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“I ragazzi del Soccorso alpino fanno un ottimo lavoro, da grandi professionisti, e sono sempre disponibili. Ma non è un motivo questo, per farli lavorare anche quando il rischio è evitabile con qualche attenzione, perché più che alla montagna è dovuto alla negligenza e alla superficialità delle persone. La situazione del territorio dopo la tempesta Vaia ha reso particolarmente insidiosi e disorientanti anche i più familiari percorsi attraverso i boschi. Raccomando, quindi, a chi si avventura sui nostri bellissimi monti di farlo consapevole delle sue capacità, in sicurezza e con attrezzatura e vestiario adeguato”.

 

L’appello è del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che, ieri, a Feltre ha avuto modo di incontrare gli operatori del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Un’occasione per informarsi sull’attività che troppo spesso sono costretti a dispiegare per soccorrere persone che affrontano le montagne con ciabattine, infradito, calzature da città, senza il minimo richiesto di preparazione e di corredo. Questo, in un contesto come quello conseguente alla devastazione del maltempo nell’autunno scorso, che con gli schianti di numerosi alberi secolari ha mutato la geografia dei sentieri ed eliminato riferimenti di orientamento, accrescendo i pericoli anche per i semplici camminatori e appassionati di funghi.

 

“Le nostre Dolomiti sono Patrimonio dell’Umanità Unesco – sottolinea il Governatore – sono stupende, uniche e a disposizione di tutti. Ma la montagna rimane una cosa seria che va affrontata con la serietà che richiede. Chi non lo fa spreca l’energia e l’impegno dei nostri soccorritori. Non dimentichiamo che molto spesso sono chiamati a rischiare la loro vita per salvare quella degli altri. Per rispetto a questo impegno e per l’incolumità di tutti, partiamo per le nostre escursioni in modo consono”. 

“Il 2019 sarà l’anno dell’Autonomia, delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, del grande lavoro per la rinascita della montagna travolta dal tornado di fine ottobre, del rilancio della candidatura delle Colline del Prosecco a Patrimonio Universale dell’Unesco, dell’avanzamento della Superstrada Pedemontana Veneta e di altre opere pubbliche necessarie al Veneto e ai Veneti, dell’inizio del cammino della nuova riforma della sanità delineata con l’approvazione del Piano Socio Sanitario 2019-2023”.

 

Sono questi i principali temi sui quali si è intrattenuto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel tradizionale incontro di fine anno con il mondo dell’informazione, tenutosi venerdì 21 dicembre a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia.

 

“Il referendum sull’Autonomia dell’ottobre 2017 – ha sottolineato il Governatore – ha segnato tutto il 2018 con un grande lavoro istruttorio e segnerà ancor di più il 2019, perché siamo riusciti a smuovere lo stagno nazionale delle riforme e ora il nostro progetto è sul tavolo del Governo. Per noi, pacificamente parlando, è la madre di tutte le battaglie, ma anche per il Governo nazionale è una grande opportunità, perché passerà alla storia come l’Esecutivo che ha riscritto la storia della Nazione, con l’autonomia resa fattore di sviluppo non solo per questa o quella Regione, ma per tutta Italia”.

 

“Il 2018 – ha aggiunto Zaia – si è concluso con la tragedia dei danni del maltempo, che abbiamo già quantificato in un miliardo 769 milioni di euro, ma l’anno che sta per arrivare dovrà essere quello della rinascita della nostra montagna. In questa partita il Governo c’è, e i finanziamenti hanno cominciato ad arrivare e continueranno a farlo nel prossimo biennio. Poi c’è la grande gara di solidarietà di cittadini e imprese, non ancora finita, che ha già portato altri aiuti per quasi 3 milioni di euro. Anche grazie all’attenzione che ci hanno dedicato i media regionali, capaci di portare all’attenzione nazionale una tragedia che rischiava di rimanere relegata ai margini, tutti si sono resi conto di cosa sia successo nelle vallate, al punto che le Regioni che avrebbero potuto beneficiare dei proventi dell’sms solidale, hanno deciso con grande sensibilità di lasciare tutto al Veneto”.

 

“Della rinascita della Montagna – ha proseguito Zaia – fa parte anche la grande partita della candidatura di Milano-Cortina a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. Dobbiamo continuare a fare squadra con la stessa convinzione e intensità che ci ha portato avanti fino al successo della presentazione al Cio a Tokio, perché l’avversaria, Stoccolma, è molto forte. Se riusciremo a vincere questo insidioso slalom speciale, potremo davvero parlare di rinascita della montagna veneta”.

 

Ottimismo e convinzione, da parte del Governatore del Veneto, anche sulla partita delle opere pubbliche: “La Superstrada Pedemontana – ha detto – è già realizzata per il 56% e, quando sarà terminata, cambierà l’intero modo di pensare la mobilità del Veneto, con un impatto positivo su una realtà che produce il Pil più forte d’Italia, e sulla vita quotidiana e gli spostamenti anche delle popolazioni che risiedono lungo l’itinerario. Sono anche in arrivo importanti novità sul fronte ferroviario. In generale – ha aggiunto – siamo assolutamente favorevoli a proseguire nella realizzazione di opere pubbliche progettate per il bene del territorio, dell’economia e dei cittadini, che ci hanno votato anche per vederle realizzate”.

 

“Il 2019 – secondo Zaia – può segnare una svolta anche per la candidatura Unesco delle Colline del Prosecco. Abbiamo un Comitato scientifico di elevata caratura internazionale; il dossier è stato ricalibrato al meglio negli ultimi mesi e sta per essere stampato e ufficializzato. Sia chiaro – ha precisato – che non stiamo parlando di vino, ma di un paesaggio unico e di una straordinaria cultura che merita la valorizzazione Unesco”.

 

Ringraziando il Presidente Roberto Ciambetti, tutti i gruppi e i consiglieri della maggioranza, ma anche quelli dell’opposizione, definita “sempre propositiva”, Zaia ha posto l’accento sulla “straordinaria produttività” del Consiglio Regionale e sulla concretezza del lavoro di tutti gli assessori della sua Giunta: “Abbiamo varato, discusso e approvato – ha detto – tanti provvedimenti di grande importanza in tempi tanto brevi da poter essere considerati un simbolo di buona amministrazione. Basti pensare – ha detto facendo un paio di esempi – al bilancio 2019, approvato con largo anticipo sulla fine del 2018, e alla nuova riforma della sanità veneta con l’ok al Piano Socio Sanitario 2019-2023, una vera e propria road map che guiderà il Veneto verso nuovi traguardi di modernizzazione e di cure sempre più diffuse e incisive”.

 

Zaia ha infine citato alcuni “record” della sua amministrazione come auspicio per il futuro da rendere ancora migliore: “Non dimentichiamo – ha detto – che abbiamo saputo utilizzare il 100% dei fondi europei a nostra disposizione, che l’agricoltura del Veneto è risultata il settore miglior pagatore d’Italia, che la nostra sanità è stata promossa dal ministero della Salute per aver saputo erogare al 100% i Livelli Essenziali di Assistenza, tutte quelle cure che dovrebbero essere garantite in tutta Italia sulla base della Costituzione”.

Ruzzante (Liberi e Uguali): “Un consiglio regionale straordinario dedicato alla montagna. Stavolta davvero”

 

Torniamo in montagna, torniamo a Rocca Pietore per spiegare ai cittadini cosa si sta facendo per rimettere in sesto quei territori martoriati e, soprattutto, per far tesoro di quel che è avvenuto. Andiamo a dire chiaramente qual è l’impegno del Consiglio regionale in termini di prevenzione, perché simili catastrofi non debbano più ripetersi“. Questa la proposta di Piero Ruzzante, consigliere regionale di Liberi e Uguali, nella seduta di ieri, 04 dicembre, del Consiglio regionale del Veneto dedicata alla sessione di bilancio.

 

Torniamo a Rocca Pietore, stavolta per affrontare un problema concreto: non come il 24 settembre – ricorda Ruzzante -, quando la Lega ci ha imposto una discussione pretestuosa e propagandistica, un litigio con Trento e con Roma: paradossale, se si pensa che la Lega governa sia a Roma che, adesso, anche a Trento. E la conferma è che il problema che allora veniva posto, quello del confine sulla Marmolada, se lo sono dimenticati tutti: che fine ha fatto l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza? Nessuno lo ricorda, a partire dalla Lega. Eppure stiamo parlando di poche settimane fa“.

 

All’epoca ho provato a porre una serie di problemi relativi alla montagna, alle sue specificità e agli interventi necessari: mi è stato risposto picche, la priorità era discutere di un confine tracciato oltre un secolo fa. Un mese dopo, il diluvio ha riportato alta l’attenzione sul tema del rischio idrogeologico e del cambiamento climatico: ma bisogna uscire dall’ottica dell’emergenza e cambiare radicalmente modello di sviluppo. Quello della Marmolada non è un caso isolato, la Lega continua ad utilizzare il Consiglio regionale per discutere provvedimenti “show”, di pura propaganda, come la leva obbligatoria, finita per fortuna nel dimenticatoio. Con una novità – sottolinea Ruzzante -: adesso che la Lega è al governo del Paese ed ha una dimensione nazionale, notiamo che ci sono (o vorrebbero esserci) due Leghe: quella romana e quella del territorio, in apparente contrasto su molti temi.

 

Primo tra tutti, l’autonomia: è chiaro – osserva il consigliere di Liberi e Uguali – che lo scontro non è sulle materie ma sui soldi, con Zaia che in campagna elettorale aveva fissato l’asticella a 21 miliardi per poi abbassarla a 18 subito dopo il referendum. La “Lega nazionale” di Salvini potrà mai approvare una legge che prevede un simile trasferimento di risorse al Veneto?. Il territorio del Veneto – conclude Ruzzante – non merita di essere in ostaggio di queste schermaglie tra le due Leghe: fare un po’ di confusione è utile a nascondere i problemi nel breve periodo ma prima o poi i nodi vengono al pettine e, come insegna Rocca Pietore, la storia a volte ha accelerate improvvise“.

 

 

Sabato 8 dicembre un evento straordinario di solidarietà

 

Venezia si stringe attorno a tutte quelle comunità che la terribile ondata di maltempo delle settimane scorse ha ferito indelebilmente. Un gesto di solidarietà che si concretizzerà sabato 8 dicembre alle ore 18.00 quando il sipario del Teatro La Fenice di Venezia si alzerà per lasciare il palcoscenico al concerto “Musica per le nostre montagne”. Un evento di beneficenza a cura di Bepi de Marzi finalizzato a raccogliere fondi che il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, consegnerà poi nelle mani del presidente della Regione, Luca Zaia.

 

“Venezia, nella sua concezione serenissima di Stato da Mar e Stato da Tera, intende dimostrare tutta la propria vicinanza a quei territori abitati da tante comunità che, con orgoglio, si sono già rimboccate le maniche ma che hanno bisogno del nostro concreto aiuto – commenta il sindaco Brugnaro -. Per questo motivo, già nei giorni dell’emergenza, ho voluto dare un segno tangibile dello stretto legame che ci lega aprendo le porte di una tra le nostre eccellenze, il Teatro la Fenice, che, per la prima volta, ospiterà Cori che arrivano proprio da quelle montagne così profondamente colpite. Sarà un evento che sottolineerà direttamente la vicinanza della nostra Città e di tutto il territorio metropolitano a chi è in difficoltà. Venezia dimostrerà tutta la sua generosità anche in questa occasione. Uniti possiamo dimostrare di superare anche le avversità – conclude il primo cittadino – ed è per questo che confido nella vostra sensibilità nel partecipare numerosi ad un evento che, senza ombra di dubbio, resterà indelebile nel nostro cuore”.

 

“Ho raccolto subito l’intuizione del sindaco Brugnaro – spiega il soprintendente Fortunato Ortombina – La Fenice è il tempio del canto e nel tempio del canto non può mancare il canto delle montagne. Il concerto prevede l’esecuzione di arie d’opera e di canzoni alpine, proprio per omaggiare quel patrimonio musicale di intere generazioni, la vita quotidiana sulle montagne e il rapporto delle persone con la natura e la vita. I brani saranno interpretati dal coro femminile Col di Lana diretto da Anna Devich, dal coro misto di Agordo diretto da Roberta Conedera e dal coro maschile Marmolada diretto da Claudio Favret. Inoltre interpreteranno alcune arie il soprano Chiara Isotton e il terone Walter Fraccaro che saranno accompagnati da Ulisse Trabacchin al pianoforte”.

 

La vendita dei biglietti singoli sarà possibile sul sito del Teatro La Fenice o attraverso il canale di Vela Spa.

Un particolare canale sarà riservato alle aziende e società del territorio, alle quali viene rivolto l’invito di acquistare carnet di 10 biglietti ciascuna rivolgendosi a [email protected]; tel. 041.2722699.

 

Inoltre, per aderire alla proposta e ottenere ulteriori informazioni sulla serata, il call center di Vela Spa è a disposizione al numero 041.24.24 tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00.

Aperte le iscrizioni per l’evento sportivo del 16 giugno 2019. Una domenica di corsa nel cuore di una delle foreste più suggestive d’Europa

 

La Cansiglio Run inizia il lungo conto alla rovescia in vista dell’edizione 2019. All’evento del prossimo anno mancano ancora più di sei mesi, ma da domani – sabato 1° dicembre – la macchina organizzativa, guidata dal Running Team Conegliano, sarà ufficialmente in moto.

 

Domani, infatti, apriranno le iscrizioni per la nuova edizione, che si terrà domenica 16 giugno, oltre un mese prima della tradizionale data di fine luglio. Ormai giunta alla quarta edizione, anche nel 2019 la Cansiglio Run confermerà la formula che tanto successo ha incontrato nelle prime tre stagioni, proponendo quattro diverse distanze, in grado di soddisfare le aspettative di ogni tipologia di runner: da chi corre con l’occhio al cronometro a chi verrà in Cansiglio per godersi il fresco dell’altopiano e gli scorci offerti da un ambiente naturale che promette di regalare emozioni a ogni passo.

 

Anche il prossimo anno i partecipanti alla Cansiglio Run potranno dunque scegliere tra un ventaglio di categorie: dalla prova più lunga36,4 chilometri sotto l’egida della Federazione italiana di atletica leggera – a quella più corta, la Family Run – 5,5 chilometri per tutti – passando per due prove intermedie, sulle distanze di 22 e 10 chilometri, quest’ultima aperta anche agli appassionati del Nordic Walking.

 

 

 

Tutti e quattro i percorsi scatteranno dalla Capanna Genziana per concludersi al Rifugio Sant’Osvaldo. Le minime variazioni di lunghezza delle prove rispetto all’edizione 2018 si spiegano con lo spostamento del traguardo nei pressi del Rifugio Sant’Osvaldo, sul cui piazzale sorgerà anche la struttura che ospiterà premiazioni e Pasta Party.

 

Per il resto, i quattro percorsi, disegnati come sempre dall’ex campione mondiale di corsa in montagna, Maurizio Simonetti, manterranno intatte quelle caratteristiche di relativa scorrevolezza che rendono la Cansiglio Run, nelle sue varie declinazioni, un appuntamento accessibile a tutti.

 

Organizzata dal Running Team Conegliano, in collaborazione con Palextra Events, anche l’edizione 2019 della Cansiglio Run avrà Saucony come sponsor tecnico.

 

 

L’adesione alle due prove più lunghe (36,4 e 22 chilometri), oltre a una particolare scontistica riservata ai gruppi composti da almeno 10 atleti, prevede anche la possibilità di scelta tra l’iscrizione con gadget (una splendida polo personalizzata che verrà presentata nelle prossime settimane) e senza gadget. Ulteriori scontistiche verranno riservate a chi si iscriverà entro il 31 dicembre.

 

Il 16 dicembre si terrà un’uscita promozionale alla mezza maratona di Cittadella.

 

Per regolamenti e iscrizioni potete consultare il sito www.cansiglio.run.

 

 

 Dolomiti pronte al cancelletto di partenza

 

La stagione sciistica della nostra regione debutta venerdì 30 novembre con gli impianti del Faloria, a Cortina: le Dolomiti si presentano in ottima forma al cancelletto di partenza della stagione invernale 2018/2019 e, clima e neve permettendo, già dall’8 dicembre, sabato dell’Immacolata, le piste del bellunese saranno tutte aperte.

 

Per rassicurare gli amanti della montagna e gli appassionati di sci sullo stato di salute dell’offerta invernale delle Dolomiti, pesantemente colpite dal maltempo di fine ottobre scorso, sono scesi oggi in laguna per una conferenza stampa, ospiti dell’Assessore al turismo della Regione Federico Caner, operatori turistici e rappresentanti di associazioni ed Enti. Tra loro Roberto Padrin, Presidente della Provincia di Belluno, Sergio Pra, Presidente del Consorzio Turistico Dolomiti Stars, Renzo Minella, presidente ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) del Veneto e Giuliano Vantaggi, il direttore della DMO (Destination Management Organization) provinciale.

 

“Siamo qui per dire che la montagna bellunese e veneta c’è e che la stagione invernale può iniziare senza affanni e ritardi – ha detto Caner – “Se confrontiamo le immagini presentatesi ai nostri occhi nei giorni della grande emergenza con quelle di oggi, verrebbe da pensare al miracolo, ma non è così: il passaggio dalla desolazione alla risurrezione non ha nulla di sovrannaturale, è solo il frutto della forza, del coraggio, della prontezza e della volontà di chi vive, lavora, amministra e fa impresa in quelle terre difficili ma affascinanti.

Questo evento calamitoso lascia uno strascico di danni e problemi che oggi siamo riusciti a tamponare – ha sottolineato Caner –, ma la cui reale entità sarà possibile valutare solo nei prossimi mesi. Questa, però, non dovrà essere una ripartenza qualsiasi, deve diventare l’occasione per ripensare e programmare l’offerta turistica montana in modo moderno e organizzato, ragionando sulle infrastrutture da realizzare ma anche sui servizi da qualificare e rendere maggiormente competitivi”.

 

Dello stesso avviso anche Roberto Padrin: “Il 29 ottobre scorso, giornata in cui il maltempo si è abbattuto pesantemente sulle nostre località – ha detto – è uno spartiacque che segnerà il futuro della provincia di Belluno, che ci obbliga a progettare in modo complessivo il sistema dei servizi pubblici e delle reti territoriali, quella viabilistica, elettrica, acquedottistica, della telefonia”.

 

Per Sergio Pra dalla metà di dicembre le strutture ricettive saranno pronte a ricevere gli ospiti: “Stiamo raccogliendo le prenotazioni come è avvenuto negli anni scorsi e non ho notizie di disdette per i prossimi mesi – ha evidenziato. “Chi viene per sciare sulle nostre piste non avrà problemi, ma possiamo già mettere nel conto che i malanni provocati dal maltempo emergeranno più evidentemente per la prossima stagione estiva, quando sarà necessario intervenire per il ripristino di percorsi, sentieri e piste ciclabili”.

 

Impressionanti anche i numeri del settore veneto degli impianti di risalita: 17 imprese, 80 impianti, 60 milioni di euro di fatturato, 1.000 dipendenti. Li ha resi noti il Presidente Regionale di ANEF, Renzo Minella, il quale ha quantificato in 2 milioni di euro l’entità dei danni subiti dagli impianti.

“Sicuramente a primavera potremo fare un bilancio più preciso – ha affermato. “Ciò che conta oggi è poter annunciare che tutti i comprensori e tutte le aree sciistiche dolomitiche e bellunesi apriranno in situazioni di assoluta normalità”.

 

Dopo il Faloria, che come detto inizierà la stagione venerdì prossimo, sarà la volta degli impianti delle Cinque Torri, del Campolongo e Arabba il fine settimana successivo (1 e 2 dicembre), del Sella Ronda il 6 dicembre e, neve permettendo, di tutti gli altri comprensori il 7 dicembre.

 

Infine, Giuliano Vantaggi e Piero Rosa Salva hanno presentato il progetto, finanziato con fondi comunitari del POR FESR, VeneziaDolomiti, la cui finalità è quella di offrire pacchetti turistici per favorire la visita e l’esplorazione dei due siti UNESCO, la città di Venezia e le Dolomiti. “Un progetto che, unendo il fascino di due perle della nostra regione, punta a generare economia – ha detto Vantaggi. “È la concretizzazione del nuovo marchio regionale del turismo veneto Venezia the Land of Venice, di cui abbiamo sperimentato le potenzialità l’estate scorsa e che proponiamo per la prima volta in versione invernale”.

 

Ha concluso Caner: “Un pacchetto turistico di grande capacità attrattiva che sicuramente incontrerà l’interesse del mercato cinese. Alla Fiera di Shangai, infatti, ho potuto constatare che se nel Paese asiatico sta crescendo l’attenzione per l’offerta veneta, la montagna è una delle destinazioni più richieste. Dobbiamo lavorare e farci trovare pronti anche sul fronte della commercializzazione di prodotti come questo, le cui potenzialità sono davvero enormi”.

 

Il Gruppo Despar scende in campo per partecipare attivamente alla ricostruzione delle aree del Veneto gravemente colpite dal maltempo dei giorni scorsi.

 

Ieri, a Venezia, l’Amministratore Delegato Arcangelo Francesco Montalvo e il Direttore Marketing Fabio Donà hanno incontrato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, il Presidente Luca Zaia, al quale hanno illustrato l’iniziativa, che punta a coinvolgere i clienti degli oltre 150 punti vendita attivi nel solo Veneto.

 

In tutte queste sedi partirà una campagna di sensibilizzazione con una raccolta di fondi da destinare alla rinascita dei boschi travolti dalla furia degli elementi, accompagnata dallo slogan “Ripiantiamo da qui: c’è una ferita da sanare nelle nostre montagne. C’è una natura da aiutare. Per questo abbiamo deciso di creare un vivaio per far rinascere le nostre foreste”.

 

Le modalità dell’iniziativa sono descritte sul sito www.despar.it.

 

“Le immagini dei boschi veneti rasi al suolo dal vento – ha detto Zaia – sono tra le più impressionanti e dolorose di questa calamità e sono grato al Gruppo Despar per aver colto, con sensibilità sociale e ambientale, l’opportunità di aiutarci a sanare una ferita così grave. È significativo e consolante scoprire, giorno dopo giorno, quante grandi e piccole aziende si stiano attivando per dare il loro contributo alla rinascita. Una funzione sociale che, come anche nel caso del Gruppo Despar, si affianca alla valenza economica e qualitativa aziendale”.

 

L’assessore al turismo e ai Fondi UE della Regione del Veneto, Federico Caner, nella prossima seduta di Giunta proporrà l’approvazione di una proroga di 60 giorni dei termini di scadenza per la presentazione delle domande relative ai bandi per i contributi finalizzati a investimenti innovativi delle piccole e medie imprese di montagna, previsti dal Por Fesr 2014-2020 e dalla Strategia per le Aree Interne Spettabile Reggenza dei Sette Comuni.

 

“È un doveroso gesto di attenzione per i territori veneti flagellati dal maltempo di queste settimane – spiega Caner –, ma è anche il riconoscimento della necessità di  numerose aziende di aggiornare le proprie proposte progettuali alla luce di quanto è accaduto. Voglio rassicurare gli operatori turistici della montagna, e in particolare le aziende della provincia di Belluno e dell’Altopiano di Asiago maggiormente colpite: il percorso virtuoso che abbiamo intrapreso insieme per accrescere la competitività dell’offerta turistica, attraverso interventi di riqualificazione e innovazione delle strutture e dei servizi, non si interrompe a seguito di questa calamità naturale, anzi si rilancia. Sarà un compito tutt’altro che agevole quello di porre rimedio ai numerosi danni subiti dai manufatti e dalle infrastrutture, ma la Regione promuoverà tutte le azioni possibili per raggiungere tale obiettivo”.           

 

L’imminente proroga dei termini per la presentazione delle domande di aiuto è relativa alle Deliberazioni della Giunta regionale n. 990/2018 e n. 1278/2018, attuative dell’Azione 3.3.4. del POR FESR 2014-2020 “Sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche, attraverso interventi di qualificazione dell’offerta e innovazione di prodotto/servizio, strategica ed organizzativa”, che dispongono di una dotazione finanziaria complessiva di 7 milioni e 400 mila euro (di cui 1,4 milioni per l’Area Interna della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni).

 

L’inverno è alle porte e le Dolomiti, l’altopiano dei Sette Comuni, tutta la montagna veneta si farà trovare pronta per la nuova stagione turistica – conclude Caner –. Il Veneto è una regione ospitale ma è anche una terra dove l’imprenditoria ha dimostrato tutta la sua forza, ingegnosità e determinazione: insieme siamo pronti a superare anche questo momento difficile”.     

Dal fiume alle pareti più impervie, passando per i boschi “che suonano”, il fil rouge di questa edizione era il legame uomo – paesaggio, che diventa valorizzante per entrambi

 

Sono stati finalmente annunciati nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria Veneto Centro a Treviso, i vincitori dell’edizione 2018 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la letteratura di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie: sono l’alpinista Maurizio Zanolla (conosciuto come Manolo) con Eravamo immortali (Fabbri Edizioni, 2018) nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, il ricercatore e divulgatore Alessandro Tasinato con Il fiume sono io (Bottega Errante Edizioni, 2018) in “Ecologia e paesaggio” e la musicista e artigiana Francesca Gallo con Phisa Harmonikòs (Kellermann Editore, 2018) in “Artigianato di tradizione”.

 

    

 

Come da tradizione, i vincitori saranno premiati nel corso della serata conclusiva sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso), con inizio alle ore 16.30. In tale occasione la Giuria dei quaranta lettori, composta da personalità provenienti da vari ambiti della cultura, con votazione e spoglio in diretta assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” di 3.000,00 euro a uno dei tre vincitori delle altrettante sezioni di gara.

 

Assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini – Centro Studi sulla Montagna). E non è mancato nemmeno il Premio Honoris Causa, che sarà consegnato a Don Luigi Ciotti sempre sabato 17 novembre in occasione della cerimonia conclusiva al Parco Gambrinus.

 

 

La cerimonia di premiazione sarà anticipata venerdì 9 novembre da una serata al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Sala Veranda) promossa in collaborazione con Confartigianato del Veneto in omaggio al regista Ermanno Olmi, del quale sarà proiettato il film “Artigiani veneti”: interverranno il presidente del Premio Roberto De Martin, il presidente di Confartigianato Veneto Agostino Bonomo, il sociologo Ulderico Bernardi e l’architetto e storico dell’arte Amerigo Restucci, moderati dal giornalista Salvatore Giannella.

 

Sabato 10 novembre alle 9.30, invece, nella sala teatrale dell’oratorio “Don Bosco” di San Polo di Piave, si terrà inoltre la cerimonia delle premiazioni con l’assegnazione del “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Ragazzi” che, giunto alla sua VIII edizione, coinvolge gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti Comprensivi Statali del Comprensorio Opitergino – Mottense e in parte del Coneglianese.

 

Quest’anno il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores avrà una propria finale, slegata dal Premio Gambrinus: i ragazzi vincitori della sezione letteraria e della sezione video saranno protagonisti della cerimonia in programma sabato 27 ottobre alle 16.00 a Palazzo dei Trecento, a Treviso.

 

 

I vincitori del Premio Gambrinus

Le opere vincitrici sono state selezionate dalla Giuria, composta da scrittori, divulgatori, docenti universitari e alpinisti, presieduta quest’anno dalla giornalista Alessandra Viola.

A concorrere, 122 volumi inviati da 65 case editrici italiane: un numero notevole ma soprattutto di elevata qualità.

Sono quattro i libri premiati, uno per sezione e uno destinatario del Premio Speciale della Giuria, tra i quali emerge un legame inaspettato: tutti, infatti, pur in modo molto diverso, trattano del legame uomo – paesaggio che diviene per entrambi valorizzante.   

 

 

È il caso di Eravamo immortali, autobiografia di uno dei protagonisti assoluti di quella nuova arrampicata che ha visto la luce tra gli anni Settanta e Ottanta, Maurizio Zanolla, alias Manolo, vincitore nella sezione “Alpinismo”: grazie alla libertà gli regala, per Manolo la montagna diviene un mondo verticale da scoprire con responsabilità. Il libro è l’autobiografia dell’alpinista, la storia di un ragazzo che ama la vita, il mettersi alla prova, il sentirsi libero, un ragazzo d’altri tempi nato in anni in cui si possedeva poco o nulla e gli emigranti eravamo noi. Un ragazzo ribelle, anzi quasi selvaggio ma anche, e forse proprio per questo, dotato di una sensibilità non usuale.

 

 

 

Un analogo legame uomo – natura è esaltato in Io sono il fiume di Alessandro Tasinato, scelto per la sezione “Ecologia e paesaggio”, un’indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta – Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell’Autostrada Valdastico Sud. Un romanzo che si addentra nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello più intimo di Nino Franzin, il protagonista, che ha vissuto la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un’importante carriera lo costringono a dare le spalle all’acqua. Sarà la vita di un piccolo embrione a fargli incontrare di nuovo i destini di un fiume che non c’è più.

 

 

 

Il rispetto e la sintonia con gli alberi dai quali si ricavano preziosi strumenti musicali è un tema portante anche per Francesca Gallo, musicista e artigiana trevigiana costruttrice di fisarmoniche autrice di Phisa Harmonikòs, premiato nella sezione “Artigianato di tradizione”. Dentro ogni fisarmonica c’è storia, leggenda, vita quotidiana, incontri e passioni, manualità, antiche sapienze, complicità professionale: l’autrice avrebbe potuto anche non scrivere questo libro, continuando a fare il suo mestiere sino alla fine naturale come è stato per tante altre botteghe, ma la voglia di raccontare il lavoro è stata più forte (prefazione del giornalista Paolo Rumiz).

 

 

Premio Speciale della Giuria. Assegnato nell’ambito nella sezione “Alpinismo” all’opera Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti: il gruppo dei Monti della destra Mis (Agneléze, Erèra e Pizzòcco) rappresenta uno scrigno di naturalità e insieme un territorio ampiamente percorso dall’uomo nel passato e quindi ricco di sentieri e di toponimi, purtroppo oggi poco conosciuto e frequentato. La guida descrive dettagliatamente, anche con cartine inedite disegnate a mano, la rete dei sentieri, intensamente battuti da cacciatori, pastori, boscaioli, soldati, così da farli rivivere, e recupera i toponimi e oronimi dell’area che altrimenti sarebbero andati perduti. 

 

Premio Honoris Causa. “Sono felice di dedicare la mia vita a saldare la terra con il cielo”: sono parole di Don Luigi Ciotti, prete combattente in prima linea contro tutte le mafie, fondatore del “Gruppo Abele” e ideatore di “Libera”, destinatario del premio per il suo impegno verso l’ambiente. L’ambiente, la terra, per Don Ciotti è alla base di ogni cosa e non va sottovalutato in ogni attività degli uomini: il linguaggio dell’ambiente è il linguaggio della cultura e della vita, riflettere sempre sui diversi aspetti del degrado ambientale significa capire le ragioni culturali e politiche che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta.

 

Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores. Il concorso cadetto sostenuto da Montura – Tasci s.r.l. e dedicato agli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, in questa XI edizione ha invitato i ragazzi a sviluppare il tema “La scoperta del paesaggio” con un elaborato scritto o con un video.

Nella sezione letteraria sono risultati vincitori Alexia Cautis della classe III B Classico del Liceo Ginnasio Statale “Antonio Canova” di Treviso con Topografie dell’anima (prima classificata), Davide Zago della classe V A dell’Istituto Scarpa di San Donà di Piave, Venezia, con Le ceneri di Ulisse (secondo classificato) e Chiara Meneghetti della classe V B del Liceo Artistico di Vittorio Veneto, Treviso, con La notte (terza classificata).

Nella sezione video salgono invece sul podio la classe III BLS del Liceo Scientifico Scienze Applicate dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia con Il Paesaggio di una vita (primo premio), la classe IV A del Liceo Scientifico Dante International College di Vittorio Veneto, Treviso, con Sì deambulare (secondo premio) e Neeraj Kumar della classe II E del Liceo Artistico di Treviso con Loris Corbo della classe IV BEA dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Max Planck” di Lancenigo di Villorba, Treviso, con La natura del paesaggio (terzo premio).

 

 

 

Il Premio è promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” e ne è main sponsor Intesa Sanpaolo, è patrocinato e sostenuto da Touring Club Italiano, Club Alpino Italiano, Regione del Veneto, Reteventi Provincia di Treviso, Comune di San Polo di Piave, Montura – Tasci s.r.l., Confartigianato del Veneto, Camera di Commercio Treviso-Belluno, Parco Gambrinus, Valcucine – Driade S.p.A. – FontanaArte S.p.A – Toscoquattro S.r.l, Stiga S.p.A.,  Consorzio Tutela Prosecco Doc – Consorzio Vini Venezia, Fondazione “Americo e Vittoria Giol”, Dieffebi S.p.A., Azienda Agricola Antonio Facchin, Eclisse S.r.l., Latteria Soligo, Acqua Pejo S.r.l., Greenova Italia S.r.l., Assindustria Veneto Centro, Confraternita del Raboso, Magis S.p.A., Umana S.p.A., Fondazione Mazzotti, Fondazione Giovanni Angelini, Associazione Bioforest.

 

 

Per ulteriori informazioni:

Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

tel. 0422.855609

[email protected]

www.premiomazzotti.it

Trasmettiamo di seguito il comunicato stampa del consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali).

 

«Non ho partecipato al voto per il consiglio straordinario voluto dalla Lega perché non è chiaro l’oggetto. Se però si vuole affrontare il problema dell’autonomia e della specificità della montagna, con le relative risorse, prevista dall’articolo 15 dello Statuto del Veneto, sarò ben lieto di portare il mio punto di vista e la posizione di Liberi e Uguali». Commenta così il consigliere regionale Piero Ruzzante, a margine della seduta della commissione affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto.

 

E continua: «Se si vuole affrontare il tema della sanità, con il continuo impoverimento dei servizi per il territorio montano, io ci sto. Anzi, è da mesi che sto incalzando la Giunta Zaia proprio su questi aspetti con interrogazioni e atti d’indirizzo politico». «Sarò quindi ben lieto – conclude Ruzzante – di vedere il voto favorevole al mio emendamento per la montagna che presenterò all’assestamento di bilancio».

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