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Nuova operazione, da parte del personale del Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale di Venezia, nell’ambito dei programmi “Oculus” e “Oculus Plus”. Gli agenti sono entrati in azione per effettuare lo sgombero di un area in via Banchina dell’Azoto, a Marghera, occupata abusivamente da cittadini rumeni senza fissa dimora; inoltre questi spesso, nelle stazioni ferroviarie di Mestre e Venezia, esercitano abusivamente l’attività di portabagagli.

 

Lo sgombero dell’area, di proprietà demaniale, si è reso necessario, previa denuncia/querela sporta dall’Autorità portuale. Ciò avviene per garantire la sicurezza dei raccordi ferroviari adiacenti; l’Autorità stessa ha messo a disposizione uomini e mezzi per l’abbattimento di sette baracche e di due tende malsane e macilente, oltre  che per l’asporto di tutto il materiale da bivacco.

 

Inoltre un cittadino rumeno è sottoposto all’identificazione e al deferimento all’autorità giudiziaria, dopo essere stato sorpreso all’interno di una baracca. Grazie all’installazione di una rete lungo tutto il perimetro, l’area è stata messa in sicurezza.

Il servizio Sicurezza Urbana della Polizia locale ha provveduto ad eseguire questa mattina alcune operazioni di sgombero nell’ambito del programma di rigenerazione urbana Oculus Plus.

 

 

Sono stati rimossi circa sei metri cubi di materiale da bivacco nelle seguenti vie:

 

  • Via Ca’ Rossa n.10 (Ex Uff. Protocollo);
  • Via Trento (accesso da Via Montepiana);
  • Parco Piraghetto, lato Bocciofila;
  • Parcheggio S.ta Maria dei Battuti;
  • Area retro ex Scuola De Amicis via Pio X

 

Questo grazie al fattivo contributo di operatori e mezzi Veritas; mentre tutte le attività, riguardanti gli insediamenti abusivi di soggetti problematici per la sicurezza urbana, sono state svolte in risposta ad esposti e segnalazioni pervenuti dalla cittadinanza.

 

Le attività di controllo del territorio proseguiranno sia nell’ambito del programma Oculus che del programma Oculus Plus.

Continuano gli interventi da parte della Polizia locale di Venezia nell’ambito del programma di rigenerazione urbana “Oculus”: ieri mattina, venerdì 22 marzo, a partire dalle ore 8.30 circa, il Servizio sicurezza ha proceduto allo sgombero di un immobile in via Portorose alla Gazzera, dopo le segnalazioni e gli esposti da parte dei cittadini che si erano accorti che l’edificio era stato occupato abusivamente.

 

 

Nella palazzina di tre piani e un sottotetto sono stati identificati due cittadini provenienti dal Mali, in possesso di permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, emessi rispettivamente dalle Questure di Foggia e di Padova, e un cittadino di nazionalità tunisina privo di qualsiasi documento di identità e con numerosi alias e precedenti di polizia, quali un ordine di espulsione dallo Stato, rapina impropria, ricettazione, false dichiarazioni sull’identità, traffico di sostanze di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale reiterato, furto con destrezza, porto di armi e di strumenti atti ad offendere.

 

 

 

 

I due cittadini maliani sono stati denunciati per il reato di invasione di edifici, mentre il cittadino tunisino, anch’egli segnalato all’autorità giudiziaria, è stato nuovamente espulso. La Polizia locale ha inoltre trovato tre bombole di gas gpl utilizzate per cucinare, che sono state consegnate a una ditta specializzata. Infine, dopo l’operazione di sgombero, i proprietari dell’immobile – che avevano già sporto denuncia per l’occupazione – hanno collaborato con gli agenti per l’asporto del materiale presente nella palazzina, oltre che alla sua messa in sicurezza grazie alla chiusura dell’ingresso principale. Le serrande e la porta sono state bloccate con saldature metalliche e quest’ultima anche murata.

Continuano, e anzi si intensificano, gli interventi della squadra operativa del Servizio sicurezza urbana della Polizia locale nell’ambito del programma Oculus. Stamattina, in accordo con l’Autorità portuale di Venezia, gli operatori hanno effettuato lo sgombero dell’ex Malteria, un immobile situato in banchina dell’Azoto a Marghera.

 

L’edificio, da tempo inserito all’interno del programma di controllo urbano Oculus, attualmente di proprietà di una società partecipata al cento per cento dall’Autorità portuale, è stato nel tempo interessato da diversi sgomberi. La società ha iniziato oggi i lavori di demolizione della struttura, mentre la Polizia locale ha sorpreso all’interno 7 cittadini di nazionalità romena, tra cui una donna. Quest’ultimi avevano illecitamente occupato lo stabile. Dopo la denuncia querela presentata dalla società proprietaria è seguito il deferimento per tutti i coinvolti all’autorità giudiziaria per il reato di invasione di edificio. All’interno dell’area, oltre a diverse decine di biciclette ridotte a rottame e a tonnellate di immondizie, è stato rinvenuto e sequestrato un ariete artigianale utilizzato per scardinare la serrature delle abitazioni.

 

“L’operazione odierna segna un momento importante nell’ottica della sicurezza urbana nel territorio – dichiara il commissario capo della Polizia Locale, Gianni Franzoi – all’interno dell’ex Malteria, in alcuni periodi dell’anno, trovavano infatti rifugio fino a trenta individui che, nel migliore dei casi, vivono di espedienti”. Le operazioni di abbattimento, che dureranno circa quattro mesi, saranno sempre controllate dalle pattuglie di Polizia locale operative nella zona di Marghera.

 

 

Continuano gli interventi di rigenerazione urbana “Oculus”, che nel giro di pochi giorni hanno interessato Mestre, Marghera e la Gazzera. L’ultimo intervento degli agenti del Servizio sicurezza urbana della Polizia locale si è registrato ieri mattina alle ore 8.30, quando è scattato un blitz in corrispondenza dell'”ex serra”, un’area privata e abbandonata situata in via Santa Maria dei Battuti, fronte cimitero di Mestre. L’operazione è stata effettuata dopo che l’unico proprietario ha presentato formale denuncia/querela e il Comando è stato raggiunto da più segnalazioni della presenza di estranei nella struttura.

 

Gli uomini in divisa, una volta entrati, hanno sorpreso nell’area abbandonata quattro senza fissa dimora che avevano deciso di insediarsi stabilmente nel compendio, vivendo in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie. Tutt’attorno, infatti, è stata trovata una notevole quantità di rifiuti.

 

I quattro, identificati dagli operatori, sono risultati essere un 54enne della Slovacchia, un 51enne della Romania, un 41enne della Moldavia e un 32enne del Marocco. Tutti sono stati denunciati per il reato di “invasione di terreni o edifici” e allontanati per permettere al personale incaricato dalla proprietà di chiudere tutti gli accessi all’area.

 

 

Gli operatori del Servizio sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia hanno portato a termine nei giorni scorsi numerosi interventi antidegrado sia a Mestre che a Marghera, nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana Oculus e Oculus Plus.

 

Tre i bivacchi improvvisati smantellati a Mestre, con l’aiuto di Veritas: in via San Pio X, in corrispondenza delle uscite di sicurezza del cinema multisala in piazzale Candiani, dove ultimamente stazionavano due uomini che creavano problemi per la sicurezza urbana, e nell’area del sottopasso di via Da Verrazzano, che collega il cimitero di Mestre a via Filiasi, dove si era accampato un sessantenne. L’uomo è stato identificato e condotto alla Casa dell’Ospitalità in via Santa Maria dei Battuti.

 

A Marghera gli interventi si sono concentrati nell’area sottostante Rampa Cavalcavia, dove sono stati trovati giacigli, alcuni cartoni e qualche indumento appeso alle reti di recinzione. Sempre in zona, nascosti dalla vegetazione, sono stati trovati altri sei materassi, alcune coperte chiuse in sacchi di nylon e del vestiario, il tutto in condizioni igieniche pessime. Infine, nell’area sottostante Rampa Rizzardi che porta in tangenziale è stata rimossa una casupola improvvisata che conteneva un giaciglio.

 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

Sorprese nel sonno e denunciate due persone trovate in possesso di coltelli

 

Non si fermano le operazioni di controllo del territorio da parte della Polizia locale e non tardano ad arrivare risultati: questa mattina gli agenti, nell’ambito del programma di rigenerazione urbana “Oculus”, hanno sgomberato un immobile in disuso situato all’intersezione tra via Calabria e via Asseggiano alla Gazzera, denunciando due cittadini di nazionalità tunisina, rispettivamente di 44 e 47 anni, non solo per invasione di edifici, ma anche per la detenzione di due coltelli subito sequestrati.

 

Il blitz nelle prime ore della mattinata, dopo che negli ultimi giorni le pattuglie del Corpo avevano segnalato a più riprese attività anomale nell’immobile, già in passato interessato da sgombero da parte della Polizia locale. Gli operatori del Servizio sicurezza urbana, con il supporto dell’unità cinofila, sono penetrati nello stabile cogliendo nel sonno i due cittadini tunisini, risultati privi di documenti d’identificazione e gravati da precedenti di polizia per spaccio, rapina e furto. La loro posizione sul territorio nazionale è ora al vaglio.

 

Per quanto riguarda le condizioni igieniche all’interno dell’immobile, gli agenti si sono imbattuti in estesi cumuli di immondizia, con in più diverse siringhe e carte stagnole lasciate sul pavimento e utilizzate per l’assunzione di stupefacenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continuano su tutto il territorio comunale le operazioni di sgombero nell’ambito del programma di rigenerazione urbana “Oculus”. Martedì mattina gli operatori del Servizio di Sicurezza urbana della Polizia locale sono intervenuti negli edifici in disuso situati nell’area verde di Tessera compresa tra la strada statale 14 “Romea”, via Bazzera e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Si tratta di un’estesa zona di 164.800 metri quadrati.

 

L’operazione si è resa necessaria perché gli immobili, in stato di abbandono e nascosti dalla vegetazione, costituivano un possibile rifugio per senzatetto: all’interno gli agenti hanno scoperto 5 cittadini comunitari, tre di nazionalità romena e due ungheresi, di età compresa tra 23 e 53 anni, e 3 cittadini extracomunitari, 2 di etnia curda provenienti dall’Iraq e uno dal Pakistan, di età tra i 24 e i 29 anni. Si tratta di 3 persone titolari di status di rifugiato, ma in Italia di fatto senza fissa dimora, che si erano insediate in uno degli stabili adiacenti alla pista d’atterraggio dell’aeroporto.

 

Dopo l’identificazione è scattata per tutti la denuncia per il reato di invasione di edifici, mentre gli immobili sono stati messi in sicurezza posizionando e fissando reti elettrosaldate in corrispondenza dei possibili punti d’accesso.

 

Iniziano a farsi concreti e tangibili i risultati del programma “Oculus 2”, che prevede una periodica e ininterrotta serie di sgomberi da parte del Nucleo di Sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia in luoghi abbandonati diventati punti di riferimento per spacciatori o senzatetto. “Le frequentazioni di questo tipo sono diminuite nettamente”, dichiara il comandante del Corpo, Marco Agostini.

 

La dimostrazione la si è avuta negli ultimi 2 giorni, quando una decina di agenti si è resa protagonista di due blitz a Marghera. Il primo ieri mattina, nell’ambito del programma di rigenerazione “Oculus”: gli operatori sono entrati in due immobili abbandonati di via Rizzardi, di recente interessati da invasioni di presunti pusher e tossicodipendenti. “Grazie alla collaborazione dei proprietari degli edifici è stata ripulita l’area del giardino, sfruttata come nascondiglio per individui potenzialmente problematici – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Una volta terminati i lavori di pulizia di Veritas saranno chiusi gli accessi con mattoni”. Tutta la zona nell’ultima settimana è stata interessata da incessanti sopralluoghi, due al giorno. Nel corso di quest’ultimi, tre persone, una di nazionalità italiana, una marocchina e una nigeriana, sono state denunciate per violazione di domicilio, ma le cattive frequentazioni appaiono drasticamente diminuite.

 

Il secondo intervento della Polizia locale, nell’ambito degli sgomberi bisettimanali inseriti nel progetto “Oculus Plus”, ha riguardato l’area “Fondo Lucrezio” a ridosso dell’area ferroviaria Co.Ra.Fer.: in accordo con la proprietà sono stati rimossi indumenti, materassi, coperte e tende lasciati da senzatetto di origine romena, i cosiddetti “barbanera”. “Il tutto si presentava in condizioni igieniche assolutamente critiche”, sottolinea il commissario capo Franzoi. A dimostrazione dei risultati raggiunti dai progetti “Oculus” e “Oculus Plus”, infine, i sopralluoghi nelle aree di via Rampa Cavalcavia, il Troso e via Rampa Rizzardi hanno avuto buon esito.

 

Si intensificano le attività di sgombero nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana Oculus e Oculus Plus: nell’ultima settimana sono state effettuate numerose operazioni di sgombero e controllo in diverse zone della città di Mestre e Marghera:

l’area verde di via Forte Gazzera;
lo stabile ex Centrale Enel sito in viale San Marco;
l’area verde sita in via Borgo Pezzana;
la ex scuola Monteverdi in via Ulloa a Marghera;
i palazzi in costruzione in via Sansovino intersezione viale San Marco;
il bosco a margine del quartiere Pertini.

 

Nel dettaglio, nei locali dei palazzi in fase di costruzione in via Sansovino intersezione Viale San Marco, ora nella disponibilità di un curatore fallimentare, è stato sorpreso a bivaccare nel sottotetto un cittadino di nazionalità tunisina con precedenti di polizia, tra l’altro, per resistenza e spaccio di sostanze stupefacenti.

 

L’uomo è stato denunciato sia per il reato di invasione di edificio che per il reato di inottemperanza a un ordine di espulsione emesso dal Questore di Torino.

 

Il soggetto, trovato in possesso di modiche quantità di hashish, è stato deferito anche alla Prefettura.
Alle operazioni ha partecipato anche l’unità cinofila antidroga del Corpo, che ha dimostrato segni di “attivazione” presso altri locali oltre a quello in cui è stato rinvenuto l’hashish. Le operazioni in loco saranno pertanto ripetute.

 

 

Nell’ex scuola Monteverdi di via Ulloa è stato eseguito un sopralluogo congiunto tra Polizia locale e Polizia di Stato che ha portato all’identificazione di quattro soggetti tossicodipendenti, di nazionalità italiana e tunisina e al loro deferimento all’A.G. per il reato di invasione di edificio.
In tale circostanza sono stati inoltre trovati e segnalati alla proprietà due punti di intrusione che saranno a breve ripristinati.

 

Nell’area verde di via Forte Gazzera, dove era stato segnalato uno strano andirivieni di soggetti dell’est Europa, è stata rinvenuta e sgomberata una tenda da campeggio e materiale vario da bivacco nell’area boschiva posta di fronte al campo da rugby.

 

 

Altro intervento, nell’ambito del programma Oculus Plus che prevede fino a tre sgomberi settimanali, è stato eseguito presso le rampe sotto cavalcaviarie di Mestre e Maghera, ove ormai la presenza di nomadi di nazionalità romena dediti all’accattonaggio si è ridotta sensibilmente: sono stati asportati solo quattro giacigli e materiale vario da bivacco.

 

 

Altri due sbandati sono stati sgomberati nella zona del quartiere Pertini, in area boschiva, dopo che avevano piantato le tende per trascorrervi la notte.

 

In via Borgo Pezzana è stato sgomberato un accampamento con due tende, quattro giacigli e diverso materiale da bivacco, riconducibile a soggetti romeni già deferiti all’A.G. per possesso di strumenti da scasso.

Le azioni di controllo del territorio con i programmi Oculus e Oculus Plus proseguiranno serrate per tutto il periodo estivo.

 

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