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“Avanti con la pulizia nelle nostre città dove non vogliamo ci sia più spazio per mercanti di morte e delinquenti. Ringrazio, anche a nome di tutte le persone per bene, la Squadra Mobile di Belluno per la brillante operazione che ha portato all’arresto di un gruppo di spacciatori stranieri che ora ci auguriamo solo vengano rispediti al loro paese in fretta”.

 

Così il Presidente della Regione esprime il suo apprezzamento alla Polizia di Stato del capoluogo dolomitico; dopo che questa ha individuato e arrestato un gruppo di stranieri incensurati, senegalesi e gambiani, richiedenti asilo. Gli spacciatori erano, tra l’altro, ospiti in strutture di accoglienza della provincia che avevano instaurato un giro di spaccio nel parco di Lambioi.

 

“Ecco cosa produce una immigrazione irregolare, grazie al buonismo peloso dei governi che ci hanno preceduto – aggiunge il Governatore -. Ancora una volta ripeto che il Veneto non è una terra di conquista per chi pensa di venire qui a violare la legge e vivere di reati. Questo gruppo di malviventi, inoltre, appare ancora più detestabile perché dietro alla facciata di necessità umanitaria mascherava un mercato mortale per i nostri ragazzi in un parco che è un’oasi frequentata da giovani, famiglie, mamme con bambini”.

 

“Non è più possibile tollerare situazioni del genere – conclude il Presidente -. Forse c’è qualcuno che ancora è incline a giustificazioni in nome di una malintesa attenzione umanitaria. Io insisto nella pretesa che gli spazi delle nostre città devono tornare a disposizione delle persone per bene e basta”.

Si susseguono gli interventi delle radiomobili della Polizia locale del Comune di Venezia in tutti i quartieri della terraferma, nell’ambito del programma straordinario di controllo serale del territorio.

 

Le pattuglie del dispositivo di prevenzione sono ripetutamente intervenute in aree o microzone sensibili, in particolare:

– in via Rio Cimetto, nell’area verde di fronte alla chiesa di Santa Barbara, in cui talvolta viene segnalata la presenza di personaggi sospetti, è stato sorpreso un cittadino di nazionalità nigeriana in possesso di diversi grammi di marijuana. Lo spacciatore ha tentato invano di liberarsi dello stupefacente al momento del controllo;

– al quartiere Altobello sono stati quotidianamente posti in essere interventi di controllo di giovani soggetti problematici per la sicurezza urbana. In un’occasione, nel corso di tali controlli, in Piazzale Madonna Pellegrina, è stato rinvenuto un arnese provvisto di lame e martelletto, utilizzabile per effrazioni;

– in una tenda all’interno del bosco di Mestre, in zona quartiere Pertini, sono stati trovati due coltelli illecitamente detenuti da una persona individuata, anche se al momento del controllo non era presente;

– sanzioni sono state elevate sia lungo la via Terraglio che lungo la via F.lli Bandiera, a carico dei clienti che si intrattenevano o stavano contattando prostitute presenti sul posto;

– un veicolo rubato è stato invece rinvenuto in via Cherso, località Gazzera.

 

Particolare attenzione è stata poi posta al controllo del sottopasso ferroviario che congiunge le vie Dante e Rizzardi, del parco Catene, dei pubblici esercizi che presentano profili problematici, dell’area di via Salettuol, del parco Albanese, dei parchetti di via Mestrina e via Costa, dell’area del centro commerciale La Piazza dopo la chiusura.

 

Tutti i quartieri e le frazioni sono oggetto di controllo, anche in chiave di prevenzione dei reati predatori, da parte delle radiomobili della Polizia locale.

Il blitz della Polizia nel quartiere Piave di una settimana fa aveva portato una pace e una vita regolare nelle vie adiacenti la stazione di Mestre che non si conosceva più da decenni.

 

Purtroppo però tutto è durato solo una settimana; da oggi sono apparsi nei soliti posti, cioè i portici davanti la stazione ferroviaria e in via Trento, nuovi venditori di morte.

 

Eliminata la banda dei nigeriani che aveva l’esclusiva della vendita della droga in quei luoghi, ora è arrivata altra gente di cui non si conosce la provenienza, ma il risultato è lo stesso, spacciatori di droga.

 

Il problema è che bisognerebbe eliminare la domanda che, purtroppo, è tanta. Si dovrebbe avvicinare chi si droga e aiutarli a smettere attraverso i Servizi sociali.

Arrestati a Marghera cinque spacciatori: spacciavano tra i capannoni abbandonati del Petrolchimico.

Finalmente i carabinieri di Mestre li hanno individuati e arrestati. Si tratta di cinque magrebini che non mostravano il loro viso neppure ai clienti.

L’operazione portata a termine dai Carabinieri – denomitata “Factory” – si è conclusa con l’espulsione dalla Provincia di Venezia dei cinque spacciatori di eroina.

Il guadagno mensile dei cinque è stimato in circa 10 mila euro.

Con questa operazione si spera di aver fermato almeno in parte la lunga serie di morti da eroina verificatasi a Mestre e che ha visto il decesso di 14 persone nel periodo 14 aprile 2017 14 aprile 2018.

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