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Il monumento in memoria del sovraintendente di polizia Antonio Lippiello, morto a 38 anni la notte del 7 gennaio del 2000, mentre inseguiva un’auto di trafficanti di droga, è stato barbaramente distrutto.

 

 

A diffondere la notizia sono stati i sindacati di Polizia FSP Polizia di Stato, Siulp e Sap Venezia, condannando il vile gesto.

 

 

Installato sotto la tangenziale di Mestre, nei pressi dell’uscita Castellana, è stato probabilmente abbattuto con una mazza da muratore, rinvenuta a poca distanza, ipoteticamente venerdì pomeriggio.

 

Le parole incise sul marmo, IL TUO SACRIFICIO SIA AD ESEMPIO DEL NOSTRO DOVERE, sono state vigliaccamente frantumate assieme alla fotografia di Lippiello.

 

    

 

Le indagini per risalire agli autori del folle gesto, sono partite della visione delle telecamere poste sulla tangenziale e quelle dell’hotel lì vicino.

 

 

L’atto di vandalismo è stato compiuto, forse non a caso, nel giorno in cui si celebrava il ventennale dell’associazione Fervicredo, dedicata proprio alle vittime del dovere come Lippiello e a due giorni dalle celebrazioni per l’anniversario della fondazione della Polizia.

 

 

In un Post su Facebook il sindacato FSP Polizia di Stato Venezia ha dichiarato: “…Le immagini della devastazione del cippo in memoria del nostro collega Totò Lippiello fanno male, ma questi teppisti non meritano nessuno sconto nel caso vengano identificati, come sperano tutti gli uomini e donne in divisa. Proprio oggi che è stato festeggiato il ventennale dell’associazione onlus Fervicredo assistiamo ancora a questi atti che dimostrano odio verso lo Stato e verso le forze dell’ordine. Ci sentiamo di dire a questi delinquenti che non dovrebbero mai offendere una divisa perché un giorno proprio un uomo o una donna in divisa potrebbero salvargli la vita.”

 

 

I sindacati hanno già sottolineato che il cippo sorgerà dov’era e com’era.

 

 

Foto credit: Facebook @uglpoliziadistato.venezia

La triste scoperta è stata fatta ieri mattina da alcuni residenti che hanno subito chiamato le forze dell’ordine.

 

Ignoti hanno imbrattato con della vernice rossa uno dei due leoncini, più precisamente quello posto a sinistra della omonima piazzetta adiacente a Piazza San Marco. Secondo quanto emerge dalle telecamere della videosorveglianza, il gravissimo atto vandalico è stato commesso alle 3.58.

 

I due leoncini sono l’attrazione principale della piazzetta dove i turisti, soprattutto bambini, amano farsi fotografare “cavalcandoli”.  Furono realizzati nel 1722 da Giovanni Bonazza, in marmo rosso di Cottanello (Rieti), commissionati dal Doge Alvise III Mocenigo a ricordo delle sue imprese militari in Dalmazia e in Morea.

 

La statua è ora transennata e sorvegliata dalle forze dell’ordine.

 

Un secondo atto vandalico, scoperto sempre in mattinata, riguarda il ponte dei Carmini. In questo caso, a essere stati imbrattati, sono stati alcuni scalini con la scritta “mi state uccidendo”, alcune pareti delle case attigue al ponte e alcuni “masegni”.

 

La polizia locale sta controllando i filmati delle telecamere di sorveglianza per risalire agli autori del folle gesto vandalico. Dalle prime indagini, sembra si tratti di quattro persone, due uomini e due donne. Ora tutti gli sforzi si stanno concentrando nell’individuazione dei soggetti.

 

Secco il commento del sindaco Brugnaro su Facebook: “Troviamoli per punirli e metterli a ripulire la città davanti a tutti!”‬

 

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