Home / Posts Tagged "inquinamento mari"

Quando arte e ambiente si incontrano. Helidon e Jack, due esemplari di tartaruga Caretta Caretta sono stati curati e salvati nel Centro di Recupero tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia e liberati in mare (guarda il video) a Mattinata (FG), grazie alla generosa donazione degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia. I due artisti hanno aderito al progetto TartaLove, adottando simbolicamente i due animali e garantendo per un anno la copertura delle spese di medicinali e cibo per tutti gli esemplari ricoverati nel Centro di Recupero.

 

La donazione si intreccia con la sensibilità artistica di Xhixha e Braglia, che hanno da poco inaugurato in Canal Grande a Venezia l’installazione The Twin Bottles: Message in a Bottle. Due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento dei mari del mondo.

 

Sensibilizzare sul tema inquinamento dei mari

“Con l’adozione delle due tartarughe marine – dichiarano Xhixha e Braglia – abbiamo voluto fare un gesto concreto per rafforzare ulteriormente il provocatorio messaggio ambientalista che abbiamo lanciato da Venezia con la nostra nuova opera The Twin Bottles: Message in a Bottle. Queste due enormi sculture galleggianti portano una forte attenzione sul tema dell’inquinamento dei mari del mondo contaminati dalle plastiche, argomento sempre più centrale e presente oggi nel dibattito sulla salvaguardia del pianeta e degli oceani“.

 

 

TartaLove. Il progetto di Legambiente

Per aiutare le tartarughe marine, Legambiente ha lanciato recentemente TartaLove, una campagna di raccolta fondi. Attraverso l’adozione simbolica di una tartaruga marina, l’associazione può continuare a curare questi animali, proteggere i loro nidi e sensibilizzare i pescatori affinché conferiscano le tartarughe catturate accidentalmente al più vicino Centro di Recupero.

 

 

Tartarughe salvate dalla plastica

Helidon e Jack, che hanno preso il nome dai loro benefattori, erano state pescate alcune settimane fa durante una battuta di pesca a strascico al largo di Mattinata e subito ricoverate al Centro Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia. Lì si è scoperto che avevano ingerito oggetti di plastica che ne stavano compromettendo la vita, estremamente preziosa, trattandosi di esemplari in via d’estinzione. Da qui le cure e il loro salvataggio grazie alla donazione dei due artisti.

 

La plastica è una delle minacce più pericolose degli ultimi anni. “Sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi di vario tipo – commenta Stefano Di Marco, Coordinatore della campagna Tartalove di Legambiente – vengono sempre più spesso rinvenuti nello stomaco degli esemplari degli animali che, come Helidon e Jack, sono ricoverati nel Centro Recupero di Manfredonia. Qui i nostri operatori hanno documentato che più dell’80% degli esemplari recuperati ha ingoiato questi materiali. L’ingestione di questi materiali può essere letale perché può determinare la morte per soffocamento o per un blocco intestinale o ancora come nel caso dei due esemplari liberati oggi, provocare seri problemi di galleggiamento.”

Sono state presentate sabato, in Canal Grande, le due grandi sculture metalliche degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia, raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento nei mari del mondo.

 

“Le nostre bottiglie gemelle attraverso l’arte lanciano un importante messaggio ambientalista – spiegano i due artisti -. Immergendoci in diversi mari, abbiamo visto con i nostri occhi quanto l’inquinamento da plastica sia ormai a livelli allarmanti. Tra quindici anni si rischia di avere più plastica che pesci. Abbiamo voluto portare a galla questo allarmante problema, denunciandolo attraverso il linguaggio dell’arte: dobbiamo invertire la tendenza, lavorare sulla coscienza delle persone. E dobbiamo fare presto”.

 

 

La suggestione delle creazioni di Xhixha e le foto di Braglia diventano un tutt’uno e si fanno portatrici di un monito rivolto anche Venezia e a tutti i suoi visitatori. Le innumerevoli bottiglie in plastica gettate ogni giorno da consumatori superficiali e da gestori di rifiuti irresponsabili sono un fenomeno che mette a rischio gli ecosistemi marini non risparmiando effetti negativi neppure a una città in costante simbiosi con l’acqua come Venezia, sostenuta da equilibri delicati e conosciuta in tutto il mondo, adatta perciò ad amplificare l’universalità della denuncia.

 

 

L’opera e il suo posizionamento

Un impatto visivo, quello delle Twin Bottles, capace di scuotere le coscienze degli osservatori ribadendo la centralità delle tematiche ecologiche nel mondo contemporaneo. Celebre per la capacità di lavorare l’acciaio inossidabile tramutandolo in opere monumentali, Helidon Xhixha ha modellato la sua bottiglia galleggiante, lunga 4 metri per 100×100 cm, donandole una superficie lucida che interagisce con i luoghi circostanti rispecchiando gli spazi e l’acqua del Canal Grande, in un’elegante bellezza interrotta da uno schiacciamento nella parte centrale, richiamo simbolico al pericolo della trasparenza dei mari messa a rischio dall’uso improprio delle plastiche. La riflessione trova enfasi nella seconda bottiglia in acciaio, lunga invece 3.5 metri per 130×130 cm, rivestita da Giacomo Braglia. Le sue fotografie che ritraggono il fenomeno dell’inquinamento, con l’intento di sensibilizzare le persone ad un uso più consapevole e limitato della plastica, sono esposte al Padiglione della Siria alla Biennale Arte.

 

Il senso per la provocazione è la cifra stilistica che accomuna le Bottiglie gemelle all’Iceberg che Xhixha, albanese di origine e italiano d’adozione, ideò per la Biennale Arte del 2015, una denuncia del pericolo dello scioglimento dei ghiacciai, che oggi costituisce una sorta di ponte ideale tra Venezia e Lugano tracciato dall’energia e dai significati dell’arte. Il simbolo della montagna di ghiaccio ritorna infatti tra i lavori in acciaio esposti per il progetto Lugano: riflessi di luce, curato da Eike Schmidt, Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, e realizzato anche con il sostegno de gruppo farmaceutico Helsinn, esempio di come l’arte possa nutrirsi anche dell’intervento di privati. Drifting icebergs è una delle venti opere, già esposte in altre città italiane ed europee, collocate in diverse aree di Lugano, che si fa così vero e proprio museo a cielo aperto: una coppia di grandi iceberg galleggia nel lago Ceresio, presenze monumentali in dialogo con la città, i cittadini e i visitatori, per un’esperienza di arte e bellezza, quella di Xhixha, che si realizza in luoghi non convenzionali, oggi insieme al giovane artista Giacomo Jack Braglia.

 

L’installazione The Twin Bottles: Message in a Bottle è esposta in Canal Grande, davanti a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, in accordo con Città di Venezia, Vela e AVM Holding.

 

 

Photo Credits: Giorgia Panzera

Parte da Venezia un messaggio ambientalista nel segno dell’arte.

Sabato 20 luglio alle 18.00, sul Canal Grande, davanti a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, gli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia presenteranno l’installazione “The Twin Bottles: Message in a Bottle”. Due sculture metalliche di circa 4 metri raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento nei mari del mondo. Una denuncia diretta e provocatoria come solo l’arte sa essere.

 

L’opera sarà esposta fino al 1° settembre.

Xhixha e Braglia sostengono inoltre il progetto TartaLove di Legambiente per la tutela delle tartarughe marine.

“The Twin Bottles: Message in a Bottle” è un evento collaterale del programma dedicato alla Festa del Redentore e sarà presentato alla presenza del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Le opere sono esposte in Canal Grande in accordo con Città di Venezia, Vela e AVM Holding.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni