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Il dvd del film “Red Land – Rosso Istria” sulla tragedie delle foibe, la storia dell’Istria e della Dalmazia curata dallo storico Guido Rumici, la graphic novel “Foiba Rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana” dedicata alla giovane studentessa istriana, uccisa dai titini, medaglia d’oro nel 2005 al merito civile. Inoltre, un concorso aperto agli studenti e alle classi di ogni ordine e grado. E infine, la testimonianza diretta degli esuli o dei loro familiari o discendenti.

 

Sono questi gli strumenti che la Regione Veneto, in accordo con l’Ufficio scolastico regionale del Veneto, propone anche quest’anno alle scuole secondarie e professionali del Veneto per il Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio (come stabilito dalla legge 92/2004), per fare memoria degli eccidi delle foibe e dell’esodo forzato di oltre 350 mila italiani dall’Istria, dalla Dalmazia e dalle terre giuliane dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

 

Le iniziative proposte nelle scuole e il significato dell’operazione di valorizzazione della memoria storica di quelle vicende sono stati presentati oggi a Dolo, al Cinema Italia, dall’assessore regionale all’Istruzione e Formazione, dal rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto e dal vicepresidente  della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, al termine della proiezione del film “Red Land” per gli studenti dell’Istituto comprensivo di Dolo e dell’istituto Musatti, presente anche il regista Maximiliano Hernando Bruno.

 

“Veneto prima Regione a promuovere la memoria storica delle foibe e dell’esodo”

Il Veneto è stata la prima Regione nel 2006 a sollecitare le scuole rispetto alla legge istitutiva del Giorno del Ricordo, affinché questa storia non restasse confinata nel dolore dei testimoni diretti che hanno vissuto da vicino l’orrore di questa tragedia – ha ricordato l’assessore regionale – Negli anni la Regione ha coltivato un crescente e proficuo rapporto con il Miur e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, per allargare quanto più possibile la conoscenza di queste pagine strappate di storia. Anche quest’anno le scuole del Veneto sono invitate ad approfondire e a fare memoria di quelle vicende ancora poco note che rappresentano ferite aperte nei ricordi individuali di famiglie e comunità e nella coscienza collettiva del nostro paese. Il Veneto, per il legame culturale e storico forte con la Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia ha un compito in più verso gli esuli e i loro discendenti. La loro colpa fu solamente di essere italiani. Giuliani, istriani e dalmati, messi in fuga dalla dittatura titina,  scelsero l’Italia perché italiani, ma l’Italia non li accolse con benevolenza. E la cattiva coscienza politica nonché la vergogna per il trattamento riservato ai propri connazionali profughi, fece cancellare quelle storie dai libri di storia”. 

 

La proiezione della prima della versione ridotta e riadattata per le scuole di“Red Land” ha ricevuto il plauso del professor Roberto Gaudio dell’Ufficio scolastico regionale, in rappresentanza della direttrice Augusta Celeda. “La potenza delle immagini ha emozionato i giovani studenti presenti, in sala non volava una mosca – ha sottolineato Gaudio –  L’auspicio è che questo film possa stimolare gli studenti di tutte le scuole del Veneto ad un’analisi storica e critica”.

 

“Per le associazioni degli esuli giuliani e dalmati – ha aggiunto Alessandro Cuk, rappresentante  della Federazione delle associazioni degli esuli – il rapporto con il mondo della scuola è una priorità. Far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia strappata per troppo tempo dai libri di storia è fondamentale. Per noi, è importante la collaborazione con il mondo della scuola che trova il supporto delle istituzioni locali, come la Regione del Veneto. Consideriamo preziose queste iniziative e questi strumenti didattici, perché gli studenti possano prendere coscienza e capire  la tragedia delle foibe e dell’esodo. Anche quest’anno abbiamo riproposto, a distanza di due anni, il bando di concorso rivolto alle scuole di ogni ordine e grado del Veneto, che si concluderà a fine anno con le premiazioni. Inoltre abbiano già ricevuto oltre un centinaio di inviti da altrettante scuole del Veneto per portare la nostra testimonianza: in Veneto, possiamo dirlo, questa pagina di storia è forse più conosciuta che altrove.

 

Infine Maximiliano Hernando Bruno ha commentato il lavoro di riduzione cinematografica effettuato per le scuole di ‘Rosso Istria’. “Un lavoro non facile, che non ha tuttavia compresso i personaggi e i riferimenti storici e non ha addolcito il messaggio: oggi ho constatato – ha sottolineato il cineasta –  che i ragazzi hanno compreso il dolore di quei tragici momenti e hanno espresso il desiderio di capirne meglio ragioni e sviluppi”.

È in programma per domani, venerdì 15 febbraio, a partire dalle ore 11.30 presso la Sala degli Arazzi di Cà Sugana, Municipio di Treviso (via Municipio 16, Treviso), una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa della Regione del Veneto, in collaborazione con la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati, che prevederà la distribuzione nelle scuole secondarie di primo grado della Città e della Provincia di Treviso del libro a fumetti Foiba Rossa – Norma Cossetto, storia di un’italiana e dell’opuscolo informativo “Istria, Fiume e Dalmazia” redatto da FEDERESULI.

 

Foiba Rossa – Norma Cossetto, storia di un’italiana, di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio, racconta la tragica storia di Norma Cossetto, giovane istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa da un gruppo di titini nel 1943, nei pressi della foiba di Villa Surani.

 

Interverranno alla conferenza stampa:

  • Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle Pari opportunità della Regione del Veneto;
  • Davide Visentin, consigliere comunale della Città di Treviso, gruppo ‘Mario Conte Sindaco’.

In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio, la Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia e la federazione delle associazioni degli esuli, distribuirà nelle scuole medie il fumetto Foiba Rossa, la storia a fumetti di Norma Cossetto, e un opuscolo di Guido Rumici.

 

 

L’iniziativa è finanziata con 15 mila euro dalla Giunta regionale. Responsabile e promotrice è Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Trasporti nella Giunta Zaia.

 

 

Elena Donazzan, Cuore nero

 

Elena Donazzan, figlia di repubblichini e nostalgica di anni neri, non è nuova a iniziative del genere. Nel novembre del 2010 quando la Regione Veneto approvò la legge sulla valorizzazione dell’antifascismo e della Resistenza votò contro con motivazioni assurde. Nel settembre 2015 partecipò a Valdobbiadene a una cerimonia di inaugurazione di una lapide in onore della Decima Mas. Giacomo Vendrame segretario della CGIL commentò così: “Credo che questa cerimonia si possa configurare come apologia del fascismo. Commemorare la Decima flottiglia Mas, in una sorta di bieco revisionismo storico, è vergognoso, una grave mancanza di rispetto per i nostri caduti della resistenza, coloro che si sono battuti contro la dittatura per la libertà e per la democrazia.”

 

Ora Elena Donazzan ha chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella di sciogliere l’ANPI, per la sua posizione su confine orientale, foibe ed esodo dalmata istriano, che l’assessore alla Cultura falsifica. Il fumetto Foiba Rossa, che la Donazzan distribuirà agli studenti veneti di scuola media, distorce la drammatica vicenda di Norma Cossetto.

 

 

Norma Cossetto

Norma Cossetto a 24 anni fu uccisa e infoibata ad Antignana, il 4 o 5 ottobre 1943. Qualsiasi tragica morte suscita orrore, e Norma Cossetto, per la sua orrenda morte, merita onore e ricordo. Concetto Marchesi, comunista e rettore dell’Università di Padova, e Azeglio Ciampi hanno onorato la sua memoria: il primo conferendole nel 1947 una laurea honoris causa, il secondo decorandola con una medaglia d’oro.

 

Anche la verità, però, merita rispetto.
Norma Cossetto era iscritta alla Gioventù Universitaria Fascista in Istria ed era figlia di Giuseppe Cossetto, un ricco possidente fascista, che fu anche Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia d’Istria, il quale espropriò centinaia di contadini slavi dell’Istria delle loro terre. Ad assassinarla non furono partigiani slavi, ma degli italiani. Qualche anno fa, il Circolo Norma Cossetto pubblicò un documento nel quale affermava che Norma fu invitata a presentarsi al Comando partigiano del luogo, fu interrogata e rilasciata. In seguito, però, cadde nelle mani di alcuni italiani, tre o quattro, dei cani sciolti, che la condussero a Parenzo, da lì fu poi portata ad Antignana, violentata, uccisa e infoibata. Costoro furono presi da fascisti italiani alla fine dell’ottobre 1943 e, insieme con altri, per lo più innocenti e tutti italiani (in tutto diciassette), furono massacrati a raffiche di mitra, senza alcun processo e furono gettati nella stessa foiba di Norma Cossetto.

 

Il corpo di Norma Cossetto, stando al verbale dei Vigili del Fuoco di Pola che lo estrassero, si presentava intatto, senza segni di sevizie. Inoltre vi è la testimonianza di Arnaldo Harzarich dei Vigili del fuoco di Pola, che si trova in Foibe di Papo, citata anche nel Bollettino dell’Unione degli Istriani n. 28, sett. dic. 1998, pag. 5, che confermerebbe il verbale dei Vigili del Fuoco di Pola.

 

Soltanto in seguito, in una serie infinita di ricostruzioni, peraltro contraddittorie, si cominciò a parlare di torture, di seni ed organi genitali straziati, eccetera. Anche lo storico triestino Roberto Spazzali, nel suo libro Foibe: un dibattito ancora aperto,  edito nel 1996 dalla Lega Nazionale di Trieste, dunque da un’associazione non partigiana, ha scritto: “L’ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicherà un consistente spazio alla morte e al rinvenimento di Norma Cossetto, intrecciando incontrollate fantasie e presunte testimonianze”.

 

 

 

Norma Cossetto a Montebelluna

In occasione del 10 febbraio, a Montebelluna verrà inaugurata ufficialmente una via dedicata a Norma Cossetto. La storia del 10 febbraio a Montebelluna non brilla per verità storica e democrazia. Il 10 febbraio 2012 l’amministrazione comunale sponsorizzò un evento organizzato dal Comitato Provinciale di Treviso dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che parlava di genocidio di istriani, giuliani e dalmati. Presentò l’avv. Maria Bortoletto. Il 10 febbraio 2013 l’amministrazione comunale impedì, togliendo l’Auditorium della biblioteca comunale precedentemente concesso, un convegno organizzato dall’Anpi di Montebelluna su fascismo, confine orientale e foibe, con la partecipazione delle storiche Monica Emmanuelli e Alessandra Kersevan. Decisivo fu allora Claudio Borgia, collega politico di Elena Donazzan simpatizzante di Mussolini, che lo appoggia, e ora assessore all’Istruzione e alle Politiche familiari.

 


Oratori ufficiali saranno il sindaco Marzio Favero e Alma Brussi, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmati.
Il sindaco, obiettore di coscienza e antifascista, in un’intervista dell’aprile 2018 ad Antenna 3 ha chiarito la sua posizione su via Norma Cossetto. Vedere il video dell’intervista.

 

Le sue parole sono contro speculazioni politiche e quindi non proprio coincidenti con quanto scritto da Treviso Today in data 8 maggio 2017: “La nuova via della frazione sarà infatti dedicata a Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana, vittima dell’esercito popolare di liberazione della Iugoslavia del maresciallo Tito. Venne torturata, violentata e gettata in una foiba nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.”

 

All’inaugurazione ufficiale è stata invitata l’ANPI di Montebelluna, il cui presidente provinciale di Treviso, Giuliano Varnier, ha rilasciato recentemente queste dichiarazioni ad Antenna 3. Se l’ANPI accetterà di essere presente sarà un’occasione per affermare qual è la sua reale posizione sulle drammatiche vicende del confine orientale.

Domenica 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo” delle foibe e dell’esodo della gran parte degli Italiani d’Istria, Fiume, Dalmazia. 

 

Per mantenere vivo il ricordo di una delle drammatiche pagine della storia recente, la Città di Mogliano ha programmato l’annuale commemorazione che l’Amministrazione comunale ha promosso con la collaborazione delle rappresentanze provinciali di Venezia e Treviso dell’ANVGD, Esuli istriani, fiumani e dalmati, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, l’Associazione Mojan, l’ANPI, la Croce Rossa Italiana, la Pro Loco di Mogliano Veneto e l’Unuci.

 

La cerimonia avrà inizio alle 10.30 in Piazza dei Caduti alla presenza delle Autorità, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e di tutti i soggetti coinvolti, con la deposizione di fiori alla targa commemorativa posta lungo il porticato. Interverranno il Sindaco, Carola Arena, e il Generale Giuseppe Frascella, con la lettura della “Preghiera dell’infoibato” per la commemorazione ufficiale.

La cerimonia proseguirà in Sala Consiliare con la testimonianza di Pietro De Cleva, nativo istriano, Maestro del Lavoro.

 

L’ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, fondata nel 1947, è la maggiore rappresentante sul territorio nazionale degli italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave e lo spettro delle foibe; ne derivò l’esodo di 350.000 persone di ogni ceto sociale e la morte violenta di migliaia di innocenti nelle foibe. 

 

Il “Giorno del Ricordo” fu istituito con la Legge 92/2004, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Nelle foibe i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani, su un totale complessivo di 80.000 vittime, per lo più croate e slovene.

 

La cerimonia è aperta alla cittadinanza, che è invitata a partecipare.

Domani, sabato 9 febbraio, dalle ore 10 nell’Atrio M9 – Museo del ’900 sarà possibile assistere alla proiezione di una selezione delle interviste, realizzate nel 2013 su iniziativa del Comune di Venezia, per ricordare l’esperienza dell’esodo giuliano-dalmata nella ricorrenza della firma del trattato di pace, il 10 febbraio 1947, che ha assegnato Istria, Fiume e Dalmazia all’allora Repubblica popolare jugoslava.

 

Il passaggio al regime di stampo comunista comporta ulteriori cambiamenti sul piano economico, sociale, politico, culturale e amministrativo che vedono al contempo il rafforzarsi dell’apparato repressivo poliziesco. Il clima di tensione e sospetto si amplifica, portando alla negazione delle libertà individuali fondamentali che contribuisce a spingere all’esodo oltre 250.000 istriani, fiumani e zaratini. L’esperienza dell’esodo e delle vittime della tragedia delle foibe (il cui numero di vittime è stimato tra le 4 e le 5.000) è ciò attorno cui ruota il Giorno del Ricordo.

Il progetto ha dato origine all’Archivio del ricordo. Memorie giuliano-dalmate a Venezia: un archivio virtuale di documenti e testimonianze in video-interviste, realizzato grazie anche al coordinamento con alcune associazioni e alle indagini storico-culturali di Antonella Scarpa.

In seguito alla firma del trattato di pace del 1947, a Roma viene costituito il Comitato nazionale per i rifugiati italiani, il quale genera poi l’Opera per l’assistenza dei profughi giuliani e dalmati. L’ente avvia da subito, affiancandosi ad altri istituti, un ampio programma edilizio: solo a Venezia vengono realizzati circa 2.000 appartamenti, ma il numero maggiore di alloggi viene raggiunto a Marghera (con oltre 300). Gli esuli iniziano a stabilirsi nel veneziano solo dopo essere passati per i Centri di raccolta profughi: attorno a Venezia ne vengono stabiliti quattro che nel complesso vedono transitare un alto numero di persone. Di queste, oltre 8.000 si fermano nell’area del Comune, tra città storica e terraferma. La raccolta di testimonianze orali cerca di restituire uno spaccato su questa complessa esperienza che ha segnato la storia italiana e del confine orientale.

Lunedì 11 febbraio alle ore 10.30, in Piazzale Martiri delle Foibe a Marghera, si terrà la cerimonia ufficiale che darà il via alle iniziative promosse dalla Presidenza del Consiglio comunale di Venezia in occasione del “Giorno del Ricordo, della tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia”. Saranno presenti le autorità cittadine e il coro dell’Istituto comprensivo “Filippo Grimani” di Marghera. Il programma completo del Giorno del Ricordo è stato presentato questa mattina al Municipio di Mestre con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, la vicesindaco di Venezia, Luciana Colle, l’assessore comunale al Turismo, Paola Mar, il presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Alessandro Cuk, e i rappresentanti degli enti, delle istituzioni e delle associazioni cittadine che hanno collaborato alla realizzazione del calendario di eventi.

 

“Ogni anno questo giorno assume un’importanza maggiore – ha esordito la presidente Damiano – a testimonianza di quanto Venezia, già da prima dell’istituzione del Giorno del Ricordo con la Legge 92 del 2004 e anche con le celebrazioni del Giorno della Memoria, sia una città che fa della memoria un caposaldo di civiltà e rispetto dinnanzi a tragedie e drammi che hanno colpito il nostro Paese”. Anche l’assessore Mar si è soffermata sull’importanza del ricordo e della testimonianza: “Oggi sono qui come sia come amministratore – ha esordito – sia come cittadino che ha il diritto e il dovere di ricordare, perché la nostra storia è una possibilità di comprensione del tempo presente e degli scenari futuri che si potrebbero prospettare. Abbiamo la responsabilità civile di testimoniare quello che è accaduto per evitare che si ripeta”.

 

Infine la vicesindaco Colle ha ribadito l’importanza del ruolo delle istituzioni, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni: “Siamo qui per ricordare il più possibile ciò che è accaduto – ha concluso – perché è la storia che ce lo chiede”. In particolare, il Servizio di Progettazione educativa del Comune di Venezia proporrà agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado alcune attività didattiche che si svolgeranno fino a marzo, dal titolo “Le infinite maschere del male”. Il progetto, articolato in percorsi laboratoriali differenziati per età, si avvarrà di testimonianze raccolte dagli esuli istriani e dai sopravvissuti alle foibe, e da alcuni libri che trattano il tema della diversità, dell’odio, del razzismo e dei concetti del male e del bene.

 

Inoltre sono previste anche delle attività didattiche da parte del Circuito Cinema comunale: nei cinema del Circuito sarà infatti possibile attivare delle proiezioni per le scuole (su richiesta degli istituti interessati, previo contatto con il referente Paolo Dalla Mora, telefono 041.2747140, email [email protected]venezia.it) del film Red land – Rosso Istria, uscito nelle sale cinematografiche il 15 novembre scorso. Il film inoltre sarà proiettato martedì 5 febbraio alle ore 16.30 e 20.30 al Multisala Rossini di Venezia (ingresso 7.50 euro) e giovedì 21 febbraio alle ore 16 al Centro culturale Candiani di Mestre.

 

Tra le novità di quest’anno, come ha sottolineato anche il presidente Anvgd, Cuk, è l’attenzione, all’interno del programma, al rapporto con le comunità italiane in Istria, con l’incontro con la Comunità degli Italiani di Isola d’Istria e la presentazione del libro su Domenico Lovisato, sabato 23 febbraio, alle ore 16 al Candiani, e l’ultimo appuntamento in calendario, sabato 9 marzo, alle ore 18, ovvero il concerto del coro “Lino Mariani” della Comunità degli italiani di Pola, nella chiesa di San Sebastiano a Venezia. Altra particolarità è data dalla presentazione del libro di Viviana Facchinetti dal titolo “Protagonisti senza protagonismo. La storia nella memoria degli esuli giuliani, fiumani e dalmati nel mondo”, mercoledì 20 febbraio alle ore 17 al Candiani: “Dei circa 350mila esuli – ha spiegato Cuk – almeno 70/80mila sono sparsi per il mondo, e soprattutto in Canada, Australia, Sud America”.

 

L’ingresso agli appuntamenti, dove non diversamente indicato, è gratuito e fino ad esaurimento posti.

Assessore Donazzan: “Abbiamo il dovere di far conoscere ai più giovani quella pagina dolorosa della nostra storia”

 

In occasione del Giorno del Ricordo, che il 10 febbraio si celebra in tutta Italia in memoria delle foibe e dell’esodo degli istriani, giuliani e dalmati, la Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia e la federazione delle associazioni degli esuli, distribuirà nelle scuole secondarie di primo grado la storia a fumetti di Norma Cossetto e un opuscolo informativo, curato dallo storico Guido Rumici, per inquadrare le complesse vicende storiche del confine orientale.

 

L’iniziativa, finanziata con 15mila euro dalla Giunta regionale, rientra nel protocollo di intesa, attivo già da anni tra Regione Veneto, ministero dell’Istruzione e Federazione delle associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati, per promuovere iniziative di informazione e di approfondimento nelle scuole e far conoscere, anche attraverso l’incontro con i testimoni, la tragedia delle foibe e dell’emigrazione forzata dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia che circa 350mila italiani dovettero subire, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale e negli anni successivi.

 

Norma Cossetto, la studentessa istriana allieva dell’università di Padova, barbaramente torturata dai partigiani titini e uccisa nella foiba di Villa Surani – dichiara l’assessore regionale alla Scuola, Elena Donazzan – è il simbolo di una tragedia tardivamente riconosciuta dalla Repubblica italiana e che noi abbiamo il dovere di far conoscere ai giovani studenti del Veneto. Non perché lo impone una legge, ma perché quella pagina di storia, colpevolmente taciuta, è ancora assente dai libri di testo e dai programmi scolastici. La Regione del Veneto, che per storia, cultura e tradizione è fortemente legata alle terre di Istria e Dalmazia, e la cui Università di Padova, su proposta dell’allora Rettore Concetto Marchesi concesse la laurea honoris causa post mortem a Norma, ha il compito, più di altri, di far conoscere l’orribile tragedia della pulizia etnica fatta dai Partigiani di Tito ai danni di quelle popolazioni, colpevoli solo di essere italiane”. 

 

La graphic novel Foiba Rossa di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio sarà stampata in 2500 copie e distribuito alle scuole medie dove i docenti potranno condividerlo con i ragazzi che frequentano l’ultimo anno nelle settimane successive al Giorno del Ricordo. L’associazione Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con Federesuli, sta predisponendo anche la stampa dell’opuscolo storico informativo di 24 pagine che docenti e ragazzi potranno utilizzare per inquadrare la vicenda storica delle foibe nel più ampio contesto degli storici rapporti tra Veneto Istria e Dalmazia, degli esiti del secondo conflitto mondiale per il confine orientale e dell’esodo dell’esodo che ebbe in Veneto una delle prime terre di approdo.

 

“Grazie all’iniziativa della Regione Veneto e alla sensibilità di dirigenti scolastici e insegnanti del Veneto – sottolinea Alessandro Cuk, vicepresidente nazionale dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia, tra i più attivi nel promuovere il Giorno del Ricordo  – sarà possibile avvicinare i ragazzi di terza media ad una pagina dolorosa e controversa, sulla quale era scesa per decenni una sorta di amnesia collettiva. Stiamo lavorando per aggiornare l’opuscolo storico anche con approfondimenti e indicazioni bibliografiche che stimolino a conoscere meglio le ragioni dell’esodo e i suoi sviluppi, nonché il profondo legame che unisce le popolazioni delle due sponde dell’Adriatico e che in Venezia hanno sempre avuto il loro riferimento culturale”.

A poco meno di un mese dal giorno del ricordo (10 febbraio), al cosiddetto centro sociale Django viene organizzata, per sabato 19 gennaio, una serata con ospite il “collettivo Nicoletta Bourbaki”: un sedicente gruppo di lavoro che si autoproclama di lavorare al fine di contrastare riscritture e falsità storiche e che ha scritto un’utile guida che aiuta a riconoscere le bufale storiche e come difendersi da esse.

 

Il tema centrale della serata, infatti, saranno le foibe.

 

“Chissà con quali argomentazioni dirà che le foibe sono falsità o bufale storiche. Ma ancora, questo collettivo sta lavorando per ricostruire il caso di Giuseppina Ghersi, la 13enne stuprata, seviziata e uccisa da un gruppo di partigiani comunisti savonesi nel 1945. Anche qui, a suo dire, si tratterebbe di una bufala. Nonostante sia ormai appurato come andarono le cose, questi revisionisti provano a negare o a far vedere in un altro modo anche questo”, sostiene Davide Visentin, consigliere comunale gruppo Mario Conte sindaco.

 

In un momento in cui in Italia si parla di foibe e ne viene celebrato il Giorno del ricordo, c’è ancora chi nega l’esistenza della tragedia o, peggio ancora, la giustifica.

 

“Da italiano sono inorridito al solo pensiero che serate di questo tipo possano essere organizzate e seguite. Da amministratore spero che si possa fermare questa conferenza, che mi auguro sia solo una provocazione di cattivo gusto, nei confronti soprattutto di chi è stato vittima di quei momenti atroci. Le foibe sono una bruttissima pagina di storia del nostro Paese che va ricordata, proprio per non dimenticare le migliaia di martiri che morirono in maniera brutale con la sola colpa di essere italiani“, conclude il consigliere.

“Un plauso alla trasmissione Linea Verde Estate, che nella puntata odierna dedicata al Carso triestino, non ha dimenticato il ruolo educativo della tv pubblica e, accanto alla valorizzazione delle bellezze naturalistiche e gastronomiche, ha affiancato la conoscenza di una delle pagine più terribili della storia d’Italia, quella delle foibe e dell’esodo”.

Così l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, commenta i contenuti della puntata della trasmissione Rai Linea Verde Estate andata in onda qualche giorno fa.

 

“Far conoscere a tutti gli italiani, che ancora oggi non sanno della pulizia etnica contro gli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, è un dovere delle istituzioni tutte – commenta l’Assessore, che nel 2007 sostenne e diffuse nelle scuole venete un ausilio alla didattica su questi argomenti, – perché che nei sussidiari di storia i nostri ragazzi non avevano la possibilità di trovare un solo rigo che parlasse di quelle di quel dramma orribile. Un dovere che come veneti sentiamo profondo, come il legame che strinse quelle terre di là dell’Adriatico con la storia di Venezia e dell’unità d’Italia e che portò, durante i giorni terribili dell’esodo degli italiani, ad accogliere molti di loro a Treviso, Vicenza, Verona, Padova, Venezia”.

 

“Lo stesso senso di giustizia e di verità aggiunge la Donazzan – che ha portato la Regione a contribuire alla produzione del primo film su Norma Cossetto, giovane studentessa dell’Università di Padova, istriana violentata e uccisa infoibata dai partigiani comunisti slavi , insignita della Medaglia d’Oro nel 2005 dal Presidente Ciampi, presentato venerdì in anteprima al Festival di Venezia”.

 

Mi auguro che la Rai, che ha dato oggi spazio a queste pagine di storia misconosciute con garbo e sensibilità anche in una fascia di intrattenimento leggerà – conclude la Donazzan – possa ospitare il film Red Lan – Rosso d’Istria in prima serata. Questo è vero servizio pubblico”.

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