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Quest’anno, a Pasqua, hai la possibilità di fare un bellissimo gesto solidale e regalare serenità ai bambini che soffrono di estrofia vescicale, un’anomalia congenita estremamente rara della parte inferiore dell’addome che coinvolge l’apparato uro-genitale.

L’Associazione Italiana Estrofia Vescicale Epispadia Odv ha lanciato la campagna di Pasqua a sostegno del progetto “Emozioni e arte: tra gioco e crescita” che consente di regalare a ciascun bambino un’ora gratuita di arteterapia, a fronte dell’acquisto di due morbide focacce pasquali da 750g l’una.

 

L’arteterapia è un percorso terapeutico che, attraverso l’espressione artistica dei pensieri, vissuti ed emozioni, aiuta il bambino ad accettare la sua condizione fisica.

Dopo il successo riscontrato a Natale per la campagna di raccolta fondi volta all’acquisto di tre barrette di cioccolato di Modica di Dolcezze Modicane, a fronte di una donazione minima di 10 l’una, a Pasqua arrivano le morbide focacce glassate con zuccheri e mandorle sfornate dalle Dolcerie Veneziane.

 

L’associazione chiede un contributo minino di 10 € a focaccia, a cui saranno da aggiungere le spese di spedizione, che variano in base al peso (indicativamente sui 6,70 €). Per prenotarle è sufficiente inviare un’email a [email protected] oppure chiamare/mandare un WhatsApp al 348.0933164, riportando numero di focacce ordinate e l’indirizzo a cui spedirle.

Si raccolgono ordini fino al 31 marzo. Il pagamento si può effettuare tranquillamente tramite bonifico bancario o bollettino postale (al momento dell’ordinazione verranno inviate tutte le informazioni).

 

Cos’è l’estrofia vescicale-epispadia  

L’estrofia vescicale-epispadia è stata riconosciuta dal 2017 come malattia rara (grazie al costante impegno dell’Associazione Italiana Estrofia Vescicale Epispadia Odv). La patologia colpisce 1 persona su 30.000 nati vivi, e in Italia ci sono circa 15 nuovi casi all’anno. Più frequente negli uomini che nelle donne, si tratta sostanzialmente dell’assenza della parete anteriore dell’addome e di uno sviluppo incompleto della vescica e dell’uretra che può coinvolgere meno anche l’apparato genitale esterno.

Le cause sono ancora sconosciute e molto spesso la patologia viene riscontrata ancor prima della nascita.

Il bambino fin dalla tenera età è pertanto destinato a una serie di interventi chirurgici di ricostruzione volti a ottenere la continenza urinaria, evitare danni renali, limitare le infezioni e cercare di ridare un espetto ai genitali, nonostante i quali la maggior parte delle vesciche estrofiche non riesce comunque a raggiungere la sua normale e completa funzionalità.

 

Conosciamo l’Associazione Italiana Estrofia Vescicale Epispadia Odv

Nata a Lucca nel giugno 2006 per favorire la qualità della vita dei pazienti affetti da estrofia vescicale-epispadia e delle loro famiglie, l’associazione ambisce a dare un sostegno umano a tutti coloro che appunto direttamente o indirettamente convivono con questa patologia.

Nel DNA dell’Associazione c’è la condivisione, il confronto di esperienze, l’aiuto reciproco e l’impiego delle risorse per portare informazione e conoscenza a livello nazionale riguardo questa patologia.

La mission è far conoscere la patologia e di dare speranza e forza a tutti coloro che convivono con questa malattia, per la cui ricerca genetica stanzia circa 5.000€ ogni anno.

 

Per sostenere l’associazione

Donazioni con bollettino postale a Poste Italiane n. 76000702
Con bonifico: IBAN IT93 Y076 0113 7000 0007 6000 702, intestato a: Associazione Italiana Estrofia Vescicale Onlus Via Delle Ville N. 315 55012 San Colombano – Capannori – Lucca – Italia. Causale: Donazione Liberale

• 5 x 1000:basterà indicare nella dichiarazione dei redditi la categoria ODV (Organizzazioni di volontariato) e codice fiscale 92038320468.

 

Contatti

[email protected]

348.0933164 / 058.31531661

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In questa fase crediamo siano importanti tutti i contributi che arrivano da professionisti che offrono le loro riflessioni e indicazioni per come affrontare, anche psicologicamente, il momento inedito e delicato che stiamo vivendo.
Vi proponiamo oggi i consigli della dott.ssa Alberta Xodo, psicoterapeuta e psicologa pediatrica, su come affrontare questo momento con i bambini, trattando con loro (anche) il tema della malattia.

 

In questi giorni ricevo diverse telefonate e mail da parte dei genitori dei miei piccoli pazienti che mi chiedono come aiutare i propri figli a comprendere quanto sta accadendo loro; c’è chi vorrebbe raccontare ogni dettaglio, chi ha la televisione perennemente accesa sui canali informativi, chi ritiene più opportuno creare una dimensione giocosa come ne “La vita è bella”, chi aspetta che sia il bambino a fare domande.

 

Siete tutti bravissimi! Avete fatto del vostro meglio e creato situazioni molto protettive attorno ai vostri bambini. Tuttavia, talvolta si possono fare degli errori non conoscendo come i bambini interpretano le malattie e quali sono le migliori modalità di comunicazione con loro.

 

Di seguito dunque vi propongo alcune indicazioni, certamente non esaustive, per aiutarvi a gestire ancora meglio questa delicata fase.

Partiamo da tre considerazioni fondamentali:
1. La mediazione da parte dell’adulto permette al bambino di non essere lasciato solo nell’elaborazione delle informazioni, che rischierebbero di essere lette solo attraverso schemi interpretativi tipici dell’età e dello stadio evolutivo;
2. Se un bambino non possiede informazioni sufficienti per leggere la realtà ricorrerà a fantasie o ricordi pregressi, con il rischio di immaginare scenari molto più spaventosi di quanto lo siano in realtà;
3. I bambini piccoli, inoltre, faticano ad inserire gli eventi all’interno di continuum temporali, in particolare quando non possono essere date loro delle certezze rispetto alla transitorietà degli eventi e alla loro evoluzione e termine.

 

Come sostenere la comunicazione tra adulti e bambini:

a) Ascoltare e dare spazio ai vissuti emotivi, senza minimizzare né allarmarsi. Un bambino che manifesta dei sintomi o un comportamento differente da quello al quale siamo abituati è un bambino che va accolto e ascoltato, mai punito!
b) Coinvolgere i bambini mettendoli al centro di comunicazioni comprensibili: i bambini in questi giorni sono stati malamente esposti a diverse informazioni dirette (es. ascolto di telegiornali e radio) o indirette (conversazioni tra adulti); è opportuno che gli adulti proteggano i bambini da queste comunicazioni i cui toni hanno allarmato noi per primi
c) Non mentire. I bambini – come gli adulti – percepiscono quando una persona a cui vogliono bene dice loro una cosa pensandone un’altra. In queste occasioni il senso di smarrimento è tale da poter diventare pervasivo, e generare sfiducia negli adulti, anche in fasi successive.
d) Chiedere ai bambini che cosa vorrebbero sapere. Bambine e bambini non hanno bisogno di genitori esperti virologi, ma genitori che siano disponibili a fare da filtro per loro rispetto ad una realtà troppo incerta e spaventosa.
e) Promuovere il mantenimento delle routine: bambine e bambini si sentono rassicurati dalle routine, perché danno loro un senso di continuità rispetto alla propria biografia.
f) Promuovere l’aderenza alle prescrizioni: assicuriamoci che bambine e bambini seguano le indicazioni date dagli esperti (lavarsi le mani, starnutire sulla piega del gomito ecc.). Per quanto possa spaventarci la loro distrazione o le (più o meno inconsapevoli) dimenticanze, non sgridiamoli!
g) Rassicurarli quando andate al lavoro: qualsiasi sia la vostra occupazione, bambine e bambini devono sapere che voi state uscendo di casa in modo sicuro e che starete attenti durante la giornata seguendo le prescrizioni che vi sono state indicate.
h) Non rinunciare mai alla funzione genitoriale, anche se è normale se in questa fase vi sentiate più disponibili ad accettare compromessi e a “lasciar passare” regole che prima erano considerate non negoziabili.
i) Promuovere il senso di comunità e di protezione: bambine e bambini hanno bisogno di sapere che non sono soli! Spieghiamo loro che i medici, gli infermieri, e le istituzioni stanno facendo tutto quello che è in loro potere per proteggerci e che anche noi possiamo fare la nostra parte.

Lunedì 24 e martedì 25 febbraio, ultimi due giorni di Carnevale, appuntamento per i bambini negli spazi della Fiera di Godega: con gli asini tante attività didattiche per conoscere gli asini. Tra le novità 2020 la “freccia di Godega” trenino trainato dagli asinelli con filastrocche di Gianni Rodari nel centenario della sua nascita

 

Già da qualche anno sono il simbolo dell’Antica Fiera di Godega. E quest’anno, novità, gli asinelli arriveranno a Godega qualche giorno prima per festeggiare con i bambini il Carnevale e poi per accompagnarli a scuola, mentre dal 29 febbraio al 2 marzo daranno appuntamento in Fiera per giochi e attività didattiche targate Asinomondo.

 

Lunedì 24 e martedì 25 febbraio l’appuntamento per i bambini vestiti in maschera è negli spazi fieristici di Godega. Ad attenderli gli asini dell’asineria didattica “Asini di Reggio Emilia” con l’asinaro Massimo Montanari e i suoi collaboratori. Al recinto degli asinelli tante attività da fare in compagnia dei quadrupedi che, per l’occasione, non disdegneranno di indossare pure loro una maschera di Carnevale.

 

Domani, dalle 15 alle 18, i bambini in maschera potranno fare conoscenza e relazionarsi con gli asinelli, spazzolandoli o salendo sulla loro groppa per una passeggiata all’interno del recinto. Martedì alle 10.30 dal recinto partirà la carovana di asinelli e bambini in maschera per una passeggiata per le vie del paese. Sempre martedì nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, l’appuntamento è al recinto degli asini negli spazi della fiera per la festa di Carnevale. Gli animatori proporranno giochi e attività con gli asini.

 

«Quest’anno, visto che lunedì e martedì i bambini sono a casa da scuola per il Carnevale, abbiamo pensato a qualcosa di nuovo: il Carnevale con gli asinelli – spiega Paolo Attemandi, assessore all’Antica Fiera del Comune di Godega di Sant’Urbano -. Due giornate di divertimento sano e all’aria aperta gestite da persone molto preparate coordinate da Massimo Montanari, che daranno modo ai più piccoli di conoscere questi animali e di divertirsi in compagnia di coetanei con tante attività che sapranno incuriosire e affascinare».

 

ASINOBUS

Da mercoledì 26 a venerdì 28 febbraio i bambini delle primarie di Pianzano, Godega e Bibano potranno usufruire di un singolare accompagnatore fino a scuola: l’Asinobus. Dai punti di ritrovo del paese, i bambini e gli asini percorreranno le vie cittadine per raggiungere, puntuali al suono della campanella, le scuole. A questa, si aggiungono le uscite didattiche per oltre 160 alunni per conoscere da vicino gli asinelli in questi giorni ospiti negli spazi della fiera.

 

ASINOMONDO IN FIERA

Asini protagonisti anche nella tre giorni dell’Antica Fiera di Godega, da sabato 29 febbraio a lunedì 2 marzo. L’appuntamento, sempre curato dall’asineria didattica “Asini di Reggio Emilia”, è nella zona del recinto degli asinelli. Qui tante attività per bambini e famiglie scandiranno le tre giornate.

 

NOVITÀ 2020

Tra le novità di questa edizione c’è la “Freccia di Godega” il trenino degli asinelli su cui i bambini potranno salire per vivere un viaggio davvero unico. L’allegro trenino, due vagoncini in legno (per 12 bambini) e una locomotiva formata dagli asini docili e lenti, si sposterà all’interno della fiera, partendo dal punto di raccolta Mary Poppins e portando i bimbi fino all’area di Asinomondo, per poi proseguire al punto di raccolta “Fermata Marilù”. Questo trenino sarà un omaggio a Gianni Rodari nel centenario della sua nascita: durante il viaggio gli educatori leggeranno tante filastrocche del celebre poeta-scrittore.

 

Altra novità è la biblioteca più piccola del mondo: il bibliotrailer. Nel trailer, il mezzo di trasporto degli asini per l’occasione trasformato in biblioteca, per una quindicina di bimbi alla volta letture di filastrocche e spettacoli di narrazione, altro omaggio a Gianni Rodari (durata 20 minuti). L’attenzione dei bimbi, comodamente seduti, verrà catturata da libri, teli colorati e pannelli disegnati.

 

Con gli asini, in totale saranno 15, di “Asini di Reggio Emilia”, della cooperativa “Il Ponte” di Prata di Pordenone, dell’associazione “Asini gufi e civette di Orsago” e di un’asineria del veronese, tanti momenti anche per tutta la famiglia. In particolare, confermate le due ludoteche, una interna ed una esterna, gestite dalle maestre degli asili nidi “I Tigrotti” e “Mary Poppins’ House” con la partecipazione degli asinelli per bambini dai 0 ai 4 anni, mentre per quelli più grandi fino ai 10 anni sarà attiva un’area bimbi dove poter lasciare i propri figli nelle mani di assistenti ed educatori professionisti mentre si visita la Fiera.

 

ASINI E ALPACA

Oltre agli asini, quest’anno – novità – ci saranno anche quattro alpaca di una fattoria didattica del Trentino che saranno pronti a farsi coccolare e spazzolare dai bambini, con appuntamento nel recinto della relazione.

 

Confermati i cavalli agricoli da tiro pesante rapido con spettacoli equestri, sabato e domenica, alle 11.30 e alle 15.30, con l’associazione Attacchi. Ci sarà alla fiera anche Rudi Bellini, responsabile del dipartimento teatro equestre per il comitato Fise Veneto. Cavallo e Company, gruppo di artisti equestri famosi a livello internazionale, proporranno a cavallo degli show unici. Immancabile per i bambini il “battesimo della sella” con i pony, il sabato e la domenica. Sempre domenica, alle 14.30, spettacolo di burattini con la compagnia teatrale “Teatro fatto a mano” di Salò: in fiera sarà creato un teatro di campagna, con i bimbi seduti sulle balle di fieno, per assistere alla narrazione con i burattini.

 

L’Antica Fiera di Godega, con i suoi 150 stand espositivi macchine agricole, viticoltura, artigianato, giardinaggio, arredo casa, energie alternative e agroalimentare, è una fiera per tutta la famiglia, a ingresso gratuito. Tra i servizi per la famiglia, il baby parking con due punti dedicati alla cura e all’intrattenimento di bambini e ragazzi da 0 ai 10 anni con educatori professionisti.

 


AGGIORNAMENTO DEL 24.02.2020
Con la firma dell’ordinanza da parte del Ministro della Salute e del Presidente della Regione Veneto, il sindaco di Godega di Sant’Urbano Paola Guzzo e l’assessore all’Antica Fiera di Godega Paolo Attemandi annunciano l’annullamento dell’Antica Fiera di Godega, in programma dal 29 febbraio al 2 marzo, e del Carnevale con gli asinelli del 24 e 25 febbraio sempre negli spazi fieristici.

Mandare i bambini a scuola è nell’immaginario collettivo della cultura italiana qualcosa di indiscutibile. E se non fosse così? In questo articolo non si parla dell’alternativa già conosciuta di far studiare la prole a casa, che può avere come effetto indesiderato un’approccio imbranato alle relazioni umane, causa una maggiore solitudine. Quanto, piuttosto, di “unschooling” o “worldschooling”: ossia, totale mancanza di un sistema scolastico. Naturalmente, affiora spontanea la domanda: come faranno mai questi bambini a educarsi? Ed è da questa particolare domani che affiora la distinzione tra studiare a casa e “non studiare”, almeno nell’accezione popolare del termine. Infatti, non studiare nel modo tradizionale del termine è riservato a quella particolare nicchia di famiglie che hanno deciso di viaggiare per il mondo senza mai stabilirsi a lungo termini in un particolare domicilio. A quel punto, è il mondo a diventare la scuola stessa per i bambini.

 

Se un’economia mondiale più flessibile agisce da motore, internet è il cuore di questo movimento, essendo una delle fonti che spingono i genitori stessi a non essere necessariamente costretti a lavorare in un solo luogo, e che allo stesso tempo fornisce da fucina per una quasi illimitata conoscenza umana a portata di mano, con i milioni di corsi su qualsiasi disciplina che offre.

 

D’altro canto, studiare dal computer non è certo l’unica via, ma solo uno dei tanti mezzi. I bambini possono applicarsi in molti atri modi. Un esempio potrebbe essere worldschooling in Malesia: si potrebbe mandare i bambini a visitare un tempio cinese per comprendere meglio l’adorazione e la religione orientale.

 

I termini unschooling (non studiare), homeschooling (studiare a casa) o worldschooling (studiare dal mondo).

Homeschooling è ciò che si fa a scuola, solo che a casa. Questi bambini possono probabilmente rientrare ad ogni momento nel sistema scolastico, magari sostenendo i soliti esami. Molte persone credono che i bambini istruiti a casa siano “educati” da un genitore, ma ciò non accade sempre.

Unschooling non implica un rifiuto totale del sistema scolastico, quanto piuttosto la fiducia nei bambini di apprendere attraverso i propri interessi e la propria curiosità, a qualunque ritmo preferiscano. I genitori e altre persone di riferimento sono coinvolti come facilitatori chiave di tale apprendimento, ma i bambini sono parecchio liberi di decidere cosa e quando studiare.

Worldschooling è molto più complicato da definire. Alcuni lo classificano come un tipo di scolarizzazione, alcuni bambini sono istruiti in diverse parti del mondo o non sono mandati a scuola. Nel sito World Travel Family si legge “Worldschooling (com’è anche chiamato) fornisce e trova istruzione nel mondo reale. Include esperienze, luoghi e persone provenienti da tutto il mondo. Worldschooling rimuove insegnanti, aule, scuole e programmi scolastici, apre porte, opportunità e possibilità. Dà libertà nell’educazione e nella vita. Esistono molte versioni del worldschooling, alcune accademiche, altre meno. Esiste una fiorente comunità mondiale di worldschooling e un numero crescente di famiglie di worldschooling cresce ogni giorno”. In poche parole, avere dei bambini non significa più “doversi sistemare”, basta solo avere la voglia di partire.

Sabato 21 dicembre, il Teatrino della Neve porta due letture animate con le marionette nella biblioteca di Preganziol.

 

Questo il programma:

• ore 9.45, IL PICCOLO B, lettura animata e creazione di marionette.
Dai 3 ai 6 anni.
È necessaria la presenza di un adulto.

• ore 11.15, LO SCHIACCIANOCI, lettura animata e creazione di marionette.
Dai 6 ai 10 anni.
Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria.

 

Prenotazioni: 0422.632371 | [email protected]

 

 

Sono davvero giovanissimi i due nuovi campioni della Tiramisù World Cup Junior 2019, la seconda edizione della “sfida più golosa dell’anno”, aperta ai piccoli chef.

 

Ecco i loro nomi: Deva Marton (classe 2010) di Fossò di Venezia, in gara per la ricetta originale, e Daniele Fabris (classe 2009) di Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova) con un Tiramisù realizzato con panna, torrone e fave di Tonka, per la ricetta creativa del dolce (in foto).

 

Dopo le selezioni che si erano tenute nella giornata di sabato, presso la Scuola di Formazione Professionale Fondazione “Lepido Rocco” di Lancenigo di Villorba (TV), la splendida cornice di Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier è stata il teatro delle semifinali e delle finalissime di domenica per entrambe le ricette del dolce, originale e creativa.

 

   

 

I ragazzi hanno dato prova di possedere già la manualità degli adulti, muovendosi con dimestichezza fra savoiardi, uova e mascarpone, e impugnando fruste e cucchiai “da adulti”.

Nella due-giorni di gare l’entusiasmo e la passione dei giovanissimi pasticceri, accompagnati al tavolo da un adulto, hanno fatto divertire gli stessi partecipanti e il pubblico che ha assistito alla competizione e fatto il tifo per loro.

 

«Con dei Campioni così, il futuro del Tiramisù è assicurato – scherza Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – . Le iscrizioni per la TWC 2020 sono già aperte e siamo al lavoro per un 2020 che nasce per stupire e crescere ancora di più».

 

La giuria

A decretare i due Campioni di quest’anno, è stata una giuria composta dai nomi “celebri” della Tiramisù World Cup: Sara Arrigoni (Campione TWC 2019, ricetta creativa), Fabio Peyla (Campione TWC 2019, ricetta originale), Diletta Scandiuzzi (Campione TWC 2018, ricetta originale), Marco Bertolo (Campione TWC 2018, ricetta originale), Riccardo Landonio (Campione TWC Junior 2018, ricetta creativa).

 

I finalisti

Per la ricetta creativa, erano giunti in finale anche:

Cristina Pulos, classe 2010, di Zoppola (PN) con un Tiramisù con la Mastica di Chio;

Ambra Arvedi, classe 2010, di Casier (TV) con un Tiramisù con pistacchi salati, mandorlato e sciroppo d’acero.

Per la ricetta originale, erano giunti in finale anche:

Mattia Carraro, classe 2009, di Lasi (VR);

Miguel Fantuz, classe 2009, di Codognè (TV).

Sabato 14 dicembre 2019, dalle ore 10.00 alle 11.00, presso la biblioteca comunale “E. Scoffone” tornano i racconti animati e i laboratori a cura delle lettrici del gruppo “Quante storie!”.

L’appuntamento è rivolto alle bambine e ai bambini della scuola primaria e dell’infanzia.

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Non è necessaria la prenotazione.

 

Per Info
Biblioteca comunale 041.8777032

Promosso da Assosport, Regione Veneto e Coni, permetterà a oltre 400 piccoli atleti di praticare gratuitamente sport per l’anno 2019/2020. Per iscriversi al bando c’è tempo fino al 31 dicembre

 

Lo sport e i suoi benefici: fa bene al corpo, alla mente e aiuta nelle relazioni interpersonali. È da questa convinzione che prende il via la nuova edizione dell’iniziativa “Dote inMovimento”, nata nel 2012 da un’idea di Assosport (Associazione Nazionale fra i Produttori di Articoli sportivi) con l’obiettivo di affiancare le famiglie residenti in Veneto che, a causa di difficoltà economiche, non hanno la possibilità di far praticare uno sport ai loro figli. A partire da oggi e fino al 31 dicembre sarà possibile richiedere uno dei 430 “buoni dote inMovimento” del valore di 200 euro ciascuno, grazie ai quali i bambini che frequentano la scuola primaria potranno praticare gratuitamente uno sport a scelta presso una delle società sportive che hanno aderito al progetto. La graduatoria terrà conto dell’Isee di ciascun nucleo familiare interessato.

 

«Molte volte lo sport è utilizzato come metafora della vita, ma per i bambini – riflette il presidente di Assosport, Federico De Ponti – lo sport è molto di più: è una vera e propria scuola di vita. Le discipline di squadra insegnano a stare in gruppo, a rispettare le regole e ad aiutarsi a vicenda tra compagni. Quelle individuali accrescono autostima e autocontrollo. In entrambi i casi, fare sport aiuta sì a crescere come atleti ma soprattutto come persone. Senza dimenticare i benefici dell’attività fisica. Insomma, lo sport è ben più che semplice gioco: è per questo che siamo convinti che ogni bambino ne abbia diritto ed è per questo che rinnoviamo il nostro impegno sociale».

 

«Lo sport è educazione: chi lo pratica va meglio a scuola e nella vita di ogni giorno. Lo sport è anche il veicolo migliore per parlare ai più giovani e contribuire attivamente alla loro crescita personale e al loro benessere psicologico» afferma Elena Donazzan, Assessore Regionale del Veneto all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro, che prosegue: «Un diritto imprescindibile insomma, un’esigenza che necessita di risposte adeguate: questo il senso di “Dote inMovimento” e del rinnovato impegno della Regione del Veneto al fianco di Assosport, per questa iniziativa che permetterà a centinaia di studenti delle scuole primarie venete di praticare gratuitamente uno sport tra le associazioni aderenti. Un progetto utile e lungimirante, che può vantare il sostegno di molti imprenditori che hanno scelto di investire nel proprio territorio, al fianco delle famiglie e dell’associazionismo sportivo».

 

Per maggiori informazioni: www.doteinmovimento.com

 

Realizzato da Assosport in collaborazione con Regione del Veneto, Ufficio Scolastico Regionale e Coni, il progetto è sostenuto anche da numerose aziende sponsor, tra cui Alì, Calzaturificio SCARPA, Codex, Cober, F.lli Campagnolo, Labomar, Lotto Sport Italia, Macron, Metem, Novation, Tecnica Group e Vagotex.
Grazie ai fondi stanziati dai partner, le tre precedenti edizioni hanno coinvolto 1.500 bambini.

Con la Giornata aperta delle fattorie didattiche, domani, domenica 13 ottobre, ritorna anche il concorso per i più piccoli “Agricoltura, che avventura”: un invito rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni a vivere la natura e l’ambiente nei laboratori allestiti nelle fattorie didattiche e a cimentarsi in testi e disegni. Gli elaborati migliori saranno premiati con gift card per l’acquisto di libri, materiale scolastico e attrezzature per lo sport e con biglietti per il cinema.

 

Le fattorie didattiche che ospitano i laboratori creativi sono: La Contarina (Grantorto, Padova), Corte Carezzabella (San Martino di Venezze, Rovigo), Di Fiore in Fiore (Calto, Rovigo), Borgoluce-Tenuta di Collalto (Susegana, Treviso), Biofattoria sociale Casa di Anna (Zelarino, Venezia), il Rifugio dei Colori (Sarego, Vicenza), la Genovesa (Verona).

Indirizzi e contatti sono scaricabili qui.

 

Il concorso ‘Agricoltura che avventura”, promosso dall’Autorità di gestione del Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020 in collaborazione con la Direzione regionale Turismo, è alla sua seconda edizione: a partire da domani e fino al 30 novembre i bambini che vorranno partecipare al concorso potranno creare un racconto e un disegno sul mondo rurale, scegliendo tra i temi “Esplorando l’ambiente e la natura”, “Scoprendo i segreti della buona agricoltura”, “Assaporando le delizie della terra pura”. I partecipanti dovranno richiamare anche la loro fattoria didattica preferita, che hanno avuto occasione di cooscere durante la Giornata aperta o in altre situazioni. 

 

A spiegare in maniera facile e divertente come partecipare sarà Chicco, testimonial virtuale che nell’album “Le avventure di Chicco” e nei video promozionali stimolerà i piccoli creativi a dare il meglio.

Per partecipare si può scaricare l’album “Le avventure di Chicco” e il modulo di autorizzazione su psrveneto.it, dove sono disponibili ulteriori informazioni e il regolamento del concorso. È possibile inoltre rivolgersi ai seguenti indirizzi email: [email protected] oppure [email protected].

Chi non conosce la famosa Isola degli Uccelli di Angry Birds? Il 12 settembre i protagonisti del film d’animazione tornano al cinema con una nuova avventura. Per l’occasione, Valecenter ha deciso di organizzare due giornate di attività per i più piccoli dedicate al lungometraggio ispirato all’omonimo videogioco.  

 

Il centro commerciale a Marcon (Ve) ha predisposto un’area apposita per sabato 7 e domenica 8 settembre per permettere ai bambini di svolgere differenti giochi e laboratori manuali e creativi. 

 

Oltre a un tabellone memory gigante e ad uno spazio dedicato a costruire e colorare il proprio personaggio preferito del film, l’attenzione di Valecenter si sposta anche sul versante tecnologico realizzando un’area digital per il 3D Live Game. Attraverso l’utilizzo di tablet e di piccole fionde, infatti, i bambini potranno giocare e divertirsi proprio come fossero attori del videogioco. 

 

Le attività non finiscono qui! Uno speciale Photocorner accoglierà i bambini che vorranno farsi fotografare con i plush giganti dei due personaggi principali: Red, il protagonista dal piumaggio rosso che riesce nel corso del film a superare il suo fatal flow, ossia gli attacchi di rabbia e Chuck, migliore amico di Red dopo il corso, seguito insieme, di controllo sulla rabbia.

L’intera area dedicata ad Angry Birds nella galleria di Valecenter resterà a disposizione dei bambini il 7 e l’8 settembre dalle ore 16.00 alle ore 20.00.

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