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Il Capodanno 2021 del Teatro Stabile del Veneto si fa “in tre” per produrre cultura, raccontare un territorio e regalare emozioni

 

Il primo dell’anno i Teatri Verdi, Goldoni e Del Monaco insieme alle tre città di Padova, Venezia, Treviso si uniscono per dar vita, in streaming, a un evento d’eccezione che mescola opera, musica pop e danza, in un unico spettacolo

 

Trasmesso a partire dalle ore 17.00 su YouTube e sulla piattaforma Backstage dello Stabile, l’evento unisce per la prima volta l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta con più di 48 elementi sul palco assieme a 20 artisti tra cantanti lirici, pop e danzatori

 

 

Tre città e tre eventi per il Concerto di Capodanno 2021 del Teatro Stabile del Veneto, che il 1°gennaio saluterà il nuovo anno assieme alle amministrazioni comunali di Padova, Venezia e Treviso, con un evento inedito che unisce i palcoscenici dei Teatri Verdi, Goldoni e Mario Del Monaco in un unico spettacolo di musica e danza, per il pubblico connesso da casa. Un Capodanno all’insegna della collaborazione, che vede per la prima volta insieme l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta con più di 48 elementi sul palcoscenico, 20 artisti tra cantanti lirici, pop e danzatori, oltre a tutte le maestranze del teatro coinvolte nella produzione.

 

Foto di Renato Vettorato (2016)

 

Tra le voci protagoniste quelle di Amii Stewart (in foto) e Alessandro Safina, nel cast dei cantanti lirici i soprani Francesca Dotto e Maria Mudryak, il tenore Matteo Roma e il basso Maurizio Muraro, diretti dai maestri Alvise Casellati, Silvia Casarin Rizzolo e Nicola Simoni Ad accompagnare la musica saranno le coreografie della Compagnia Naturalis Labor diretta da Luciano Padovani, mentre l’attrice Beatrice Schiaffino presenterà il programma del concerto conducendo il pubblico da casa in una passeggiata tra i tre storici teatri.

 

Trasmesso in streaming a partire dalle ore 17.00 sulla piattaforma Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto, l’evento diretto dal regista Daniele De Plano riunisce in un pot-pourri virtuale tre eventi di generi diversi – valzer, tango, opera, musica pop e danza – allestiti nei teatri Verdi, Goldoni e Del Monaco. Un’unica emozione per raccontare un territorio, regalare al pubblico un pomeriggio di intrattenimento di qualità, far lavorare e mettere insieme un sistema che produce cultura e che in questi mesi non si è mai fermato, con coraggio, nonostante la pandemia.

 

“Tre Comuni che lavorano insieme per la cultura di un territorio sono una potenza e rappresentano insieme l’alternativa e la soluzione al disastro a cui il mondo dello spettacolo dal vivo e dell’intrattenimento stanno assistendo ormai da troppi mesi – dichiara Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto. Siamo la dimostrazione concreta che un modello veneto di collaborazione tra istituzioni culturali, amministrazioni comunali, artisti, e orchestre si può fare, ma una grande offerta culturale per reggersi ed essere valorizzata ha bisogno della fiducia e del sostegno della politica. Grazie all’uso del digitale, alla disponibilità delle amministrazioni comunali, degli artisti e tutti gli operatori coinvolti in questi mesi di produzioni in streaming stiamo tenendo aperta una speranza per tutti, per il pubblico, per i lavoratori dello spettacolo e le loro famiglie, soprattutto in un momento di festività come questo”.

 

Siamo veramente orgogliosi che, nonostante un periodo difficile per tutti, sia nato questo spettacolo che unisce grandi artisti, generi diversi e tre Teatri come quelli di Treviso, Padova e Venezia”, afferma il Sindaco di Treviso Mario Conte. “Un lavoro straordinario che, ne siamo certi, darà origine a un grande concerto-evento per inaugurare un 2021 che dovrà essere l’anno della ripartenza e del rilancio per il mondo della cultura. Ringrazio il Teatro Stabile del Veneto per aver creduto in questa rete virtuosa nell’organizzazione di un concerto unico nel suo genere“.

 

Grazie al presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto e a tutte le maestranze per questa iniziativa che vede Venezia insieme a Treviso e Padova, due città che ho sempre incluso nella mia idea di Città Metropolitana allargata – commenta il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro –. Questa iniziativa culturale, ampia e di qualità, è un bel modo per cominciare l’anno e apre una grande prospettiva per le celebrazioni dei 1600 anni di Venezia con cui dal 25 marzo vogliamo raccontare al mondo la storia, le tradizioni, le eccellenze, il coraggio e il cuore di una città viva e resiliente, per preparare insieme la fase di rilancio del nostro territorio, che sono sicuro arriverà e ci troverà pronti. Buon concerto a tutti.”

 

“Questo concerto è l’esempio virtuoso di come si possa collaborare tra istituzioni – ha affermato l’assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio. Il Veneto è una grande realtà metropolitana in grado di produrre un’offerta culturale di livello internazionale, come quella che proponiamo in questo eccezionale evento augurale allestito per festeggiare uniti il nuovo anno con il pubblico connesso da casa”.

 

Come in un viaggio, l’evento inizia al Teatro Verdi di Padova con alcuni dei brani eseguiti dall’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta nel concerto lirico sinfonico diretto dal maestro Alvise Casellati, insieme alle voci dei soprani Francesca Dotto e Maria Mudryak, il tenore Matteo Roma e il basso Maurizio Muraro. Nel repertorio del concerto patavino una selezioni di brani classici tratti da Romeo et Juliette di Charles Gounod, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, da la Norma di Vincenzo Bellini, da La fille du régiment di Gaetano Donizetti e da La Traviata di Giuseppe Verdi.

 

L’emozione prosegue poi al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, con le voci di due importanti artisti pop-jazz Amii Stewart e Alessandro Safina, accompagnati da OPV e Filarmonia Veneta e dirette dai Maestri Nicola Simoni e Silvia Casarin Rizzolo in un concerto crossover pop tra la magia dei più celebri jingle natalizi e della musica napoletana, insieme al loro sul palcoscenico trevigiano anche la band composta da Valter Sivilotti (pianista e arrangiatore), Stefano Panizzo (basso elettrico) e Paolo Prizzon (batteria). Le voci dei due artisti scalderanno l’atmosfera con celebri brani della storia della musica italiana e internazionale, Ami Stewart interpreterà E penso a te di Battisti, Caruso di Dalla, Metti una sera a cena di Morricone e Alessandro Safina, canterà Canzone per te di Endrigo, Ci vorrebbe il mare di Masini e Les Feuilles Mortes di Montand. Non mancherà un emozionante duetto sulle note di Memory di Barbra Streisand.

 

Ad accompagnare l’ascolto saranno gli interventi coreografici di tango della Compagnia Naturalis Labor, diretta da Luciano Padovani. Dal Teatro Goldoni di Venezia i danzatori Alice Beatrice Carrino, Umberto Gesi, Giovanni Leone, Roland Kapidani, Mirko Maghenzani, Roberta Morselli, Elisa Mucchi, Luca Parolin, Roberta Piazza, Giuseppe Morello, Alice Risi, Andrea Rizzo e Elisa Spina si esibiranno sulle arie di Verdi, Bellini e Strauss oltre che in un tango in omaggio a Astor Piazzolla.

 

I concerti di Padova e Treviso una volta trasmessi nella selezione prodotta ad hoc per l’evento di Capodanno, verranno proposti successivamente anche in forma separata e integrale sulle piattaforme digitali del Teatro Stabile del Veneto.

 

Oltre che sulla piattaforma Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto, il Concerto di Capodanno verrà trasmesso anche sulle pagine Facebook dei quotidiani Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi. Grazie alla media partnership stretta tra lo Stabile del Veneto e il Gruppo Editoriale GEDI i canali social dei quotidiani veneti ospiteranno anche altri appuntamenti tra cui, domenica 27 dicembre, il concerto Deliri d’amore con Francesca Dotto e Maria Cristina Vavolo e lo spettacolo dell’ultimo dell’anno con il duo comico veneziano Carlo e Giorgio.

 

 

Concerto di Capodanno

con

Amii Stewart

Alessandro Safina

Francesca Dotto – soprano

Maria Mudryak – soprano

Matteo Roma – tenore

Maurizio Muraro – basso

Orchestra di Padova e del Veneto

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta

direttori d’orchestra

Alvise Casellati

Nicola Simoni

Silvia Casarin Rizzolo

Compagnia Naturalis Labor

Regia e coreografie Luciano Padovani

conduce

Beatrice Schiaffino

 

Regia

Daniele De Plano

Domenica 20 dicembre, un altro grande evento debutta in streaming sulla piattaforma digitale e gratuita Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto

 

Mentre il periodo delle feste si avvicina in un clima sospeso, la musica di Verdi con una delle sue più celebri opere torna a far vibrare le assi del palcoscenico per regalare al pubblico da casa l’emozione che solo un grande classico sa dare: il Rigoletto, nell’interpretazione musicale del maestro Francesco Ivan Ciampa che dirige l’Orchestra di Padova e del Veneto e il Coro Lirico Veneto per la regia di Giuseppe Emiliani.

 

Lo spettacolo, che avrebbe dovuto debuttare nei Teatri Verdi di Padova e Mario Del Monaco di Trevisodomenica 20 dicembre alle ore 17.00 avrà così la sua prima in streaming gratuitamente sul canale YouTube e sulla piattaforma digitale Backstage del Teatro Stabile del Veneto, ideata dall’agenzia Nereida, e per la prima volta anche su Ansa.it nell’ambito del progetto “Ansa per la cultura”, nato in sostegno dei teatri e delle istituzioni culturali.

 

L’opera

Rigoletto è un’opera che meglio di altre rappresenta il tradimento, la vendetta, l’amore filiale e il sentire appassionato, offrendoci un meraviglioso ventaglio di ricchezza melodica e potenza drammatica. È il dramma di Victor Hugo Le roi s’amuse (Il re si diverte) messo in scena a Parigi nel 1832 che poi Giuseppe Verdi musicherà e rappresenterà al Teatro La Fenice di Venezia martedì 11 marzo 1851. È la prima opera della cosiddetta “Trilogia popolare” (RigolettoIl TrovatoreLa Traviata) che suggellò la sua fama. Rigoletto è un’opera rivoluzionaria, con la quale Verdi impresse un’accelerazione alla riforma dell’opera romantica italiana, soprattutto sulla costruzione drammaturgica, che raggiungerà poi il suo culmine con Otello Falstaff, le due ultime opere del Maestro. È fra le opere più rappresentate nel mondo e fra le più amate per le sue arie e interventi musicali come il Caro nome della fragile protagonista femminile Gilda, La donna è mobile dello spavaldo Duca di Mantova e Cortigiani, vil razza dannata del tormentato e ferito Rigoletto. In queste melodie dimora la genialità musicale di Verdi per la loro grande immediatezza e coerenza con il carattere dei vari personaggi.

 

Cast (Foto @Piccinni)

La nuova regia di Valter Malosti de “I due gemelli veneziani” di Carlo Goldoni debutta oggi in streaming su Backstage, piattaforma digitale e gratuita del Teatro Stabile del Veneto. Lo spettacolo è accompagnato dall’uscita nelle librerie dall’edizione critica del testo nell’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni edita da Marsilio

 

In un momento in cui la scena è sospesa e il ruolo dell’attore può apparire immobile agli occhi del pubblico che aspetta da casa di poter tornare di nuovo a teatro, Valter Malosti dirige sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia la prima nazionale de I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni, disponibile in streaming il 13 dicembre a partire dalle 19.00 su Backstage, la piattaforma digitale e gratuita del Teatro Stabile del Veneto. In contemporanea nelle librerie è in uscita in queste settimane il volume dall’edizione critica del testo nell’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni edita da Marsilio.

 

Lo spettacolo è una nuova coproduzione firmata da Teatro Stabile del Veneto, TPE – Teatro Piemonte Europa (di cui Malosti è direttore dal 2018) e Teatro Metastasio di Prato.

 

 

La decisione di debuttare in streaming

La commedia goldoniana adattata da Angela Demattè e Valter Malosti sarebbe dovuta andare in scena la primavera scorsa. Rimandata a causa del primo lockdown, era stata riprogrammata per la stagione teatrale 20/21 con debutto previsto per i primi di dicembre sul palcoscenico del teatro veneziano. E così sarà, anche se con il pubblico connesso da casa, per volontà dei coproduttori di non fermare la macchina teatrale, il lavoro degli attori, del cast artistico e di tutte le maestranze coinvolte (30 lavoratori) che dalla fine di ottobre stanno provando sul palco del Teatro Goldoni di Venezia nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, senza aver registrato mai un caso di contagio tra il personale coinvolto nella produzione.

 

Una macchina che assieme ad altri artisti e operatori e al personale del Teatro Stabile del Veneto dallo scorso marzo lavora incessantemente alla produzione di contenuti digitali per il pubblico connesso da casa, alimentando i profili social del Teatro e la piattaforma interattiva e gratuita Backstage, nata durante i mesi di lockdown, con nuovi spettacoli, racconti per bambini, streaming, interviste e tour virtuali.

 

 

Lo spettacolo

I due gemelli veneziani segna l’incontro di Valter Malosti con Carlo Goldoni: «In questi anni ho cercato di esplorare teatralmente la lingua italiana in una sorta di corpo a corpo entusiasmante che mi ha portato a incontrare e a scontrarmi con Roberto Longhi, Carlo Emilio Gadda, Pier Paolo Pasolini, Govanni Testori, Antonio Tarantino, Roberto Calasso (via Nietzsche), Luigi Pirandello e Primo Levi, ma anche Patrizia Valduga e Federico Fellini. Una delle prime fascinazioni che ho per un testo nasce sicuramente dalla lingua e dal suono della lingua che crea un significato altro e ulteriore. Detta ad alta voce poi, quel tipo di lingua si fa musica, si fa corpo. Tutti i grandi autori hanno dentro di sé una grande musica. E così accade in Goldoni, il dialetto veneziano dei Gemelli se usato come una lingua salda e musicale diviene un canto fermo che dà incomparabili sorprese al di là degli stereotipi. Ma in questo caso la scoperta più grande è stato il Goldoni “uomo di scena”, non solo di libro, come avrebbe detto il geniale Nando Taviani, per il tramite delle sue Memorie, viste anche attraverso la lente di ingrandimento di Strehler».

 

La storia teatrale e di composizione de I due gemelli veneziani (1747) e dei suoi eredi letterari e scenici è un viaggio affascinante e rivela lampi di quella grazia eversiva e seminale che fu quella schiera di attori che tra la fine del ‘500 e la fine del ‘700 dominarono le scene teatrali europee. In Goldoni tutto il mondo doppio, barocco, sensuale in cui si muovono misteriose e concrete incarnazioni di pulsioni non è svanito nel nulla.

 

I due gemelli veneziani è una gran macchina di divertimento con un intreccio trascinante fatto di duelli, amori e disamori, fughe, prigioni, ritrovamenti… Ma allo stesso tempo questo testo è anche una farsa nera, eversiva, inquietante, sulla famiglia, l’identità, l’amore (anche brutale, violentemente erotico, incestuoso) e la morte, e che nelle mani di Valter Malosti svela inedite prospettive e finestre sulla contemporaneità. I personaggi non sanno leggere o tenere a freno le proprie emozioni e i propri sentimenti, e questo provoca alternativamente il riso e fa sfiorar loro la tragedia o li fa sprofondare in essa. Ma l’happy end necessita la morte del doppio.

 

Fra gli interpreti Marco Foschi nel doppio ruolo dei gemelli Zanetto e Tonino, Danilo Nigrelli (Pancrazio), Marco Manchisi (Arlecchino / Pulcinella) e Irene Petris (Beatrice). Scene e luci sono di Nicolas Bovey, il progetto sonoro è di G.U.P. Alcaro e i costumi di Gianluca Sbicca.

 

 

Valter Malosti

È stato anima e direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso per quasi trent’anni. Dal 2018 dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino (Teatro di Rilevante Importanza Culturale). Regista, attore e artista visivo, Malosti conduce un lavoro che guarda alla trasversalità delle arti; sospeso tra tradizione e ricerca. Testi di drammaturgia contemporanea, spesso rappresentati per la prima volta in Italia, si alternano a messe in scena di classici in un continuo e fecondo scambio tra l’ascolto del presente e la memoria delle nostre radici espressive. I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi premi dalla critica italiana e straniera. Ricordiamo, tra gli altri, il premio internazionale Flaiano per la regia di Venere in pelliccia di David Ives (2017), il premio Ubu per la regia di Quattro Atti Profani di Antonio Tarantino, il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per Shakespeare/Venere e Adone, il premio Hystrio per la regia di Giulietta di Federico Fellini (2004), ripresa nel 2020 per il centenario del regista con l’interpretazione di Roberta Caronia. Inverno di Jon Fosse ha vinto il premio Ubu come miglior testo straniero messo in scena in Italia. Nel 2019, per il centenario di Primo Levi, Malosti ha ideato e realizzato «Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro: una co-produzione fra TPE e due Teatri nazionali (Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma) che includeva fra l’altro la messa in scena de I sommersi e i salvati, Se questo è un uomo (nomination ai Premi Ubu 2019 per la regia e il progetto sonoro) e Il sistema periodico. Nell’autunno 2020 ha ideato e realizzato assieme al Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale il Progetto Testori, con la regìa di Cleopatràs per l’interpretazione di Anna Della Rosa e di Maddalene (da Giotto a Bacon). Malosti ha diretto opere di Nyman, Tutino, Glass, Corghi e Cage, spesso in prima esecuzione, e per il Teatro Regio di Torino Le nozze di Figaro di Mozart. Come attore ha lavorato per quasi un decennio con Luca Ronconi, e al cinema con Mimmo Calopresti, Franco Battiato e Mario Martone. È stato Manfred (Schumann/Byron), per la direzione d’orchestra di Gianandrea Noseda, prodotto in collaborazione tra Teatro Regio di Torino e il Teatro Stabile di Torino / Teatro Nazionale. Dal 2010 al 2017 ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino.

Grandi spettacoli, serie teatrali, intrattenimento per famiglie sempre disponibili on demand

 

Dopo il successo della “Stagione sul sofà”, il palinsesto digitale che nei mesi di chiusura delle sale teatrali ha intrattenuto il pubblico da casa con oltre 300 contenuti proposti e oltre 1milione e 300mila visualizzazioni, il Teatro Stabile del Veneto incrementa la propria proposta sul web e presenta “Backstage”, la prima piattaforma digitale con contenuti teatrali realizzati per il web.

 

Completamente gratuita per gli utenti, a cui verrà richiesta la registrazione nella fase del primo accesso, con un layout moderno e intuitivo la nuova piattaforma – realizzata da NEREIDA SRL – offrirà al pubblico la possibilità di interagire con i contenuti digitali esprimendo il proprio gradimento con like, commenti e creando playlist personalizzate. Non un contenitore di spettacoli nati per la scena e registrati a teatro, ma uno spazio dedicato a produzioni originali create appositamente per il web: oltre ai video di maggior successo di “Una stagione sul sofà”, come i racconti sull’Iliade e l’Odissea di Omero non piange mai di e con Andrea Pennacchi e la Figlia di Shylock con la scenografia virtuale di 4Dodo, la web serie #YuriLibero di Matteo Righetto e la rassegna di “Famiglie connesse” con compagnie e artisti del territorio tra cui Stivalaccio Teatro, Theama Teatro, MatricolaZero e Susi Danesin, la piattaforma si arricchirà di contenuti sempre nuovi. Web-serie teatralivideo-spettacoli integrali come Le regole dell’adolescenza, lungometraggio dedicato alle scuole con la Compagnia Giovani dello Stabile del Veneto diretta da Lorenzo Maragoni, o un inedito racconto di Pennacchi che verrà presentato nei prossimi mesi, una nuova edizione di “Famiglie connesse” con le storie interpretate dagli attori della compagnia Matricola Zero, e approfondimenti dedicati alla scoperta dei ruoli dietro le quinte e di come nasce una produzione teatrale.

 

 

Il commento del presidente Giampiero Beltotto

“Nel periodo di chiusura delle sale abbiamo aperto virtualmente il sipario per entrare nelle case dei nostri spettatori e continuare ad intrattenere il pubblico con contenuti di qualità. Un esperimento che oggi possiamo dire riuscito e a confermarlo sono i numeri che hanno superato di molto il milione di visualizzazioni – dichiara Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto –. La rete non sostituirà certamente lo spettacolo dal vivo, ma siamo convinti che mostrare il teatro anche in questa forma, renderlo ancora più accessibile sfruttando le potenzialità del digitale, sia la strada giusta da percorrere per un coinvolgimento sempre maggiore del pubblico. Ecco perché abbiamo creato Backstage una piattaforma digitale che integri la proposta dei nostri cartelloni e accompagni gli spettatori nella scoperta dell’intero mondo del teatro”.

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