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Su indicazione del Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, prima dell’avvio dell’anno scolastico le Regioni sono chiamate ad effettuare uno screening tra il personale docente e non docente di tutti gli istituti di istruzione, dalle scuole d’infanzia a tutto il ciclo di scuola superiore, compresi gli istituti professionali.

 

“Gli screening saranno eseguiti tramite test sierologico ‘pungi dito’, chiamato comunemente saponetta – spiega l’assessore regionale veneto alla Sanità -. La gara per l’acquisto dei test è stata fatta a livello nazionale dal commissario Arcuri. Dei 2 milioni di test acquistati per tutta l’Italia, 96.000 sono arrivati nel Veneto sulla base del fabbisogno individuato dal Miur nel numero di insegnanti e non docenti interessati”.

 

“I 96.000 test – prosegue l’Assessore – sono già stati distribuiti a tutte le aziende sanitarie della Regione e queste stanno predisponendo la distribuzione ai Medici di medicina generale. Tra il Ministero e le organizzazioni di rappresentanza degli MMG, infatti, è stato fatto un accordo affinché siano i medici di famiglia ad eseguire i test ai rispettivi assistiti. Siamo certi che non mancherà la preziosa collaborazione di questi professionisti che, più che mai in questa emergenza, non è mai venuta meno, dimostrando un attaccamento professionale e uno spirito di umanità encomiabili.
Nell’eventualità che alcuni professionisti non aderiscano all’invito di eseguire la prestazione, le singole Ulss predisporranno servizi alternativi con orari specifici”.

 

 

“Le Ulss stanno perfezionando insieme ai Medici di medicina generale i dettagli per dare tutti i riferimenti necessari per ogni singola azienda agli interessati. Il test è su base volontaria – aggiunge l’assessore alla Sanità – ma è chiaro che è un bene per tutta la società che tutto il personale compreso nell’invito si sottoponga. In caso di positività sarà necessaria la conferma con il tampone molecolare che sarà carico dell’Ulss di riferimento”.

 

“Le operazioni di screening inizieranno lunedì 24 prossimo perché il test deve essere eseguito prima dell’inizio dell’anno scolastico – conclude l’Assessore -. Nella settimana che precede il 1 settembre verranno eseguite interessando il personale di quegli istituti che avvieranno le lezioni in quella data (rientri delle superiori e scuole d’infanzia). Nei giorni successivi potrà continuare per il personale delle scuole che iniziano il 14 settembre”.

 

Ognuna delle Aziende sanitarie darà informazione con un proprio comunicato sui luoghi, le modalità e gli orari dei test.

Nelle giornate di mercoledì 2 e giovedì 3 maggio, il personale docente e non docente delle scuole primarie di primo grado ha scioperato, provocando disagi a macchia di leopardo in tutto il comune di Venezia e della Città Metropolitana. Giovedì, migliaia di insegnanti si sono recati a Roma sotto la sede del ministero della Pubblica istruzione per manifestare.

 

In Italia sono circa 50 mila i “docenti magistrali” che si sono visti annullare la loro assunzione a tempo indeterminato (avvenuta negli anni scorsi sotto condizione) e la permanenza nelle graduatorie a esaurimento dopo la sentenza del Tar, il quale non riconosce valido il titolo acquisito per l’insegnamento di ruolo.

 

La protesta più clamorosa, come riportato sulla Nuova Venezia, arriva con lo sciopero della fame intrapreso da una trentina di insegnanti, di cui una ventina operanti all’interno della Città Metropolitana, in possesso del diploma magistrale. Due delle fautrici di questa forte azione sono Elenia Boscolo Firi ed Elena Tallon, docenti rispettivamente a Camponogara e Meolo. La stessa Tallon, spiegando il motivo della protesta, dichiara: «La sentenza del Consiglio di Stato, dopo anni di ricorsi, ha negato alle insegnanti precarie in possesso del diploma magistrale di poter accedere alle graduatorie a esaurimento, cioè le graduatorie che permettono di poter diventare maestre di ruolo. Poi qualche settimana fa ci è arrivata la mazzata finale: il parere favorevole dell’Avvocatura di Stato alla sentenza del Consiglio di Stato. Non possiamo che dire no a tutto questo, ieri abbiamo fatto lezione senza toccare cibo da lunedì scorso. Abbiamo ricevuto la massima solidarietà dalle famiglie».

 

I docenti magistrali continueranno lo sciopero della fame con la triste consapevolezza che, nel caso in cui non si arrivasse a una soluzione, rischieranno concretamente il licenziamento.

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