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“Ancora sversamenti illegali nei fiumi e pesci che continuano a morire. È un fenomeno che si ripete a ogni stagione vitivinicola: la Regione ha intenzione di agire per scoprire i responsabili e, comunque, di svolgere un’efficace azione preventiva visti i cospicui finanziamenti destinati al settore?”. È la richiesta di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, contenuta in un’interrogazione sugli ultimi episodi accaduti nella Marca, nel fiume Monticiano a Motta di Livenza e nel Teva, al confine tra i comuni di Valdobbiadene e Vidor. 

 

 

Non è possibile che la Regione resti a guardare e che poi Arpav intervenga a cose già fatte. Al momento l’origine degli sversamenti non è nota, però l’ipotesi principale formulata da vigili del fuoco e carabinieri è che i liquidi siano dei residui della vendemmia. È l’ennesimo effetto collaterale della monocoltura intensiva del Prosecco incoraggiata dalla Giunta. Siamo in violazione della Direttiva europea sulla tutela delle acque, delle norme statale sugli scarichi, ci sono danni molto gravi per ambiente ed ecosistema, con ingenti morie di ittofauna. Cosa deve ancora accadere perché la Giunta agisca? Si devono intensificare i controlli sulle aziende, con verifica documentale sulla destinazione dei reflui per scovare le mele marce. Sarebbe opportuno che la Regione sospendesse i finanziamenti per la viticoltura attualmente in corso per le aziende responsabili di queste gravi azioni”. 

 

“Invece – dichiara in chiusura della nota Zanoni – si continua a distribuire soldi a pioggia: l’assessore all’Agricoltura Pan ha annunciato che dopo i 16 milioni di euro stanziati da poco per l’ammodernamento dei vigneti ne arriveranno altri 12,5 per pubblicità aziendali, senza però preoccuparsi seriamente di una riconversione a un modello totalmente biologico, libero da prodotti chimici di sintesi e più rispettoso di ambiente e biodiversità”.

“Come al solito tante parole e zero fatti. Degli annunci di Zaia sui controlli eccezionali negli alveari, dopo lo scandalo scoppiato in Friuli lo scorso maggio per la morìa delle api, non c’è traccia. Sono deluso per la mancanza di azioni di controllo mirate, visto che le analisi evidenziano la presenza di ben cinque sostanze chimiche derivanti dai pesticidi”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico ribadisce la propria insoddisfazione per la risposta dell’assessore Coletto all’interrogazione presentata a inizio maggio, che aveva preso spunto dall’inchiesta della Procura di Udine su inquinamento e disastro ambientale in agricoltura legata alla moria degli insetti, con 38 indagati (violazione dell’articolo 452 bis del Codice penale: aver cagionato abusivamente una compromissione o un deterioramento significativo e misurabili di un ecosistema e della biodiversità della fauna in generale) e 17 proprietà agricole sequestrate. “Un quadro grave e una situazione allarmante che non riguarderebbe solo il Friuli, ma si estenderebbe ad altre regioni, a partire dal Veneto”.

 

“La replica di Coletto è stata ‘scolastica’: ha detto cosa sta facendo la Regione in via ordinaria, confermando implicitamente che non è stato messo in campo niente di nuovo o straordinario. Eppure in Veneto sono stati attivati due importanti progetti di monitoraggio e ricerca ‘Apenet e ‘Beenet’ e sempre la Regione ha partecipato alla rete di ricerca internazionale ‘Coloss’ sulla salute delle api. Progetti che hanno evidenziato sulle api rinvenute morte presso gli alveari non solo la presenza di neonicotinoidi, ma anche di altre sostanze chimiche derivanti dai pesticidi: esteri fosforici, carbammati, piretroidi e fungicidi. Dai report degli ultimi anni è emerso come spesso negli eventi di morìa delle api sia stato rilevato almeno un principio attivo di fitofarmaci: nel 32,4% di casi nel 2015, addirittura nel 53,3% nel 2016 e il 25,9% nel 2017. I pesticidi stanno causando la perdita anche di altri insetti impollinatori ed è una grave minaccia per la biodiversità. Dobbiamo essere estremamente preoccupati: le api sono sentinelle e indicatori importanti per salute dell’ambiente e prime vittime di queste sostanze, ma pure la salute dei cittadini è in pericolo”.

 

“Dal 2008 un decreto ministeriale ha sospeso le autorizzazioni di impiego di prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze, per la concia di sementi, ma servono norme più stringenti. Purtroppo però la realtà va nella direzione opposta: come emerso dallo studio del WWF sui dati Arpav, nel 2016 la vendita dei pesticidi è in crescita, 16.920 tonnellate in tutto il Veneto pari a 3,4 chili per abitante. Per incoraggiare la riconversione bio delle produzioni agricole non bastano le parole, serve un sostegno concreto con risorse vere”.

Superstrada Pedemontana veneta, trappola mortale per gli uccelli e per la fauna terrestre

 

Le grandi opere come la Superstrada Pedemontana Veneta hanno un notevole impatto ambientale, già criticato da  diverse associazioni ambientaliste venete. Anche la fauna selvatica ne sta subendo le conseguenze, spesso mortali, per esempio a causa dei pannelli fono isolanti posti lungo il tragitto della Pedemontana. Questi grandi pannelli sono trasparenti, privi di adeguata segnalazione di presenza e  non sono intercettabili dagli uccelli in volo, sia di giorno che di notte, per cui molti si feriscono o muoiono nell’impatto. Centinaia di uccelli sono stati trovati morti lungo il tratto della Pedemontana Bassano-Thiene, schiantati sulle barriere trasparenti. Non è possibile tollerare questa situazione, che dimostra una volta di più l’inadeguatezza delle prescrizioni e delle mitigazioni ambientali poste in essere, l’assenza di monitoraggi ambientali (denunciata anche dalla Corte dei Conti), la superficialità della VIA (Valutazione Impatto Ambientale).

 

“La strage di uccelli sulle barriere trasparenti della Pedemontata va fermata. È una crudeltà gratuita, il menefreghismo della Regione è assolutamente inaccettabile”. Non usa giri di parole il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando la nuova segnalazione giunta dalla Lav (Lega antivivisezione) sulla strage di volatili nel tratto Bassano-Thiene.

 

 

Il problema è ben noto alla Giunta e in particolare all’assessore De Berti – insiste l’esponente dem trevigiano – ma non è stato fatto niente. Il primo allarme lanciato dalla Lipu risale addirittura a maggio 2016, nel frattempo purtroppo sono morti altri uccelli. Lo scorso 4 maggio ho presentato un’interrogazione insieme alle colleghe dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S),  che attende ancora una risposta. Cosa aspetta la Regione a prendere le misure minime necessarie per salvaguardare la fauna selvatica, che è patrimonio di tutti i cittadini? Zaia e la De Berti dovrebbero sapere che l’uccisione di uccelli protetti viene sanzionata penalmente ai sensi della Legge quadro sulla fauna selvatica. Sarebbe sufficiente, come chiede anche la Lav, incollare degli adesivi sui pannelli trasparenti della Superstrada, un’operazione praticamente a costo zero”. 

 

 

Le sedi Lav di Bassano del Grappa, Vicenza e Treviso, verificata la situazione in oggetto, si rammaricano che certi progetti pubblici siano sempre studiati solo per la massima resa economica, senza considerare adeguatamente altre necessità e altri interventi, pur previsti dalla normativa vigente (come gli ecodotti, passaggi protetti e altre misure di mitigazione e di deframmentazione a favore di anfibi, fauna selvatica e uccelli). La fauna del Veneto è già fortemente penalizzata da una caccia oltre il limite dei regolamenti europei, da consistenti sottrazioni di territorio (come accade con la Pedemontana), dal degrado e dalla frammentazione degli ecosistemi, dall’inquinamento di terreni e acque, da improvvise alluvioni e da lunghi periodi di siccità (ormai frequenti). La Lav chiede ai Comuni interessati e alla Regione Veneto di porre urgentemente rimedio al problema dei pannelli trasparenti.

 

       

“Non è vero che la Regione non possa far molto per impedire la contaminazione da pesticidi di fiumi e falde acquifere. Anzi. A cominciare da un maggior sostegno a chi utilizza metodi biologici in agricoltura”. Ad affermarlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando la risposta della Giunta all’interrogazione presentata lo scorso 8 febbraio (sottoscritta dai colleghi Cristina Guarda e Pietro Dalla Libera) riguardante una morìa di pesci avvenuta in un canale di scolo nel sud della provincia di Padova e il successivo studio dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve), pubblicato sula rivista internazionale Forensic Science International, dove veniva evidenziato la causa di questi fenomeni per l’incremento dell’uso di pesticidi.

 

“L’Arpav di Padova ha individuato sia le sostanze nocive nel fossato, si tratta di piretroidi, che l’azienda responsabile. Al di là delle eventuali sanzioni, la Regione non può limitarsi a dire che è problematico individuare azioni concrete di prevenzione in quanto non è certo il legame tra la morìa di pesci e il dilavamento di aree agricole dovuto alle piogge. È un’affermazione pilatesca e sbagliata: la Giunta incentivi l’agricoltura biologica investendo risorse, anziché destinare il 99% dei fondi all’agricoltura tradizionale dove c’è un elevato tasso di utilizzo di pesticidi derivanti dalla chimica di sintesi. Se davvero vogliamo evitare danni all’ambiente, ai corsi d’acqua e alla salute dei cittadini la ricetta c’è: è una questione di scelte”, sottolinea ancora il consigliere dem. “Dobbiamo continuare a lottare per un mondo sano e sostenibile, anche per questo sabato 13 maggio parteciperò a Cison (TV) alla marcia Stop pesticidi, alla quale hanno aderito centinaia di associazioni ed organizzazioni, per ribadire che le alternative ci sono già. Basta volerlo”.

“Basterebbero degli adesivi sulle barriere trasparenti della Superstrada Pedemontana per evitare la morìa di uccelli che vanno a sbatterci contro a tutta velocità. Il primo avvertimento lanciato dalla Lipu di Vicenza risale ormai a maggio 2016, i lavori sono partiti da qualche mese ma non è stato fatto niente”. A rinnovare il sollecito è il consigliere Andrea Zanoni (PD) che ha presentato insieme alle colleghe dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S), un’interrogazione a risposta immediata dove si chiede quando verranno prese le misure utili per salvaguardare l’avifauna ‘vittima’ dei pannelli fonoassorbenti.

 

 

“La Regione deve fare qualcosa per prevenire l’uccisione di questi uccelli che si schiantano sulle barriere: sarebbero sufficienti degli adesivi per fargli capire la presenza di un ostacolo, che per loro è una trappola mortale. Nei giorni scorsi la Lipu ha recuperato nell’area tra Sarcedo e Breganze un esemplare maschio di capinera e uno di codirosso, entrambi morti dopo l’impatto sulle barriere. Barriere pensate in questo modo, e ce ne saranno chilometri e chilometri a Superstrada finita, possono provocare delle autentiche stragi – insiste Zanoni – a maggior ragione in un periodo delicato come l’attuale, la primavera, quando milioni di uccelli migratori attraversano la nostra regione di ritorno dall’Africa verso il Nord Europa”.

 

 

“Speriamo che la Giunta agisca immediatamente, anche perché si tratta di interventi rapidi. Mi sembra giusto ricordare che l’uccisione di queste specie di uccelli è considerata un reato dalla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, quindi c’è il rischio che la Regione possa ritrovarsi nelle aule di Tribunale se non dovesse prendere provvedimenti e si verificassero nuovi casi”.

 

 

“Non avrei mai pensato di fare un’interrogazione pure su questo, sono già 12 quelle che ho presentato sulla Superstrada Pedemontana Veneta, a testimonianza dei tanti problemi che sta causando e causerà al nostro territorio”, dice in conclusione Zanoni, che giovedì prossimo, 10 maggio, alle 20.45, parteciperà all’incontro-dibattito, in programma all’Auditorium comunale di Volpago del Montello (Treviso), ‘Dove va la Superstrada pedemontana?’ organizzato dal locale circolo del PD.

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