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“Per fortuna che c’è l’Unione Europea che mette dei paletti importanti su ambiente, economia e diritti dei cittadini, anche se a volte con tempi troppo lunghi come per esempio sul consumo di suolo zero entro il 2050. È una spina nel fianco per chi non rispetta le regole e il Veneto ha aperte ben cinque procedure di infrazione tra le quali sulle discariche illegali, scarichi reflui, Pm10”. A ricordarlo è stato Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, in merito alla Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo dell’Unione europea votata ieri in aula.

 

“La più importante violazione riguarda la Direttiva sulla qualità dell’aria, con riferimento al superamento dei valori-limite del Pm 10. Siamo già stati condannati una prima volta dalla Corte di Giustizia Europea il 19 dicembre 2012 perché facciamo respirare ai nostri cittadini aria inquinata e lo scorso 18 maggio è scattato un nuovo deferimento allo stesso organismo. La Corte tra poco emetterà la sentenza, se arriverà una nuova condanna, questa volta dovremo pagare sanzioni salatissime, si parla di un miliardo di euro. Nonostante l’Agenzia europea per l’ambiente abbia stimato 500mila morti premature l’anno a causa dello smog, di cui 80mila in Italia, il problema viene sottovalutato. Anche nell’ultimo bilancio ci sono poche risorse per misure poco efficaci, le stesse che vengono riproposte a ogni sessione. Incuranti che il limite dei 35 giorni annui di sforamento per le polveri sottili, in Veneto viene raggiunto già a primavera, siamo arrivati fino a quota 89! Il Piano Aria della Regione si è confermato inutile, se non addirittura confliggente con il  Piano Energia: si insiste sulle biomasse legnose anziché puntare veramente sul fotovoltaico, vera fonte rinnovabile senza effetti collaterali”.

 

“Un’altra procedura di infrazione – ha ricordato il vicepresidente della commissione Ambiente – riguarda la mancata tutela delle Zone speciali di conservazione. Lo scorso 30 luglio il ministro dell’Ambiente ha designato ben 96 Zcs, che venivano prima classificate come Sic (Sito d’interesse comunitario) utili a evitare degrado degli habitat della Rete Natura 2000, poi però a livello locale abbiamo questa situazione di degrado continuo. Come accade, a solo titolo di esempio, nel Montello, dove gli habitat ‘a prato stabile’ vengono progressivamente sacrificati sull’altare del dio Prosecco. Così non va, ed è per questo motivo che il Gruppo Pd ha votato in maniera convinta contro la Rendicontazione 95, la Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo dell’Unione europea”.

Zanoni (PD): “Nuove Zone speciali di conservazione in Veneto, un passo in avanti importante per tutelare la natura. Ma senza sanzioni sarà tutto inutile”

 

“Finalmente saranno rafforzate le misure di conservazione per tutelare flora, fauna e i relativi habitat. La Regione ci arriva con un ritardo di 25 anni, adesso però completi l’opera e stabilisca delle sanzioni adeguate in modo da non rendere tutto vano”. Il sollecito arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico dopo il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Costa per la trasformazione in Zone speciali di conservazione (Zcs) di 96 Siti di importanza comunitaria (Sic), ai sensi della Direttiva comunitaria Habitat.

 

“Vengono finalmente rese attuative una serie di misure utili alla protezione di piante, animali e i luoghi dove vivono, prevedendo particolari divieti e tutele. Tra le Zcs troviamo, solo per fare pochi esempi, le Dolomiti di Ampezzo, il gruppo del Sella e della Marmolada, il massiccio del Grappa,  i Colli Berici, i Colli Asolani, il Montello, Colli Euganei-Monte Lozzo-Monte Ricco, i biotopi litoranei del lido di Venezia, la laguna medio-inferiore e superiore di Venezia, il Delta del Po. La Direttiva esiste dal 1992, siamo quindi in un ritardo mostruoso. Adesso la Regione entro sei mesi dall’emanazione del Decreto dovrà provvedere ad assicurare l’allineamento tra le misure di conservazione e la Banca dati Natura 2000 e comunicare al Ministero il soggetto gestore di ciascuna Zona. Tutto bene, ma è un’azione in realtà monca. In Veneto, infatti, non c’è una legge che preveda sanzioni per chi viola le norme relative alle misure di conservazione ambientale, ma ci si limita a dei consigli: praticamente è come non fare niente”.

 

“Perciò – conclude Zanoni – invito la Giunta a essere conseguente, a non lasciare il lavoro a metà: presenti un Pdl a completamento di questa importante operazione di tutela della natura con multe per i trasgressori. È l’unico modo per preservare in maniera adeguata angoli di natura che ci invidiano in tutto il mondo”.

Domenica 22 aprile, l’oasi Lipu cave di Gaggio nord (Marcon) organizza due visite guidate per immergerci nella natura, osservare gli animali che ci vivono e ascoltare i loro canti.

 

Alle ore 10, Maurizio Dalla Via ci guiderà nell’oasi naturalistica delle cave di Gaggio nord, un sito ricco di biodiversità e di grande appeal per il mondo dei volatili, dove osserveremo farfalle, libellule e insetti che danzano nell’aria.

 

Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, Moreno Chillon (responsabile dell’oasi) e Luigino Busatto (fotografo naturalista) ci condurranno in una piacevole passeggiata lungo i sentieri, alla scoperta della flora e fauna che popolano questo habitat.

 

L’evento è libero e aperto a tutti.

Per informazioni: [email protected]

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