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Arpav ha comunicato oggi attraverso il suo nuovo bollettino che i livelli validati del PM10 rilevati dalle centraline posizionate nel territorio comunale hanno segnato un miglioramento della qualità dell’aria. Pertanto, secondo quanto stabilito dall’Accordo padano, da domani, martedì 26 febbraio, il livello di allerta tornerà a essere 0 “verde”.

 

Nello specifico il livello 0 “verde” stabilisce il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 per i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, per le autovetture a uso proprio a benzina Euro 0 e 1 e quelle diesel Euro 0, 1 e 2 e 3, per i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3, oltre a limitazioni all’utilizzo degli impianti termici, al riscaldamento dei locali e alle combustioni all’aperto.

 

 

Arpav ha comunicato oggi attraverso il suo nuovo bollettino che i livelli validati del PM10 rilevati dalle centraline posizionate nel territorio comunale hanno segnato un miglioramento della qualità dell’aria. Pertanto, secondo quanto stabilito dall’Accordo padano, da domani, venerdì 18 gennaio, il livello di allerta tornerà a essere 0 “verde”.

 

Nello specifico il livello 0 “verde” stabilisce il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, per i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, per le autovetture a uso proprio a benzina Euro 0 e 1 e quelle diesel Euro 0, 1 e 2 e 3, per i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3, oltre a limitazioni all’utilizzo degli impianti termici, al riscaldamento dei locali e alle combustioni all’aperto.

 

Non solo Treviso, ma anche Venezia e Mestre hanno toccato il livello arancione in questi giorni a causa delle Pm 10 che, per quattro giorni consecutivi, hanno superato i limiti consentiti.

 

Di conseguenza è scattato il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30, per tutti giorni della settimana.
I veicoli oggetto del divieto sono le auto a uso privato alimentate a benzina (euro 0 e 1) e diesel (euro 1, 2, 3 e 4), così come i veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel (euro 1, 2 e 3) e tutti i ciclomotori euro 0 a due tempi.

 

Per quanto riguarda gli impianti termici, è proibito utilizzare quelli a biomassa inferiori come classe alle 3 stelle.
Lunedì sarà effettuato un nuovo controllo dell’aria, che stabilirà il miglioramento o meno della situazione.

La Protezione civile del Comune di Venezia, sulla base dei dati rilevati dal Centro meteorologico di Teolo dell’Arpav, informa che anche domani, martedì 31 luglio, il disagio fisico sarà in genere intenso, salvo fasi di disagio debole/moderato solo nelle ore più fresche e più che altro sulle zone montane. La qualità dell’aria sarà scadente sulle zone pedemontane e occasionalmente su quelle pianeggianti, altrove buona/discreta.

 

Per mercoledì 1 e giovedì 2 agosto le previsioni sono ancora di disagio fisico in prevalenza intenso, mentre la qualità dell’aria rimarrà invariata.

“Per abbattere drasticamente le emissioni in atmosfera bisogna puntare a un accordo tra Unione Europea, Governo, Regioni e Comuni e poter contare su risorse adeguate. Servono a poco le giornate di blocco del traffico se non ci sono incentivi per sostituire le auto inquinanti. Gli interventi per mettersi a posto la coscienza trovano il tempo che trovano”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione del Veneto Roberto Marcato, intervenendo alla tavola rotonda sul tema “La qualità dell’aria e i diritti dei cittadini”, nell’ambito dell’assemblea annuale 2018 dell’Unione Petrolifera che si è tenuta a Roma.

 

Nel corso del dibattito, introdotto dal presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci, Marcato ha sottolineato che il Veneto ha messo in campo un robusto piano di lotta all’inquinamento atmosferico. Il piano aria del Veneto ha fatto da modello per l’accordo per il bacino padano, siglato con il Ministero dell’ambiente per rendere omogenee le azioni di lotta allo smog e che coinvolge anche le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il Veneto ha approvato l’anno scorso il primo piano industriale con ingenti investimenti per le imprese per fare ricerca e innovazione e sono stati aperti bandi per l’efficientamento energetico e la riduzione delle emissioni delle PMI con una dotazione finanziaria di 24 milioni di euro. Altre azioni hanno riguardato l’efficientamento energetico degli edifici pubblici con una dotazione di 45 milioni di euro dei fondi POR FESR 2014-2020.

 

Nell’ultimo biennio sono stati previsti contributi per la rottamazione dei veicoli inquinanti e la loro sostituzione con auto a basso impatto ambientale. Tra i tanti incentivi, è stato approvato anche un bando dedicato alla rottamazione di apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa, tecnologicamente non in linea con gli standard europei. Inoltre ha iniziato il suo iter in commissione consiliare un disegno di legge per promuovere la diffusione di carburanti a basso impatto ambientale.

 

“In questo contesto – ha concluso Marcato – una battaglia da fare è anche quella contro le fake news e il fondamentalismo ambientale, che non consente di avere una visione razionale ed efficiente del problema se davvero vogliamo vincere questa sfida. E noi vogliamo vincerla”.

“È ormai una costante che il consigliere Zanoni non veda, o non voglia vedere, al di là del proprio naso e anche in questa occasione straparla”. L’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin replica così al consigliere regionale Andrea Zanoni, secondo il quale la giunta veneta avrebbe finora investito briciole per combattere l’inquinamento atmosferico, citando come esempio virtuoso l’Emilia Romagna.

 

“Quelle di Zanoni – risponde Bottacin – sono dichiarazioni prive di fondamento e politicamente orientate. Dimentica infatti di dire che il Veneto e la Lombardia sono state le prime Regioni del bacino padano ad approvare il piano aria che ha fatto da modello per il successivo accordo siglato con il ministero dell’Ambiente per rendere omogenee le azioni di lotta allo smog. L’Emilia Romagna ci ha seguito sulla strada da noi indicata. Inoltre dire che i comuni vanno in ordine sparso, significa che Zanoni è fuori dalla realtà, perché proprio con quell’accordo le regole sono ora identiche in tutte le Regioni del bacino padano.”

 

“Nell’enumerare gli investimenti della Regione Emilia Romagna – aggiunge – Zanoni fa l’elenco di tutti gli interventi infrastrutturali realizzati nei trasporti. Ma se il calcolo si fa su queste basi, il Veneto non è da meno. La Regione infatti con i fondi a sua disposizione ha già investito e investe ancora: abbiamo finanziato le colonnine per le auto elettriche, acquistato treni di nuova generazione, autobus a basso impatto ambientale, assegnato incentivi per il bike sharing e contributi per la rottamazione di vecchi autoveicoli e ora per la rottamazione delle vecchie stufe”.

 

“Del resto che non si tratti di chiacchiere, come dice Zanoni, lo dimostrano i dati”, conclude Bottacin. “Per quanto riguarda la situazione dell’aria in Veneto i livelli degli inquinanti negli ultimi dieci anni sono calati del 40% proprio grazie agli interventi messi in campo”.

“Quella dell’assessore Bottacin è solo propaganda, finora la Regione ha stanziato briciole a sostegno di misure per migliorare la qualità dell’aria. E infatti non c’è stato alcun effetto positivo”. Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico ha commentato le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente, smorzando gli entusiasmi per i nuovi contributi, destinati a chi decide di rottamare e sostituire le vecchie stufe o auto inquinanti, 500mila euro per ciascun fondo. “Lo scorso anno per rottamare le vecchie vetture stanziarono 800mila euro, terminati in pochi giorni, a dimostrazione dell’inconsistenza del finanziamento. Specie se consideriamo gli ulteriori 300 milioni per la Superstrada Pedemontana o i 250mila euro per le riunioni delle associazioni venatorie. Come sempre è una questione di priorità”.

 

“Faccio fatica a comprendere come ci si possa vantare di queste azioni che negli intenti di Bottacin dovrebbero servire a disinquinare l’aria del Veneto. La verità è ben altra e ci pensa Arpav a sbugiardare la Giunta Zaia che sul fronte ambientale è assolutamente carente. I dati dell’Agenzia regionale testimoniano come lo sforamento dei limiti di Pm10 previsti dalla Direttiva sulla qualità dell’aria siano in continuo aumento, il tetto dei 35 giorni annui in cui è consentito superare la soglia è già stato ampiamente scavalcato da tutti i capoluoghi di provincia, tranne Belluno. Ma a contraddire Bottacin – insiste Zanoni – ci sono anche le politiche messe in campo da altre Regioni che hanno lo stesso nostro problema di inquinamento, con investimenti molto più consistenti”.

 

“L’Emilia Romagna solo nel 2017 ha stanziato 2,4 milioni per l’acquisto di 103 veicoli elettrici destinati alla pubblica amministrazione, 160 milioni per la sostituzione di circa 600 autobus di categoria inferiore a Euro 3 in ambito urbano, pari al 20% dei mezzi circolanti e stretto accordi con i Comuni sulle regole di accesso ai centri storici, mentre in Veneto manca una regìa e le amministrazioni sono costrette a procedere in ordine sparso, con azioni non coordinate e quindi inefficaci. Sempre in Emilia son previsti parcheggi gratuiti per auto elettriche con 180 colonnine installate o in corso di installazione. Si tratta di scelte strutturali e lungimiranti, non chiacchiere accompagnate da poche briciole che rendono la nostra Regione la Cenerentola tra quelle che devono con maggior urgenza combattere l’inquinamento – osserva polemicamente Zanoni – Non vorrei che a risvegliare bruscamente la Giunta arrivasse la nuova condanna all’Italia per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, con multe nell’ordine del miliardo di euro. In caso di rivalsa sulle Regioni maggiormente inadempienti, per le casse venete sarebbe sicuramente un disastro”.

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