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In Veneto centinaia di insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia, in possesso di diploma magistrale ma non di laurea in Scienze primarie (richiesto ora ma non al tempo dell’assunzione), hanno perso il posto per titolo di studio, considerato non adeguati, dopo decine di anni di insegnamento e aver svolto incarichi di responsabilità. 

 

Interviene in loro difesa, ancora una volta, l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan. “Amareggia e stupisce – afferma la titolare delle Politiche regionali per l’Istruzione – che questo governo si sia dimenticato dei propri insegnanti diplomati magistrali che non hanno nemmeno il sussidio di disoccupazione. Per loro nessun reddito di cittadinanza e, peggio, nessun riconoscimento del ruolo di educatori che dovrebbe essere prioritariamente tutelato proprio dallo Stato”.

 

“Maestre diplomate, ma senza laurea, sono state lasciate a casa nonostante le reiterate promesse di una soluzione politica. Sono state licenziate e sono quindi escluse dalle Graduatorie ad esaurimento. Non hanno nemmeno diritto alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione e restano in un limbo. Inoltre, beffa ulteriore, pur essendo state espulse dalla scuola, risultano ancora dipendenti per l’Inps e quindi il Tfr è a rischio”.

 

“Di fronte ad una vicenda paradossale come questa – conclude l’assessore –  sono sempre più convinta che l’autonomia sia una condizione necessaria, perché responsabilizzerebbe maggiormente la classe politica e determinerebbe scelte decisamente più giuste ed eque nei settori strategici della funzione pubblica, dove la scuola non può che rappresentare la priorità”. 

“Come può un manuale di storia per gli studenti del quinto anno di scuola superiore collocare il Ponte di Bassano sul fiume Piave definendolo “simbolo della resistenza sul Piave dopo Caporetto”? Chiedo alla casa editrice Mondadori di procedere immediatamente al ritiro del manuale e al ministero dell’Istruzione e della Ricerca di vigilare meglio nel selezionare i testi che propone/impone ai docenti e alle scuole”.

 

L’assessore all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, è letteralmente insorta alla segnalazione ricevuta in merito al testo di Vittoria Calvani Storia e Progetto, edito da Mondadori e proposto dal ministero dell’Istruzione tra i libri di testo adottabili per l’insegnamento della storia nel secondo ciclo delle scuole secondarie. La didascalia alla foto del “ponte degli Alpini” colloca il manufatto sul Piave (anziché sul Brenta) e così argomenta: “Dopo Caporetto, divenne il simbolo della resistenza sul Piave, un evento militare eroico che ispirò numerose canzoni”.

 

 

“Chiedo alla casa editrice Mondadori di ritirare subito questo libro – prosegue l’assessore, in procinto di formare la lettera per la casa editrice di Segrate – È bastata una semplice occhiata da parte di alcuni genitori e docenti per rilevare questo ‘svarione’ madornale, oltre alla povertà concettuale e alla confusa sintassi delle informazioni fornite.

 

Sorge immediato il dubbio: quanti altri errori ci sono in un testo destinato a supportare la conoscenza storica del Novecento e a formare la coscienza storica dei nostri ragazzi e lo spirito di consapevolezza di una nazione?

Una casa editrice di rilievo nazionale come Mondadori dovrebbe vigilare meglio sul contenuto dei propri testi scolastici”.

 

 

 

La titolare delle Politiche scolastiche della Regione Veneto invia le proprie rimostranze critica anche al Ministero, che ha inserito il testo in questione nella rosa dei libri consigliati ai collegi dei docenti del quinto anno di scuola superiore, raccomandandone l’adozione per l’intero ciclo quinquennale. “Sinceramente mi fido più della capacità di valutazione e di scelta dei docenti piuttosto che dei libri imposti per obbligo da burocrati ministeriali – commenta Donazzan – Se poi questi testi selezionati dal Ministero sono anche pieni di errori, mi interrogo sul grado di cultura dei funzionari ministeriali. Al ministro dell’Istruzione dico apertamente che forse è meglio ripensare l’intero sistema di selezione e adozione dei testi scolastici e valorizzare il senso di responsabilità dei nostri insegnanti, lasciando a loro il compito di scegliere i manuali o le dispense che ritengono più adeguati”.

“La filosofia dell’università Cà Foscari di Venezia è la nostra filosofia: non ci interessa tanto fermare la fuga di ‘cervelli’, quanto piuttosto promuovere la circolarità dei talenti e delle intelligenze, e riuscire ad attrarre professionalità e competenze estere”. L’assessore alla Scuola, Formazione e Università della Regione Veneto, Elena Donazzan, esprime apprezzamento e piena condivisione alle scelte accademiche dell’ateneo veneziano retto da Michele Bugliesi, che dal 2014 ad oggi ha assunto 174 docenti, di cui 32 (ovvero il 18%) provenienti dall’estero.

 

“Il principio ‘cervelli in circolo’ è alla base delle nostre politiche regionali per la scuola, con i tanti progetti che promuovono la conoscenza delle lingue, gli stage all’estero e l’alternanza scuola-lavoro  svolta in imprese d’Oltralpe e per le quali la regione investe oltre 4 milioni di euro”, ricorda l’assessore. “E sempre il medesimo principio, che è cosa ben diversa dal voler trattenere ricercatori ed eccellenze accademiche e professionali,  è il motore dell’iniziativa ‘INN Veneto – Cervelli che rientrano per il Veneto del futuro – Progetti di innovazione sociale’ che la Regione Veneto, prima in Italia, ha finanziato con 3,5 milioni di euro per realizzare 14 diversi progetti, che contemplano 55 borse di rientro e 30 borse di animazione territoriale”, fa presente Donazzan.

 

“Lo scopo di questi progetti, avviati nel 2018 e attualmente in fase di realizzazione – aggiunge Donazzan –  è quello di attirare sul territorio regionale eccellenze provenienti da diversi ambiti e favorire la mobilità, lo scambio e la permanenza di alte professionalità che intendono rientrare nelle nostre imprese e nelle nostre università dopo un periodo di permanenza all’estero”.

 

La collaborazione con le Università venete – evidenzia l’assessore – è uno dei tasselli di questo programma, che sta vedendo la realizzazione a Padova di un incubatore di start-up per offrire servizi digitali alle imprese e alle persone, l’avvio di ‘maratone informatiche’ sulle sfide cruciali del prossimo futuro (spreco alimentare, made in Veneto, invecchiamento, economia del riciclo e trasporti) e, infine, il recupero e la rigenerazione di alcuni luoghi storici della creatività e dei mestieri del nostro territorio, come la Fabrica Alta di Schio.

 

“Creatività e innovazione sono il binario di questo percorso– conclude – che sta producendo scambi e circolazione di ‘cervelli’ e ‘talenti professionali’,  in un’ottica di contaminazione e di crescita di respiro internazionale”.

“Il sistema moda, che in Veneto conta migliaia di aziende, dalla filatura alle confezioni, dalla concia delle pelli al distretto ‘lepre’ della calzatura sino a comprendere il settore produttivo più dinamico al mondo, quello dell’occhialeria moda, non ha confini di  prodotto, ma il suo valore aggiunto sono i confini fisici della produzione”.

 

L’evento

È quanto ha sottolineato l’assessore alla formazione e al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, presentando oggi all’hotel Ca’ Sagredo “Venice Fashion week”, la settimana di eventi, conferenze e incontri e sfilate che si svolgerà dal 17 ottobre al 26 ottobre a Venezia. Una settimana di eventi con ospiti internazionali organizzata per promuovere i creativi, le eccellenze artigianali veneziane e venete e la cultura della moda “made in Veneto”. Il filo conduttore dell’ottava edizione della Fashion Week veneta 2019 sarà la ‘sostenibilità’.

 

L’augurio

“Ci auguriamo che la prestigiosa vetrina di Venezia, unica per storia, tradizione e qualità nell’alto artigianato – ha sottolineato l’assessore, rendendo omaggio a Roberto Bevilacqua, titolare dell’omonima storica manifattura che da due secoli crea tessuti utilizzando telai disegnati e progettati da Leonardo da Vinci – attiri l’attenzione non solo degli investitori ma di quel mercato del lavoro che vuole qualità e soddisfazione e che deve sapere che in Veneto ci sono molte e diverse opportunità”.

 

Il settore della moda

“La moda è settore strategico del ‘made in Italy’ e della produzione manifatturiera veneta, che eccelle a livello internazionale con i distretti dell’occhialeria, della calzatura, della concia e dell’oreficeria”, ha ricordato la titolare delle politiche regionali per la formazione e il lavoro, in dialogo con Paola Mar, assessore al turismo del comune di Venezia, Gabriel Giannino, referente del Tavolo regionale della moda, e Frances Corner, responsabile del London College of Fashion, protagonista ad ottobre della Giornata della Moda sostenibile”

 

Gli investimenti

“La Regione Veneto, in stretta collaborazione con il Tavolo della moda, unica esperienza  di filiera a livello nazionale – ha ribadito Elena Donazzan –  ha investito oltre 2,4 milioni di euro dal 2017 ad oggi per supportare questo settore con interventi formativi, che valorizzino antichi mestieri e professionalità e promuovano nuove figure di supertecnici, sempre più necessari per reggere il passo dell’innovazione e dell’internazionalizzazione unica”.

 

Tra gli investimenti formativi espressamente dedicati al settore della moda, l’assessore ha elencato il bando finanziato con 600 mila euro  per riqualificare il ‘capitale umano’ nelle aziende dell’alto artigianato e realizzare un master “for Luxury Customer Advisor” in collaborazione con il Tavolo della moda e l’università di Ca’ Foscari, la convenzione con le aziende dell’occhialeria per un piano triennale di formazione mirata a misura di impresa (750 mila euro) e, infine, il cofinanziamento regionale per 1 milione e 60 mila euro di 11 percorsi Its-Academy che stanno qualificando nell’arco di un biennio  260 super-tecnici nei settori calzature, cuoio e conceria, occhiali, oreficeria, sport system e sviluppo delle collezioni moda.

In Veneto 40 studenti di terza media su 100 hanno scelto di iscriversi ad un istituto tecnico, in media circa il 10 per cento in più rispetto alla percentuale nazionale. In calo invece le iscrizioni ai licei che, nel territorio regionale, raccolgono circa il 10 per cento in meno di iscrizioni rispetto alla media nazionale.

 

“Trovo che i primi dati sulle iscrizioni online forniti dall’Ufficio scolastico regionale siano molto positivi e confortanti – commenta l’assessore regionale alla Scuola, Elena Donazzan – La Regione e l’intero sistema produttivo veneto investono molto, e da anni, nella qualità di un sistema formativo, perfettamente allineato e integrato con il parallelo sistema dell’istruzione, capace di fornire ottimi sbocchi occupazionali. Sono soddisfatta che scuole, famiglie e ragazzi abbiano saputo cogliere il messaggio che abbiamo veicolato con ogni forma di orientamento negli ultimi tempi, al fine anche di contenere il fenomeno della dispersione scolastica e di aiutare i ragazzi a costruirsi abilità e competenze richieste dal mondo del lavoro”.

 

“La fiducia che studenti e famiglie hanno riposto nella formazione professionale e nelle sue scuole – conclude Donazzan – sprona istituzioni ed enti economici a  qualificare ulteriormente questi percorsi e ad investire di più nella costruzione dei profili professionali di domani. Ma rappresenta anche un preciso segnale per il decisore politico: il 40 per cento delle famiglie e dei futuri allievi del ciclo secondario superiore ha cercato percorsi formativi che avvicinino al mondo del lavoro e che fanno dell’alternanza scuola-lavoro una prassi ordinaria di apprendimento e formazione. A buon intenditore….”

Sui recenti fatti accaduti nella scuola media di Morgano, dove un genitore ha interrotto una lezione irrompendo in classe per chiedere agli alunni la loro opinione su un voto dato al proprio figlio, interviene l’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan: “La cronaca troppo stesso ci restituisce episodi incresciosi a danno degli insegnanti. Violenze verbali e fisiche, ingerenze inaccettabili come quella accaduta nel comune trevigiano, minano il rapporto pedagogico alunno-insegnante, mettendo in dubbio l’autorevolezza di chi è chiamato al ruolo di educatore delle future generazioni. Tutto questo è inaccettabile”.

 

“Trovo corretto denunciare questi episodi all’autorità giudiziaria, come appunto ha fatto Daniela Bettini, preside dell’Istituto comprensivo di Quinto e Morgano, e come giustamente chiesto da Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio scolastico di Treviso -continua Donazzan – Le istituzioni scolastiche devono tutelare il loro personale, evitando intromissioni e ingerenze da parte di genitori violenti che, con la loro condotta, di certo non rappresentano un esempio da seguire per i propri figli”.

 

“Purtroppo, non è un fatto isolato, né l’unico problema in merito all’autorevolezza delle istituzioni educative. Avevo già denunciato questa degenerazione – ricorda Donazzan – che, meglio di me, il filosofo Ernesto Galli della Loggia aveva portato all’attenzione della pubblica opinione”.

 

“Non serve una legge – conclude l’assessore – servirebbe piuttosto ricostruire i “fondamentali” di riferimento: dal rivolgersi con il “Lei” ai docenti, all’alzarsi in piedi alla sua entrata, al corretto abbigliamento, magari con il ripristino del grembiule o di una divisa scolastica segno di decoro e di appartenenza, fino ad arrivare ad una lotta unanime contro l’uso di ogni droga tra i più giovani”.

Si avvicina il termine per le pre-iscrizioni alle scuole superiori. Per 45mila alunni e altrettante famiglie del Veneto è il momento della scelta: scegliete in base all’accompagnamento e all’orientamento fatto dai docenti che conoscono i ragazzi, alle aspirazioni e ai sogni dei giovani, ma privilegiate istituti che promuovano l’alternanza scuola-lavoro”.

 

È questo il messaggio che l’assessore regionale all’istruzione e formazione, Elena Donazzan, ha ribadito, visitando il liceo scientifico Marconi di Conegliano, ‘promosso’ dalla Fondazione Agnelli nel proprio report annuale come miglior liceo veneto dell’anno.

 

“Il Marconi di Conegliano – ha messo in evidenza Donazzan, affiancata dal preside del liceo Stefano Da Ros e dagli assessori comunali Gianbruno Panizzutti e Floriano Zambon – si qualifica come istituto di eccellenza anche per aver accolto e condiviso con la Regione Veneto linee guida e progettualità. Una collaborazione che quest’anno si è tradotta, in termini specifici, nell’aver accolto l’invito ad approfondire il tema del centenario della Grande Guerra e l’iniziativa legata ai presesi, facendoli diventare un unico progetto educativo.

 

“In futuro – ha prospettato l’assessore – l’autonomia regionale, quando sarà, rafforzerà questa condivisione, legata alla coerenza dei messaggi, alle priorità del territorio e, in particolare, alla connessione tra mondo dell’economia e mondo della formazione. Il successo e la qualità di una scuola sono determinati, appunto, dagli indici di risultato scolastico, dal tasso di dispersione e dalle percentuali di inserimento nel mondo del lavoro, al termine degli studi”.

 

In questi giorni, nei quali i ragazzi di terza media e le famiglie sono chiamati a scegliere l’indirizzo di scuola superiore, invito a prestare ascolto agli orientamenti espressi degli insegnanti delle medie e  a non trascurare aspirazioni e sogni personali – ha invitato Elena Donazzan – coniugandoli però con dati di realtà. Mi spiego meglio: se sogni di fare il cuoco, non puoi non mettere in conto che ti sarà chiesto di lavorare il sabato e la domenica!”.

 

“Per questo invito studenti e famiglie a preferire scuole e istituti che propongano esperienze strutturate di alternanza scuola-lavoro – ha concluso – La Regione e l’Ufficio scolastico regionale del Miur monitorano il successo e la qualità delle nostre scuole: gli istituti che hanno saputo realizzare percorsi efficaci di alternanza hanno dimostrato di concorrere al miglioramento dei risultati scolastici, compresi quelli legati al comportamento”.

“La sicurezza nel divertimento è una necessità: è impensabile caricare di ulteriore lavoro le Forze dell’ordine, a cui va il nostro plauso e la mia più incondizionata fiducia. Il diritto a divertirsi nella ‘movida’ in città o nelle occasioni private non può essere scaricato a Polizia e Carabinieri, che non possono fare da balie a chi non sa divertirsi rispettando le regole”.

 

Così l’assessore regionale alla Formazione, Istruzione e Lavoro del Veneto, Elena Donazzan, ha espresso il proprio plauso all’iniziativa di un’azienda di servizi di sicurezza e investigazione del Bassanese di offrire gratuitamente agli enti pubblici del Vicentino il proprio apporto durante gli eventi del periodo natalizio.

 

“La Regione Veneto – ricorda l’assessore – è stata la prima amministrazione regionale a definire un protocollo formativo dedicato alla figura di ‘addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi’: l’attestato rilasciato dopo un percorso formativo di 90 ore, valido in tutto il territorio italiano, è uno dei requisiti indispensabili per l’iscrizione nell’apposito elenco istituito presso ciascuna Prefettura. Dal 2015 ad oggi la Regione ha approvato 50 corsi di formazione, dei quali 36 già avviati, per un totale di quasi 400 allievi e 3240 ore di formazione già svolte”.

 

Recenti fatti di cronaca – continua Donazzan – hanno posto l’accento sulle problematiche legate alla movida e all’organizzazione di eventi da parte dei privati: faccio riferimento non solo al tragico caso della discoteca di Corinaldo, ma anche, ad esempio, all’intervento di qualche giorno fa a Vicenza degli agenti della Polizia di Stato che nel tentativo di sedare una rissa hanno rischiato il linciaggio” .

 

“Le competenze degli ‘addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi’, professionisti specializzati nella  sicurezza e della gestione di eventi di massa – conclude Donazzan – servono proprio a garantire una buona collaborazione tra vigilanza privata e forze dell’ordine e a far vivere in sicurezza anche il divertimento”.

L’Assessore Regionale alla scuola e alla formazione Elena Donazzan ha rinnovato l’intesa con AICA (Associazione Italiana per l’informatica ed il Calcolo Automatico), per favorire l’apprendimento informatico e il conseguimento della certificazione europea nei percorsi scolastici e formativi del Veneto.

 

Da quasi un decennio la Regione Veneto favorisce  le certificazioni informatiche nella scuola e nei percorsi di formazione professionale – spiega l’assessore Donazzan – per agevolare l’alfabetizzazione informatica e la dimestichezza con  tecnologie, linguaggi e professioni digitali e attrezzare ragazzi e adulti ad affrontare con maggiori strumenti il mondo del lavoro. Il rinnovo dell’intesa con AICA, l’associazione culturale senza fini di lucro che in Italia è garante del programma europeo per il rilascio delle certificazioni ECDL, consente di offrire a scuole, centri di formazione, centri per l’impiego, e quindi a studenti e lavoratori in cerca di occupazione, la possibilità di accedere a prezzi agevolati al cosiddetto «patentino informatico»“.

 

L’intesa prevede inoltre che le scuole inseriscano le certificazioni ECDL nei loro piani di studio e le riconoscano come crediti formativi.

 

Analoga possibilità viene riconosciuta agli enti di formazione professionale che potranno non solo promuovere corsi informatici e relative certificazioni per i propri allievi, ma anche per i dipendenti pubblici del territorio.

 

Infine, anche i centri per l’impiego, in accordo con gli enti di formazione, proporranno a disoccupati e giovani in cerca di prima occupazione canali agevolati per conseguire le certificazioni informatiche e rafforzare così le proprie competenze professionali da spendere nella ricerca di un lavoro.

 

Nella società dell’informatica le competenze digitali sono ormai un pre-requisito di conoscenza e di cittadinanza – sottolinea l’assessore – ed è compito di una scuola moderna, al passo con i tempi, mettere tutti i suoi allievi nelle condizioni di apprendere le nozioni base per  utilizzare con sufficiente autonomia programmi e linguaggi informatici, acquisendo competenze che saranno poi fondamentali per il futuro professionale. Con questa intesa la Regione si fa garante della qualità dei percorsi formativi e della trasparenza delle relative certificazioni”.

 

In base all’intesa tra Regione e AICA, che prevede prezzi scontati rispetto al listino ufficiale, il costo delle certificazioni ECDL nelle scuole venete,  oscilla tra i 40 e gli 80 euro, a seconda della tipologia. Per le certificazioni professionali, per amministratori e operatori informatici, la spesa richiesta non supera i 130 euro (Iva esclusa).

 

 

 

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan ha incontrato ieri i rappresentanti di Fervicredo, l’associazione nata nel 1999 a Venezia a favore dei feriti e delle vittime della criminalità e del dovere.

 

“Ho avuto il piacere – dichiara l’assessore – di incontrare i rappresentanti dell’Onlus, guidata dal presidente Mirko Schio,  impegnata da anni nella solidarietà con le vittime del dovere, ovvero gli appartenenti alle forze dell’ordine ed alle forze armate caduti o che abbiano contratto infermità invalidanti nell’adempimento del loro dovere”.

 

L’incontro, che ha visto la partecipazione del direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, ha toccato alcuni aspetti critici della normativa sul collocamento mirato in favore delle vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata e dei loro familiari.

 

“La normativa in materia –  ha osservato Donazzan – prevede, giustamente, particolari tutele riservate alle vittime e ai loro familiari: tutele che troppo spesso entrano in contrasto con altre previsioni normative che ne rendono complessa la fruizione. Ho assicurato il massimo impegno, mio personale e della Regione del Veneto, a tutela di questi nostri eroi che non si sono sottratti al proprio dovere sul campo pur di tutelare la nostra incolumità. Presenteremo presto, in collaborazione con l’ente strumentale Veneto Lavoro, la richiesta di un correttivo al governo nazionale”.

 

 

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