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Nello Spazio Regione Veneto, presso l’Hotel Excelsior, mercoledì 5 settembre, alle ore 16, il Cinit organizza la presentazione del libro Catalogo del cinema giuliano dalmata, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

 

Vi saranno gli interventi di Alessandro Cuk (Curatore del libro), di Donatella Schürzel (Vice presidente Associazione Venezia Giulia e Dalmazia), di Davide Rossi (Università di Trieste), di Alessandro Quadretti (Regista cinematografico) e di Roberto Ciambetti (Presidente del Consiglio Regionale del Veneto).
Questa pubblicazione parla del collegamento tra il cinema e la cosiddetta questione giuliano dalmata, un rapporto per molto tempo difficile e complicato. Difficile perché parlare di queste vicende e di questi territori è stato, almeno per 50 anni e oltre, una sorta di tabù, specialmente nell’affrontare temi come quelle delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.
Complicato perché le vicende da raccontare sono terribilmente articolate e complesse, e per decenni sono state considerate con marginalità, come una pagina di storia locale.

 

Giustamente la ricercatrice americana Noa Steimatsky, nel documentario “Profughi a Cinecittà” si chiede: “Perché il neorealismo è rimasto così lontano da questi luoghi, una rimozione collettiva? Perché il grande cinema italiano del dopoguerra non è riuscito a immaginarsi le cineprese tra le folle dei profughi?”.
Forse è mancato il coraggio, anche se in fondo le immagini documentaristiche, realizzate da unità delle esercito americano e raccolte in “Combat Film – Trieste terra di nessuno” testimoniano alcuni fatti che vanno dal 1945 al 1947.

 

E poi due film come La città dolente (1949) di Mario Bonnard e Cuori senza frontiere (1950) di Luigi Zampa, ci danno il riferimento storico quasi immediato di alcuni eventi appena avvenuti o ancora in divenire. Un primo passo che dava un segnale positivo o almeno promettente.
Sono i successivi 50 anni che ci danno il vuoto assoluto e poi l’associazionismo del mondo giuliano dalmata è stato fondamentale per portare avanti la sua storia, per aiutare a “sdoganare” le sue vicende, per superare quello che era indicibile e renderlo raccontabile.
Su questo punto l’istituzione della Legge sul Giorno del Ricordo, votata a stragrande maggioranza dal Parlamento italiano nel 2004, è stata indispensabile.

 

E l’associazionismo ha capito che per raccontare meglio la sua storia il supporto audiovisivo è importantissimo. E allora, soprattutto in questi ultimi 10-15 anni, ha stimolato lo sviluppo di molti progetti, specialmente a livello documentaristico ma non solo, per raccontare finalmente quello che è successo. E in tante sfaccettature, in numerose testimonianze, le
foibe, l’esodo, i campi profughi, sono state raccontate per immagini e anche recentemente con il film “L’ultima spiaggia” di Alessandro Quadretti si è finalmente puntato l’obiettivo sulla strage di Vergarolla, un’altra vicenda tragica e misconosciuta.

 

Raccogliere in un catalogo una trentina di queste documentazioni filmiche è importante perché dà una testimonianza più ampia di quello che è successo attraverso un repertorio che è utile e prezioso, specialmente per chi ha l’interesse o la curiosità di scoprire o di riscoprire una pagina di storia italiana strappata e dimenticata.

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