizzato da una forte stagionalità, soprattutto nelle località balneari, lacuali e montane. Dal 2001 a oggi, però, si assiste a un leggero miglioramento per i comprensori lacuale, montano e termale. In particolare al lago si riduce la concentrazione in estate a favore dell’autunno, in montagna aumenta la quota di chi predilige l’estate e l’autunno e per le terme, infine, è aumentata l’attrattività della stagione invernale. Sono gli italiani i clienti più propensi a distribuirsi maggiormente durante la stagione: viaggi a breve percorrenza, ripetibili, meno costosi, in momenti meno affollati sono fattori determinanti per una scelta del periodo di svago e relax anche in mesi di media-bassa stagione.

 

L’impatto del turismo sull’ambiente, il territorio e la popolazione

L’istituzione del ‘contributo di ingresso’ a Venezia ha riproposto decisamente il tema, che non riguarda solo la città lagunare, del delicato equilibrio tra turismo, popolazione residente e ambiente. Il cosiddetto overtourism provoca degrado sociale e ambientale, inquinamento, appiattimento culturale, deterioramento del patrimonio artistico, perdita delle tradizioni locali, soprattutto quando società e ambiente risultano essere più fragili e delicati. D’altro canto, la scarsità di turismo può portare all’impoverimento di un’area e alla riduzione delle risorse finanziarie e dell’interesse per migliorarla e conservarne il patrimonio ambientale e culturale.

 

Considerando i turisti giornalieri e quelli che pernottano in una delle strutture turistiche della regione, si contano mediamente 46 turisti per 1.000 abitanti al giorno, valore che sale a 103 ad agosto, il mese di maggiore affluenza turistica.

 

Sommando la presenza dei turisti a quella dei residenti, in certi periodi dell’anno si verifica che la pressione sul territorio raggiunge anche le 292 persone per kmq, quando per il solo effetto dei residenti è di  267 abitanti per kmq.

 

Venezia a parte, l’impatto del turismo sulla popolazione è più intenso nei comprensori “balneare” e “lago”, molto al di sopra della media regionale. In agosto, in molte di queste località, il numero dei turisti è superiore a quello della popolazione: 1.043 turisti al giorno ogni 1.000 abitanti al “lago”, 1.296 al “mare”. Nelle zone termali i flussi turistici sono maggiormente distribuiti durante l’anno e la pressione sulla popolazione varia da una media annua di 138 turisti per 1.000 abitanti al valore massimo di 183 nel mese di ottobre. In montagna l’impatto del turismo sulla popolazione si mantiene a livelli inferiori (mediamente 46 presenze ogni 1.000 residenti nell’anno), anche nei mesi di massima affluenza turistica (138).

Lunedì mattina, gli agenti del commissariato di San Marco aveva fermato tre macedoni che, dietro piazza San Marco, tentavano di truffare i turisti di passaggio con il solito trucco delle tre scatolette. Durante la perquisizione sono stati trovati €1400 in contanti, prontamente sequestrati.

 

Il magistrato aveva emesso nei loro confronti il foglio di via con l’obbligo di restare fuori dal comune di Venezia per tre anni.

 

Neanche 24 ore dopo, due dei tre scatolettisti fermati sono tornati in azione nella stessa zona, ai piedi del ponte dei Bareteri.

 

I carabinieri del Nucleo Natanti, impegnati in un servizio di contrasto all’abusivismo nel centro storico di Venezia, hanno notato la coppia, un quarantenne e un ventenne di Skopje, intenta a truffare i turisti con le tre scatolette e un tappetino come banco da gioco.

 

Quando i militari sono intervenuti, i frodatori avevano appena raggirato un ufficiale delle forze armate rumene per un importo di €150. Questa volta, per i due sono scattate le manette.

 

Nella stessa giornata, altri due macedoni sono stati fermati sul ponte dell’Accademia mentre stavano sistemando il tappetino, pronti per frodare il malcapitato turista di passaggio.

 

Degli €850 sequestrati, il magistrato di turno ha disposto la restituzione dei €150 all’ufficiale rumeno truffato.

 

Fonte: Venezia Today

Ancora un’impresa di turisti cafoni a Venezia. Sabato scorso verso sera un gruppo di giovani turisti ha tranquillamente fatto il pic-nic proprio davanti il Comune di Venezia.

 

Dopo aver banchettato uno dei giovani del gruppo si è tuffato un Canal Grande e ha fatto una bella nuotata, sguazzando tra i vaporetti e le barche, numerosi a quell’ora.

 

In questo caso, come in molti altri simil – tanti purtroppo – il Daspo, se fosse già in atto, sarebbe la giusta sanzione per colpire chi manca di rispetto alla città.

 

Fonte: Il Gazzettino

Collegamento ferroviario ogni trenta minuti e voglia di fresco dopo troppi musei hanno portato a una impennata di stranieri all’Aquaestate a Noale. I gestori del parco: “Cartellonistica in doppia lingua e formazione al personale per accoglierli, arrivano in particolare dal Nord Europa”. Ed è boom di accessi al nuovo scivolo psichedelico da cento metri

 

 

Arrivano principalmente dal Nord Europa. In particolare da Olanda, Germania e Gran Bretagna. Ma ogni tanto spunta anche qualche francese e qualche scandinavo. Sono i turisti stanchi dell’afa infernale di luglio che dopo qualche giorno a Venezia tra musei e chiese hanno deciso una fuga in piscina. “Un trend in continua crescita, un vero e proprio volano per il turismo del nostro territorio” spiegano i gestori di Aquaestate a Noale, parco acquatico punto di riferimento per tante famiglie con bambini e ragazzi. “Per i turisti è una sorta di gita fuori porta, ogni mezz’ora c’è un treno che li porta qui da Venezia e noi siamo attaccati alla stazione”.

 

Considerato il boom, Aquaestate ha deciso di fare degli investimenti specifici dedicati all’accoglienza degli stranieri. Tutta la cartellonistica è bilingue e il personale è stato formato al fine di dare un ottimo servizio di accoglienza anche nella lingua inglese.

 

D’altro canto, tra le famiglie la vacanza nei parchi divertimento è sempre più ambita. Il motivo? “Si evitano le infinite code in strada tipiche delle mete balneari – spiegano i gestori del parco – i bambini si divertono con le numerose attrazioni in totale sicurezza e i genitori possono rilassarsi e godersi la giornata senza pensieri, respirando un po’ in questi giorni di luglio dove il termometro è sempre attorno ai 30 gradi e l’afa della città si fa sentire”.

 

A due passi da Venezia, Aquaestate di Noale vanta un parco acquatico che si sviluppa su un’area di 40 mila metri quadri di natura e acqua, che quest’anno si è impreziosito con una nuova attrazione che sta registrando un boom di accessi. È “Aquatube”, uno scivolo lungo cento metri e alto dodici: completamente chiuso, per un viaggio psichedelico fra colori e riflessi di luce d’effetto. D’altronde il parco Aquaestate dispone di otto piscine, tra cui la famosa Eldorado di mille metri quadri con il suo Castello Magico, gli scivoli multislide, cascate, getti d’acqua, percorsi e spruzzi improvvisi per il divertimento dei più piccoli in tutta sicurezza. C’è poi lo scivolo Kamikaze per i più temerari e il Toboga ricco di curve, in versione maxi per ragazzi e adulti e mini per i bimbi, senza dimenticare la Laguna Baby con tanto di fontane giganti e idrofungo.

 

Ma oltre alle piscine a all’immenso prato verde dove poter fare pic-nic tra alberi e piante o prendere il sole, c’è il Magico mondo di Ricky che custodisce una vasca con ben quindicimila palline di tutti i colori, tappeti elastici, giochi gonfiabili, il coloratissimo Castello di Ricky e l’amata sabbia per fare i castelli, proprio come al mare. C’è anche un’ampia area sport per tutti i gusti, dal campo da calcetto a quello di basket fino al beach volley e al beach tennis, senza dimenticare i tavoli da ping pong. Per chi invece ricerca una pausa ristoratrice in pieno relax è ideale l’Oasi del Sol, una zona riservata agli adulti con lettini a bordo piscina. Non solo, lo staff di animazione di Aquaestate propone ogni weekend anche lezioni gratuite di acqua-fitness per tenersi i forma, balli di gruppo, spettacoli, tornei e mini club.

Hanno preso servizio questa mattina i 22 nuovi steward voluti dall’Amministrazione comunale per informare e indirizzare i visitatori nell’ambito del progetto messo in campo per un’attenta gestione territoriale dei flussi turistici.

 

Fino al 31 dicembre 2018, secondo il calendario stabilito lo scorso 28 maggio dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica attraverso l’attivazione di deviazioni di flussi pedonali, i guardians effettueranno 7.644 ore di servizio nelle aree nevralgiche della città: piazza San Marco, piazzale Roma, fondamenta Santa Lucia, l’area Realtina, Santi Apostoli, Fondamente Nove, Campo della Carità, Campo San Bartolomeo.

 

Ad augurare buon lavoro ai nuovi steward, che già indossavano la pettorina di riconoscimento con il logo del Comune di Venezia, di Venezia Unica e il claim #EnjoyRespectVenezia, è stata l’assessore al Turismo Paola Mar, insieme al direttore Sviluppo e promozione della città Maurizio Carlin, al direttore Comunicazione di Vela Fabrizio D’Oria e al presidente dell’associazione Piazza San Marco Claudio Venier.

 

“Con il supporto di questi collaboratori multilingue – ha spiegato l’assessore Mar – riusciremo a orientare i turisti principalmente sulle buone pratiche e i comportamenti non consentiti, i luoghi di interesse, le aree di sosta, i bagni pubblici, le fermate del trasporto pubblico, gli uffici di Informazione e Accoglienza dei Turisti, i numeri utili. Il nostro obiettivo è assicurare una migliore gestione dei flussi turistici mediante supporto ai visitatori, anche in collaborazione con gli agenti di Polizia Locale, in punti strategici e sensibili della città e divulgare le buone pratiche del visitatore, così come sostenuto dalla campagna comunicativa di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia per un corretto utilizzo del territorio e dei servizi offerti”.

 Mar: “Un servizio a tutela del decoro della Città e in supporto ai turisti”

 

La Giunta comunale, riunitasi ieri nella sede municipale di via Palazzo a Mestre, ha approvato, su proposta dell’assessore al Turismo Paola Mar, la delibera che prevede l’attivazione di un servizio informativo e di tutoraggio ai turisti mediante l’impiego di steward. Una decisione che si pone come obiettivi:

– dare supporto informativo e orientativo ai turisti principalmente sulle buone pratiche e comportamenti non consentiti, i luoghi di interesse, le aree di sosta, i bagni pubblici, le fermate del trasporto pubblico, gli uffici di Informazione e Accoglienza dei Turisti, i numeri utili;

– assicurare una migliore gestione dei flussi turistici mediante supporto ai visitatori, anche in collaborazione con gli agenti di Polizia Locale, in punti strategici della città;
– divulgare le buone pratiche del visitatore, così come sostenuto dalla campagna comunicativa di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia per un corretto utilizzo del territorio e dei servizi offerti.

 

“Questa delibera – commenta Mar – rientra a pieno titolo nel più organico progetto messo in campo dall’Amministrazione comunale per un’attenta gestione territoriale dei flussi turistici, a tutela del decoro della Città, nonché a garanzia della qualità dell’offerta turistica. Nello specifico – aggiunge l’assessore – tale servizio è previsto per il periodo che va dal prossimo 13 luglio fino al 31 dicembre 2018, secondo il calendario stabilito lo scorso 28 maggio dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica attraverso l’attivazione di deviazioni di flussi pedonali. In particolare, si stima di avvalersi della figura di steward che saranno riconoscibili per l’abbigliamento riportante il logo del Comune di Venezia, di Venezia Unica e il claim #EnjoyRespectVenezia e che dovranno conoscere la lingua inglese e, almeno per la metà di loro, un’altra lingua straniera compresa tra francese, spagnolo, tedesco, russo e cinese.

 

 

L’Amministrazione ha previsto che il servizio conterà la presenza di steward per un totale complessivo di 7.644 ore così suddivise secondo una prima stima di massima che potrebbe subire mutamenti in base alle necessità contingenti: 4.392 ore in area Marciana per 99 giorni di impiego, 1.352 ore sia per Piazzale Roma che per Fondamenta S. Lucia per 79 giorni di impiego e infine 548 ore in altre zone sensibili della città per ulteriori 47 giorni di impiego. Tra queste si ipotizzano l’area Realtina, Santi Apostoli, Fondamente Nove, Campo della Carità, Campo San Bartolomeo. Attraverso l’attivazione di questo servizio potremmo così assicurare il servizio di informazione e accoglienza turistica non solo in modalità back office all’interno degli IAT cittadini ma anche sul territorio, con presidi in aree di maggior pregio e rilevanza architettonica, soggette a maggior pressione turistica e in concomitanza con i periodi e le giornate di maggior affluenza di visitatori. Non solo, si tratta di un’iniziativa che, assieme all’assunzione di nuovi agenti di Polizia locale, permetterà un maggior presidio del territorio. Il nostro impegno in ambito di gestione del turismo è costante – conclude Mar – e lo dimostriamo anche attraverso questa delibera che, a differenza del passato, quest’anno viene finanziata completamente con i fondi del Comune. Un impegno finanziario come corrispettivo pari agli oneri sostenuti da Vela nella misura massima fino a 200.000 euro per acquisire il servizio nel mercato”.

«Simili episodi non possono più essere tollerati. I terminal sono presi d’assalto da gruppi organizzati che molestano i turisti». Il presidente di Ava, Vittorio Bonacini, interviene sul caso delle minacce ai turisti nell’area di sosta della stazione di Mestre. L’Associazione veneziana albergatori, colpita dalle immagini diffuse sui social, ora spera di poter individuare le vittime delle intimidazioni. 

 

Quello dell’accoglienza ai turisti è un equilibrio precario. Basta un dettaglio per far saltare il delicato sistema che, da sempre permette agli operatori veneziani del turismo di garantire l’alta qualità dell’accoglienza e l’attenzione verso l’Ospite.

 

Ecco perché episodi come quello avvenuto sabato davanti alla stazione di Mestre preoccupano l’Associazione veneziana albergatori, che ancora una volta denuncia il degrado in cui versano alcuni tra i principali terminal, vere e proprie porte di accesso della città.

 

 

Le immagini che circolano sui social e l’episodio riportato dalla stampa fanno sobbalzare coloro che investono e operano nel turismo: nel video si vedono alcuni ragazzi, forse nigeriani, minacciare e mettere in fuga un gruppo di visitatori stranieri appena arrivati in città e fermi nell’area a parcheggio breve, costringendoli a rifugiarsi all’interno della stazione. Non sono chiare le ragioni del gesto ma non è certo la prima volta che i turisti vengono importunati appena mettono piede in città.

 

«Un episodio inqualificabile – commenta il presidente Vittorio Bonacini – che denuncia ed evidenzia ancora una volta il degrado in cui versa uno dei principali terminal di Venezia». L’Associazione ora spera di poter in qualche modo individuare le vittime dell’aggressione, che probabilmente si trovano ancora in città.  «Ci auguriamo di poter essere messi a conoscenza dell’identità di queste persone – aggiunge Bonacini – anche perché una volta di più Ava è addolorata e colpita per l’accoglienza riservata ai visitatori. La Repubblica di Venezia è sempre stata terra aperta e rispettosa nei confronti dei suoi ospiti ma le cose stanno cambiando. Certe situazioni non sono più tollerabili».

 

Un problema che non riguarda solo la stazione di Mestre: «Si stanno evidentemente scontando alcune politiche del passato che stanno condizionando pesantemente il nostro presente. Se non saranno riviste, spingeranno alcune zone della città, già difficili, verso il massimo degrado». Uno strapotere di piccoli gruppi organizzati che Ava registra in tutta la città. «Anche a Venezia Santa Lucia – conclude il presidente – i vigilantes cercano, non sempre con successo, di arginare i soggetti che, in qualsiasi ora del giorno e della notte, provano a delinquere molestando e importunando i passeggeri. Personaggi che non portano nulla alla città e che, al contrario, rischiano di danneggiare uno dei principali motori dell’economia di Venezia. Simili episodi fanno sobbalzare coloro che investono e operano nel turismo, che si regge su un delicato equilibrio emozionale in cui le aspettative rappresentano una componente fondamentale e non vanno quindi disattese. Se l’accoglienza deve essere questa, è meglio non farla».

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