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Visit The Usa di Brand USA, l’organizzazione per la promozione turistica degli Stati Uniti, ha selezionato otto proposte molto originali per immergersi completamente nella natura e nella maestosità dei grandi spazi aperti americani.

 

Se non sarà quest’anno, causa Covid, sarà il prossimo e non è mai troppo presto per iniziare a pianificare un viaggio all’insegna dell’avventura nelle aree selvagge degli Stati Uniti.

Grazie al crescente desiderio di contatto con la natura, paesaggi incontaminati e vacanze attive, gli itinerari meno battuti e le proposte di alloggi alternativi sono destinati a diventare sempre più popolari.

 

Una delle tendenze più in voga del momento è il glamping, che si sta affermando come soluzione di fascia alta dove non mancano una buona dose di avventura e il contatto con la natura. Aziende del settore come Aman e Under Canvas, tra il 2020 e il 2021 si espanderanno sempre di più per offrire aree campeggio ancora più chic. Autocamp, che offre lussuosi rifugi negli iconici caravan Airstreams, aprirà il suo primo sito al di fuori della California con l’Autocamp Cape Cod, a partire dalla primavera 2021. Nel frattempo, l’offerta di alloggi eccentrici di Airbnb negli Stati Uniti continua a crescere, dalle case sull’albero all’aperto fino alle “Gully Huts” dallo stile più underground.

 

 

Per chi è alla ricerca di alternative ai classici alberghi, gli Stati Uniti offrono un grande ventaglio di opzioni: Visit The USA ha selezionato otto proposte molto originali per immergersi completamente nella natura e nella maestosità dei paesaggi americani.

 

Camp Sarika by Aman, Utah (apertura nell’estate 2020)

A poca distanza da Amangiri, raggiungibile sia in macchina che con una escursione, Camp Sarika è separato dal resto del mondo. Un luogo remoto contraddistinto da un profondo legame con la natura che lo circonda, per concedersi una fuga dalla vita frenetica della città. La struttura offre un ristorante, una piscina principale, una lounge e un paio di spa suite, tutti elementi che rendono Camp Sarika un rifugio completamente indipendente. Il campo è immerso in un paesaggio ultraterreno, circondato da 600 acri di imponenti mesa, canyon e sabbia color ruggine. Il campo tendato regala un’esperienza intima e selvaggia nel cuore del deserto, a poca distanza da cinque parchi nazionali e dalla riserva nazionale Navajo. Un luogo unico, che rappresenta un punto di ingresso alternativo nelle terre selvagge del Vecchio West.

 

 

Under Canvas, Tuolumne County, California (apertura 2020, TBC)

Under Canvas, società specializzata in lussuosi alloggi in stile safari nei parchi nazionali americani, nel 2020 si prepara ad inaugurare la prima località di glamping nella zona di Yosemite. Situato a sole due ore e mezzo di macchina a est della baia di San Francisco e a 20 minuti dall’ingresso del Parco Nazionale di Yosemite, il sito di glamping si erge su un’area di 85 acri tra alberi di sequoia e prati sconfinati. La location nella Contea di Tuolumne offrirà 90 tende in stile safari e aree lounge tendate, rappresentando la scelta perfetta per i viaggiatori avventurosi che desiderano esplorare i luoghi imperdibili di Glacier Point, Half Dome ed El Capitan.

 

 

Airbnb Treehouse Canopy Room, Permaculture Farm, Miami, Florida

Grazie alla luce delicata e alle fronde degli alberi che offrono l’ombra perfetta per rinfrescarsi dal caldo di Miami, questa casa sull’albero offre agli ospiti un’esperienza di autentico relax in un ambiente che ricorda quello di un’isola lontana, senza muoversi dal quartiere di Little Haiti. Circondati da capre, maiali, emù, galli e gatti, gli ospiti si sentiranno come trasportati in campagna. Per raggiungere l’alloggio all’interno di questa oasi urbana è necessario arrampicarsi lungo la stretta scala fino al terzo piano della casa, costruita tra i rami di un albero di Pithecellobium, dove si trova anche un bagno all’aperto in stile Bahamas.

 

 

Autocamp, Cape Cod, Massachusetts (apertura primavera 2021)

AutoCamp è il luogo in cui il design si combina con i grandi spazi aperti. All’inizio della primavera 2021 aprirà “Autocamp, Cape Cod”, un alloggio di lusso situato sulla magnifica spiaggia di Cape Cod. Gli ospiti potranno trascorrere le vacanze sulla penisola e riscoprire il contatto con la natura negli alloggi Airstreams personalizzati con bagni ispirati alle spa, suite moderne dagli interni eleganti oppure tende di lusso in tela. Ogni alloggio Airstreams sarà completo di patio e area falò privati, oltre che di una moderna club house, il tutto immerso in un bosco rigoglioso. L’Autocamp Cape Cod si trova a cinque minuti dal centro di Falmouth e Woods Hole, che offre traghetti giornalieri per le isole di Martha’s Vineyard e di Nantucket.

 

 

Dixie Daisy Airstream, Hill Country, Texas

Tende a tema cowgirl, piastrelle luminose e pareti giallo brillante fanno da cornice a questo Airstream dallo stile retrò, immerso tra centinaia di olmi a Smith Creek, nel cuore del Texas Hill Country. È il luogo perfetto per fare una doccia all’aperto, brindare in gruppo intorno ad un falò o rilassarsi nelle vasche idromassaggio sotto le scintillanti lucine della sera. Inoltre, il segnale telefonico non è sempre garantito, quindi gli ospiti possono davvero sfruttare la posizione remota per andare “offline” e godersi il panorama stupendo fatto di colline, insenature, bagni e percorsi naturalistici che offrono un detox perfetto dalla vita frenetica. Il vicino Pedernales Falls State Park è ideale per una nuotata o un’escursione all’aperto.

 

 

Firelight Camps, Ithaca, New York

Immerso in un bosco di 70 acri nell’Upstate di New York, Firelight Camps è un must per gli amanti della natura in cerca di una vacanza cool e confortevole, che in questo piccolo paradiso terrestre giorno dopo giorno si perderanno ad ascoltare il fruscio dei rami degli alberi e il canto degli uccelli. Gli alloggi sono composti da tende in stile safari arredate con pavimenti in legno, letti singoli o matrimoniali, uno scrittoio, verande coperte con comode sedie e lanterne. La giornata inizia con dolci artigianali e granola homemade, mentre per la cena è possibile sbizzarrirsi a cucinare con le griglie a carbone del campo e gustare i migliori vini artigianali della zona (soprannominata ‘Napa East’ per i suoi prodotti vitivinicoli). Non mancano anche oltre birre, sidri e liquori di alcuni dei migliori piccoli produttori del paese. La regione circostante è ricca di laghi, cascate, gole e parchi, mentre i sentieri escursionistici delle Upper Buttermilk Falls sono ad un passo dagli alloggi.

 

 

Forest Gully Farms, Santa Fe, Tennessee

La Forest Gully Farms, una fattoria a conduzione familiare, offre la possibilità unica di alloggiare nelle Gully Huts, affascinanti capanne sotterranee situate nelle zone rurali di Santa Fe, nel Tennessee. La fattoria nasce da un esperimento di vita sostenibile e di permacultura, che mira a vivere con i frutti della terra creando un ecosistema di alberi da frutto e piante benefiche. Forest Gully Farms invita a connettersi alla terra, dando la possibilità agli ospiti di trasformarsi in uomini di fattoria per un fine settimana, o semplicemente immergersi nell’atmosfera campestre con diverse attività, tra cui le escursioni lungo il torrente vicino e fino alle cascate. Gli ospiti possono anche prendere le uova fresche direttamente dalle galline o raccogliere mirtilli e more per la colazione. L’esperienza continua alla sera, quando ci si rilassa intorno al fuoco per guardare le stelle e condividere racconti.

 

 

The Resort at Paws Up, Blackfoot Valley, Montana

I viaggiatori possono sperimentare la vita dei cowboy nelle pianure del Montana, negli Stati Uniti nord-occidentali, al Resort at Paws Up. Gli ospiti possono prenotare una delle capanne di legno di questa tenuta di ben 37.000 acri, con ranch in attività, ma sono le tende spaziose e appartate i posti più speciali in cui soggiornare. La scelta è tra quelle arroccate sul bordo di una scogliera, con vista sul turbinoso fiume Blackfoot (che per dieci miglia scorre attraverso la proprietà) ed Elk Creek, circondato da alberi imponenti. Gli interni sono in stile western-chic, con giroletti in legno, stampe vivaci e vasche da bagno in rame, che donano quel tocco di lusso anche alla vacanza in campeggio. Nella sezione privata del ranch, sono presenti delle tende di glamping con vista su prati e montagne. Il luogo ospita inoltre numerosi workshop sulla natura selvaggia che spaziano da lezioni di pittura e sessioni di fotografia del cielo, a pesca con la mosca, escursioni e passeggiate a cavallo. Da qui è possibile esplorare la regione del fiume Blackfoot, passeggiando tra le foreste di conifere e lungo pianure vuote, ammirando gli splendidi paesaggi della natura selvaggia del Montana.

In occasione della Giornata Internazionale delle Nazioni Unite, che si celebra oggi, 24 ottobre, il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani intende ripercorrere i momenti più significativi della storia dell’Onu per una riflessione sull’organizzazione che oggi più assomiglia a un governo mondiale. 

 

La Giornata internazionale delle Nazioni Unite è una ricorrenza internazionale che il 24 ottobre di ogni anno ricorda l’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite (24 ottobre 1945). Quest’ultimo fu il documento fondante che seguì la nascita ufficiale dell’organizzazione. 

 

È opportuno ricordare che la costituzione dell’Onu non era un fatto scontato alla fine della Seconda guerra mondiale perché, dopo il naufragio della Società delle Nazioni dovuto alle ambizioni e alle rivalità dei singoli Stati, bisognava davvero essere dotati di una massiccia dose di idealismo per credere che ripetere l’esperimento, fallito appena venticinque anni prima, avrebbe sortito risultati diversi. Ma tali risultati si raggiunsero certamente grazie al grande contributo di intellettuali, attivisti e politici animati da ideali autentici e dalla volontà di sanare le macerie umane dei sopravvissuti, usciti dalla Guerra con l’orrore ancora negli occhi per tutte le violenze subite o perpetrate negli anni della cancerosa parabola del Nazi-fascismo.

 

Si trattava di un obiettivo nobilissimo, ma assai complesso. Con la costituzione di un governo sovranazionale garante di Democrazia, Pace e Libertà, i paesi membri attraverso uno statuto che avrebbe trovato da lì a poco la sua urgente applicazione, condannavano con la virtù del Diritto tutto quello che la guerra, come un virus letale, aveva portato, a partire dal clima malato di razzismo nel periodo antecedente ad essa. E così, condannavano l’ingiustificabile violenza di massa, le esecuzioni sommarie, le rappresaglie, gli stupri. Perché se la guerra fu la morte in atto, la liberazione dal Nazi-fascismo fu anch’essa accompagnata da una inarrestabile sete di vendetta che non fece altro che aggiungere  violenza, alla violenza appena consumata. 

 

Bisognava rinascere. Bisognava risorgere. Le Nazioni Unite questo lo sapevano. E così Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Cina, più altri 26 paesi, unirono le loro forze per impedire il ripetersi di una nuova guerra mondiale. Con il tempo, inoltre, i Paesi membri iniziarono ad allargare il campo delle loro competenze e concentrarono i loro sforzi per ostacolare le discriminazioni, per cancellare la povertà, per debellare malattie mortali come vaiolo e poliomielite. Secondo quanto disposto dallo Statuto, l’Onu avrebbe svolto quattro fondamentali funzioni: mantenere la Pace e la Sicurezza internazionale, sviluppare relazioni amichevoli fra le nazioni, cooperare nella risoluzione dei problemi e promuovere il rispetto per i Diritti Umani.

L’Onu compie 74 anni

Sono passati ormai settantaquattro anni dalla creazione dell’Onu. È inevitabile guardarsi indietro, ripensare a ciò che è stato e fare bilanci. Possiamo quindi affermare con certezza che l’Onu nel campo dello sviluppo ha ottenuto grandi successi, perché è riuscito a bloccare ad esempio la diffusione di malattie importanti e a controllare la malnutrizione. I maggiori successi poi sono stati raggiunti nel campo della protezione perché il movimento dei Diritti Umani, di cui il CNDDU si fa portavoce nel nostro Paese, ha influenzato non solo i Governi, ma anche i popoli e gli individui. Le Nazioni Unite non sono riuscite, invece, anche attraverso le forze di pace, a impedire il radicalizzarsi di violentissimi scontri armati che molto spesso hanno portato alla morte di milioni di persone. Questo spinge quindi a cercare di capire come possa essere riformata l’organizzazione per renderla più efficiente e preparata a gestire i pericoli che può correre il mondo oggi. È innegabile, però, che senza l’Onu, la storia degli ultimi settant’anni avrebbe avuto sviluppi differenti.

 

Il CNDDU, in una giornata così importante che rievoca la storia nazionale e internazionale dei paesi che fanno parte delle Nazioni Unite, intende riconoscere tutti gli sforzi fatti dall’Onu dal 1945 a oggi, per trasformare i pericoli, sempre imminenti per il mondo, in civile dibattito. E anche se non sempre le Nazioni Unite sono riuscite a garantire la Pace promessa ai popoli e agli uomini, nessuno può mettere in discussione il valore di questa straordinaria Torre di controllo senza la quale sarebbe stato difficile, per tutti, rialzarsi dopo gli Anni del Disastro.

 

Siamo davvero fuori dagli Anni del Disastro? Purtroppo la cronaca ci racconta lo strazio di popoli che ancora non trovano tregua alla loro sofferenza. Sono settimane ormai che il popolo curdo della Siria, il popolo senza Stato, viene bombardato incessantemente dalle forze dell’esercito turco, il quale non si ferma nemmeno davanti a edifici pubblici e strutture mediche. I raid aerei si scagliono con violenza su obiettivi civili, e, stando alle informazioni dell’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, non hanno rispettato la Tregua. Le prime vittime di questa folle guerra sono ovviamente bambini innocenti che hanno come unica colpa quella di essere nati dalla parte sbagliata del mondo! Il bilancio è pesantissimo: si parla di 60 mila sfollati. L’Onu nella persona del suo portavoce, Rupert Colville, parla di gravi violazioni internazionali che costituiscono crimini di guerra, per tali ragioni le Nazioni Unite stanno verificando  le responsabilità della Turchia che potrebbe essere ritenuta responsabile del genocidio del popolo curdo. E mentre il leader turco minaccia l’ Unione europea di inondarla di profughi, le speranze del mondo civile, affinché il massacro del popolo curdo abbia fine, si raccolgono ancora una volta attorno all’Onu, che come sempre rappresenta l’ultimo baluardo di Pace.

 

Come sempre, alla vigilia di giornate così importanti, chiediamo ai docenti della scuola del nostro Paese di coinvolgere gli studenti in attività o lezioni che possano destare interesse e partecipazione e fornire nuovi stimoli per il recupero di una memoria collettiva che è fondamentale per la costruzione del presente. Umberto Eco, nella Lectio magistralis tenuta in inglese al palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York nel 2013, invitava le nuove generazioni, da entrambi i lati dell’Oceano Atlantico, a non perdere la memoria storica. E noi siamo fermamente convinti che ripercorrere la storia delle Nazioni Unite è proteggere la memoria storica. 

 

Oggi non facciamoci trovare impreparati e non lasciamo impreparati i nostri studenti, anche se il cielo della Siria per ora non conosce ancora l’azzurro, raccontiamo loro che in tanti altri posti del mondo nel cielo è tornato l’azzurro, mostriamo loro lo splendido colore azzurro della bandiera dell’Onu e indichiamogli la mappa del mondo protetto da due rami d’ulivo. Poi raccontiamo ai nostri ragazzi una storia bella, la storia di popoli a lungo in contrasto, che si sono inferti le più profonde ferite, e che alla fine hanno scelto di camminare insieme, per costruire con impegno e fatica un mondo migliore.

Una pietra di giada trafugata come amuleto e un viaggio da New York sin giù, ove le differenze e gli strascichi si fanno sentire, un musicista di colore, dotto e bisognoso di protezione, recluta un americano di chiare origini siciliane, un buttafuori che “risolve problemi” spiccio e risoluto.

 

La perfetta dicotomia dei personaggi alza la colonnina di mercurio e rende tutto lieve, ove il dramma dell’intolleranza e delle leggi razziali si denota strisciante, fino a svelarci definitivamente il cuore dei due, uno riuscirà finalmente a scrivere lettere alla moglie, senza privarsi dell’ortodossa sintassi e il perfetto musicista farà realtà del viaggio agognato, perché non basta il talento per entrare nel cuore delle persone, occorre coraggio. Questo è Green Book.

 

 

Mauro Lama

Gli assessori comunali Simone Venturini e Michele Zuin hanno ricevuto ieri a Ca’ Farsetti le delegazioni dei Vigili del fuoco (FDNY) e degli agenti del Dipartimento di polizia di New York (NYPD) in vista di una serie di appuntamenti che le vedrà, in settimana, entrambe protagoniste di importanti manifestazioni cittadine. I due assessori hanno dato loro il benvenuto, portando i saluti del sindaco Luigi Brugnaro e dell’amministrazione comunale. Durante l’incontro un’esibizione di cornamuse e uno scambio di doni hanno ribadito l’amicizia che lega Venezia a New York.

“Sapere che tra breve anche New York ospiterà una mostra dedicata a Canova, un grande veneto, il più importante scultore neoclassico, la cui opera ha contribuito a impreziosire e diffondere l’arte italiana nel mondo, riempie di orgoglio e disoddisfazione”.
Così l’assessore all’istruzione e alla formazione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, saluta l’apertura nella “Grande Mela” dal prossimo 21 maggio di un’esposizione che permetterà di apprezzare l’arte di Antonio Canova.

 

La mostra è organizzata da Xavier F. Salomon, capo curatore della Frick Collection, in collaborazione con Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, la Venice International Foundation e la Friends of Venice Italy Inc.

“Iniziative come questa – sottolinea Donazzan – hanno il pregio di favorire un livello superiore di cultura, ma anche di creare relazioni capaci di promuovere flussi turistici di qualità verso i nostri territori. Un turismo per il quale stiamo lavorando anche in termini formativi, per preparare al meglio quanti operano nella vasta filiera dell’accoglienza”.

 

“I luoghi del Canova – conclude l’assessore –, come la Gypsotheca e il Museo di Possagno splendidamente curati dal direttore Mario Guderzo, sono già oggi un forte elemento di attrattività turistica e rappresentano una delle eccellenze della Pedemontana, un’area che ha molto da offrire dal punto di vista non solo culturale, ma anche ambientale e delle produzioni di pregio: un territorio dalla vocazione turistica certa ma ancora con grandi margini di crescita”.

 

Dopo la sua permanenza alla Frick, la mostra sarà ospitata dalla Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno a partire dall’11 novembre 2018.

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