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In attesa della Regata storica 2019, l’Ateneo Veneto ha pensato di rendere omaggio a tutti i “protagonisti” della voga, campioni e campionesse del remo del recente passato, e altri personaggi benemeriti che hanno sempre tenuto alte le tradizioni lagunari.

 

Per questo l’istituto culturale, il più antico tra quanti operano in città, ha voluto organizzare, in collaborazione con Associazione Regatanti e Vela S.p.A., un momento di festa e di riconoscimento ufficiale, per premiare con un diploma di benemerenza quanti hanno efficacemente contribuito, in tutti questi anni, alla conservazione di una così caratteristica espressione della venezianità come è la voga.

 

Venerdì 30 agosto, alle 18.00, in Sala Tommaseo, campioni e campionesse della Regata Storica degli anni passati, sono stati invitati tutti all’Ateneo Veneto per la cerimonia: regatanti che hanno fatto la storia, dai Fongher ai Vignotto, da Ciaci a Strigheta a Crea, da Martina Luccarda a Lucia Paoli, a Giovanna Della Toffola, ma solo per citare alcuni di quelli che hanno già dato la loro adesione.

 

Dopo una breve introduzione storica, prendendo spunto da alcune scene di vita “da regatanti” immortalate nei film di Andrea de Robilant, Canal Grande (1943), Francesco Pasinetti, Venezia in festa (1947) e Tinto Brass Chi lavora è perduto (1963) si procederà alla consegna dei riconoscimenti e a un brindisi in compagnia organizzato dalla Associazione Companatiche.

 

Interverranno il Presidente dell’Ateneo Veneto Gianpaolo Scarante e il Presidente dell’Associazione Regatanti Claudio Carrettin, seguiti da Giorgio Maurizio Crovato Carlo Montanaro.

 

Photo Credits: FB @RegataStoricaVenezia

L’impegno italiano per la realizzazione di uno spazio museale dedicato al cosmonauta sovietico, Aleksandr Aleksandrovič Serebrov

 

Il presidente italiano della Società spaziale russa in Italia, Ivan Venerucci, ha incontrato Alexander Ivanovich Morgunov, membro della Società spaziale russa di Mosca, che ha lavorato con il cosmonauta Aleksandr Aleksandrovič Serebrov e di cui era amico.

 

Alexander Ivanovich Morgunov ha manifestato la volontà di rendere vivido il ricordo di questo grande cosmonauta russo, vero eroe sovietico, dimenticato da molti.

 

Qualche nota su Aleksandr Aleksandrovič Serebrov

Aleksandr Aleksandrovič Serebrov ricevette la medaglia “Per merito all’esplorazione spaziale”. Tale medaglia è assegnata ai cittadini della Federazione russa per i risultati raggiunti nella ricerca, nello sviluppo e nell’utilizzo dello spazio esterno, per un contributo sostanziale allo sviluppo della tecnologia spaziale e spaziale e all’industria, alla formazione, alla ricerca e alle attività di progettazione, per l’attuazione di programmi internazionali, nonché per altri risultati nel campo delle attività spaziali finalizzati allo sviluppo socioeconomico globale della Federazione russa, al rafforzamento della difesa e alla garanzia di interessi nazionali, per incoraggiare e aumentare la cooperazione internazionale.

La medaglia “Per il merito nell’esplorazione dello spazio” può essere assegnata anche ai cittadini stranieri che raggiungono risultati eccezionali nello sviluppo della tecnologia spaziale nella Federazione russa.

 

Aleksandr Aleksandrovič Serebrov si laureò all’istituto di fisica e tecnologia di Mosca nel 1967, venne scelto come cosmonauta il 1° dicembre 1978. Si è ritirato il 10 maggio 1995. Era sposato e aveva un figlio.
Volò su Soyuz T-7, Soyuz T-8, Soyuz TM-8 e Soyuz TM-17.

Fu uno dei pochi cosmonauti a volare sia per l’Unione Sovietica che per la Federazione Russa che lo seguì. Ottenne il record per la maggior parte delle passeggiate nello spazio (10), fino a quando Anatoliy Solovyev lo superò.
In tutto, Serebrov trascorse 371,95 giorni nello spazio. Serebrov contribuì alla progettazione di Salyut 6, Salyut 7 e Mirstazioni spaziali. Concorse inoltre a progettarne il design e, secondo un necrologio del New York Times, “fu il primo a testare un veicolo personalmente, attraverso il suo personale moto spaziale inventato al fine di salvare gli equipaggi spaziali in difficoltà e riparare i satelliti”. Questo veicolo, noto come Icarus, fu testato nel febbraio 1990 e rimase a bordo di Mir per diversi anni, ma non fu mai usato in seguito.
Serebrov morì improvvisamente a Mosca il 12 novembre 2013, all’età di 69 anni, e fu sepolto il 15 novembre nel cimitero di Ostankinsky.

 

Venne premiato con:
• Titolo di eroe dell’Unione Sovietica
• Titolo di Pilota-Cosmonauta dell’URSS
• Ordine di amicizia dei popoli
• Due ordini di Lenin
• Ordine della rivoluzione d’ottobre
• Medaglia “Per merito all’esplorazione spaziale” (Federazione Russa)
• Ufficiale della Legion of Honor (Francia)

 

 

Il Presidente italiano della Società spaziale russa in Italia, Ivan Venerucci, si è immediatamente mobilitato al fine di omaggiare il grande Aleksandr Aleksandrovič Serebrov anche in Italia, dichiarando: “Aleksandr Aleksandrovič Serebrov, non è solo un eroe sovietico, ma un eroe mondiale, un esempio di coraggio, un uomo di scienza, un padre e un grandissimo patriota. Oggi Aleksandr Aleksandrovič Serebrov è una stella del firmamento e se oggi il progresso scientifico ha ottenuto i mirabili obiettivi che ha raggiunto, deve ringraziare questo orgoglio universale. L’Italia lo ringrazia, lo onora e saprà onorarlo. Sarà mio l’impegno in questo senso”.

 

Alexander Ivanovich Morgunov ha ringraziato commosso tutta l’Italia e ha abbracciato il presidente italiano, donandogli libri e calendari realizzati in passato per tributare Serebrov, l’uomo delle stelle.

È dedicato a Ennio Morricone il secondo appuntamento della rassegna On stageal Teatro Toniolo di Mestre, firmata dal Settore Cultura del comune di Venezia e da Veneto Jazz.

 

Mercoledì 13 febbraio (ore 21)The Legend of Ennio Morricone, firmato dall’Ensemble Symphony Orchestra e diretto da Giacomo Loprieno, è un tributo unico alle musiche del grande compositore italiano, un viaggio incredibile tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di generazioni, con la potenza evocativa di Mission, La leggenda del pianista sull’oceano, C’era una volta il West, Nuovo Cinema Paradiso, The hateful eight, C’era una volta in America, Per qualche dollaro in più, Malena… 500 colonne sonore, 70 milioni di dischi venduti nel mondo, sei nominations e due Oscar vinti, tre Grammy, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro fanno di Ennio Morricone un gigante della musica di tutti i tempi.

 

Da qui l’idea dell’Ensemble Symphony Orchestra, fiore all’occhiello del panorama musicale italiano, di porre omaggio al Maestro.

 

L’Ensemble si avvicina alla musica di Morricone dopo collaborazioni nazionali ed internazionali importanti: Mario Biondi, Max Gazzè, Franco Battiato, Giovanni Allevi, Renato Zero, Francesco Renga, Pooh, Baustelle, PFM, Andrea Bocelli, Sting, Kylie Minogue, Robbie Williams, Nile Rodgers, Sam Smith, Luis Bacalov. Con oltre seicento concerti tra Italia, Svizzera, Germania, Spagna, Olanda, Francia, Austria, Regno Unito e Belgio, l’orchestra presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale, da “Frozen” ad “Harry Potter”.

 

In questo omaggio sul palco si alterneranno solisti, prime parti di importanti teatri e istituzioni sinfoniche italiane, come il violoncello del Maestro Ferdinando Vietti e la tromba del Maestro Stefano Benedetti. Ospiti speciali il soprano Anna Delfino, beniamina del pubblico europeo dell’opera, che farà rivivere l’emozione del Deborah’s Theme da “C’era una volta in America” e il violinista del Circle du Soleil Attila Simon, che eseguirà il concerto interrotto per violino da “Canone Inverso”.

 

Ad accompagnare il pubblico dando voce ai personaggi e alle ambientazioni la bravura dell’attore Matteo Taranto. Diretto dai più importanti registi italiani e stranieri, da Ferzan Ozpeteck ad Alessandro Gassmann da Enrico Oldoini e Sam Mendes nello “007 – Spectre”, si è dedicato al mondo delle fiction, dove si è particolarmente distinto nel ruolo del cattivo ne “Il commissario Montalbano”.

 

I prossimi concerti in programma vedono in scena la cantante Noa con il nuovo disco “Letter to Bach” prodotto da Quincy Jones (12 marzo) e il rock raffinato dei Massimo Volume (11 aprile). I concerti iniziano alle 21.

 

 

 

La rassegna On stage è organizzata da Veneto Jazz e dal settore Cultura del Comune di Venezia, in collaborazione con Regione del Veneto e Ministero dei Beni e le Attività Culturali.

 

Biglietti

Prima platea  34 € + diritto di prevendita

seconda platea 26 € + diritto di prevendita

galleria 22 € + diritto di prevendita

Prevendite Ticketone (on line e punti vendita) Vivaticket (punti vendita e on line)

Biglietteria del Teatro Toniolo Orario dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30 (lunedì è il giorno di chiusura)

Tel. 041.971666

 

www.culturavenezia.it/toniolo

“Lucio! a teatro” è il nuovo omaggio di Ron a Lucio Dalla, che andrà in scena mercoledì 23 gennaio (ore 21) al Teatro Toniolo di Mestre per la prima edizione della rassegna “On stage”, firmata dal settore Cultura del Comune di Venezia e da Veneto Jazz.

 

Dopo uno splendido tour estivo culminato con la prima serata Canale 5 andata in onda ad agosto dal Teatro Romano di Verona, Ron porta in teatro il tributo all’amico Lucio Dalla, a cui è stato legato da un lungo sodalizio artistico e che nel 2018 avrebbe compiuto 75 anni.

 

Il concerto sarà l’occasione per celebrare, a poco più di sei anni dalla scomparsa, il talento di uno dei maggiori fenomeni musicali dell’Italia contemporanea, capace di farsi ricordare per sempre dai fan e dal panorama musicale e artistico del nostro Paese. Oltre al brano “Almeno pensami” presentato a Sanremo 2018, proporrà molti successi intramontabili di Dalla – tra cui “Tu non mi basti mai”, “Canzone” e “Attenti al lupo”, “Anima”, “Anna e Marco”, “Futura”, “Henna” e altri celebri brani del cantante bolognese, rivisti e riarrangiati con sonorità vicine al mondo Ron, senza per questo snaturarne l’originale bellezza.

 

Nel corso del concerto, inoltre, ripercorrerà i mille volti della carriera di Lucio Dalla, svelando aneddoti e storie inconsuete legate alla vita del cantautore in uno spettacolo ricco di emozioni.

 

 

Prossimi eventi

“On stage” continua quindi con una programmazione dedicata alle diverse anime del panorama musicale contemporaneo, abbracciando cantautori, rappresentanti del jazz e della world music, autori della scena musicale indipendente. Nel programma il tributo ad Ennio Morricone dell’Ensemble Symphony Orchestra (13 febbraio); la cantante Noa con il nuovo disco “Letter to Bach” prodotto da Quincy Jones (12 marzo); il rock raffinato dei Massimo Volume (11 aprile).

I concerti iniziano alle 21.00.

La rassegna “On stage” è organizzata da Veneto Jazz e dal settore Cultura del Comune di Venezia, in collaborazione con Regione del Veneto, Ministero dei Beni e le Attività Culturali.

 

Informazioni biglietti

intero 30€  + diritto di prevendita ridotto 25€  + diritto di prevendita (riservato under 30 anni, over 65 anni)

Prevendite Ticketone (on line e punti vendita) Vivaticket (on line e punti vendita)

Biglietteria del Teatro Toniolo: orario dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30. Lunedì chiuso.

Tel. 041.971666

www.culturavenezia.it/toniolo

Folla addolorata, già più di 700 persone in coda dalla prima mattina, davanti alla sede della Rai, in via Mazzini a Roma, per rendere omaggio alla salma di Fabrizio Frizzi nella sala ardente allestita nella Sala degli Arazzi.

 

Tra di loro semplici cittadini, giovani, anziani, ma anche vip e tanti colleghi del noto presentatore.

 

Osservatorio privilegiato per la sede romana della Webtechnet, editrice del nostro giornale, sita proprio in via Mazzini di fronte alla sede Rai.

 

Il presentatore ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti gli italiani, ma in particolare in quello dei mestrini, come la moglie Carlotta Mantovan.

 

Ex studentessa del liceo classico cittadino, incontrò Fabrizio quand’era giovanissima, sul palcoscenico di Salsomaggiore, dove si classificò seconda a Miss Italia.

 

Fabrizio Frizzi, oltre alla moglie, lascia l’amatissima figlia Stella di solo cinque anni.

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