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Il calcio italiano, dati alla mano, rappresenta una delle principali industrie dell’economia del Paese. Eppure il settore del nostro calcio professionistico presenta evidenti difficoltà: la spesa per il calciomercato in Italia, pur risultando equiparabile ai livelli delle leghe estere più facoltose, presenta un giro di affari complessivo ben inferiore; e ancora l’elevatissima dipendenza dalle televisioni in termini di ricavi e stadi in genere non di proprietà e poco funzionali alla generazione di ricavi, contribuiscono a rendere la sostenibilità finanziaria dei club traballante.

 

Questo è lo scenario che il management delle aziende sportive ha oggi di fronte; management a cui è richiesto di dare nuove risposte e trovare soluzioni, affinché la visione di breve periodo legata al risultato sportivo e alla “felicità” del tifoso sappia coniugarsi con quella di lungo periodo, legata invece alla vita di un club finanziariamente stabile nel tempo.

 

Attorno a questi temi si snoderà il convegno “Le sfide del calcio italiano”, in calendario martedì 7 maggio alle ore 16, in Aula Magna “Guido Cazzavillan” del Campus San Giobbe, Università Ca’ Foscari Venezia. L’incontro, promosso e organizzato da Invenicement Ca’ Foscari, Associazione studentesca in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, sarà l’occasione per fare il punto proprio sulle sfide a cui oggi sono chiamati i dirigenti sportivi.

 

A discuterne saranno alcuni ospiti d’eccezione, a partire da Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Area sport FC Internazionale, Paolo Bedin, direttore generale L.R. Vicenza, Tommaso Bianchini, Marketing Manager dell’ACF Fiorentina, e ancora Andrea Di Biase, giornalista di Calcio e Finanza, e Vincenzo Flores, direttore dell’Area audiovisivi della Lega nazionale professionisti Serie B. Moderano l’incontro Moreno Mancin, docente di Economia aziendale del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Paride Rossi, responsabile eventi Invenicement ETS.

 

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito di Ca’ Foscari.

Quindici anni fa, la società Immobiliare San Giobbe acquistò il civico 549 delle fondamenta di San Giobbe: un ex complesso industriale ottocentesco in stato di abbandono da decenni. Grazie a un progetto dello studio di architettura Luciano Parenti, la struttura fu trasformata in 41 appartamenti destinati alla ripopolamento della zona e per questo rivenduti a 5 mila euro al metro quadro.

 

Il complesso fu inaugurato nel 2006 alla presenza del vicesindaco di allora, Michele Vianello, che, con grande soddisfazione, applaudiva l’imprenditoria privata che “ha voluto dare le case ai veneziani”.

 

Sono bastati pochi anni: 17 dei 41 appartamenti, una volta acquistati, sono stati rivenduti o messi a reddito tramite siti e agenzie specializzate, con affitti che vanno da €120 a €270 a notte. I pochi veneziani rimasti a vivere in quella struttura si trovano quotidianamente ad avere a che fare con un andirivieni di persone sempre nuove con trolley a seguito. I pochi residenti hanno la sensazione di trovarsi in una hall di un albergo tra turisti e personale delle ditte di pulizia. Nulla ha potuto fare il regolamento condominiale che vieta chiaramente l’attività di affittacamere. Il caos di norme che regolano l’attività ricettiva non consente di arginare tale fenomeno.

 

I residenti sono esasperati e costretti a sopportare in silenzio perché non esistono regole che tutelino davvero la residenza.

Chi ha acquistato, confidando di aver trovato una zona tranquilla in cui vivere, ora vive in balia di questi affitti selvaggi. Siamo chiaramente di fronte all’ennesima sconfitta della residenzialità.

 

Fonte: il Gazzettino di Venezia del 23/05/2018 Pagina III

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