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Arrivo a Venezia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli dopo l’incidente della nave da crociera MSC Opera a San Basilio. Toninelli non si è incontrato con il Sindaco della Città lagunare né con il Governatore del Veneto, ma a quanto pare con i rappresentanti dei comitati No Grandi Navi.

 

Dopo un breve giro aereo su Marghera, il ministro ha dichiarato che le navi sono pericolose poiché, come riporta Il Gazzettino: “Canale dei petroli e Porto Marghera non sono soluzioni adeguate. Questa è una zona a rischio Seveso, ci sono raffinerie, ci sono stoccaggio di benzine e petrolchimici. Non posso accettare il rischio che una nave con a bordo circa seimila persone vada a scontrarsi contro una petroliera attraccata, magari contro una raffineria”.

Il noto saluto, ormai internazionale, altro non è che la contrazione del venezianissimo servo vostro – ssciàvo – ovvero schiavo.

 

Era accompagnato da un inchino e serviva a cedere il passo ad una signora  o a un uomo di grado superiore, in
segno di riverenza.
Oggi associare l’inchino, di schettina memoria, all’incidente di domenica 2 giugno a Venezia, è fin troppo facile. E dopo l’inchino arriva il ciao purché si tratti di un ciao definitivo, o meglio di un addio, tutti chiedono a gran voce. Sopratutto la stampa estera, che si meraviglia del fatto che simili mostri passino per il bacino di San Marco! E già, come se le grandi navi portassero in gita i gondolieri di Venezia!
Erano gli anni ’70 -’80, quando noi mestrini passavamo  con i barchini o piccoli semi cabinati per quella che potremmo definire la tangenziale acquea  di Venezia, ovvero l’orrido canale dei Petroli, arrivando a Sottomarina. Un divieto morale ci impediva di “tagliare” per Venezia, attraversandola, ovunque volessi andare.
Poi sono arrivate loro, le navi condominio, e il divieto morale si è trasformato in diritto alla sopravvivenza.
Di quanto sia pericoloso per gli altri mezzi transitare tra pilote e grandi navi, si parla poco . Spostarle bisogna, dove lo diranno i tecnici, a noi basta una sola parola, ciao.
Silvia Moscati

Appena appresa la notizia di ieri mattina, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia si è messo in contatto con il direttore generale della Ulss Serenissima Giuseppe Dal Ben per accertarsi delle condizioni dei feriti che appaiono non gravi. Ha parlato subito, inoltre, con il presidente dell’Autorità portuale di Venezia Pino Musolino, è stato contattato telefonicamente dall’amministratore delegato del gruppo MSC Pierfrancesco Vago, informandosi sulla dinamica dell’incidente e sentendo anche il questore Maurizio Mascio Pinto per una valutazione della situazione generale.

 

L’incidente avrebbe potuto risolversi una tragedia – sottolinea il Governatore -. Apprendo con sollievo che le condizioni dei feriti non sono gravi. Ho raccomandato al direttore generale la massima attenzione nel prestare assistenza e sostegno psicologico ai feriti. Questo incidente ci fa riflettere nuovamente sul tema del transito delle grandi navi nel bacino di San Marco e lungo il canale della Giudecca e di conseguenza sul loro auspicato allontanamento”.

 

“Stiamo ancora discutendo dell’applicazione di un decreto che porta i nomi dei ministri Clini e Passera, che non è né vano né superfluo ricordare che furono titolari di dicastero nell’ormai lontano governo Monti.  Stiamo parlando del 2011 mentre le proposte della Regione del Veneto e del Comune di Venezia per una viabilità delle grandi navi giacciono presso i ministeri interessati da anni. – prosegue Zaia – Il ministro delle Infrastrutture decida qualcosa; non si può più attendere. Gli incidenti sono assolutamente possibili nella marina mercantile ma devono avvenir fuori da contesi storici e abitati senza mettere repentaglio vite umane e in condizioni generali di sicurezza. Le proposte di comune e regione sono sagge e fattibili, prevedono una viabilità alternativa e la possibilità di per le navi di manovrare in condizioni di assoluta sicurezza”.

 

“Ripeto; il ministro a questo punto decida subito – conclude il Presidente -. Ha anche l’opportunità e la fortuna di avere proposte realizzabili immediatamente che vengono dal territorio e dagli enti maggiormente coinvolti”.

Alla vista improvvisa sull’ascensore dei due cadaveri in amplesso dell’opera anatomica L’orgasmo di Leonardo Da Vinci, le sono cedute le gambe.

 

È avvenuto martedì mattina al polo museale privato di Palazzo Zaguri. Una visitatrice di nazionalità francese di 71 anni all’apertura della porta dell’ascensore è caduta a peso morto sul pianerottolo di disimpegno al III piano, appena sotto il mansardato sottotetto dove lo staff stava completando l’allestimento di Authentic Human Bodies, Leonardo Da Vinci. La mostra sarà presentata in anteprima venerdì 17 maggio.

 

Difficile definirla sindrome di Stendhal, piuttosto per la dinamica è un caso di spavento quello accaduto alla turista in vacanza a Venezia col marito mentre stava visitando l’altra mostra ospitata da Palazzo Zaguri: Tutti in un filo, da Kandisky a Botero. Un allestimento di 100 opere in arazzo dei più grandi artisti del ‘900 realizzate dall’arazzeria Scassa di Asti.

 

La dinamica dei fatti

Seguendo il percorso espositivo, la 71enne si trovava accidentalmente ad attendere l’ascensore quando si è aperto mostrandole improvvisamente il suo passeggero.

 

“Stavamo trasferendo con l’ascensore le opere anatomiche all’ultimo piano” – ricostruisce lo staff di Palazzo Zaguri – “quando abbiamo caricato in cabina l’installazione dell’orgasmo. Non ci è stato possibile salire con l’opera perché qualcuno ha richiamato l’ascensore dal terzo piano. Dopo una manciata di secondi abbiamo udito un urlo e siamo immediatamente accorsi salendo le scale”.

 

All’arrivo del personale, la turista si trovava ancora a terra, pallida, appoggiata su un fianco. “L’abbiamo assistita nell’immediato, mettendola distesa e sollevandole le gambe finché non ha riacquistato il colorito”, fa sapere lo staff. “Poco dopo si è ripresa e ha raccontato che aveva chiamato l’ascensore perché voleva raggiungere la toilette al II piano. La vista del reperto anatomico che mostra due cadaveri umani durante l’atto sessuale proprio non se l’aspettava”.

 

Appena la visitatrice si è rialzata da terra, la coppia di francesi ha rifiutato la chiamata al 118 interrompendo la visita e portandosi verso la reception al piano terra. Lì hanno richiesto al personale quando fosse possibile visitare tutta l’esposizione dedicata a Leonardo Da Vinci. Per questo la direzione, contro ogni scaramanzia, ha accordato loro l’invito per la presentazione in anteprima di venerdì 17 maggio.

 

“Siamo felici che la visitatrice non abbia avuto conseguenze e per questo l’abbiamo invitata”, ha commentato l’amministratore di Venice Exhibition srl, Mauro Rigoni.

 

“Sarà fra i primi visitatori che potranno ammirare 50 installazioni autoptiche ispirate ai bozzetti anatomici del grande artista, che da secoli affascinano per la meticolosità del tratto e la fedeltà dei dettagli autoptici. Al tempo Leonardo poteva conoscerli solo sezionando cadaveri”.

 

In tutti i casi l’esattezza dei disegni di Leonardo Da Vinci, dimostra come essi si basassero sullo studio analitico di reali salme dissezionate e non soltanto sulla riproduzione di studi contemporanei e precedenti. “La loro ricchezza espressiva esaltata dai veri corpi plastinati. Sarà per la prima volta esposta a Venezia assieme a una collezione di attrezzi chirurgici originali e la ricostruzione di una sala di dissezione dell’epoca”, ha concluso Rigoni.

Ha presentato querela una quarantanovenne trevigiana rimasta seriamente ustionata a causa dello scoppio di un cuscino elettrico riscaldante di produzione (in buona parte) cinese ma assemblato e messo in commercio da un’azienda del Napoletano: è l’ennesimo caso sul genere. La donna, per essere risarcita, si è affidata, tramite la consulente personale Nadia Toffano, a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che sta seguendo anche altre vicende simili legate alle borse dell’acqua calda.

 

L’infortunio è occorso il 15 febbraio scorso, alle 9 di sera, nella casa di Mogliano Veneto della signora. La 49enne, dopo aver cenato con il marito e le figlie, ha preparato il cuscino elettrico scalda-mani “incriminato”, che aveva acquistato nel periodo natalizio presso un punto vendita di Mestre: gran parte delle sue componenti sono “made in China”, ma dall’etichetta come produttore e importatore risulta la Gioia Home Srls, azienda di Nola. Si tratta di un prodotto che all’interno contiene del liquido che viene riscaldato da alcune resistenze presenti al suo interno.

 

La signora ha inserito per pochi minuti la spina nella presa di corrente e, una volta distaccatala, ha azionato l’interruttore termico interno e il sensore di sicurezza anti-surriscaldamento, come da indicazioni. A quel punto, ha iniziato a utilizzare il cuscino elettrico ma pochi istanti dopo ha avvertito un improvviso e lancinante dolore in corrispondenza del fianco: l’oggetto era letteralmente esploso e il liquido che conteneva le era finito addosso procurandole lesioni serie, oltre che al fianco destro, al braccio destro, che risultavano ustionati in modo importante.

 

La malcapitata è dovuta correre per le cure del caso, accompagnata dal marito, al Pronto Soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello, dove i sanitari le hanno riscontrato ustioni di primo grado al braccio e all’emitorace destro per una prognosi iniziale di 7 giorni. La 49enne è stata costretta a sottoporsi a un lungo ciclo di medicazioni, ad assentarsi dal lavoro e ha riportato anche un danno estetico: le resteranno inevitabilmente diverse cicatrici nelle parti del corpo interessate.

 

Per essere assistita e adeguatamente risarcita, la danneggiata si è quindi rivolta a Studio 3A, che ha già presentato una richiesta danni alla Gioia Home Srls la quale, risultando il produttore del cuscino elettrico, è anche responsabile di eventuali danni dovuti al suo mal funzionamento, come previsto dalle varie direttive comunitarie e dal Codice del consumo.

 

Attraverso Studio 3A, la signora in questi giorni ha sporto anche querela nei confronti dell’azienda napoletana indirizzata alla Procura di Venezia, dato il profilo penale dell’accaduto, non solo per le lesioni personali subite ma anche, più in generale, per la sicurezza dei consumatori: il prodotto, infatti, a una più attenta analisi, parrebbe contrassegnato da una marchiatura “CE” non conforme alla direttiva 2006/42/CE. Esso infatti contiene due etichette: una, che si riferisce al tessuto della fodera del cuscino marchiato “Coveri”, che è conforme; l’altra invece, relativa alla parte interna elettrica, che sembrerebbe proprio non esserlo. Integra infatti il reato di frode in commercio la detenzione di merce con marcatura CE (indicativa però della locuzione “China Export”) apposta con caratteri “ingannevoli” e tali da ingenerare l’erronea convinzione nel consumatore che si tratti del marchio indicante la Comunità Europea. Si chiede perciò all’autorità giudiziaria, oltre alla condanna dei responsabili delle ustioni, di verificarne la conformità e i requisiti di sicurezza del cuscino: per inciso, a fine del 2017 i Nas di Cremona avevano già proceduto al sequestro penale di 66 bombolette spray neve a uso decorativo, in quanto altamente infiammabili e irritanti, di cui la stessa Gioia Home Srls figurava importatrice.

Poco prima delle 6, i Vigili del fuoco sono intervenuti in viale Righi a Venezia Mestre per un incidente tra un furgone e un bus del trasporto urbano, che viaggiava vuoto: ferito il conducente del veicolo commerciale.

 

I pompieri arrivati da Mestre hanno messo in sicurezza i mezzi, mentre il conducente del furgone era già stato preso in cura dal personale del Suem 118 per essere trasferito in ospedale.

 

La Polizia locale ha eseguito i rilievi del sinistro avvenuto all’altezza del passaggio pedonale. Le operazioni di soccorso dei Vigili del fuoco sono terminate dopo circa un’ora.

 

Dalle ore 13.10, i Vigili del fuoco stanno operando lungo la SR245 in Via Castellana a Scorzè per la perdita di carico di alcune lastre di ferro da un autoarticolato.

 

Per cause in corso di accertamento il camion adibito a trasporto eccezionale ha perso il carico, mettendosi di traverso lungo la carreggiata. Nessuna persona è rimasta ferita. I Vigili del fuoco arrivati con due automezzi tra cui l’autogrù, stanno recuperando il carico.

 

La circolazione della strada è al momento interrotta all’altezza della Crosarona e la circolazione veicolare deviata su vie alternative. Le operazioni di soccorso dei Vigili del fuoco sono tuttora in corso. Sul posto i carabinieri e il personale di Veneto strade.

Poco dopo le 16.30, i Vigili del fuoco sono intervenuti in piazzale Roma, sulla rampa Santa Chiara, per soccorrere una signora rimasta incastrata con la propria auto tra il tram e new jersey: illesi i passeggeri del mezzo pubblico, controllata dal personale del 118 l’automobilista.

 

I pompieri, arrivati da Mestre con due automezzi tra cui l’autogrù, hanno messo in sicurezza i veicoli e liberato la donna rimasta bloccata all’interno dell’automobile. Nell’urto le vetrate laterali del tram sono andate in frantumi.

 

Al vaglio della Polizia locale le cause dell’incidente che hanno bloccato il traffico tranviario lungo la linea. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono ancora in atto.

 

Grave incidente questo pomeriggio, alle 16.30, sulla Romea SS 309, in località Malcontenta Venezia.

Lo scontro ha coinvolto un autotreno e un furgone che trainava un carrello con un’auto. Il furgone ha tamponato il camion all’altezza del serbatoio, causandone la perdita di gasolio.

 

Ferite le due persone all’interno del furgone e trasportate all’ospedale dal personale del 118. Problemi per il traffico sempre molto sostenuto sulla Romea.

 

 Sul posto anche i Vigili del fuoco di Mira e di Mestre con l’autogrù e le forze dell’ordine per i rilievi del caso.

 

Nel pomeriggio si è verificato un incidente stradale nella tangenziale, all’altezza tra la rotonda Terraglio, prima dello svincolo di Sant’Angelo in direzione Paese.

 

Nello scontro risultano coinvolte tre macchine e due camion: un ferito, che è stato trasportato all’ospedale.

 

Sul posto il Suem 118 con tre ambulanze, la Polizia locale di Treviso APS e gru dei Vigili del fuoco.

 

      

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