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Monica Bragato, in arte Moony, nasce a Venezia e fin da piccolissima mostra di essere incline al canto e alla musica. Per la precisione a soli 3 anni canticchiava e ballava nelle braccia del papà, il quale, prima di dedicarsi alla famiglia era stato un batterista swing molto apprezzato. Il grande pubblico la conosce soprattutto per i due brani “Point of view” e “Dove”, con i quali ha scalato le classifiche di mezzo mondo.

Monica considera il soul, il blues e l’r & b, le basi dalle quali si sono poi sviluppati ed evoluti tutti gli altri generi musicali e sono, tutt’oggi, I suoi generi preferiti. I grandi artisti della famiglia Motown segneranno il suo futuro gusto musicale e il suo modo di cantare e scrivere.

 

Fece una lunga gavetta, inizialmente il canto era un “extra “. Prima terminò gli studi, poi iniziò a lavorare fino al momento in cui dovette decidere coraggiosamente di lasciare la via sicura per rischiare tutto in nome del suo grande amore… la musica. Dopo aver cantato in moltissimi clubs, venne notata dai dj produttori Angelino e Spiller con I quali iniziò la sua carriera discografica, diede  voce  ad una canzone  presa dalla tradizione brasiliana chiamata  Batucada, scrisse e cantò il suo primo disco pubblicato chiamato Positive.

Nel 2012 decise di prendere una pausa artistica per dedicarsi alla vita privata. Oggi, dopo aver ritrovato la serenità, è tornata in studio per preparare il materiale per il suo nuovo lavoro che, siamo sicuri, ci farà ancora una volta ballare e sognare.

 

Nella nostra intervista, la cantante Moony si svela in 10 domande.

 

Come sei capitata a vivere a Mogliano Veneto?

I miei genitori si sono trasferiti per necessità  lavorative, ho vissuto a Mogliano fino all’età di 10 anni. Ho dei ricordi bellissimi legati alla mia famiglia, durante quel periodo eravamo come in stato di grazia…Mogliano ci ha dato la possibilità di crescere in luogo sicuro, con tanto verde, pulito e con tutto quello che serviva. Andavo a scuola a piedi, giocavo con i miei amichetti davanti alle scuole, andavo a giocare a tennis dietro casa e la domenica, con la mia famiglia, andavamo a prendere le pastine davanti alla chiesa…era tutto a portata di mano, non mancava nulla e ricordo gente aperta e cordiale.

 

Sei considerata “una donna di mondo” hai visto molte città, in cosa si distingue la provincia di Treviso?

La provincia ha la magia della provincia. E’ tutto a misura d’uomo,  vai al supermercato dove ti conoscono, al panificio ti mettono via il pane, entri al bar per un caffè e fai due chiacchiere con il barista che ormai è diventato quasi un amico…questa “quotidianità” talvolta rassicura molto. Poi da noi abbiamo tantissimo verde ed è una provincia ricca d’acque, si può vivere la città, si può stare all’aria aperta e godersi la campagna o piccoli centri città…. Tutto questo non è poco, anzi è davvero una grandissima fortuna e te ne rendi proprio conto dopo aver visto metropoli o città , dove la vita si svolge dentro a centri commerciali giganteschi, o dentro locali dove c’è aria condizionata e i filtri devono pulire l’aria perché troppo inquinata per essere respirata, o posti dove fuori agli esercizi commerciali ci sono uomini armati per la sicurezza di chi fa acquisti o dove, fermi ai semafori, non si possono aprire i finestrini per paura di essere aggrediti o rapinati o dove spendi ore e ore in macchina in mezzo a giganteschi ingorghi di traffico. Beh… da noi si vive ancora davvero molto bene.

 

Che rapporto hai con i veneti e con i Trevigiani?

Direi che c’è una sorta di amore e odio, io sono di origini veneziane ma sono cresciuta a Treviso e da sempre, per il mio carattere, mi sono scontrata con una mentalità che io trovo ancora un po’ chiusa e legata molto alle apparenze. La chiacchiera è sempre stata parte della vita del trevigiano e  anche sotto questo aspetto,  essendo molto gelosa della mia privacy, non mi sono mai sentita a mio agio. L’altra faccia della medaglia e che ci sono anche trevigiani genuini che  ti aprono le porte di casa e ti accolgono con un sorriso, con una fetta di pane e sopressa e un calice di prosecco, gente che lavora sodo e che ha ancora ha sani valori, gente che ama e rispetta la propria terra  e che se può aiutarti lo fa con cuore. E’ sempre sbagliato generalizzare, nelle persone c’è del buono e del cattivo a prescindere dalla loro etnia o dalla loro provenienza.

 

Cosa pensi manchi a livello strutturale nella tua città?

Penso che si potrebbe fare molto di più per le categorie dei più deboli, ad esempio anziani, disabili e malati. Parlando di cose più frivole, per i giovani al sabato sera si potrebbero offrire dei taxi con tariffe più modiche per fare in modo che non prendano la macchina durante il week end, visto l’alto numero di incidenti stradali.

Bisognerebbe favorire le iniziative che promuovono l’arte, la musica, lo spettacolo e i momenti ricreativi i genere, che da noi sono ancora pochi. I parcheggi sono molto costosi e pochi rispetto alle esigenze della città e questo porta ad un’ allontanamento dal centro e non penso sia una buona cosa per i negozianti e per gli aspetti di vita sociale della città stessa.

 

Pensi che ci siano strutture adatte a concerti indoor?

No, penso che manchino. Penso anche che manchi il sostegno a chi cerca di organizzare, concerti, feste o manifestazioni legate alla musica e al convivio. Penso che manchino strutture e sostegno allo sport che da noi ha un passato glorioso. Musica e sport sono medicine naturali per corpo e mente, per gente di tutte le età e da noi non sono assolutamente sostenuti e valorizzati come dovrebbero.

 

Ritieni che si dovrebbero fare più festivals all’aperto nei mesi estivi?

Certo che si. Ci sono delle realtà che, con grande fatica, negli anni, si sono costruite una solida credibilità e che hanno  offerto un servizio vario e di qualità come ad esempio l’ Home o Suoni di Marca ma sono purtroppo ancora molto poche.

 

Cosa pensi della moda e della cucina veneta?

Beh che dire, due cavalli di battaglia per noi veneti. I miei genitori lavoravano nel campo della moda e mia madre era un’eccellente cuoca, quindi entrambe le cose  sono sempre state presenti nella mia vita. Da noi ci sono ancora artigiani che lavorano come Dio comanda e offrono prodotti di altissima qualità. I Trevigiani sono sempre stati conosciuti per il loro buon gusto, per l’attenzione al dettaglio che fa la differenza, al bello e alla qualità. Non ho mai creduto nella delocalizzazione e penso che sia fondamentale sostenere le aziende locali, i nostri marchi e i nostri prodotti. Il settore enogastronomico è da sempre fiore all’occhiello di Treviso e provincia e sempre più parte integrante della vita dei trevigiani. Questo settore attira ogni anno un numero maggiore di appassionati da altre città e dall’estero rendendoci molto orgogliosi della nostra terra, dei nostri prodotti, del nostro vino e della nostra cucina.

 

Qual è il tuo rapporto con Venezia?

Venezia è da sempre un grande amore, è una città magica che ti strega e rimane nel tuo cuore per sempre. Dopo aver fatto tanti viaggi ,aver visto tante paesi e tante città …Venezia è , secondo me,  la città più bella al mondo.

Dista solo 30 minuti da dove abito,  un breve viaggio in treno e sembra di  essere catapultati in un’altra dimensione, una realtà a sé stante completamente diversa da tutto il resto.

La sua energia, i suoi ponti e i suoi “campi”, le sue acque, le gondole, i colori , l’arte, i musei, l’architettura, il brulicare della gente da tutto il mondo e i veneziani con il loro dialetto e il loro buon umore, sono unici e inimitabili. Ci vado spesso ed ogni volta mi stupisco come fosse la prima.

 

Frequenti le Dolomiti e Cortina D’Ampezzo?

Anche Cortina è una città che da sempre è nel mio cuore, per anni ho passato le vacanze invernali con amici. Ancora oggi, quando possibile, la frequento. Mi godo l’atmosfera magica di questa cittadina incantata circondata da montagne che sono veramente un patrimonio per l’umanità. I suoi boschi, la neve, l’aria pura che profuma di ossigeno, le vette che si stagliano al cielo, le piste da sci, tutto questo è davvero una panacea per gli occhi e per l’anima. Cortina poi non è solo natura e sci… ci si può anche divertire molto nei baretti, nei locali , fare shopping o semplicemente godersi il piacere del convivio in una baita  con dell’ottima cucina, con una grolla da condividere con gli amici di sempre o con i nuovi amici (conosciuti magari sulle piste) davanti ad un camino acceso mentre scende la neve…semplicemente perfetta.

 

Oltre alla musica, hai delle altre passioni?

Si certo! io vivo di passioni! sono una persona curiosa che adora imparare cose nuove. Sono una viaggiatrice, mi piace esplorare nuovi posti, nuove culture, usi, costumi, religioni, sono una spugna assorbo tutto. Mi piace l’arte in tutte le sue forme, mi interesso da anni di spiritualità (nel senso più ampio del suo significato), mi piace stare a contatto con la natura, faccio sport e ho un grande amore per la subacquea che pratico regolarmente, appena posso scappo e mi immergo nel blu…non ci sono parole per descrivere cosa si prova…

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