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Alcuni prodotti della dieta mediterranea sono stati, ultimamente, accusati da parte dell’ONU, come non salutari.
Con questo articolo oggi intendiamo far chiarezza su cosa si intende per “dieta mediterranea” e perché è giusto difenderla a spada tratta (tralasciando, per un istante, le accuse da parte dell’ONU).

 

La dieta mediterranea è stata considerata dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità ed è il modello alimentare sul quale molti paesi, che si affacciano, per l’appunto, sul mar Mediterraneo, basano la loro alimentazione da anni.
A partire dagli anni ’50 l’alimentazione delle popolazioni che si affacciavano sul Mar Mediterraneo è stata protagonista di studi che l’hanno vista distinguersi notevolmente dalle altre. Dallo studio infatti, effettuato su 12.763 persone provenienti da 7 paesi differenti del mondo, è emerso che i tassi di malattie cardiovascolari erano maggiori nelle persone provenienti dal Nord America e dall’Europa settentrionale. I tassi più bassi erano, invece, rappresentati da persone provenienti dall’Europa meridionale. Questi risultati sono stati fortemente associati alla dieta mediterranea.

 

Le principali caratteristiche della dieta mediterranea sono l’elevato consumo di cibi vegetali (verdure, frutta, cereali), un consumo moderato di pesce e vino rosso e un basso consumo di latticini, uova e carne.
In più, in una dieta mediterranea, si predilige l’olio di oliva come fonte di grassi e si consiglia di limitare l’uso di carne rossa e lavorata (salumi, ad esempio) e dello zucchero raffinato. Il largo consumo di cibi vegetali rende la dieta mediterranea molto simile a quella vegetariana.

 

La combinazione equilibrata delle sostanze nutritive presenti in questi alimenti, svolge, nel nostro organismo, attività antiossidanti, antinfiammatori e di prevenzione contro alcune malattie (ictus, malattie cardiovascolari, obesità, disturbi neurodegenerativi, cancro, ipertensione, diabete e reazioni allergiche).

 

Ma qual è la frequenza di consumo degli alimenti, nell’atto pratico, che prevede la dieta mediterranea?
Verdura: 3 o più porzioni al giorno
Frutta: 2 porzioni al giorno
Olio extravergine d’oliva: 3 cucchiai al giorno (generalmente)
Cereali (si includono anche pasta e pane): 3 porzioni al giorno
Latte e derivati: 2 porzioni al giorno
Legumi: almeno 3 volte a settimana
Frutta secca: almeno 3 volte alla settimana
Uova: 1 volta a settimana
Pollame: 2 volte a settimana
Pesce: 2 volte a settimana
Carne rossa: 1 volta a settimana
Vino: 1 bicchiere al giorno per le donne e 2 bicchieri al giorno per gli uomini

 

Ciò che rende speciale la dieta mediterranea è, sicuramente, la quantità di componenti bioattivi che da essa derivano: gli antiossidanti dalla verdura, frutta, olio extra vergine d’oliva, frutta secca, legumi e dal vino; la fibra dalla verdura, frutta, cereali integrali e legumi; i fitosteroli dai cereali, dalla frutta secca e dai legumi; gli acidi grassi monoinsaturi dall’olio extra vergine d’oliva; gli acidi grassi omega-3 dal pesce e dalla frutta secca; i probiotici dai derivati del latte.

 

Dopo vari e numerosi studi effettuati sulla dieta mediterranea, essa è stata adottata anche da molti paesi che non si affacciano sul Mar Mediterraneo (l’Australia, il Giappone, il Cile, l’Iran e il Nord Europa). Vivendo in Italia abbiamo avuto la fortuna di sapere, fin dall’infanzia, in cosa consistesse la dieta mediterranea e, uscendo dalle grandi città, possiamo meravigliarci per i prodotti che la natura di offre.
Seguiamo la dieta mediterranea con razionalità e coscienza e abbiniamola sempre a uno stile di vita sano così da poter prevenire alcune malattie. Abbiamo a disposizione un patrimonio UNESCO sotto le nostre mani, i nostri occhi e il nostro naso: difendiamolo ma, ancor di più, sfruttiamolo!

Sembra una follia, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ONU stanno per dichiarare guerra ai prodotti pilastri della dieta mediterranea.

 

Tutto parte dalla dichiarazione di guerra al diabete, cancro e malattie cardiovascolari, le cui morti dovranno essere ridotte del 30% entro il 2030.

 

Sotto accusa i prodotti alimentari nei quali dovranno essere ridotti i grassi saturi, sale, zuccheri e alcol, e quindi finiranno per essere demonizzati la pizza, l’olio, il vino, il parmigiano e il prosciutto, tutte eccellenze della dieta mediterranea.

 

La proposta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità verrà discussa nella riunione del 27 settembre prossimo, durante la quale potrebbero essere messe tasse molto forti sugli alimenti contenenti grassi, sale e zuccheri.

 

Il parmigiano potrebbe essere così dichiarato pericoloso come il fumo. La prima dura replica è partita dal Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti.

 

Fonte: Qui Finanza

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