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In una giornata dal clima gradevole, i moglianesi si sono recati al doppio appuntamento, per eleggere il nuovo Parlamento europeo e la nuova amministrazione locale, in 15.479 pari al 68,84%.

 

L’affluenza è stata lievemente superiore rispetto allo stesso appuntamento del 2014 (68,09%).

 

In linea con il Nord Est, la Lega anche a Mogliano ha superato il 40% (40,71%).
Il Partito Democratico ha ottenuto il 26,02% e il Movimento 5 Stelle si è fermato al 10,41%.

Forza Italia, 5,83%.

Fratelli d’Italia, 6,05%.

(Qui le percentuali di tutti i partiti).

 

Tutto si è svolto regolarmente tranne il disagio per alcuni cittadini che, spostati di seggio in altra scuola, non avevano memorizzato o forse nemmeno saputo per qualche disguido postale, l’esatta destinazione della loro sezione elettorale.

 

Lo spostamento era stato pensato per evitare di fare le scale alle persone anziane o con disagi motori, ma poi si è rivelato ancor più problematico per il lungo tragitto da percorrere. Tali sezioni erano infatti collocate ai primi piani e pertanto si era pensato di farli in altra sede, solo a pianoterra.

“…E mi desso gò da farme tutta sta strada? Gera meio se fasevo na scala!” è stato il commento di una signora inviperita.

 

Silvia Moscati

Ieri è stata giornata di voto in tutta Italia, sia in alcuni Comuni per le amministrative che per le europee.

Il nostro giornale ha raccolto i dati dell’affluenza alle urne per le europee nelle città di Venezia, Mogliano e Preganziol.

 

 

Affluenza alle urne per le europee alle ore 23 

Venezia 57,67% (Città metropolitana 59,57%)

Mogliano 67,42%

Preganziol 69,61%

 

Risultati elezioni europee 2019 a Preganziol 

Lega 46,39%

PD 23,88%

Movimento 5 Stelle 8,92%

Fratelli d’Italia 6,79%

Forza Italia 4,54%

In questa settimana la famiglia torna al centro del dibattito pubblico per la congiunzione di tre fatti: il 15 maggio è la Giornata Internazionale della famiglia proclamata dall’Assembla Generale delle Nazioni Unite. Nella stessa giornata si riunisce al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il tavolo tecnico per il decreto legge sulle agevolazioni alle famiglie; tra cui un assegno di 150 euro ad ogni figlio in minore età proposto dal Forum Italiano e, infine, sono stati chiusi i termini e raccolte le firme dei candidati alle Elezioni europee sul ‘Manifesto per la famiglia’.

 

Il Manifesto

 

Il Centro della Famiglia di via San Nicolò (Treviso), insieme con il Forum delle famiglie del Veneto, ha infatti sottoposto alle segreterie dei maggiori partiti presenti alla competizione per il nuovo Parlamento europeo il ‘Manifesto’ scritto dalla Fafce, la Federazione europea che raggruppa le Associazioni familiari di 20 Paesi. Hanno aderito con la propria firma 20 candidati della Circoscrizione Nord-Orientale.

 

I firmatari

 

Questi i nomi:

  • Antonio Calò del Partito Democratico
  • Emanuele Crosato di Forza Italia
  • Giannantonio Da Re, Mara Bizzotto e Paola Ghidoni della Lega
  • Paolo Da Triglia del Partito Pensiero e Azione
  • Sergio Antonio Berlato, Isabella Dotto, Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto per Fratelli d’Italia
  • Roberto Azzalin, Emanuele Biagi, Vladimiro Campello, Mirko De Carli, Clara Gallosi, Paolo Ganz, Roberto Gualandi e Laura Neri per il Popolo della Famiglia
  • Herbert Dorfmann per SVP.

 

Tutti questi candidati hanno messo la loro firma in calce a questo preambolo:

 

“In qualità di candidato alle elezioni europee, mi impegno a riconoscere il valore del volontariato e del lavoro domestico svolto dai padri e dalle madri di famiglia, come fondamentali contributi di coesione sociale e all’atto di prendere decisioni politiche prometto di riferirmi espressamente al manifesto delle famiglie”.

 

L’elenco dei valori

 

Poi, in dieci punti, l’elenco dei valori da riconoscere e accettare tra i quali l’equilibrio tra vita familiare e impegno professionale; un lavoro dignitoso per ogni famiglia e il patto europeo per la natalità.

I Verdi Metropolitani sono una forza politica che intende presentarsi alle prossime elezioni europee con la volontà di essere un’onda verde per trasformare l’Europa in un’Europa Verde. Per questo hanno formato una lista con “Possibile” – movimento politico fondato da Pippo Civati – e con l’appellativo di “Europa Verde”.

 

La lista è composta da 15 persone (Silvia Zamboni, Angelo Bonelli, Chiara Bertogalli, Marco Affronte, Fiorella Belpoggi, Norbert Lantschner, Tiziana Cimolino, Davide Nava, Fatou Boro Lo, Alice Brombin, Eugenia Fortuni, Judith Kienzl, Giuseppe Prašel, Luca Saccone, Mao Valpiana) e si pone l’obbiettivo di raggiungere il 4%.

 

Eugenia Fortuni, candidata in lista alle europee, è stata intervistata dalla nostra testata. Eugenia Fortuni è laureata i sociologia ed è presidente dell’associazione Mater Femina a sostegno della genitorialità.

 

 

Signora Fortuni, chi siete e quali sono i vostri obbiettivi?

Questa è la rinascita di un’onda verde anche politica. Siamo come una Band: ognuno di noi ha il suo ruolo, ma insieme formiamo una squadra. Il nostro obbiettivo è ristabilire una forza politica ecologista in Italia. La forza dei Verdi si è depauperata, dissolta in altre forze politiche. Ora vogliamo ricostruire e rafforzarci per entrare nella governance europea. Se ce la faremo, poi a cascata vogliamo entrare nel parlamento e nella Regione.

 

 

Sarebbe bene arrivare in Regione per applicare le direttive sul consumo del suolo. Distruggere il territorio vuol dire distruggere le fonti di guadagno futuro.

Vogliamo inserirci in Europa, in Regione e anche in Venezia città con una forza autonoma e forte. Formare un asse Europa-Regione per costruire un lavoro verde e sostenibile.

 

 

Come vi ponete di fronte al problema grandi navi a Venezia?

È un problema dibattuto. Bene il turismo, bene il lavoro, ma per chi? L’indotto ormai a Venezia è costituito principalmente da stranieri malpagati con uno svilimento del lavoro. Se le cose vanno avanti così dobbiamo aspettarci un incidente tipo Isola del Giglio. Bisogna quindi portare le grandi navi fuori da Venezia. Troviamo un punto di approdo bloccando subito però la speculazione edilizia nei dintorni. Dare sì permessi di costruire, ma con una compensazione, come ad esempio l’impianto di un bosco.

 

 

E come giudicate la soluzione dei varchi a Venezia?

Di per sé non sono negativi. Abbiamo un turismo mordi e fuggi, con la costruzione di grandi alberghi, a Mestre, destinati per lo più a giovani che cercano solo la cartolina o il souvenir malfatto da artigiani non veneziani. Mestre ormai è piena di cemento, si stanno costruendo grandi alberghi con manodopera sottopagata che complicheranno la vita a tutta la popolazione A Venezia si deve iniziare a dire di No, onere che spetta a sindaco e giunta.

Noi intendiamo tutelare il territorio non solo dal punto di vista della natura ma anche da quello della cultura e Venezia ne ha molto bisogno.

 

 

Infine tornando all’Europa, quali sono le vostre priorità europee?

Desideriamo difendere ogni singolo albero e salvare dall’inquinamento l’atmosfera. L’Europa in questo potrebbe fare tanto, come il passare da energia fossile e energie rinnovabili e quindi combattere i cambiamenti climatici. Manca solo la volontà politica. Investire in un’economia verde, difendere il diritto d’asilo, proporre i treni come alternativa agli aerei, produrre cibi privi di OGM e pesticidi, garantire una buona istruzione gratuita, battersi contro la violenza di genere e fermare l’esportazione di armi. Infine un occhio particolare per l’infanzia, per l’educazione, per l’istruzione e il risanamento delle scuole, perché molto sono ancora contaminate da manufatti in amianto.

 

Questa è la battaglia politica che vogliamo portare in Europa e combattere le grandi lobby.

 

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