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Per chi vive con la distrofia di Duchenne e Becker, ogni firma vale un tesoro  

 

È iniziata l’edizione 2020 della campagna 5×1000 “Una firma che vale un tesoro” di Parent Project aps, l’associazione di pazienti e genitori di bambini e ragazzi con la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, grave patologia genetica rara e degenerativa che non ha ancora una cura.

 

Nel 2019, l’associazione aveva lanciato uno spot a sostegno della campagna con protagonista Marco, un simpaticissimo conduttore TG di 8 anni. Quest’anno il piccolo Marco ci porta a scoprire qualcosa in più sulla sua vita di tutti i giorni in un video “dietro le quinte”: i giochi all’aperto con il fratellino, la passione per la cucina e i motori e il suo sogno di diventare Presidente della Repubblica.

 

Il video, disponibile su YouTube, ci restituisce il ritratto di un bambino allegro e profondo, sereno e proiettato verso il futuro: per contribuire a costruire questo futuro è necessario continuare a sostenere la ricerca scientifica e le attività di Parent Project rivolte a migliorare la qualità della vita dei giovani pazienti.

 

Il 5×1000 è un contributo che non costa nulla a chi lo offre e che, se donato a Parent Project, si trasformerà in sostegno alla ricerca scientifica sulla patologia e ai servizi di affiancamento dedicati alle famiglie che convivono con essa. Il claim “Una firma che vale un tesoro” che contraddistingue la campagna intende sottolineare proprio il valore di questo gesto, semplice ma di enorme importanza per migliaia di bambini e giovani in Italia e nel mondo.

 

Grazie alle migliaia di persone che hanno scelto di sostenere Parent Project, negli anni scorsi è stato possibile finanziare progetti di ricerca scientifica e l’assistenza alle famiglie su tutto il territorio nazionale. In questo momento storico, questa forma di donazione è quanto mai importante per permettere all’associazione di continuare a garantire i suoi servizi essenziali a oltre 700 famiglie e per proseguire nel sostegno alla ricerca.

 

 

Come devolvere il 5×1000

La modalità per devolvere il 5×1000 è semplice: nei modelli 730, Redditi, Certificazione Unica basta inserire la propria firma e il codice fiscale di Parent Project aps (05203531008) nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali, e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a) del D.Lgs n. 460/1997”. Una breve infografica sulle modalità per donare è disponibile sul sito istituzionale; ulteriori materiali sono disponibili sul sito dedicato alla campagna.

 

La campagna sarà animata anche sui social media, attraverso la diffusione dello spot e il coinvolgimento della rete di Parent Project in una speciale “maratona di selfie” per condividere l’invito a donare.

 

La distrofia muscolare di Duchenne colpisce 1 su 5.000 neonati maschi. È la forma più grave delle distrofie muscolari, si manifesta nella prima infanzia e causa una progressiva degenerazione dei muscoli, conducendo, nel corso dell’adolescenza, ad una condizione di disabilità sempre più severa. Al momento, non esiste una cura. I progetti di ricerca e il trattamento da parte di un’équipe multidisciplinare hanno permesso di migliorare le condizioni generali e raddoppiare l’aspettativa di vita dei ragazzi.

 

 

Cos’è Parent Project aps

È un’associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker. Dal 1996 lavora per migliorare il trattamento, la qualità della vita e le prospettive a lungo termine di bambini e ragazzi attraverso la ricerca, l’educazione, la formazione e la sensibilizzazione. Gli obiettivi di fondo che hanno fatto crescere l’associazione fino ad oggi sono quelli di affiancare e sostenere le famiglie dei bambini che convivono con queste patologie attraverso una rete di Centri Ascolto, promuovere e finanziare la ricerca scientifica al riguardo e sviluppare un network collaborativo in grado di condividere e diffondere informazioni chiave.

C’è un Paese è il cuore del messaggio della campagna CEI 8xmille 2020 che mostra, nei fatti, un Paese che accoglie, sostiene, abbraccia e soprattutto consola

 

È l’Italia dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, oltre 8.000 progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e i tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie. Un Paese che non si è mai fermato, che ha combattuto, che ha costruito e che merita di essere narrato.

 

“L’obiettivo della comunicazione 2020 è dare ancora una volta voce a questa Chiesa. Una Chiesa che c’era prima della pandemia, che è stata al fianco del suo popolo durante l’emergenza con i fondi 8xmille e la sua rete di solidarietà, e che sta continuando a progettare, a sognare per ricostruire il nostro futuro insieme”, afferma il nuovo responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni. “Una Chiesa, e un Paese, motivati da valori che sono quelli del Vangelo: amore, conforto, speranza, accoglienza, annuncio, fede”.
Dodici i progetti al centro della nuova campagna, scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni, in Italia e all’estero, attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo.
C’è un Paese racconta una Chiesa che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più fragili.

 

 

Come accade a Morgano, in provincia di Treviso, dove Casa Respiro è un crocevia di attività e cohousing per le persone con disagio psichico, una piccola comunità che accoglie soggetti che hanno bisogno di staccarsi per un breve periodo dalla famiglia. Un contesto che offre stimoli per riprendere in mano la propria vita partendo dal lavoro, dalla formazione e dalla socialità.
La struttura è nata, nel 2013, per rispondere alle richieste di famiglie alle prese con depressioni, psicosi, disturbi dello spettro autistico dei figli.
“Vorrei respirare” dicevano i genitori e Don Mario Vanin si è fatto interprete delle loro ansie e preoccupazioni promuovendo, con il supporto di 60 soci e volontari, l’apertura della Casa a Morgano, dov’è amministratore parrocchiale, un luogo per “dare respiro” alle famiglie, ai singoli e alle comunità. Dentro, 5 stanze doppie, un appartamento e spazi collettivi. Fuori, una lunga lista d’attesa.
Non un parcheggio ma un luogo da cui ripartire. “Se si vive isolati dagli altri, la solitudine è un dolore disabitato, non c’è rinascita. Con la condivisione tutto riprende vita – spiega Don Mario Vanin che è anche delegato della Caritas diocesana tarvisina per la sofferenza psichica – Con un team di professionisti puntiamo su ciò di cui le persone hanno più bisogno: cibo sano, relazioni semplici, laboratori ben fatti. Il territorio deve curare se stesso con nuove terapie: inclusione e vicinanza. O gli equilibri familiari cedono”.

 

In un tempo come quello attuale segnato da tensione sociale, incertezza di vita, precarietà, malessere esistenziale, l’obiettivo che si pone il progetto non è solamente legato al bisogno del singolo o di una famiglia in difficoltà, a causa di un familiare affetto da disturbo psichico, ma è di scommettere su un nuovo modello di solidarietà sociale, capace di passare dal puro assistenzialismo alla promozione delle risorse e dei talenti personali e comunitari.
A Casa Respiro “C’è una modalità residenziale, quindi, io vivo con cinque-sei ragazzi – sottolinea Don Mario – che hanno bisogno di staccarsi dalla famiglia per un periodo, a volte di un anno o di due anni, sulla base di un progetto che coinvolge le famiglie e i servizi. C’è anche una modalità diurna. Noi ospitiamo una trentina di ragazzi che hanno necessità di incontrare delle persone fuori dal contesto familiare, che a volte può essere pesante. Grazie all’impulso e all’ausilio dell’8xmille, con 175 mila euro in 3 anni, abbiamo potuto realizzare spazi all’aperto, una sala per i momenti delle feste, una cucina molto grande. Non avendo sovvenzioni pubbliche ci sosteniamo anche con oltre 200 eventi: cena, musica, testimonianze, con un migliaio di artisti e 15 mila partecipanti”.

Le serate culturali mettono insieme gli ospiti della Casa, le persone comuni e tanti artisti. Il confronto è un forte aiuto e rappresenta uno stimolo per imparare a vivere serenamente la quotidianità superando l’incertezza, l’isolamento e la solitudine.
Vi sono, inoltre, 20 laboratori attivi di manualità con 400 partecipanti: si spazia dalla ceramica al cucito, dalla cucina alla falegnameria, fino alle varie espressioni artistiche e creative. Un vivaio di attività finalizzate alla socializzazione e all’autofinanziamento. In tutte le iniziative si coinvolgono quanto più possibile le famiglie e le scuole del territorio, per sensibilizzarle sul tema della salute mentale.
In Casa Respiro c’è anche un orto sinergico: nello stesso bancale sono coltivate piante differenti, e ciascuna aiuta l’altra a crescere; anche le erbacce sono utili al terreno. Allo stesso modo, nella Casa persone diverse si aiutano a vicenda, sostenendosi e confrontandosi, in un’esperienza di vita al di fuori del contesto familiare e assistenzialistico.

 

Il video racconta la straordinaria realtà di una Casa dove tante persone fragili, dopo aver passato anni molto difficili, spesso in solitudine, hanno trovato un aiuto concreto ed un motivo per tornare a sperare.

 

 

Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica equivale, quindi, ad assicurare conforto, assistenza e carità grazie ad una firma che si traduce in servizio al prossimo. La Chiesa cattolica, ogni anno, si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovarla, a sostegno della sua missione.
L’utilizzo dei fondi è rendicontato, con trasparenza, sul sito istituzionale www.8xmille.it dove si può consultare la Mappa 8xmille, interattiva ed in continuo aggiornamento, per conoscere le singole opere realizzate, in Italia e nel mondo, vedere i fondi assegnati e scoprire, nel dettaglio, come sono stati impiegati. In evidenza anche i dati relativi all’emergenza Covid-19 con l’indicazione degli stanziamenti straordinari disposti finora dalla CEI: fondi per 237,9 milioni di euro, provenienti da risorse 8xmille. È presente, inoltre, una nuova sezione “Firmo perché” con le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole.

Celebrare l’importanza della tutela dell’ambiente, sostenere il concetto di economia circolare e favorire una sempre più marcata cultura del riciclo. Con questi auspici viene lanciata la nuova campagna multimediale di Acqua Minerale San Benedetto, dal claim “Una scelta Sostenibile”.

 

Un importante progetto di comunicazione che ha l’obiettivo di raccontare al grande pubblico la filosofia green del Gruppo leader in Italia nel beverage analcolico e il percorso virtuoso intrapreso per ridurre il proprio impatto ambientale. Un impegno trasversale che coinvolge tutta l’azienda ma che offre al tempo stesso al consumatore, scegliendo San Benedetto, la possibilità di trasformare il gesto quotidiano del bere in un’azione più responsabile e rispettosa per l’ambiente.

 

Vittorio Brumotti ambassador d’eccezione

La campagna è partita ieri, domenica 14 luglio, con un nuovo post firmato dall’agenzia The Beef, on air sulle principali reti televisive italiane. Protagonista è l’Acqua Minerale San Benedetto Ecogreen, la linea di prodotti con il 100% di emissioni di CO2 eq. compensate – attraverso l’acquisto di crediti per finanziare progetti di riduzione dei gas effetto serra – e realizzata con plastica riciclata, fino al 50%, il massimo consentito dalla normativa italiana.

 

 

A fianco di San Benedetto c’è Vittorio Brumotti, Ambasciatore FAI, campione di bike trial, vincitore di 10 Guinnes dei Primati e difensore civico contro il degrado con le sue inchieste su Striscia la Notizia. Brumotti racconta i risultati ambientali ottenuti dall’Azienda sensibilizzando il consumatore sulla sfida più importante: mantenere l’equilibrio della natura anche attraverso piccoli gesti quotidiani come il riciclo delle bottiglie in PET.

 

Oltre allo spot televisivo, la campagna prevede una pianificazione sulla stampa quotidiana e una declinazione digital con focus specifico sul sito sanbenedetto.it completamente rinnovato nella sua sezione dedicata al tema della sostenibilità.

 

Un commento di Vincenzo Tundo, Direttore Marketing di Acqua Minerale San Benedetto

“Abbiamo scelto di associare al nostro impegno green il volto di Vittorio Brumotti perché ci accomuna una visione di tutela e sensibilità ambientale.” – dichiara Vincenzo Tundo, Direttore Marketing di Acqua Minerale San Benedetto –“Un tema fondamentale che portiamo avanti da oltre 10 anni attraverso un approccio scientifico che ha condotto a dei risultati importanti: aver ridotto le nostre emissioni complessive grazie ad interventi di processo e di prodotto come: l’alleggerimento di peso delle bottiglie, l’uso di PET Riciclato, l’adozione di un network produttivo che valorizza le risorse del territorio e riduce le distanze di trasporto, per arrivare, con la linea Ecogreen, alla completa neutralizzazione delle emissioni residue”.

 

Un commento di Vittorio Brumotti

“Sono molto orgoglioso di essere stato scelto per questo ruolo – afferma Vittorio Brumotti – in quanto rispecchia in pieno quelli che sono i miei valori in tema di ecosostenibilità e tutela ambientale. Da sempre mi batto per rendere il nostro pianeta meno inquinato e più pulito anche attraverso la promozione di gesti quotidiani come il corretto riciclo”.

 

San Benedetto è stata la prima azienda nel settore a realizzare un accordo con il Ministero dell’Ambiente per misurare il proprio impatto ambientale e progressivamente abbattere le emissioni di CO2. Esempio tangibile dell’impegno di San Benedetto è stata la linea Ecogreen, la prima acqua minerale in Italia a ricevere dal Ministero dell’Ambiente il logo del programma per la valutazione dell’impatto ambientale. In cinque anni, sulla Linea Ecogreen sono state ridotte le emissioni di gas effetto serra del 18,7%*: un risultato pari alla CO2 assorbita in un anno da 140.767 piante oppure all’emissione generata da un camion di taglia 40t che percorre una distanza pari a 1.227.616 km trasportando una tonnellata di prodotto. Una vocazione, quella di San Benedetto, che è anche un impegno verso quei territori in cui l’azienda è presente con le produzioni. Ne è testimonianza il “Progetto Network” che coinvolge cinque siti produttivi in Italia e che ha consentito di valorizzare le acque locali presenti nel territorio, avvicinando la produzione ai luoghi di consumo e riducendo l’incidenza dei trasporti. In questo modo sono state evitate nel 2018 l’emissione di 19.618 t di CO2 eq., vale a dire 24.537 Km in meno percorsi “su gomma”, l’equivalente di circa 13 volte l’Italia intera da Nord a Sud e viceversa.

 

 

Photo Credits: Paolo Spadacini

 


* (dato su base litro, produzioni effettuate nei siti produttivi di Scorzè, Viggianello e Popoli, confronto 2018 vs. 2013 – certificato di verifica CSQA n°53485 del 23/04/2018).

Sabato 8 giugno, l’Avis Provinciale di Treviso ha presentato in anteprima nazionale lo spot “Insieme è più bello”, interpretato da un gruppo di giovani avisini (dai 18 ai 35 anni), chiamati a veicolare la bellezza del dono con un video rivolto ai coetanei.

 

Il cortometraggio condensa in 1′ e 20” la storia di Federico e Federica, i due protagonisti. Entrambi donatori nella vita reale, fedeli alla loro amicizia nel film. Davanti alle telecamere lui vuole farle una misteriosa sorpresa. Per Federica si tratta della sua prima volta. Subentrano gli amici nei panni dei testimoni, pronti a spiegare lo stato d’animo della coppia in attesa di capire cosa accadrà. C’è grande suspense fino all’ultima scena quando Federico propone a Federica di entrare a fare parte dell’Avis. È questo il regalo che Federico aveva in serbo per la sua amica, per lei è la prima volta come donatrice Avis, accolta tra sorrisi e applausi.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è nato con la volontà di parlare ai giovani spiegando loro qual è la forza dell’Avis e la bellezza di entrare a far parte della nostra grande famiglia condividendo un impegno solidale che aiuta a fare e a farsi del bene. Lo spot è frizzante, usa parole capaci di raggiungere le nuove generazioni, cercando di trovare un linguaggio comune per toccare le corde del loro cuore» spiega entusiasta Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso. “Insieme è più bello” lancia quindi un invito collettivo alla donazione attraverso i media tradizionali, senza tralasciare le nuove piattaforme frequentate dai giovani, Facebook, Instagram e Twitter.

 

 

Il cortometraggio, interamente girato nella Marca Trevigiana, è stato messo a punto dopo un casting promosso all’interno dell’associazione avisina individuando i potenziali attori tra coloro che hanno partecipato al concorso “I volti del dono”. Si tratta di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni che hanno aderito all’iniziativa pubblicando sui social avisini la propria foto per fare un carico di “mi piace” e diventare testimonial della donazione. Ecco che sono diventati protagonisti dello sketch: Erika Bonotto, Francesco Cadamuro, Giovanna Gaborean, Roberto Paladin, Simone Tommasini, Federica Bottega e Federico Gerhardinger affiancati da Paola Panontin e Riccardo Acciai.

 

 

 

«Abbiamo voluto fare una selezione coerente e credibile con la parte da interpretare. Trovare solo degli attori professionisti per fare promozione senza mai aver allungato il braccio non sarebbe stato lo stesso. Per questo abbiamo voluto coinvolgere i partecipanti del concorso “I volti del dono” che sono a tutti gli effetti donatori – prosegue la presidente Pradal – La linfa vitale dell’Avis è il ricambio generazionale, abbiamo sempre bisogno di nuove leve e dobbiamo “ringiovanirci” di continuo. Per farlo occorre saper parlare ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice, diretto, convincente e coinvolgente».

 

 

Un impegno che l’Avis Provinciale di Treviso sta portando avanti da tempo.

 

Durante l’anno scolastico 2017/2018 l’invito avisino alla donazione è entrato in 38 scuole della provincia di Treviso coinvolgendo ben 3.513 studenti dai 6 ai 18 anni.

 

Un’attenzione che dà buoni frutti: la fascia di età più attiva nella donazione di sangue va infatti dai 25 ai 40 anni e tra le 4.000 nuove idoneità annuali c’è una buona rappresentanza di under 25.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è a tutti gli effetti uno strumento didattico che può essere proposto all’interno delle scuole ma è anche formulato come un concept di comunicazione emozionale accessibile ai giovani attraverso gli altri canali digitali presenti in Rete» sottolinea Manuel Gualandi, co-direttore creativo di CGA Art Agency che ha elaborato e realizzato lo spot.

 

 

La storia di “Insieme è più bello” sembra destinata a non finire qui. «Il progetto potrebbe avere un seguito – conclude Pradal – la sfida della solidarietà è sempre aperta e noi dobbiamo essere sul pezzo, e veicolare l’importanza della donazione di sangue restando al passo con i tempi».

 

 

Treviso entra ufficialmente a far parte dell’Associazione Città Murate del Veneto. Oltre alla valorizzazione delle mura cittadine, già fortemente espressa dal sindaco Mario Conte e sancita dalla sua iniziativa di rendere accessibile a tutti il tratto che va da viale Bartolomeo d’Alviano a piazzale Burchiellati, l’interesse della neo Amministrazione si è concentrato in particolare modo sul progetto promosso dall’Associazione Città Murate del Veneto: un progetto dedicato a far conoscere le bellezze delle città murate in Cina e che intende inserirsi all’interno della “Via della Seta”, la nuova importante via commerciale e turistica promossa dal Governo cinese di cui il Veneto fa parte.

 

Nell’ambito di questo progetto, ieri l’amministrazione Conte ha accolto a Treviso una delegazione, di cui han fatto parte docenti e studenti del New York Institute of Technlogy, della Communication University of China, del Shanghai Publishing and Printing College e della University of Wollongong in Dubai, guidata dal Prof. Vincenzo de Masi della NYIT e da Massimiliano D’Ambra, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Città Murate del Veneto, che han condotto le riprese per un video pubblicitario e un documentario, dedicato alla città murate venete, che saranno presentati in Cina in varie sedi, tra cui nell’ambito del 2018 Silk Road Business Summit che si terrà a Zhangjiajie City il 15-17 ottobre prossimo e dedicato in particolar modo allo sviluppo turistico tra Italia e Cina.

 

Il progetto è stato voluto dal Presidente dell’Associazione Città Murate del Veneto e sindaco di Montagnana Loredana Borghesan: “Le città murate del Veneto rappresentano una realtà storica, artistica e culturale che trova rari esempi in Europa. Stiamo facendo un grande lavoro di relazione, affinché le nostre città, le nostre tradizioni e la nostra cultura del buon vivere siano apprezzati in Cina. Cerchiamo di rivolgerci soprattutto a un target turistico che rifugge le grandi mete ed è invece alla ricerca di percorsi turistici minori solo perché meno stereotipati, ma di grande effetto emotivo, artistico ed esperienziale”.

 

La delegazione, dopo aver visitato i principali monumenti della Città, è stata accolta da Stefano Zanotto nel suo locale Terrazza San Tomaso, unico nel suo genere perché alloggiato proprio sopra le mura cinquecentesche della città, per far assaporare alla delegazione, complice Prosecco e cicchetti, il connubio, quello tra arte e piaceri conviviali, la cosiddetta “trevigianità”, che rappresenta un tratto distintivo di Treviso.

 

Ma la bellezza delle mura trevigiane va decisamente oltre la “superficie”. Il momento è stato, infatti, seguito da una visita alla casamatta cinquecentesca di Porta San Tomaso, condotta dall’Associazione Treviso Sotterranea, in particolare dal suo Presidente Roberto Stocco, dal vicepresidente l’architetto Simone Piaser e dall’archeologa Sara Paris, e molto apprezzata dalla delegazione.

 

L’assessore ai Beni Culturali e Turismo, Lavinia Colonna Preti, ha così spiegato le linee strategiche del progetto: “Oltre a voler rafforzare il rapporto costruito negli anni dal Comune con l’Associazione Treviso Sotterranea, come da me già più volte dichiarato, puntiamo insieme all’Associazione Città Murate del Veneto a sviluppare progetti che possano far diventare attrattiva Treviso per il viaggiatore cinese del futuro. Non pensiamo, infatti, agli stereotipi del cittadino cinese che si sposta in gruppo interessato solo allo shopping: il 39% dei viaggiatori del Paese del Sol Levante sono Millennials, la cosiddetta generazione Ypsilon è stimata in 300 milioni di persone. Per loro, che preferiscono muoversi in autonomia e sono interessati anche a percorsi culturali alternativi ed esperienziali, l’Italia è la seconda destinazione preferita in Europa. Ecco perché, anche grazie ai progetti dell’Associazione Città Murate Venete, vogliamo dialogare con la Cina e creare le premesse per far sì che questo pubblico, oltre a Venezia, si fermi anche a Treviso”.

Sono state girate tra Venezia e Mestre, con il pilota Jorge Lorenzo, le immagini per lo spot promozionale della prossima tappa del MotoGP, che si svolgerà domenica 3 giugno al Mugello.

 

Le riprese che hanno visto protagonista il pluricampione del mondo sono state realizzate in piazza Ferretto a Mestre, in piazza San Marco e in Bacino a bordo di una gondola, oltre a Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia.

 

Con l’occasione Lorenzo ha accettato la proposta di diventare testimonial di #EnjoyRespectVenezia, la campagna di sensibilizzazione del Comune di Venezia per il rispetto e il decoro della Città che ha già coinvolto illustri personaggi della musica, dello sport, del cinema e dello spettacolo, nazionali ed internazionali.

 

A portare i saluti del sindaco Luigi Brugnaro è stato il presidente della commissione sport del Consiglio comunale Matteo Senno.

Le riprese si sono svolte grazie alla collaborazione di Vela, Casinò di Venezia e associazione Gondolieri.

Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della sindrome di Down, un evento che ha l’obiettivo di sfatare stereotipi e pregiudizi sulle persone che hanno questa sindrome approfondendone la conoscenza sia in termini scientifici che sociologici.
La Giornata, riconosciuta dalle Nazioni unite nel 2012, è stata istituita nel primo giorno di primavera per ricordare la caratteristica genetica alla base della sindrome (trisomia della coppia cromosomica 21), diffusa in tutto il mondo.

 

Attraverso il tema scelto per il 2018, “Il mio contributo alla società”, (#WhatIBringToMyCommunity #WDSD18) si vuole evidenziare il valore aggiunto che le persone con Sindrome di Down portano nel mondo della scuola, del lavoro, del tempo libero e combattere i pregiudizi che le vedono ancora solo come persone da assistere.

 

Negli ultimi 40 anni in Italia ci sono stati molti cambiamenti, si è allungata l’aspettativa di vita, i bambini con Sindome di Down frequentano la scuola di tutti, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie al loro impegno, a quello delle loro famiglie e delle associazioni, ma molto resta ancora da fare.

 

“La collaborazione tra Aipd e Comune di Venezia – sottolinea l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini – è solida e ha permesso di realizzare importanti percorsi di autonomia personale. Ho avuto occasione di conoscere i ragazzi e fare delle esperienze con loro e ho respirato un’atmosfera di gioia e voglia di crescere. L’Aipd fa in modo che le persone siano protagoniste della loro vita, attraverso percorsi di inserimento lavorativo, di vita indipendente e di partecipazione alla vita della città”.

 

“Ogni alunno, anche il bimbo e ragazzo con la Sindrome di Down – aggiungono gli operatori della sezione di Venezia-Mestre di Aipd – possono arricchire la classe con la loro persona ed esperienza di vita. In quest’ottica, l’associazione propone alle scuole incontri di sensibilizzazione e momenti di confronto sul tema della ricchezza di essere tutti diversi”.

 

All’interno delle diverse iniziative legate alla Giornata mondiale della Sindrome di Down, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Venezia, l’Aipd sezione di Venezia–Mestre e il ristorante “Molo di Venezia”, venerdì 23 marzo si realizzerà una cena nel locale di via dell’Elettricità per i ragazzi dell’associazione Aipd, con circa 50 partecipanti, musica e dj, con l’intento di trovarsi in compagnia uniti dal piacere di divertirsi insieme.

 

“Ringrazio fortemente il ‘Molo di Venezia’ – conclude l’assessore Venturini – per la disponibilità a offrire una serata di gioia e divertimento ai ragazzi di Aipd. Ai titolari arrivi il ringraziamento del Comune di Venezia”.

 

Qui, il video spot integrale realizzato per la Giornata mondiale Sindrome di Down 2018.

 

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