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“Ancora una volta dobbiamo esprimere un plauso a chi quotidianamente e senza sosta opera a tutela dei cittadini per bene, sbarrando la strada alle nuove mafie, all’immigrazione in mala fede e incontrollata e ai mercanti di morte. Nell’apprezzare il lavoro che, oggi, stanno svolgendo i Carabinieri nella zona di San Donà e sul nostro litorale c’è il grazie di tutti i Veneti a loro e a tutte le Forze dell’ordine”.
È questo il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia alla notizia del blitz dell’Arma che ha portato a ricostruire la struttura del pericoloso sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga, comprendente diversi stranieri, alcuni dei quali arrestati e altri indagati.
“Stiamo ancora misurandoci con i sistemi di indiscriminata accoglienza delle politiche degli anni passati – prosegue Zaia – e ancor oggi sicuramente troveremo persone dalla comprensione facile e dal buonismo a buon mercato che diranno che i problemi per la sicurezza sono altri. Noi, invece, ringraziamo chi si sta impegnando alacremente come i nostri Carabinieri perché il problema esiste. Il litorale veneto è meta in questi mesi estivi di milioni di turisti, è uno dei nostri fiori all’occhiello. L’operazione di oggi lo rende più pulito in tutti i sensi”.

Con l’arrivo dell’estate ricominciano i comportamenti scorretti dei turisti in laguna.

 

Ieri sera, intorno alle 23, un agente della Questura mentre stava rientrando a casa da lavoro ha notato due turisti stranieri, un uomo di 28 anni e una donna di 21, che stavano nuotando nel Canal Grande, all’altezza del Ponte di Rialto.

 

I due sono stati visti mentre a nuoto tentavano di attraversare il canale da una riva all’altra, incuranti del pericolo e dei disagi che stavano procurando a vaporetti e imbarcazioni in transito.

 

L’assistente capo della Polizia di Stato, dopo aver intimato loro di uscire dall’acqua, li ha fermati e identificati, sebbene con grandi difficoltà, visto l’evidente stato di alterazione alcolica. Con la coppia c’era una donna di 59 anni di nazionalità statunitense, anch’essa ubriaca, che aspettava gli amici sulla fondamenta.

 

Intervenuta la volante, i poliziotti hanno dato ausilio al collega fuori servizio e hanno trattenuto i turisti che avevano un atteggiamento poco conciliante e non volevano essere controllati dagli operatori, le due donne in particolare inveivano contro gli agenti, insultandoli. 

 

Alla fine le due donne sono state denunciate per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale; la coppia che ha fatto il bagno e ha causato ritardo nel passaggio dei vaporetti è stata denunciata ai sensi dell’art. 23 del Reg. di Polizia Urbana di Venezia per tuffo vietato in acque comunali; tutti e tre sono stati contravvenzionati per ubriachezza molesta.

“La Polizia ha fatto finalmente pulizia! Non è un facile gioco di parole ma, per fortuna, la riscossa della legalità e la liberazione per migliaia di cittadini che ora possono riprendersi le loro strade e ricominciare a vivere senza i venditori di morte di fronte al portone di casa. Per questo lavoro di pulizia mi congratulo e ringrazio la Procura di Venezia, la Direzione Distrettuale Antimafia, i magistrati, che hanno coordinato le indagini e le forze dell’ordine che hanno portato a termine questo blitz”.

Lo afferma il presidente della Regione Luca Zaia in merito alla maxi operazione di polizia che ha colpito al cuore in maniera esemplare una delle maggiori aree di spaccio della droga a Mestre.

 

“Spacciatori liberi di agire e vendere morte ai nostri giovani, delinquenti indisturbati nelle strade di Mestre, droga nascosta nel centro di accoglienza della caserma Serena, un’organizzazione verticale con caratteristiche mafiose, profitti inviati in Nigeria, utilizzo di finti profughi per lo spaccio…. Questa – sottolinea Zaia – la drammatica realtà che attanagliava i quartieri di Mestre. Un andazzo colpevolmente sopportato per anni, all’insegna del malinteso buonismo e di una tolleranza divenuta complicità. Per fortuna ora la Polizia ha liberato quelle zone. Bisognava tuttavia attendere così tanto tempo per agire? Lasciare che sedicenti profughi si organizzassero in modo mafioso diventando padroni di intere zone della nostra città? In quante altre città venete sta accadendo la stessa cosa? Per fortuna l’aria è cambiata… Speriamo soltanto che questa gente venga rispedita a casa sua o resti in galera per sempre”.

 

Nessuno – conclude Zaia – è contro l’immigrazione di chi vuole lavorare e rifarsi una vita nell’onestà. Questa non la definisco neppure immigrazione: è delinquenza della peggior specie e basta. Adesso bisogna ripulire tutte le zone di clandestinità esistenti nelle nostre città venete. Sappiamo tutti dove sono e chi le compone. Per le forze dell’ordine è un compito duro, ma che sono certo sapranno portare a termine con la consueta professionalità”.

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