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Le borseggiatrici, tre donne di 21, 36 e 54 anni, di nazionalità Bulgara, hanno scelto con molta precisione la loro vittima. Mentre l’ignara signora stava facendo shopping all’interno del negozio Benetton, all’outlet di Noventa di Piave, le si sono avvinate accerchiandola. Una di loro ha infilato la mano nella borsa riuscendo a rubare mille euro in contanti. La vittima, fortunatamente è riuscita ad accorgersi subito del furto ed ha chiamato i vigilantes che hanno bloccato le ladre. Le ladre sono state trattenute fino all’arrivo dei Carabinieri a cui sono state lasciate in consegna. Le tre donne sono state denunciate.

 

 

Il tentato furto all’outlet di Noventa di Piave non è stato l’unico di questi giorni. I Carabinieri hanno arrestato due donne, italiane, originarie di Verona di 19 e 31 anni che hanno messo a segno una serie di furti all’Upim di San Donà di Piave. Le donne avevano rimosso i sensori antitaccheggio apposti su alcuni capi di abbigliamento, per poi fuggire verso il Centro Commerciale Piave. I Carabinieri le hanno rintracciate ed arrestate proprio al centro commerciale. La coppia di ladre è stata processata per direttissima e le due donne sono state condannate a quattro mesi di reclusione, pena poi sospesa.

 

Fonte: VeneziaToday

I fatti risalgono a domenica pomeriggio. Due giovani donne di circa trent’anni hanno avvicinato l’anziana 87 enne di Mestre sotto casa, con la scusa di volere informazioni sugli appartamenti sfitti nella sua palazzina.

 

Le due, hanno però detto di non avere carta e penna per prendere appunti, così con il loro modo gentile e rassicurante, sono riuscite a convincere la vittima a farsi invitare in casa. La trentenne, ha cominciato quindi a distrarre l’anziana signora facendola chiacchierare, mentre la complice, con la scusa di dover andare in bagno, ha girato indisturbata per l’appartamento rubando alcuni gioielli da una scatoletta in soggiorno e 300 euro in contanti da un cassetto della camera da letto. Una volta salutate le due donne, l’anziana signora riflettendo sull’accaduto si è insospettita ed è andata a controllare la casa, accorgendosi dei furti. La polizia, subito contattata, è intervenuta per eseguire il sopralluogo nella speranza di poter trovare tracce utili per poter risalire alle due delinquenti che nel frattempo si erano dileguate.

 

Fonte: Venezia Today

 

Sono state bloccate prima che potessero perpetrare furti in abitazione e sono state affidate a strutture protette in quanto minorenni. Tre ladre d’appartamento di etnia rom sono state sorprese verso le 13 di ieri dagli operatori della Polizia Locale impegnati a pattugliare il territorio cittadino nell’ambito del programma “Rione sicuro”, voluto dall’Amministrazione Brugnaro. L’intervento si è verificato nel quartiere “Piave”: il trio è stato fermato in via Montenero, ma è stato pedinato a lungo per via Trento, via Podgora e via Oslavia. Le giovanissime, di età compresa tra 12 e 16 anni, erano in cerca di possibili obiettivi da svaligiare e per questo motivo sono stati sequestrati loro 2 cacciaviti, una chiave inglese di dimensioni variabili, una piccola torcia elettrica, alcuni oggetti per la cura della persona, come pinzette e lime opportunamente modificate, un pezzo di plastica spesso ma flessibile utilizzato per aprire gli scrocchi delle serrature.

 

Le sospette sono stata avvistate dagli agenti non appena hanno messo piede nel rione, nonostante quest’ultime vestissero in modo curato e poco appariscente. Il potenziamento dei servizi d’osservazione hanno permesso alle pattuglie di migliorare ulteriormente il livello di presidio del territorio. Tanto più che le baby ladre sembravano in tutto e per tutto delle comuni adolescenti: jeans, scarpe da ginnastica griffate e zainetti alla moda in spalla. Gli operatori le hanno seguite in via Trento e poi lungo via Podgora: lì le tre si sono fermate in prossimità di un portone e hanno suonato alcuni campanelli chiedendo di aprire, riuscendo a entrare nel palazzo in pochi istanti. Dopo una decina di minuti le sospette si sono incamminate lungo il parco Piraghetto per poi proseguire lungo via Montenero e Oslavia. Qui hanno attuato lo stesso piano, suonando i campanelli e insinuandosi in un condominio, dove sono rimaste un quarto d’ora circa. Una volta tornate sulla pubblica via, è scattato il blitz degli agenti, che hanno bloccato le minorenni in via Montenero.

 

Al termine delle perquisizioni e degli accertamenti in Comando, per le giovani, di nazionalità croata e dimoranti in un campo rom di Padova, tutte prive di documenti, è scattata una denuncia all’autorità giudiziaria per porto abusivo di strumenti da scasso e il trasferimento in strutture protette. Dai rilievi fotodattiloscopici sono emersi precedenti specifici per furti in appartamento e detezione di strumenti da scasso a Ravenna, Verona, Assisi, Terni, Reggio Emilia e Rimini.

 

“Raccomandiamo ai cittadini massima attenzione nell’aprire i portoni d’ingresso – commenta il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana della Polizia Locale – meglio assicurarsi sempre della qualifica o dell’identità di chi suona al citofono”.

Continua con grande intensità l’azione anticrimine e antidegrado della Polizia locale nel Rione Piave, a Mestre. Questa mattina, verso le ore 9.30, agli operatori di Polizia locale presenti in zona, sia in uniforme sia in abiti civili, non sono sfuggite due ragazze che, nel passeggiare per il Rione, dimostravano un eccessivo interesse per i portoni dei palazzi.
Le giovani sono state seguite lungo le via Piave, Cavallotti, Felisati. I sospetti sulle due ragazze hanno trovato parziale conferma quando le stesse, giunte presso il portone d’ingresso di un condominio signorile in via Premuda, hanno suonato ben quattro campanelli, trovando qualcuno disposto ad aprire loro il portone.

 

Dopo cinquanta minuti di attesa le due ragazze sono uscite in strada e, fermate per un controllo identificativo dagli operatori della Polizia locale, hanno dichiarato di essere serbe e prive di documenti di identificazione.

 

La perquisizione delle giovani ha consentito di rinvenire diversi strumenti da effrazione: due cacciavite, una chiave inglese multipla ed una plastica rigida.

L’ispezione di tutte le porte del palazzo ha rivelato segni di almeno due chiari tentativi di effrazione.

 

A carico di R.M., serba di 24 anni, figurano quattordici precedenti per furto e tentato furto, un precedente per rapina, tre ordinanze di custodia cautelare eseguite ed un ordine di cattura ancora pendente; l’altra ragazza, minorenne, serba di 13 anni, non risulta avere precedenti a carico ma è stata comunque sottoposta a raggi x per una verifica dell’età ossea.

 

La maggiorenne è stata quindi fermata e trasferita presso il carcere femminile della Giudecca, nonché denunciata per tentato furto in appartamento con violenza sulle cose.

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