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Il Tar del Veneto ha accolto il ricorso della Rari Nantes, che ha gestito le piscine fino al 2015. Due anni fa, con una ordinanza il Comune obbligava la società sportiva a provvedere alla messa in sicurezza degli impianti con un gravoso esborso.

 

A questo la Rari Nantes si è opposta ricorrendo al Tar, che ora ha emesso sentenza a suo favore, obbligando di fatto il Comune a provvedere alla messa in sicurezza degli impianti, riconoscendone la responsabilità per lo stato di degrado del luogo.

 

Il candidato sindaco della Lega, Davide Bortolato, così commenta: “L’incompetenza del sindaco Arena continua a provocare danni alla città e alle cose del Comune. Non siamo solo noi dell’opposizione a dirlo, ma ora anche i giudici ci danno ragione e condannano l’operato dell’attuale Amministrazione.”

 

“Ciò che si vede di bello in città è il frutto di progetti e accordi del passato, ma quando Arena parte da zero o deve rapportarsi con gli operatori, fa solo danni. Questo contro la Rari Nantes è l’emblema degli scontri ingaggiati dal sindaco con conseguenze pesantissime per la città sia a livello economico sia a livello sociale. Siamo senza piscina da quattro anni.”

 

“La sentenza del Tribunale – conclude Bortolato – attribuisce all’Amministrazione Arena la grave responsabilità di aver lasciato in balia dei vandali le piscine con le conseguenti prevedibili devastazioni.”

 

Anche l’ex sindaco Giovanni Azzolini entra a gamba tesa nell’argomento: “Con il blitz fatto avevamo denunciato lo scandaloso degrado in cui era abbandonata la piscina comunale, che fu un orgoglio della nostra comunità. Il sindaco deve curare i beni pubblici come un buon padre di famiglia, invece la Arena non ha alcuna cura per la nostra città.”

 

“Le sue idee strampalate nuocciono a tutti. Lasciai la città con una piscina comunale funzionante. La Arena con un bando surreale provò a sollecitare l’intervento dei privati lasciando loro carta bianca, addirittura la possibilità di edificare nel parco, ma nessun privato rispose, lasciando le piscine al degrado.”

 

“L’Assessore Catuzzato all’indomani del nostro blitz disse di avere una soluzione imminente. – prosegue Azzolini –  Poi non fece nulla, accusando con arroganza i vecchi gestori, ma la piscina è comunale ed è il Comune ad avere l’obbligo di mantenere le cose pubbliche.”

 

Ormai l’arroganza della Arena ci ha abituato a questo, pensa di avere sempre ragione ed è smentita dalla Magistratura. Nel caso Cadoro, ex area Macevi, ha dovuto cedere ai privati perché il Tribunale ha dato loro ragione. Così è stato nella causa contro gli amministratori di SPL, persa dal Comune. Oggi nuovamente una sua ordinanza viene cassata dal Tar.”

 

“Purtroppo tutti questi conflitti persi – conclude Azzolini – hanno fatto perdere tempo e danari alla città e intanto il degrado della zona piscine aumenta. Ciò che il Tar certifica è l’incapacità politica del sindaco Arena a governare la città. Le sole cose buone fatte che i cittadini vedono sono esclusivamente merito nostro, come la via Zermanesa, ma di questo non ci accusa.”

 

 

Ph: Biasin Photography

Sono trascorsi appena tre mesi da quando l’ex sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini ha severamente commentato la relazione dei revisori dei conti in merito al bilancio 2017 della Giunta Arena, e oggi torna alla carica con una nuova, spinosa questione per l’attuale sindaca in carica, incontrando Alberto Gherardi, Federico Severoni e Martino Michielan, nella splendida cornice moglianese di Villa-Relais Toti dal Monte.

 

Questa volta la faccenda ruota intorno alle somme impiegate dall’amministrazione comunale nel 2016 e nel 2017 ricavate dai proventi delle imposte di soggiorno, a beneficio del Comune di Mogliano Veneto.

 

Tutto è partito da certi generosi contributi destinati a una serie di spese non congrue al decreto legislativo 23/2011. Contributi che hanno acceso un campanello d’allarme sul genuino operato della sindaca Carola Arena e la sua Giunta.

Tale decreto recita infatti che il ricavato dell’imposta di soggiorno “è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.

 

Determinato a chiarire la faccenda, il consigliere Davide Bortolato ha avanzato una richiesta di accesso agli atti per conoscere meglio come fossero stati spesi gli introiti dell’imposta di soggiorno relativi agli anni 2016-2017. Riscontrate non poche irregolarità, insieme a Giovanni Azzolini, Federico Severoni e Martino Michielan, si è finito per presentare un esposto alla procura della Corte dei Conti di Venezia, cui viene chiesto di accertare la regolarità di tali disposizioni.

 

“Stiamo parlando di 200mila euro impegnati nel 2017 e 213mila euro impegnati nel 2016”, precisa Alberto Gherardi, segretario della Lega di Mogliano, che sottolinea anche come l’esposto sia già stato protocollato in data 17 agosto 2018.

 

“Inizialmente abbiamo evidenziato due criticità”, lo interrompe Davide Bortolato. “In primis ci siamo accorti che con molte spese dell’elenco si usciva dall’ambito di destinazione [quello turistico], per sconfinare in spese di altra natura, come la Settimana dello Sport, che è una cosa positiva ma non può essere finanziata con la tassa di soggiorno, o addirittura interventi di investimenti; c’era tutto il progetto della sistemazione dell’area della stazione”. E continua: “Anche noi in passato avevamo usato i proventi dell’imposta di soggiorno per fare investimenti, ma su beni culturali, come dice la legge. Non che non serva il lavoro della stazione, attenzione, ma non va finanziato con i proventi dell’imposta di soggiorno”.

 

La seconda criticità individuata è che quasi tutte le spese escono dall’ambito riconosciuto dal parere della Corte dei Conti, secondo cui si è tenuti a passare tramite una organizzazione, come una OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione). “E invece il Comune di Mogliano fa tutte spese dirette”, commenta Bortolato. “Ma il terzo nodo, nonché il più importante, di cui ci siamo accorti scrivendo l’esposto, è che la Giunta, in fase di approvazione dei bilanci consultivi 2016-2017 e di verifica di contenimento della spesa, non ha tenuto conto di tutte le spese finanziate con la tassa di soggiorno”.

 

In altre parole, la legge pone dei limiti ad alcune spese, in quanto “non si possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, oltre a spese per sponsorizzazioni, spese per missioni, spese per formazione, per un ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta nell’anno 2009” [questo vale per il Comune di Mogliano].

 

Scartabellando vecchie carte, emerge così che nel 2009 il Comune di Mogliano ha speso 29mila euro, il cui 20% ammonta quindi a 5.800 euro. È da chiarire allora come mai in questo elenco non compaiano alcune voci, come per esempio il servizio di allestimento per una mostra tenutasi al Brolo, il cui importo totale ha sfiorato i 44mila euro.

“Sono spese per mostre, queste! E non sono state incluse in questa verifica. Questa è una cosa molto grave – continua Bortolato – perché sul contenimento della spesa la normativa dal 2009 in poi è abbastanza rigida e chiara. Il nostro dovere di Consiglieri è segnalare alla Corte dei Conti eventuali incongruenze”.

 

Interviene infine Giovanni Azzolin, che accusa l’attuale Giunta di “aver dato soldi a piacimento proprio, infischiandosene di quando dice la legge”, rendendo noto inoltre come da diversi anni alcuni albergatori locali chiedano uno shuttle-bus per portare i turisti da Mogliano a Zerman, e viceversa, senza ottenerlo. “Se chiedete agli albergatori perché il sindaco Arena ha speso 2000 euro per la Marghera Bond – un’associazione che di certo nulla c’entra con Mogliano – evidentemente, ve lo dico io, è perché questo è un modo per generare consenso per pagare chi ha sostenuto la sua campagna. Ed è questo che l’esposto vuole frenare, vuole dare un rigore nella spesa dei soldi del Comune, affinché si spendano in modo accurato”.

 

Insomma, con questo esposto alla Corte dei Conti che denuncia presunte irregolarità dell’attuale amministrazione moglianese, la Lega dà il via ai fuochi d’artificio che certamente allieteranno l’ormai imminente campagna elettorale.

Di seguito pubblichiamo un commento di Giovanni Azzolini sulla relazione dei revisori dei conti, l’organo tecnico super partes che certifica i bilanci dei Comuni.

 

Dalla relazione dei revisori dei conti emergono due dati eclatanti, già da tempo da noi denunciati.

 

Nella relazione dei revisori, si nota l’aumento stratosferico delle entrate da sanzioni del codice della strada, che passa da €821.600 nel 2015 – quando l’assessore al Bilancio non era il sindaco – a €2.370.000 nel 2017.  Sono cifre da capogiro.

 

La relazione dei revisori certifica ciò che noi da tempo avevamo denunciato: la Giunta Arena, nel 2017, ha rallentato l’approvazione del PAT, semplicemente per incassare oneri di urbanizzazione.

Nuovo cemento e uno scrosciare di multe, fra fotored e telelaser, che hanno permesso al sindaco di incassare quasi 4 milioni di euro.

 

Nel 2017, il sindaco Arena aveva promesso di non aumentare le multe e di fermare l’edificazione selvaggia di chi demolisce una villetta e realizza un condominio, e che avrebbe invece recuperato le risorse che mancavano per far quadrare il bilancio dalla lotta all’evasione: peccato che nel 2017 sia riuscita a recuperare solamente il 28% di ciò che lei pensava essere la grande evasione fiscale. In realtà, anche questa era una previsione sbagliata e gonfiata.

La lotta all’evasione dell’imu è solo una scusa per giustificare le entrate da multe. Il meccanismo è perverso: si sovrastima un’entrata dalla lotta all’evasione che non esiste e quando l’entrata viene a mancare si fa cassa con le multe! Buon viso e pessimo gioco, purtroppo, sulle tasche di tanti moglianesi!!

 

 

 

 

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