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Di recente è stata lanciata una petizione votata a chiedere soluzioni concrete e tempestive, per un rientro a scuola in sicurezza e accessibile a TUTTI gli studenti

 

A poco meno di un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico, l’argomento Scuola è sulla bocca di tutti e le linee guida proposte per la riapertura sembrano aver scontentato tutti.

Critiche arrivano dagli studenti, dai genitori, dagli insegnanti e dagli educatori. C’è mancanza di ambienti spaziosi ad accogliere intere classi, l’organico risulta insufficiente, l’orario è indefinito, i mezzi di trasporto rischiano di non essere in grado di trasportare tutti gli allievi.

 

E a farne le spese in prima persona saranno ovviamente gli studenti, soprattutto quelli domiciliati in periferia e quelli meno abbienti, molto probabilmente costretti a rimanere a casa, impossibilitati ad accedere a una scuola adeguata alle proprie esigenze e rispettosa del diritto all’istruzione.

 

 

La petizione

Di fronte a questa situazione, tutti abbiamo il dovere di mobilitarci perché si intervenga al fine di fornire a OGNI allievo/a le stesse opportunità.

 

Le famiglie sono particolarmente in apprensione e chiedono soluzioni concrete e tempestive, per un avvio dell’anno scolastico 2020/2021 in sicurezza.

 

Negli ultimi giorni è stata così lanciata una petizione in cui si chiede al Governo di definire, nelle singole realtà territoriali, PATTI EDUCATIVI DI COMUNITÀ tra scuole statali e paritarie, dove alle famiglie sia assicurata la possibilità di scegliere la scuola paritaria ritenuta più sicura per il figlio, senza dover pagare rette aggiuntive, attraverso una quota capitaria, che abbia come tetto massimo il costo medio studente o il costo standard di sostenibilità per allievo.

 

IL TEMPO STRINGE!

Il 1° settembre sarà discusso al Senato il decreto semplificazione dove potranno essere approvati i Patti Educativi. Firma anche tu e condividi la petizione per raggiungere più persone: l’obiettivo è 10.000 firme!

Per presentare domanda c’è tempo fino al 31 ottobre.

 

Premiare il merito, la responsabilità e la dedizione allo studio nella scuola e nell’università: è con questo spirito che Banca Prealpi SanBiagio, storico Istituto di credito con sede a Tarzo nel cuore delle Prealpi trevigiane, ha indetto un bando per l’assegnazione di borse di studio alle ragazze e ai ragazzi del territorio.

 

Sono 135 gli assegni messi in palio quest’anno, per un valore complessivo di 66.750 euro: numeri che testimoniano l’impegno crescente dell’Istituto nei confronti dell’istruzione e del sostegno allo studio (nel 2019 erano state erogate 96 borse per un totale di 45.750 euro). Tutto questo in una fase storica che ha visto il sistema scolastico pesantemente colpito dalla recente emergenza sanitaria e in cui uno studente su dieci in Italia ha interrotto la regolare attività formativa, da marzo in poi.

 

Saranno premiati anche gli studenti di terza media

Il premio economico, che andrà a coprire parte delle spese sostenute per l’acquisto di materiali di studio o per le spese d’iscrizione ai rispettivi istituti, ha un valore che varia a seconda del grado di istruzione, del percorso scolastico, e della votazione finale. 800 euro per coloro che hanno conseguito i migliori risultati in occasione della laurea specialistica, 500 euro per la laurea triennale, 400 euro per i ragazzi che hanno superato in maniera brillante l’esame di maturità e – per la prima volta quest’anno – 150 euro per i giovanissimi che hanno ottenuto i voti migliori all’esame di terza media.

 

Chi può partecipare

A partecipare a quest’iniziativa potranno essere i soci studenti e i figli di soci, tramite presentazione dell’apposita domanda e degli allegati richiesti. Tutta la documentazione dovrà essere quindi consegnata presso la propria filiale di competenza entro e non oltre il 31 ottobre 2020. Le borse di studio verranno quindi assegnate entro il mese di dicembre 2020.

 

Il Presidente Antiga: «Premiare i giovani significa per noi scommettere sul futuro»

«Investire nell’istruzione dei giovani del nostro territorio è importante ora più che mai – ha dichiarato Carlo Antiga, Presidente di Banca Prealpi SanBiagio. – Nel mondo di oggi per sopravvivere occorre eccellere: la fase complessa che stiamo attraversando ha fatto emergere una volta di più come l’educazione, la preparazione e la competenza siano elementi essenziali per superare le crisi e saper guardare alla realtà in modo originale e innovativo. In questo senso, gli anni di studio a scuola e in università devono costituire le solide basi su cui costruire un percorso di crescita personale e professionale capace di garantire un valore aggiunto a sé stessi e alla propria comunità. Premiare i giovani che si sono distinti per costanza, passione e risultati significa per noi scommettere sul futuro del nostro territorio».

Sulla pagina Facebook del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre si legge che questo gruppo nasce alcuni anni fa, a Mestre, in risposta all’esigenza degli studenti delle scuole superiori di creare opportunità di confronto e di partecipazione attiva alla realtà politica e culturale che li circonda.

 

L’attività del gruppo si concretizza infatti nel proporre concrete alternative di pensiero e lotta ai coetanei e alla società civile, in diversi ambiti, tra cui la formazione scolastica, richiamando l’attenzione sugli attuali problemi che affliggono la scuola pubblica, il razzismo, per cui si promuove l’integrazione delle realtà emarginate e si incoraggia la multiculturalità, e la cultura, organizzando iniziative culturali e di aggregazione sociale quali cineforum, dibattiti, conferenze, cene, serate a tema, concerti, mercatini di libri usati e tanto altro.

 

Di primo acchito, quindi, chiunque ci si immaginerebbe un disciplinato gruppo di ragazzi e ragazze con l’ambizione di fare del bene e portare una ventata di novità.

 

Quello che è accaduto lo scorsa settimana, invece, dà prova dell’esatto contrario. Mentre il Governo italiano disponeva “in via prudenziale” la chiusura di scuole e università di tutta Italia fino al 15 marzo, questi Millennials e Generazione Z organizzavano una giornata di socialità, sprezzanti delle direttive imposte dall’alto, dimostrando soltanto mancanza di senso civico, irresponsabilità, egoismo e – spiace dirlo – ignoranza.

 

In un momento delicato e di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, il menefreghismo di questi ragazzi in nome dell’anticonformismo di cui si professano promotori denuncia ancora una volta l’incoscienza di tanti giovani e il mancato rispetto dei sacrifici che sta attuando il personale medico di tutta Italia.

 

Lo scorso 5 marzo, sulla pagina Facebook sopracitata sono state pubblicate delle foto e dei testi che immortalano una vergognosa iniziativa.

“SOCIALITÀ CONTRO LA PSICOSI”, si legge: “Oggi abbiamo dato vita a una grandissima giornata di socialità al centro sociale Rivolta!”

Con la chiusura di tutte le biblioteche e di altri spazi di convivialità, gli appartenenti al gruppo hanno pensato bene di organizzare un pranzo e un pomeriggio di studio condiviso, terminato con un aperitivo studentesco. La giornata non si è limitata a questo, però! I rivoluzionari fanno sapere che c’è stata anche una assemblea, in cui hanno discusso insieme a tanti studenti e studentesse di varie scuole la situazione attuale, in particolare:
• la normalizzazione della didattica online, che a detta loro toglierebbe sempre di più il vero ruolo della scuola come spazio di formazione di un sapere critico e di socialità
• il tragico quadro che sta interessando il confine tra Turchia e Grecia
• l’iniziativa in programma l’8 marzo e quella tenutasi il sabato prima alla centrale a carbone Palladio di Fusina.

 

“Con la giornata di oggi siamo riusciti a dare una risposta forte e chiara: davanti alla psicosi collettiva che si sta affermando in questi giorni, noi ci organizziamo e ci troviamo continuando il nostro percorso”, si giustificano.

 

“IN UN MONDO CHE CI VUOLE CHIUSI IN CASA, USCIRE È UN ATTO RIVOLUZIONARIO”, lo slogan di questi stolti, a cui vorrei dire che promuovere la socialità è un conto, mettere a rischio la salute del prossimo è alla stregua di un atto criminale!

Nei giorni scorsi sono uscite, sulla carta stampata e nei Social, molteplici informazioni non sempre esatte riguardanti la scuola Collodi di Marocco.
Si è concluso il periodo in cui le famiglie potevano iscrivere i propri figli online nel sito del Miur: al termine delle iscrizioni sono 12 gli alunni che hanno indicato come prima scelta la scuola Collodi di Marocco.

 

Nella prossima settimana si dovranno verificare eventuali seconde scelte verso la Collodi di alunni rimasti in lista d’attesa altrove.
L’auspicio è che si riescano a trovare 3 alunni per arrivare al numero di 15: tetto minimo previsto dalla norma per la costituzione della classe.

 

È giusto ricordare che anche eventuali cambiamenti da altri plessi o istituti verso la Collodi andranno richiesti alla dirigente scolastica nel corso della settimana per permettere di accogliere, nei tempi previsti, le ulteriori istanze.

 

Considerata l’offerta formativa particolarmente ricca e preziosa, la speranza è che si possa realizzare la classe prima in una scuola davvero prestigiosa che non è per nulla a rischio chiusura, in quanto ad oggi ha oltre centro studenti e il tetto minimo previsto dalla norma è di 60.

 

“Stiamo lavorando perché la nuova prima si costituisca in tempi utili, non possiamo permetterci di perdere una classe in una scuola come la Collodi esempio di impegno dedizione ed eccellenza con un corpo docenti di altissimo livello in termini di capacità e sensibilità, ribadito anche dai numeri dei ragazzi che da anni confermano una partecipazione importante nelle iscrizioni sebbene il periodo storicamente non sia facile”, dichiara l’Assessore Martina Cocito.

Premiati questa mattina, giovedì 28 novembre, nella sala Teatro del Collegio Astori i ragazzi che hanno partecipato al Concorso Agro Altinate, giunto alla sua 5^ edizione. Promosso dal Centro Ricerca Storica Astori e l’Eco di Mogliano, con il patrocinio dal Comune di Mogliano, ha visto la partecipazione di ben sessanta alunni delle scuole medie moglianesi Margherita Hack, Levi Montalcini e Collegio Astori.

 

 

I ragazzi, dopo aver visitato lo scorso anno il Museo Don Giuseppe Polo e aver approfondito la ricerca storica dell’epoca romana, hanno scelto di partecipare al concorso multimediale con i loro manufatti costruiti con materiali vari e arricchiti da video e foto dei progetti.

 

 

Don Giuseppe Polo, l’insegnante e storico morto nel novembre del 2014 dopo cinquant’anni trascorsi all’Astori, aveva fondato il “Gruppo Ricerca storica Astori” ed era diventato un pilastro dell’istituto. Il Museo, a Lui intitolato, contiene numerosi reperti di età romana raccolti nelle campagne moglianesi.

 

   

 

“Sono contentissimo di poter collaborare con questa iniziativa che contribuisce ad accrescere il bagaglio storico culturale dei ragazzi – ha dichiarato l’Assessore alle Identità e Tradizioni locali, Enrico Maria Pavan. – Con l’Amministrazione comunale, stiamo valutando una data e un evento adeguato dove poter ospitare la mostra dei lavori dei ragazzi che meritano di essere visibili a un pubblico vasto”.

 

Tra i partecipanti, sono stati segnalati sei lavori e poi premiati cinque autori dalla giuria presieduta da Luciana Ermini e composta da Don Vito Maurizio, responsabile del progetto, Cesare Bison, fotografo e Giuseppe Dal Todesco. Oltre a un attestato di partecipazione per tutti i sessanta concorrenti, sono stati donati libri storici e dei preziosi braccialetti tecnologici per lo sport dallo sponsor Studio Tecnico Mario Cuzzolin.

 

 

 

 

 

“Sopprimere i treni dei pendolari nelle fasce di maggiore utilizzo è una scelta incomprensibile, un modo singolare che ha Trenitalia di incoraggiare la mobilità sostenibile. Sono solidale con studenti e lavoratori di Orsago e Godega che con l’entrata in vigore del prossimo orario perderanno il collegamento diretto per Conegliano e Treviso. Invito la Regione a intervenire, Trenitalia ha un contratto di servizio e con questo taglio potrebbe risultare inadempiente”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, si schiera contro la soppressione  del regionale 11013 in partenza dalle 6.31 da Udine e con fermate a Orsago alle 7.28 e Pianzano alle 7.33, dal prossimo 16 dicembre.

 

“Ho segnalato personalmente la cosa oggi all’assessore ai Trasporti De Berti in Seconda commissione. Vista l’ora, è uno dei treni più affollati, salgono a bordo oltre 200 persone: la sua eliminazione è assurda, Trenitalia non può agire secondo criteri meramente economici. Le alternative disponibili da Orsago sono un treno in partenza alle 6.29 e uno alle 8.29, oppure andare in direzione opposta, a  Sacile, col treno delle 7.29 e da lì aspettare oltre venti minuti la coincidenza per tornare indietro verso Conegliano e Treviso, allungando così a dismisura i tempi di percorrenza. Trovo questo atteggiamento anche estremamente scorretto perché, ad oggi, ai sindaci di Orsago e Godega non è arrivata alcuna comunicazione da parte delle Ferrovie. Invito anche Zaia, oltretutto siamo di fatto a casa sua a intervenire, sebbene i tempi siano molto stretti, affinché Trenitalia faccia retromarcia e rispetti quanto previsto dal contratto di servizio”.

Anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Elena Donazzan plaude all’accordo siglato tra Regione Veneto, Legambiente, Fondazione Cariparo ed Ente Parco Delta del Po per il recupero e la nuova valorizzazione dell’imbarcazione Goletta Verde come nave didattica.

 

“Invierò una lettera a tutte le scuole del Veneto – annuncia – perché nella loro programmazione annuale tengano conto della nuova opportunità didattica e inseriscano una giornata di formazione sul Delta del Po per far scoprire agli allievi questa esperienza di scuola di mare, di conoscenza ambientale e di scoperta della biodiversità”.

 

“La storica imbarcazione di Goletta Verde, non appena sarà restaurata e riallestita, sarà come un’aula a cielo aperto – sottolinea l’assessore – a beneficio in particolare degli studenti del Veneto che potranno così, con il valido ausilio di esperti, affrontare in presa diretta il tema del rispetto dell’ambiente, in particolare quello marino. Una bellissima opportunità per le nuove generazioni, così attente e sensibili alle tematiche ambientali, per scoprire da vicino la complessità della natura e le sfide da vincere nella salvaguardia dell’ecosistema”.

Studenti e famiglie meno abbienti potranno beneficiare fino a 200 euro di buono-libri per l’acquisto di libri di testo e contenuti didattici alternativi, comprese le dotazioni tecnologiche. Lo prevede la Giunta regionale del Veneto che, anche per l’anno scolastico 2019-2020, su proposta dell’assessore alla Scuola Elena Donazzan, ha avviato il bando per erogare il contributo destinato agli studenti della scuola dell’obbligo, nonché delle scuole secondarie superiore e degli istituti di formazione professionale.

 

Ne potranno beneficiare in via prioritaria le famiglie residenti in Veneto, con un indicatore di reddito equivalente fino a 10.632,94 euro. I nuclei familiari con reddito Isee fino a 18 mila euro concorreranno alle eventuali risorse residue. La somma totale messa a disposizione dal Ministero e dalla Regione Veneto ammonta quest’anno a 5.840.575,30 euro.

 

Le famiglie che intendono avvalersi del contributo dovranno fare domanda via web, a partire dal 16 settembre ed entro il 16 ottobre, al Comune di residenza. Saranno i Comuni ad eseguire l’istruttoria e a verificare il rispetto dei requisiti previsti dal bando e, infine, a erogare il contributo ai beneficiari, sulla base del riparto regionale delle risorse. Lo scorso anno hanno beneficiato del buono-libri 27.458 studenti del  Veneto.

 

“Il buono-libri è una delle misure, come il buono-scuola o i contributi per il trasporto scolastico, con cui la Regione Veneto assicura il diritto allo studio ai ragazzi delle famiglie con minori capacità reddituali – osserva l’assessore Donazzan – sia che frequentino la scuola pubblica, sia quella paritaria o privata”.

“Cari ragazzi, un sincero ‘in bocca al lupo’: sono ore di ansia ed emozione per le prove che vi aspettano da domani, ma sappiate essere voi stessi, consapevoli di quanto avete vissuto e imparato in questi anni”. Il presidente della Regione Luca Zaia rivolge un augurio affettuoso e solidale ai maturandi che da domani, con le tracce di italiano, affrontano la prima delle prove dell’Esame di Stato.

 

“Alla naturale apprensione per questo rito di passaggio, che viene considerato il primo vero esame della vita, si aggiungono quest’anno i timori per alcune novità introdotte nelle prove – prosegue Zaia – Ma la sostanza non cambia: l’esame non è un quiz, oggi più di ieri è la naturale conclusione del vostro percorso scolastico, del cammino di maturazione personale, intellettuale e di conoscenze che avete intrapreso in questi anni. Affrontatelo, quindi, a testa alta, consapevoli che i prof. che vi hanno accompagnato e quelli che vi stanno valutando sono forse più emozionati di voi e sono al vostro fianco per aiutarvi a dare il meglio di voi”.

“Cancelliamo il bullismo con il colore” è un progetto nato dalla collaborazione tra NetlifeLAB, il laboratorio di ricerca e sperimentazione di Netlife s.r.l. Comunicazione e Formazione, e l’Istituto Comprensivo “Colombo” di Chirignago – Mestre.

 

Gli allievi delle classi quinte della scuola primaria hanno realizzato un murales su una parete interna della scuola, che sarà inaugurato questo pomeriggio alle 15, nella sede della scuola (in via Bosso 28).

 

Il soggetto nasce dal racconto “Dipingiamoci di blu. Cancelliamo il bullismo con il colore”, scritto da Francesca Anzalone. Una storia contro il bullismo raccontata attraverso la forma diaristica.

 

I bambini hanno analizzato il testo, lo hanno commentato in un incontro di lettura guidata insieme all’autrice, e di riflessione con gli insegnanti inerente la tematica.

 

Guidati dalla dalla docente della scuola media Giorgia Franzoi, sono stati poi invitati a elaborare dei disegni, creativi e personali che hanno identificato la decorazione murale.

 

In un percorso di alternanza scuola-lavoro sono stati coinvolti anche Maurizio Favaretto, docente di discipline pittoriche del Liceo Artistico Guggenheim di Venezia, e alcuni suoi studenti che hanno aiutato i più piccoli nella fase realizzativa dell’elaborato pittorico.

 

Ha collaborato fornendo colori e materiali anche l’associazione “I Celestini” di Chirignago, impegnata da tempo nell’animazione e riqualificazione del quartiere.

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