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I Verdi del Veneto tirano un momentaneo sospiro di sollievo nell’apprendere che in Consiglio Regionale non si è voluto discutere la legge che avrebbe consentito la caccia al lupo e ringraziano i Consiglieri del PD che si sono dati da fare per cercare di fare lobby positiva sulla Regione.

 

Nonostante questo improvviso dietrofront su una norma che da sempre abbiamo considerato irragionevole e senza alcun presupposto ambientale e scientifico, ancora, qualche rappresentante che sostiene la maggioranza di governo, sostiene che “il lupo si nutre di carne viva e si sta sempre più avvicinando più alla pianura abitata, con evidente pericolo per gli esseri umani, già aggrediti in varie regione di Italia”, seminando il terrore mediatico tra la popolazione a suon di Fake News.

 

Facciamo presente che non ci risultano nessun tipo di aggressioni o altre forme di attacco da parte di questi mammiferi predatori verso l’uomo in tutta Italia, presente soprattutto negli Appennini da decenni. Lupi che svolgono altresì una funzione fondamentale essendo al vertice della catena alimentare ed essendo un fattore di selezione verso la fauna selvatica, come ad esempio i cinghiali che stanno proliferando. Si consiglia, al proposito  tutti consiglieri regionali di guardare un bel video dell’accademico e saggista George Monbiot su TED dove si parla della rinascita ecologica del Parco di Yellowstone negli USA grazie proprio alla presenza del lupo ed alla sua funzione di controllo su altre specie e i suoi effetti indiretti persino su un migliore sviluppo della vegetazione (cfr. https://www.ted.com/speakers/george_monbiot).

 

Per cui chiediamo a chi ha intenzione di continuare a raccontare le favole di Cappuccetto Rosso di basarsi sulla realtà e evitare di spingere per far tornare al Medioevo la nostra Regione.

 

Ci risulta inoltre che da un indagine condotta recentemente all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, montagna rustica e magari più isolata del resto delle Dolomiti ma dove ai margini ci sono anche alcuni Comuni importanti e note località turistiche nessuno si è sognato di dire che il lupo costituisce un problema. Su 32.000 ettari non si riscontrano emergenze ne richieste di risarcimento. Per cui evitiamo di creare psicosi ad arte per stimolare gli interessi più bassi e retrogradi della politica, tanto per fare audience e raccogliere un po di voti. Ricordiamo che esiste una Direttiva Habitat che protegge il lupo. Che evidentemente si vuole scavalcare ricorrendo al “problema di sicurezza pubblica”, inesistente.

 

Che si debbano trovare delle soluzioni compatibili con la presenza del lupo è invece necessario, adottando una pianificazione credibile, trasparente e soprattutto scientifica e quelle misure (recinzioni elettriche, cani pastore per i greggi) che già da tempo si usano nel Centro Italia e vanno applicate con continuità e soprattutto con incentivi veri anche qui in Veneto.

 

Infine serve una campagna di educazione ambientale, che coinvolga le comunità locali  a partire da bambini e ragazzi, con un informazione seria condotta da agronomi-forestali, naturalisti, biologi, e da chi il lupo lo conosce veramente per gli aspetti etologici (ricordiamo che il lupo è una specie elusiva che si nasconde all’uomo) e che non ci faccia tornare al Medioevo.
Il Presidente Zaia cosa dice?

“Sul lupo la maggioranza leghista va a traino di Berlato e continua a vendere aria fritta e a far perdere tempo al Consiglio. Anche ieri è stata approvata l’ennesima mozione inutile, con il nostro voto contrario, anziché affrontare la questione con un approccio scientifico. Ma residenti e allevatori ormai non credono più a questa propaganda e a chi cerca di procurarsi consenso con l’allarmismo”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico commentando l’approvazione ieri della mozione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia sul piano di gestione e contenimento del lupo. “Abbiamo ascoltato interventi incredibili, si è arrivati a parlare di aggressioni ai bambini che vanno a scuola. È puro terrorismo psicologico, ancor più bieco e meschino se fatto da rappresentanti istituzionali”.

 

 

“È curioso come gli ‘amici delle doppiette’ adesso si preoccupino per le predazioni dei cervi in Cansiglio, quando solo pochi anni fa avevano lanciato l’allarme sulla loro eccessiva diffusione, sparando cifre a caso, chi tremila chi addirittura seimila esemplari. Naturalmente era un falso problema, utilizzato per fare pressioni sull’apertura della caccia al cervo in un’area protetta. Ora in Cansiglio è arrivato il lupo, che notoriamente non è vegetariano e quindi si comporta da lupo. Nutrendosi di animali selvatici contribuisce quindi a ristabilire l’equilibrio ecologico della foresta. È bizzarro che chi ieri si lamentava dei troppi cervi, oggi protesti per il lupo che li mangia. Una delle soluzioni al problema, a costo zero, è semplice: vietiamo la caccia alle specie di animali selvatici oggetto di predazione”, afferma Zanoni.

 

 

“Tra l’altro – continua il consigliere democratico trevigiano – il lupo effettua sulle popolazioni di ungulati come cervi, camosci, mufloni e caprioli una selezione naturale, attaccando i soggetti più deboli, vecchi e malati, con un conseguente miglioramento genetico delle popolazioni. È l’esatto opposto di quanto avviene con la caccia, che danneggia le specie. Infatti l’uomo uccide i soggetti più belli. Pensiamo per esempio ai concorsi dove i vincitori sono coloro che esibiscono gli animali con palco (ovvero le corna) più grande, o maggiormente sviluppato”. 

 

 

“Anziché auspicare di metter mano ai fucili, dimenticando che il lupo è una specie protetta da norme sia statali che comunitarie, la Regione si attivi per dare risposte concrete ed efficaci agli allevatori. Fornisca recinzioni elettrificate e cani pastore, cosa che ha fatto in pochi casi e con gravissimo ritardo. Sono metodi che hanno dato i frutti attesi anche dove i lupi non sono qualche decina, ma diverse centinaia come nel Parco d’Abruzzo”.

“La Regione non illuda gli allevatori prendendo scorciatoie sbagliate e illegali: il problema delle predazioni non si risolve sparando a lupi e orsi. È una follia che rischia anche di essere pagata a caro prezzo, basta vedere quanto accaduto all’ex presidente della Provincia di Bolzano”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni torna ad attaccare il Pdl 368 sulle ‘Misure di contenimento dei grandi carnivori’ al centro della seduta odierna della Terza commissione con l’audizione delle associazioni di categoria e di tutela della natura e degli animali. E prima dei lavori lo stesso Zanoni ha incontrato i rappresentanti di Wwf, Lipu, Mountain Wilderness, Comitato Parchi Italiani, Legambiente, Lega abolizione caccia ed Enpa.

 

“La folta presenza oggi in Consiglio conferma quanto sia forte la contrarietà a un progetto di legge barbaro. Anziché impugnare il fucile, la Regione dia risposte concrete al mondo degli allevatori. Capisco che sia più facile accendere gli animi e strumentalizzare le preoccupazioni delle persone. Dalle audizioni è emerso come sia importante mettere in pratica tutte le misure preventive utili alla convivenza tra allevamenti, branchi di lupi e orsi, come recinzioni elettriche, cani pastori, vigilanza senza ricorrere all’uccisione di questi animali. Oltretutto nel corso della seduta è stato evidenziato come il Pdl sia carente in vari punti, poiché non riporta la consistenza della popolazione del lupo e contiene dati errati in merito alle predazioni in Lessinia. Alla fine è solo propaganda che verrà cestinata, perché i contenuti della norma sono incostituzionali: non si può ammazzare specie che sono superprotette da norme comunitarie e statali. Il provvedimento, se approvato in aula, subirà la stessa sorte di quelli sul nomadismo venatorio, sulle sanzioni a chi disturba i cacciatori o della caccia al cormorano, tutti bocciati dalla Corte Costituzionale”.

 

“Se Zaia e la sua maggioranza tireranno dritto – avverte Zanoni – il rischio è che il Veneto debba pagare anche una multa salata. Ricordo che lo scorso giugno l’ex presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder stato condannato dalla Corte dei Conti a pagare mezzo milione di euro per danno erariale per aver fatto cacciare delle specie protette. Un plauso a Lac e Lav che hanno denunciato il tutto, mi auguro che si prosegua su questa strada anche nelle regioni dell’estremismo venatorio come il Veneto e che 12 apostoli della doppietta, guidati da Finco, ne tengano conto”.

“Se Zaia è davvero contrario all’ipotesi di sparare ai lupi e agli orsi può facilmente dimostrarlo: faccia ritirare il Pdl 368 presentato dal capogruppo leghista Finco e sottoscritto da altri 11 consiglieri leghisti, che prevede la possibilità di abbattere i grandi carnivori”. È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico alla vigilia della discussione del provvedimento che domani pomeriggio sarà illustrato in Terza commissione.

 

“È assurdo pensare a una contrapposizione tra il governatore e la sua maggioranza quando nei fatti non si muove foglia che Zaia non voglia. Le indiscrezioni riportate dalla stampa sono insufficienti e tutte da verificare: non c’è una presa di posizione ufficiale da parte della Giunta regionale. Giunta che si è mossa con ritardo di cinque anni sul fronte della prevenzione, sfruttando male le opportunità e le risorse messe a disposizione dal Progetto Ue Wolfalps per l’acquisto, tra l’altro, di recinzioni elettrificate e cani pastore. Per rimediare ai propri errori, quindi, si propone di sparare ai lupi, un animale straordinario che rischiava l’estinzione. Una scelta – aggiunge Zanoni – crudele per gli animali, dannosa per l’ambiente e illegale. Bisogna invece lavorare per un ambiente dove ci sia spazio per tutti, si potrebbero usare i suddetti metodi di prevenzione con dei sistemi ecologici utili a diminuire le predazioni agli allevamenti come, ad esempio, vietare nelle zone del lupo la caccia alle sue prede naturali. La Regione però lavora al contrario autorizzando proprio in Lessinia, con un provvedimento dei giorni scorsi, addirittura la caccia in deroga al cinghiale!”

 

“Tornando ai lupi, il ministro Costa ha già detto che è pronto a impugnare un analogo provvedimento delle Province di Trento e Bolzano, ma ovviamente il suo voto non basta, occorre che sia favorevole la maggioranza del Consiglio dei ministri e ciò non è detto. Per non correre rischi, è dunque fondamentale il ruolo della Regione: Zaia, se è realmente contrario all’abbattimento dei lupi, dica a Finco di ritirare il Pdl all’ordine del giorno della commissione Caccia e Agricoltura di domani, mercoledì 18 luglio o, qualora dovesse essere approvato dalla maggioranza in Consiglio, non lo promulghi. Altrimenti, al di là degli slogan, sarà complice di questa indecenza. I precedenti purtroppo non mancano, dato che ha promulgato con la sua firma leggi come quelle sul nomadismo venatorio, caccia da natante e ai cormorani, o ancora per le sanzioni da 3600 euro per chi disturba le doppiette. Tutte poi dichiarate incostituzionali”.

“Al di là dei retroscena usciti sulla stampa, sui lupi, Zaia e la sua maggioranza consiliare vanno d’amore e d’accordo. Infatti mercoledì prossimo all’ordine del giorno della Terza commissione ci sarà il Pdl 368 di Finco che prevede anche l’abbattimento dei ‘grandi carnivori’ come lupi e orsi, nonostante sia vietato dalla legge nazionale”. È quanto dichiara Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Caccia che il prossimo 18 luglio esaminerà la proposta leghista.

 

“Zaia una volta tanto esca dall’ambiguità, da questo gioco del ‘presidente buono’ e del ‘Consiglio cattivo’ su cui lui non ha alcun potere di intervento, come già accaduto con l’eliminazione del limite del doppio mandato. Non siamo in un film poliziesco, con il classico doppio ruolo per far divertire il pubblico. Di ogni provvedimento Zaia detta la scaletta, senza tener in considerazione alcun parere, come ha fatto con la legge sui Parchi, avocando a sé ogni potere. Quindi invece di limitarsi a semplici dichiarazioni in cui dà ragione al ministro Costa, ma non c’è un comunicato ufficiale della Regione, faccia ritirare una proposta palesemente incostituzionale”.

Nel corso del 2017, nel Veneto si sono registrati 163 eventi predatori da parte dei lupi, di cui sono stati vittime 357 capi (115 bovini, 219 ovi-caprini, 21 asini e 2 di altre specie). Per quanto riguarda l’anno 2018, alla data del 30 giugno sono già 43 gli eventi predatori denunciati dagli allevatori veneti: 17 in provincia di Belluno, 4 in quella di Treviso, 9 in quella di Vicenza e 13 in provincia di Verona. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan a Palazzo Balbi a Venezia, in occasione della firma di un protocollo d’intesa per fronteggiare i danni arrecati dalla presenza del lupo sulle montagne venete. Il documento è stato sottoscritto da Regione, Coldiretti, Associazione degli allevatori Arav, Lattebusche, Latterie Vicentine, Latteria Soligo e dai tre consorzi di tutela dei formaggi Asiago, Monte Veronese e Montasio.

 

L’assessore Pan, sottolineando che il problema sta diventando sempre più rilevante e sta creando un forte disagio fra gli allevatori, ha ricordato le azioni che la Regione del Veneto, dal 2017 fino ad oggi, ha posto in essere, a partire dal “Tavolo regionale di partecipazione ed informazione per la gestione del lupo e dei grandi carnivori”. Nel corso del 2018, sono stati effettuati 13 incontri sul territorio con i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni di categoria, allevatori e malghesi per diffondere le informazioni riguardanti la presenza del lupo sul territorio regionale e per informarli sulle modalità di richiesta degli strumenti di prevenzione.

 

Sono state sviluppate delle azioni di sensibilizzazione nei confronti delle comunità locali, supportando le aziende danneggiate e riconoscendo alle stesse un indennizzo pari al 100% del danno subito ed attuando una linea veloce di erogazione dei rispettivi contributi. Nell’ambito del progetto Wolfalps, ormai concluso, sono stati consegnati 10 cani pastori maremmano abruzzesi, in grado di affrontare predatori come il lupo.

 

Sempre nell’ambito del progetto Wolfalps, sono stati acquistati 180 recinti elettrificati che si sono aggiunti ai 20 già acquistati nel corso del 2016 e sono in fase di affidamento quattro incarichi per supportare gli allevatori nell’installazione dei recinti e verificarne il loro corretto funzionamento. A febbraio è stato approvato un bando regionale per l’acquisto di recinzioni per la protezione degli allevamenti con una dotazione di 200.000 euro. Con un successivo provvedimento di aprile, è stata richiesta la modifica del Programma di Sviluppo Rurale per introdurre una misura finalizzata alla prevenzione dei danni da fauna selvatica (tra cui i grandi carnivori) con una dotazione di 1.000.000 di euro per attività da effettuarsi nel 2019 e 2020.

 

Per quanto riguarda gli indennizzi da predazione, il bilancio regionale reca le disponibilità necessarie mentre, allo scopo di attuare la guardianìa notturna degli animali domestici al pascolo, la Regione ha previsto la possibilità di occupare soggetti svantaggiati mettendo a disposizione complessivamente a 4.000.000 di euro. Infine, è stato aperto uno sportello presso la Reggenza dei Sette Comuni, che è il comprensorio di malghe più importante d’Europa, al fine di assistere gli allevatori nell’affrontare le problematiche che emergono a seguito dell’arrivo del lupo. Analoga iniziativa sarà realizzata a breve anche nelle altre zone di predazione. Il monitoraggio sulla distribuzione del lupo ha finora rilevato branchi in Lessinia, sull’Altopiano di Asiago, sul Massiccio del Grappa, in Valbelluna e in Col di Lana e Val di Fassa.

 

Pan ha fatto presente che il Veneto si è mosso anche nei confronti della Commissione Europea perché il lupo non sia più considerato animale protetto, vista la sua grande espansione in Europa. Inoltre, il protocollo dà mandato alla Regione a proseguire l’azione intrapresa a livello nazionale per poter intervenire con forme di controllo numerico della specie, in presenza di aree fortemente antropizzate e ad alta densità di pascoli e allevamenti, “qualora non siano state garantire adeguate misure alternative”, sollecitando inoltre il nuovo governo ad approvare e rendere operativo il piano di gestione del lupo, che preveda anche la possibilità di contenere la ‘popolazione alpina’ del grande carnivoro.

 

“Con il piano di controllo serrato si può passare alla fase successiva: quella dell’abbattimento. Firmiamo questo protocollo concordato con la Regione Veneto perché rappresenta finalmente una prima risposta agli allevatori ma soprattutto un intervento per la società tutta”, ha detto Martino Cerantola presidente di Coldiretti. “Nelle malghe del Veneto – ha aggiunto – ci sono produzioni di eccellenza che devono essere salvaguardate”.

 

Il presidente di Arav Floriano De Franceschi ha fatto rilevare l’urgenza di arrivare quanto prima all’approvazione del piano nazionale a difesa sia degli allevatori, sia del territorio, che rischia di essere ulteriormente abbandonato senza la presenza degli allevamenti, mentre i rappresentanti del settore lattiero-caseario hanno sottolineato lo stato emotivo e di preoccupazione con cui gli operatori vivono la presenza del lupo, che costituisce una minaccia crescente.

“Sparare al lupo è una scelta crudele, dannosa e soprattutto illegale. Se davvero il capogruppo della Lega Finco ha intenzione di portare in aula un provvedimento sulla caccia ai ‘grandi carnivori’, sappia che troverà un’opposizione durissima. Sono pronto a presentare migliaia di emendamenti, oltre a chiamare alla mobilitazione tutte le associazioni di tutela degli animali e dell’ambiente. È estremamente grave che, mentre il suo assessore Pan firma un protocollo con Coldiretti per le misure di prevenzione, il capogruppo del principale partito di maggioranza proponga soluzioni vietate dalla legge”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, si scaglia contro la proposta di abbattere i lupi, prevista dal Pdl 368 ‘Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori’, di cui Finco è il primo firmatario.

 

“Insieme a lui ci sono altri 11 sottoscrittori, i 12 apostoli della caccia al lupo”, ironizza l’esponente dem. Oltre a Finco, infatti, ci sono Fabiano Barbisan, Roberto Ciambetti, Luca Coletto, Maurizio Colman, Maurizio Gerolimetto, Franco Gidoni, Gabriele Michieletto, Silvia Rizzotto, Luciano Sandonà, Alberto Semenzato e Stefano Valdegamberi. “La firma del presidente del Consiglio Ciambetti, dei capigruppo di Lega e Lista Zaia Finco e Rizzotto e dell’assessore Coletto è significativa: vuol dire che questa è la volontà del governatore Luca Zaia che si rimangia quanto dichiarato appena un anno fa: ‘Ai lupi non si spara, non è una specie cacciabile. Il divieto in Italia è vigente fin dagli anni ’70’. Sarebbe l’ennesima giravolta”.

 

“È evidente – continua la nota del vicepresidente della commissione Ambiente – che la coerenza non è il piatto forte della Lega. È lo stesso Finco, novello Doctor Jekyll e Mister Hyde, a proporre con il Pdl 160 la tutela degli animali da affezione e norme contro il maltrattamento nella cui premessa si ricordano le parole di Gandhi, ‘la civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta gli animali’. Nel loro pensiero deve esserci qualche cortocircuito!”.

 

“Tutto questo avviene mentre l’assessore leghista Pan sottoscrive con Coldiretti protocolli per misure preventive, provvedimenti che arrivano comunque in ritardo: gli allevatori sono stati ignorati a lungo dalla Lega, che adesso fa allarmismo e strumentalizza la loro emotività. Il progetto Ue Wolfalps metteva a disposizione i fondi per misure preventive come recinzioni elettrificate e cani pastore oltre ai risarcimenti, ma la Giunta si è mossa con un ritardo di ‘appena’ cinque anni. E ora Finco pensa di risolvere tutto sparando, come vogliono fare le Province di Trento e Bolzano. Per fortuna c’è il ministro dell’Ambiente dell’attuale Governo gialloverde, il generale dei carabinieri forestali Sergio Costa, che non è né della Lega né del M5S, consapevole del valore delle leggi e della tutela ambientale. La caccia al lupo così come sbandierata è vietata dalle norme europee e dalla legge nazionale, la 157, che prevede anche l’arresto da 2 a 8 mesi in caso di uccisione di un esemplare. E il ministro ha già annunciato di voler impugnare per incostituzionalità i provvedimenti qualora non vengano ritirati. Cosa che mi è stata confermata questa mattina dai funzionari durante un incontro che ho avuto presso il suo ministero a Roma. Sarebbe l’ennesima figuraccia”.

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