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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Gruppo Consiliare “Mogliano Bene Comune” in merito all’annunciata daspo urbano contro poveri e artisti a Mogliano

 

Al Consiglio comunale di mercoledì 27 novembre, la nuova Giunta Albanese-Bortolato proporrà di recepire nel Regolamento di Polizia Urbana della nostra città i famigerati articoli 9 e 10 del Decreto Legge n° 14/2017, che disciplinano l’introduzione del daspo urbano.

 

Tale norma dà soprattutto la possibilità al Sindaco e alla Questura di espellere direttamente dalla città senza alcun processo chiunque ostacoli l’accesso a luoghi di pubblico interesse attraverso il suo stazionamento. Non prima di avergli notificato anche una sanzione pecuniaria.

 

In nome dell’ordine, della sicurezza e del decoro urbano, a Mogliano non ci sarà quindi più spazio per persone senza fissa dimora o che chiedono l’elemosina per strada o di fronte ai nostri supermercati. “Lontano dagli occhi lontano dal cuore”, così quella che in campagna elettorale doveva essere la città di tutti diventa la città dei pochi, dove gli ultimi vengono lasciati alla porta.

 

Risulta infatti molto più facile combattere i poveri rispetto alla povertà: dando cioè vita a mense sociali per i meno abbienti, dormitori per i senza fissa dimora, banchi alimentari, implementare l’edilizia popolare. Il daspo risulta infine essere una misura anacronistica se rapportata a una realtà come la nostra Mogliano, che non si caratterizza certo per un’esplosione di questi fenomeni, e laddove esistono ci sono già tutti gli strumenti istituzionali e normativi per poterli governare.

 

Come se tutto ciò non bastasse, le ulteriori modifiche apportate al testo del regolamento di polizia urbana determinano ancor di più la matrice sicuritaria e liberticida delle politiche messe in piedi dalla Giunta Albanese Bortolato. Ne è un esempio la nuova disciplina degli artisti di strada che si vuole introdurre: non consentendo loro di esibirsi per più di due ore nello stesso punto, o durante il mercato e gli altri eventi pubblici in piazza; non consentendo loro di utilizzare amplificazione sonora o di esibirsi in due sulla stessa area; dando potere alla polizia di interrompere in qualsiasi momento, anche solo con notifica verbale, la loro esibizione.

 

Oltre ai poveri non c’è neanche più spazio per gli artisti, considerati anche loro come un problema di ordine pubblico che può turbare la serenità dei moglianesi. Peccato invece non si sia pensato di liberalizzare le loro esibizioni, agevolandole per colorare il centro e le nostre manifestazioni. Anche in un’ottica di pedonalizzazione come è avvenuto in tante città italiane ed europee che ne hanno fatto diventare un vanto della propria offerta turistica e culturale.

 

Dev’essere una brutta sorpresa per chi pensava di aver votato delle persone liberali e moderate e invece ora scopre che queste non riescono a governare la deriva autoritaria incarnata dalle politiche dell’assessore alla Sicurezza Carlo Albanese. Di fatto il vero dominus della maggioranza che sta facendo diventare Mogliano una succursale di Salvini e della Lega, con buona pace degli alleati e del Sindaco che subiscono il suo strapotere e si fanno dettare l’agenda.

 

Dal canto nostro porteremo la battaglia per fermare questo provvedimento in Consiglio comunale a suon di emendamenti e fra la gente attraverso una raccolta firme popolare per chiederne il ritiro.

Negli allevamenti europei, centinaia di milioni di animali sono tenuti in gabbia per la maggior parte della loro vita. La loro sofferenza è enorme. Per questo, LAV si appella alla Commissione europea, chiedendo che ponga fine a questo trattamento crudele degli animali negli allevamenti.

 

TENERE GLI ANIMALI IN GABBIA È CRUDELE

Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni e sentimenti, come dolore e gioia. Le gabbie sono causa di immense sofferenze per gli animali. Le gabbie fanno soffrire enormemente milioni di animali negli allevamenti ogni anno. Sono crudeli e anche ingiustificate, dato che sistemi alternativi alle gabbie esistono già.

PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO BISOGNA RACCOGLIERE 1 MILIONE DI FIRME IN TUTTA EUROPA

Per sostenere LAV, è possibile firmare online oppure scaricare il modulo della petizione, firmarlo e farlo firmare anche ad amici e famiglia. Tutto quello che c’è da sapere per aiutare LAV a raggiungere 1 milione di firme è su www.endthecageage.eu.

 

L’ALLEVAMENTO IN GABBIA È UN INCUBO A CUI È POSSIBILE METTERE FINE

LAV fa parte di una grande campagna internazionale con l’obiettivo di vietare l’uso delle gabbie per gli animali negli allevamenti di tutta Europa. Attraverso una petizione apposita, rivolta alla Commissione UE e chiamata Iniziativa dei cittadini europei, vuole unire tutto il continente contro la crudeltà sugli animali e mandare alla Commissione un messaggio forte e chiaro: i cittadini europei vogliono suini, galline, conigli e tutti quanti gli animali negli allevamenti liberi dalle gabbie!

 

Dove firmare?

• on-line nel sito: www.endthecageage.eu

• presso la libreria Ubik di Castelfranco fino al 7 maggio su modulo cartaceo (chiedendo di accedere all’area della mostra LAV)

• a Treviso, domenica 5 maggio, dalle 15 alle 19, in Piazza Carducci, al tavolo LAV di raccolta firme per la campagna europea #ENDTHECAGEAGE

 

 

ATTENZIONE: in ogni caso vanno indicati gli estremi del documento d’identità

LAV Onlus – LAV Lega Anti Vivisezione Sede di Treviso (TV)

Tel. 346.7465558
E-mail: [email protected]

Per seguire LAV:
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Contributi e iscrizioni:
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Erica Scardellato e un gruppo di genitori della scuola primaria G. Verdi hanno lanciato una petizione diretta al Dirigente Scolastico Elena Picchi, avviando una raccolta firme per richiedere “Una classe prima alla scuola primaria G. Verdi”.

 

L’obiettivo è raggiungere 500 firme e al momento ce ne sono già arrivate 319.

 

Tutto questo perché nella scuola Verdi per il prossimo anno scolastico si sono iscritti per il tempo normale di 30 ore solo 12 bambini. Troppo pochi per provare a trovare una soluzione secondo la dirigente scolastica. Quindi la formazione della classe prima tempo normale a 30 ore è in grande pericolo.

 

Molti di questi 12 bambini hanno già fratelli iscritti alla Verdi, pertanto se non si riuscisse a fare questa classe prima, i genitori sarebbero costretti a correre come matti per accompagnare i figli nei vari plessi scolastici e per di più negli stessi orari.

 

La Verdi, ricordiamo, è stata appena ristrutturata e quindi si vorrebbe rilanciarla e arricchirne l’offerta. Lasciarla sarebbe un delitto senza provare a trovare una soluzione.

Sabato mattina è scoppiata una rissa fra tre stranieri davanti alla sala Bingo di via Pepe a Mestre, che si è conclusa con diverse ferite da armi da taglio ricoverati all’ospedale dell’Angelo.

 

La sala Bingo di via Pepe è stata spesso al centro di episodi di violenza e per questo è stata sottoposta a sorveglianza dalle Forze dell’ordine.

 

I residenti della zona, preoccupati per la  mancanza di sicurezza, hanno avviato una raccolta firme per chiedere la chiusura di questa attività.

 

Fonte: La Nuova Venezia

Zerman, via Canova: lottizzazione per 45 appartamenti solo in minima parte realizzati, ma poi abbandonati dalla ditta costruttrice.

Ora la zona è abbandonata al degrado ed è stata oggetto di sopralluoghi da parte dell’Amministrazione, che ora chiederà al costruttore di rimuovere almeno la gru.

In partenza anche una raccolta firme da parte dei cittadini

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