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Cristina Manes Portavoce del Movimento 5 Stelle Mogliano Veneto, capogruppo per cinque anni del Movimento in Consiglio Comunale, nell’imminenza delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, ha rilasciato un’intervista al nostro quotidiano.

 

Consigliera Manes, quali sono le sue riflessioni sui cinque anni passati in Consiglio Comunale? Quali i risultati della sua azione politica?

Devo dire innanzitutto che per me ‘è stato un onore poter rappresentare il Movimento 5 Stelle come sua portavoce nell’istituzione moglianese. Ho cercato di declinare al meglio i valori del Movimento, attraverso la mia attività politica, nel rispetto e nell’osservanza di tutte le sue regole. Questi cinque anni li ho vissuti con determinazione, che non è mancata neppure quando ho subito forti attacchi personali da parte della maggioranza, tanto
impegno e tanto studio. I risultati? Abbiamo messo in atto il nostro programma, seppur dall’opposizione.

 

Lo testimoniano oltre 56 atti presentati, le 10 mozione approvate, gli atti ispettivi che hanno indirizzato la giunta sui nostri temi. Confrontateli con quelli degli altri gruppi consiliari che hanno fatto da spettatori in questi cinque anni! Ho lavorato sodo anche per trasferire questa “eredità”, formando la squadra che si presenterà alle imminenti elezioni, unica lista certificata del M5S in provincia di Treviso, che sto supportando.

 

Con tanta passione ho partecipato attivamente alla vita del Movimento in tutti i suoi livelli, molte mie proposte in Consiglio comunale sono state condivise da altri Consiglieri M5S del Veneto e non solo. Ora mi occupo di un progetto per le Pari Opportunità del M5S in Veneto e collaboro con un gruppo di lavoro nazionale su questo argomento.

 

Consigliera Manes, qual è il suo giudizio sul sindaco uscente?

Penso che la Sindaca uscente abbia perso una grande opportunità: con i consiglieri di opposizione avrebbe potuto avviare un dialogo costruttivo di cui ne avrebbe beneficiato l’intera cittadinanza, oltre se stessa. Ne esce una figura che amministra in modo autoritario ed autoreferenziale non applicando le regole della condivisione, un esempio su tutti? Il bilancio partecipato. Era nel programma della maggioranza, lo abbiamo chiesto con una nostra mozione e lo hanno bocciato. Ha perso una grande opportunità: ha puntato a soluzioni di facciata nei vari contesti, come specchietti per le allodole, non è entrata nel merito dei punti che sono veramente necessari per i cittadini.

 

Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?

Ci presentiamo per vincere, come al solito corriamo da soli, contro le ammucchiate degli altri partiti. La nostra è una sfida difficile, impari, la vinceremo solo se i cittadini capiranno la differenza tra noi e gli altri. Bisogna informarsi in modo autonomo, attingendo alla fonte delle notizie, non attraverso quello che ci vogliono far credere. Oggi entrambi i candidati si intestano nostre battaglie che hanno combattuto o snobbato. Abbiamo una bella squadra che lavorerà per far emergere e soddisfare le vere priorità per i cittadini. La differenza più importante è il rapporto con la legalità, a partire dalla scelta dei nostri candidati: da noi solo incensurati e senza carichi pendenti. Ci fanno ridere le recenti levate di scudo di Bortolato (Lega) contro Arena (Pd) per il mancato rispetto delle regole in campagna elettorale: “Il bue che dice cornuto all’asino”.

 

Solo il M5S può portare la bandiera della legalità perché è l’unico ad aver fissato delle regole certe, e a farle rispettare, per i propri portavoce innanzitutto. E a Mogliano stiamo rispettando in questa, come nella scorsa competizione elettorale, le regole della campagna elettorale, a differenza di altri. Per noi moralità e legalità nelle istituzioni stanno alla base e la nostra azione in Consiglio lo dimostra. Arena sta conducendo una campagna elettorale molto spinta, inaugurando a pochi giorni dalle elezioni: parcheggi, Centro Anziani, Mercato, non preoccupandosi di quel che dice la legge.

 

Ci rendiamo conto che dopo un ulteriore contributo di 800 mila euro di soldi pubblici al Centro Anziani, il suo Presidente è candidato del Centro Sinistra in appoggio alla Sindaca/Candidata Sindaca? E questo si aggiunge al fatto che la ristrutturazione del Centro Anziani, non è ancora terminata, lo sarà solo tra qualche mese, ma questo è stato
inaugurato ad una settimana dalle elezioni dalla Sindaca, con tanto di fascia tricolore.

 

Vige il divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione (art. 9, c.1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28) e di propaganda (art. 29, c. 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81). Infatti dalla data di convocazione dei comizi elettorali (11 aprile 2019) e fino alla conclusione delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.

 

Inoltre, per quanto riguarda le elezioni amministrative, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale, e cioè dal 27 marzo 2019, e per tutta la durata della stessa, è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale.

 

Il suddetto divieto, assistito dalla sanzione penale, per il principio della personalità della responsabilità penale non può che indirizzarsi direttamente ai soggetti titolari di cariche pubbliche a livello locale).

 

Ma ricordiamo tutti, anche attraverso articoli di stampa (La Tribuna di Treviso 18/05/16, Oggi Treviso 17/05/16, etc…), che Bortolato è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Treviso nel 2016, insieme ad altri consiglieri di altri partiti/liste per aver raccolto firme false in occasione della campagna elettorale di cinque anni fa; non
sappiamo se abbia ricorso in appello o abbia sanato la sua posizione con il pagamento di una sanzione.

 

Ad ogni modo, sia il “moralizzatore” Bortolato che la Sindaca uscente hanno infranto anche questa volta come cinque anni fa, la legge, anche perché hanno affisso materiale elettorale fuori dagli spazi consentiti.

 

Infatti per la Legge 4 aprile 1956 n. 212. “Dalla data dell’avvenuta assegnazione degli appositi spazi per la propaganda elettorale e fino alla chiusura delle votazioni, è vietata: l’affissione o l’esposizione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti, inerenti alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, su portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capannoni, sulle palizzate, sugli alberi, sugli autoveicoli in sosta, etc. , …… l’esposizione di materiale di propaganda elettorale nelle bacheche, vetrine o vetrinette appartenenti a partiti, movimenti o gruppi politici”.

 

Divieti che non sono stati rispettati né a destra né a sinistra. Siamo solo noi che possiamo parlare di correttezza e di rispetto delle regole! Se il buongiorno si vede dal mattino, Cittadini attenzione a chi affidate il vostro voto!

Il MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto si esprime in merito all’abbandono del progetto SFMR, per il miglioramento del sistema ferroviario metropolitano regionale. Di seguito diffondiamo il loro comunicato:

 

La Giunta Regionale abbandona il progetto SFMR, che prevedeva l’adeguamento a standard metropolitano delle linee ferroviarie per un efficiente sistema integrato di trasporto pubblico, per l’impossibilità di finanziarlo.

 

Ribadiamo che il trasporto su ferro è fondamentale per soddisfare le esigenze di mobilità del Veneto, ridurre l’inquinamento ambientale, il traffico e l’incidentalità sulla rete stradale; la mobilità sostenibile è una delle nostre stelle. Questa Giunta regionale invece investe in strade e autostrade: per questo scopo i soldi pubblici non mancano mai.

 

All’assemblea pubblica su SFMR, tenutasi ieri in Municipio a Mestre, erano presenti alcuni esponenti del M5S, tra cui la senatrice Orietta Vanin: “Negli ultimi 15 anni, come emerge dal dossier di Legambiente Pendolaria 2017 sui trasporti, i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane e le Regioni stanno sulla scia nazionale. Bisogna assolutamente cambiare rotta e noi ci impegniamo a farlo. Occorre un piano della mobilità sostenibile condiviso con i cittadini.

 

Siamo inoltre preoccupati per il blocco dei cantieri per la realizzazione delle stazioni SFMR della Gazzera (sulla linea Mestre-Treviso) e di via Olimpia (sulla Mestre-Trieste) che rischia di trasformare sottopassi e percorsi già realizzati in opere incompiute, senza prospettiva di sviluppo, abbandonate al completo degrado.Registriamo l’assoluto abbandono di quelli che dovevano essere secondo questo progetto i nodi strategici per i servizi alla città”.

 

Presente anche Cristina Manes, portavoce del M5S di Mogliano Veneto che dichiara: “La realizzazione di una mobilità sostenibile appare gravemente compromessa nel Veneto, e Mogliano subisce le dirette conseguenze di queste decisioni della Giunta Zaia, con la cancellazione della stazione a Marocco, prevista dal progetto SFMR. In tutto ciò la Regione ha le sue responsabilità, ma il nostro Comune ne ha altre: è evidente l’assenza di concrete politiche locali che perseguano questo obiettivo: nessuno può sentirsi chiamato fuori dall’attuare azioni per un futuro sostenibile.

 

Si inizi quindi da queste priorità per individuare linee guida e obiettivi chiari e mirati per gli investimenti futuri! Dopodichè gli amministratori, anche quelli dei comuni, mettano in atto loro azioni per i servizi alla cittadinanza, la riduzione dell’inquinamento nei territori e lo stop a nuovo cemento.”

 

Dei 5,9 miliardi di euro previsti dal piano originale degli interventi, per la realizzazione di questa infrastruttura, in venti anni sono stati realizzati soprattutto sottopassi, parcheggi, nuove stazioni (9 sulle 37 previste), acquisto di nuovi treni (24 sui 120 preventivati), adeguamento di fermate (22 su 162), ed eliminati passaggi a livello (66 su 407) per un valore di un miliardo e 20 milioni di euro. Molto cemento e asfalto, un po’ meno binari. Oggi tutto si ferma. Mentre la Corte dei Conti apre un’inchiesta.

 

La Regione, per la realizzazione di SFRM era legata alla Net Engineering spa da un rapporto contrattuale esclusivo e vincolante, oggetto di varie revisioni, che lo hanno reso pesantemente oneroso: si necessitava di consulenze di Net Engineering anche per affidare a RFI la soppressione di un passaggio a livello, e la società stessa prendeva un obolo ogni volta che la Regione ordinava un treno.

 

Non ci dimentichiamo poi che alcuni protagonisti della storia di S.F.M.R. sono noti alle cronache per diverse vicende giudiziarie, come Angelo Balducci in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio nominato nei primi due arbitrati delle Imprese Astaldi S.p.A.; l’Impresa di costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.a., implicata negli scandali Expo 2015 e M.O.SE Venezia; Ing. Renato Chisso e Giancarlo Galan.

 

[email protected]

www.moglianoveneto5stelle.it/

 

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