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I Treviso Bulls, squadra di hockey in carrozzina fondata nel 2013, hanno terminato il 14 aprile scorso la regular season nel girone B del campionato Nazionale di Serie A2; ora si preparano ad affrontare nei play-off le capoliste degli altri tre gironi e le due migliori seconde della categoria.

 

Dal 21 al 26 maggio infatti si svolgeranno a Lignano, presso il Bella Italia EFA Village, le fasi finali dei campionati di A1 e A2; lì si decreterà rispettivamente la classifica finale della massima serie con la vincitrice dello scudetto e le due squadre che verranno promosse in A1.

 

I Treviso Bulls si sono scontrati, nel corso della stagione 2018/2019, con la neonata compagine degli Avengers Padova; oltre ai consolidati Friul Falcons Udine e gli esperti Tigers Bolzano. I ragazzi di Treviso hanno concluso la regular season a 12 punti e, come prima squadra del girone, strappano il pass per le fasi finali, con l’obiettivo di migliorare il 4° posto dello scorso anno e tentare di raggiungere la 3° posizione.

 

Gli aggiornamenti sui risultati e sulle dirette streaming delle partite verranno comunicati sulla pagina Facebook Treviso Bulls.

Un sogno che si avvera per la giovane squadra trevigiana

 

Alla loro prima esperienza ai play-off, i Treviso Bulls ottengono un preziosissimo  posto alle finali di wheelchair hockey nel campionato nazionale di serie A2, risultato che nella prossima stagione permetterà ai Trevigiani di essere una delle 4 teste di serie della categoria.

 

“Ora la stagione si è conclusa e da questa intensa esperienza la squadra dei Treviso Bulls esce arricchita e consapevole dei propri progressi, ma con l’obiettivo di migliorare sempre più e confermare l’unità che è venuta formandosi fra i membri della squadra, i genitori-tifosi, lo staff e soprattutto coach Piero” ha dichiarato Eddy Bontempo, fondatore della squadra.

 

“Ho seguito il percorso dei Treviso Bulls fin dall’inizio, quando si allenavano in polisportiva a Mestre. Siamo poi riusciti a ottenere gli spazi della palestra Mantegna, a Treviso, e da lì la scalata dei ragazzi fino ad arrivare in A2. Domenica ero emozionato, tra gli spalti, a gioire per questo loro grande traguardo. Come Comitato Paralimpico stiamo avviando un’importante collaborazione con UILDM Treviso, che porterà a nuovi ambiziosi progetti futuri” dichiara Davide Giorgi, delegato CIP Treviso e rappresentante dei delegati provinciali area nord Italia.

 

I Treviso Bulls, squadra di wheelchair hockey (hockey in carrozzina elettrica), sono nati nel 2013 da un progetto dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Sez. di Treviso e della Polisportiva Terraglio. Il Wheelchair hockey è uno sport avvincente che dà la possibilità di integrarsi e di ‘mettersi in gioco’ a persone affette da qualsiasi tipo di disabilità motoria e neuromuscolare, anche nelle forme più gravi. Wheelchair hockey significa emozioni e nuove avventure, significa che la vita può offrire sempre sorprese; mettendosi alla prova, le persone disabili dimostrano a se stesse e a chi sta loro accanto che non si deve mai mollare, che si deve provare sempre a superare i propri limiti.

 

Gli atleti
Attualmente la squadra è composta da 11 atleti con diversi tipi di disabilità, e provenienti da diverse associazioni oltre alla UILDM, quali Parent Project, Famiglie SMA, AISM.
Gli 11 fantastici atleti sono: il Capitano, presente in squadra sin dalla nascita dei Bulls, Francesco Panebianco (46 anni), Emma Tognin (vice capitano, 16 anni), Eddy Bontempo (38), Gianmarco Panizzo (19), Francesco Bressan (22), Stefano Casagrande (24), Anton Mussi (15), Francesca Battista (11), Menelao Rama (24), Marino Casarin (20), Samuele Polo (8).

 

 

Alcune biografie dei Treviso Bulls

La storia del capitano, Francesco Panebianco: “Era il lontano 2002 quando a causa di un malessere anomalo andai dal medico il quale mi fece fare degli approfondimenti fino a farmi arrivare dal neurologo il quale a ottobre mi diede la diagnosi di sclerosi multipla. Reagii tirandomi su le maniche senza mai farmi prendere dallo sconforto e nell’arco degli anni ho sempre cercato di fare ciò che più mi appassionava senza farmi mai condizionare dalla malattia fino al 2011 quando, grazie ai Black Lions di Venezia scoprii il wheelchair hockey. Militai in questa squadra fino al 2013 data in cui Eddy Bontempo fondò i Treviso Bulls, squadra in cui mi trasferii diventandone il capitano. L’ambizioso progetto dei Treviso Bulls mi piacque da subito perché collimava perfettamente con le mie idee di fare sport: creare un gruppo affiatato in campo e fuori dal campo dove il rispetto del compagno di squadra e dell’avversario, l’onestà, la passione, il mettersi in gioco in qualunque occasione fossero valori alla base. Iniziò così l’avventura e anno dopo anno siamo sempre riusciti a conquistare un passo in avanti rafforzando l’amicizia e la squadra fino ad arrivare oggi a qualificarci per la prima volta alle fasi finali tra le migliori 6 squadre di A2 e addirittura a conquistare la quarta posizione in un traguardo che ha dell’incredibile, rendendomi fiero di essere il capitano di questa fantastica famiglia dei Treviso Bulls”.

 

La storia di Gianmarco Panizzo: “All’età di 2 anni, nel 2000, visto il mio passo incerto e ciondolante, i miei genitori decisero di procedere con degli accertamenti, al termine dei quali mi diagnosticarono la distrofia muscolare, senza che gli studiosi capissero bene di che tipo fosse. All’età di otto anni persi la capacità di camminare, ma non lo vidi come un trauma poiché con la carrozzina manuale riuscivo a spingermi per lunghi tratti stancandomi di meno. Fin da piccolo amavo lo sport e adoravo giocare con i miei amici spingendomi sulla manuale e calciando un pallone, sperando che in futuro qualcuno potesse inventare una specie di “calcio su carrozzina”. In seguito sono passato sulla carrozzina elettrica perché mi affaticavo sempre di più, senza perdere tuttavia l’amore per lo sport.
Ho conosciuto il wheelchair hockey grazie a una ragazza che militava nei Thunder Roma, la quale mi ha spiegato cosa fosse questa curiosa attività che permetteva di giocare sulla carrozzina elettrica. Me ne sono innamorato all’istante e pregavo i miei genitori di portarmi a Padova, a un’ora di strada da casa mia, per partite e allenamenti. Fortunatamente nel 2012 venni a sapere che si era formata una squadra a Mestre, i Black Lions Venezia, a una distanza dimezzata. Nel 2012 la squadra si divise in Under 21 e Over 21 e, con la squadra più giovane, a fine campionato passammo in Serie A1, per poi tornare a unire le squadre. Trascorsi la stagione in A1 con la squadra riunita e poi, a settembre 2014, decisi di passare nelle file dei Treviso Bulls per poter giocare di più e ritrovarmi in un ruolo diverso, quello di play-maker. Qui ho trovato dei giocatori, dei guerrieri, ma soprattutto degli amici fantastici e grazie a questo gruppo stiamo raggiungendo degli ottimi risultati, come il quarto posto ottenuto nei play-off di Lignano Sabbiadoro”.

 

La storia di Eddy Bontempo: “Da tutta la vita convivo con l’atrofia muscolare spinale, scoperta
all’età di 14 mesi, e dal 2009 sono Presidente dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare di
Treviso. Ho conosciuto il wheelchair hockey durante le fasi finali nel 2010, e me ne sono sin da
subito innamorato, vedendo un ragazzo con il respiratore attaccato alla carrozzina che giocava a
questo fantastico e unico sport. Con una domanda che si ripeteva nella mia mente: Se ce la fa lui,
perchè non posso riuscirci anch’io? Da quel momento ho sempre sognato fondare una squadra a Treviso, sogno divenuto realtà grazie al sostegno e supporto della Polisportiva Terraglio e dei Black Lions di Venezia. Gli inizi non sono stati semplici: mancanza di materiali, mancanza di carrozzine, mancanza di soldi ecc… ma con tenacia e forza di volontà la squadra di wheelchair hockey dei Treviso Bulls è cresciuta, e si è sempre di più rinforzata e migliorata, raggiungendo l’obiettivo delle fasi finali”.

“Tutti a bordo!”: è la parola d’ordine, e insieme l’invito, della campagna 2018 di “WoW-Wheels on Waves”. Un viaggio per mare lungo 14 tappe, partito da Lignano il 28 aprile e con arrivo, dopo aver solcato tutte le coste italiane, il 14 ottobre a Trieste, compiuto dal catamarano “Lo spirito di Stella”, che è giunto in questi giorni a Venezia dopo la partenza effettuata a Lignano il 28 aprile scorso. L’imbarcazione, priva di barriere architettoniche, e quindi accessibile a tutti, porta il nome dell’associazione vicentina che si è fatta promotrice di questo messaggio, a favore del mondo della disabilità. Lo scorso anno si era svolto un viaggio da Miami a Venezia, in 50 tappe, per portare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ricevuta a New York dalle mani del segretario generale, Antonio Gutierres), al Papa, in Vaticano, al termine di una traversata, che viene ora raccontata in una mostra fotografica aperta da oggi a Palazzo Mocenigo.

 

 

L’obiettivo di quest’anno, è stato spiegato nella conferenza stampa tenutasi questa mattina al porto di Venezia, a cui hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, l’assessore comunale alle Politiche educative, Paolo Romor, l’assessore regionale ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin, il presidente dell’Autorità portuale, Pino Musolino, la funzionaria dei Musei civici, Elisabetta Barisoni, il presidente de “Lo spirito di Stella”, Andrea Stella, è invece quello di divulgare i 7 princìpi dello #UniversalDesign (equità, flessibilità, semplicità, percettibilità, tolleranza per l’errore, contenimento dello sforzo fisico, misure e spazi sufficienti), ovvero la metodologia di progettazione di prodotti e ambienti che possano essere fruibili a tutti.

 

 

“Devo anzitutto esprimere il mio ringraziamento – ha sottolineato la presidente Damiano – ai promotori di questa nuovo progetto, che ha come valori l’uguaglianza, l’integrazione, la libertà. Le istituzioni pubbliche hanno l’obbligo morale di sostenere questo tipo di iniziative e farsi parte attiva dei percorsi da intraprendere per abbattere qualsiasi barriera: un tema che all’Amministrazione comunale di Venezia sta particolarmente a cuore.”

 

“Infatti – ha spiegato l’assessore Romor – stiamo lavorando su più fronti per rendere la città sempre più accessibile. Col progetto “Gondola for all” è stato realizzato un pontile con una pedana che consente ai disabili di poter salire in barca e al Lido se ne sta realizzando uno per consentire a tutti la pratica della vela. Ma il primo obiettivo è quello di realizzare un percorso accessibile che consenta il giro completo della città: al momento ne abbiamo realizzati vari che riguardano però singole zone del Centro storico.”

 

Nelle sue tappe il catamarano sarà a disposizione delle persone disabili per un giro per mare. Sono già un migliaio, in tutta Italia le prenotazioni raccolte. Per tutte le informazioni:

[email protected]

www.wheelsonwaves.com

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