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“Con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nelle buone pratiche di gestione dei rifiuti, abbiamo ritenuto opportuno avviare alcune iniziative dedicate all’intera popolazione regionale. Con particolare riguardo agli organizzatori di sagre, che nel nostro territorio costituiscono un’importante luogo di aggregazione”.

 

Lo afferma l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin; lo fa annunciando l’approvazione di un bando, deliberato dalla Giunta su sua proposta, che prevede contributi per uno smaltimento accorto dei rifiuti.

 

Dice l’assessore

 

“Oltre che per la grande affluenza di pubblico, eventi come le sagre sono infatti importanti anche per il numero di addetti all’organizzazione e per il vario target di soggetti cui ci si rivolge nel medesimo luogo. Con questo bando abbiamo, pertanto, deciso di sostenere una cultura dell’attenzione nello smaltimento dei rifiuti, prevedendo contributi fino a mille euro a favore degli organizzatori di sagre e feste aperte al pubblico; nella misura in cui contribuiranno alla riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani; ma anche a favore di soggetti che svolgono attività di ristorazione nelle mense di enti pubblici o privati, nelle mense scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura”.

 

 

Potrà accedere al contributo chi farà utilizzo di stoviglie riutilizzabili, somministrazione di cibi e bevande sfusi e privi di imballaggio primario o distribuiti con vuoti a rendere e chi utilizzerà stoviglie biodegradabili e compostabili qualora non sia possibile il ricorso a stoviglie riutilizzabili. Ovviamente la concessione dei contributi sarà condizionata all’effettuazione della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nella rispettiva attività di ristorazione; questo secondo le modalità definite dal comune del territorio di competenza.

 

Le richieste

 

Le domande di contributo dovranno essere trasmesse entro 30 giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto alla Direzione Ambiente, a cui ci si potrà rivolgere anche per ulteriori informazioni in merito ai contenuti del bando (041.2792143 – [email protected]).

 

 

“Il Veneto è già leader nazionale a livello di raccolta differenziata, ma non ci basta. Con iniziative come questa puntiamo a consolidare il primato e ad aumentare ulteriormente le percentuali di raccolta; già peraltro eccellenti e quasi 20 punti superiori alla media nazionale”.

L’assessore alle politiche ambientali di Mogliano Veneto Oscar Mancini replica alle recenti dichiarazioni rilasciate da Stefano Bison della lista Piazza Civica.

 

“Che cosa fa un buon cittadino quando scopre un reato? La risposta è semplice: chiama le autorità competenti. Non per Stefano Bison, candidato di Piazza Civica. Avendo scoperto un caso di inquinamento ambientale non chiama né l’ufficio ambiente né la polizia locale, né l’Arpav bensì la stampa per denunciare che il comune non controlla”.

 

“Essendo i controlli affidati in prima istanza alla Polizia locale e in seconda istanza all’Arpav è a questi che si rivolgono gli strali di Bison? Evidentemente si perché ritiene che la situazione nel territorio di Mogliano non sembra sufficiente monitorata e richiede controlli più severi a mezzo stampa. È come dire che se un cittadino non rispetta il codice della strada la colpa è della Polizia”.

 

 

“Non solo: ce ne anche per me in quanto non avrei provveduto a adottare misure più stringenti. Forse sfugge al nostro candidato amministratore che la nostra amministrazione, su mia proposta, ha da tempo adottato un regolamento tra i più stringenti per mettere al bando i pesticidi in ambito urbano e limitarne, per quanto ci è consentito, l’uso in agricoltura”.

 

 

“Tra le misure adottate vi è anche il divieto di usare diserbanti a una distanza di 50 metri dai fossati, dai corsi d’acqua e dalle aree frequentate dai gruppi vulnerabili. Distanze ben maggiori di quelle previste dalla Regione. Chi non le rispetta oggi compie reato. Reato non previsto ai tempi in cui Stefano Bison era assessore della Giunta Azzolini!”

 

 

“Certo, tutto sarebbe più semplice, se il governo nazionale e la Regione adottassero misure definitive per mettere al bando il famigerato glifosate, vietandone la vendita, come auspicato dall’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità. Purtroppo gli alleati di Bison al governo nazionale e regionale sono in altre faccende affaccendati”.

Si è svolto presso Palazzo Labia l’evento “I primi 20 anni e i prossimi impegni per un’economia amica del clima”, organizzato da Kyoto Club; ha aperto le danze l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin, portando i saluti dell’Amministrazione comunale e del sindaco Luigi Brugnaro .

 

 

I saluti dell’assessore De Martin

 

“Vi ringrazio perché avete voluto organizzare questo convegno il 25 marzo, data in cui si ricorda la fondazione di Venezia – ha esordito De Martin – Voglio sintetizzarvi quello che la Città, capitale della resilienza, e la nostra Amministrazione stanno facendo sul fronte ambientale. Noi gli obiettivi di Kyoto, che hanno orizzonte temporale 2020, li abbiamo già raggiunti nel 2016, con 4 anni d’anticipo. Non ci siamo fermati qui e stiamo lavorando per risultati ancora più performanti, anche attraverso l’aggiornamento del Paes, il Piano d’azione per l’economia sostenibile, in cui programmiamo le nuove azioni e i nuovi obiettivi 2030 e 2050 al fine di concorrere anche all’implementazione dell’Accordo di Parigi”.

 

 

Durante il discorso l’assessore De Martin ha poi passato in rassegna anche tutte le future azioni dell’Amministrazione.

 

“Il Comune di Venezia è passato dalla cinquantesima posizione del 2016 alla quattordicesima del 2018, a testimonianza di un progressivo miglioramento dei nostri standard di sostenibilità. La grande sfida adesso – ha concluso l’assessore – la città ce l’ha sui motori delle sue barche. Se vogliamo ridurre velocemente parte delle esalazioni in atmosfera c’è bisogno di un’incentivazione fiscale da parte del governo anche per il rinnovo dei motori dei natanti, che per noi veneziani contano tanto quanto un motorino o un furgone di un artigiano in terraferma. Questa deve essere una richiesta da lanciare a voce alta, in virtù di una specificità della Città che non può essere ignorata”.

 

 

I presenti

 

Kyoto Club è un’organizzazione non profit nata a Venezia nel 1999; costituita da imprese, Enti, associazioni e amministrazioni locali impegnati nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e dall’Accordo di Parigi del dicembre 2015.

 

 

Al convegno di Palazzo Labia, che celebra i 20 anni dell’attività di Kyoto Club, hanno partecipato anche il vicepresidente di Confindustria con delega alla Politica industriale, Giulio Pedrollo, e il presidente Vincenzo Marinese.

 

 

Dopo i saluti della presidente di Kyoto Club Catia Bastioli, l’incontro si è svolto alla tavola rotonda “Innovazione per la riduzione delle emissioni: buone pratiche dal territorio” tra Andrea Bos, presidente della società consortile Hydrogen Park; Andrea Razzini, direttore generale del Gruppo Veritas spa; Fabio Sacco, presidente di Alilaguna spa, e Davide Spotti, presidente e co-fondatore di Regalgrid Europe srl.

 

 

Il dibattito

 

E’ seguito il dibattito “I prossimi impegni per un’economia amica del clima” dove hanno preso la parola: Gianluigi Angelantoni, vicepresidente di Kyoto Club; Laura Bruni, coordinatrice del Gruppo di lavoro Efficienza energetica di Kyoto Club; Massimo Colomban, presidente di Kyoto Club dal 1999 al 2003; Massimo Orlandi, presidente di Kyoto Club dal 2005 al 2009; Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e vicepresidente di Kyoto Club dal 1999 al 2009, e Gianni Silvestrini, direttore scintifico di Kyoto Club. Le conclusioni del convegno sono state poi moderate da Francesco Ferrante, vicepresidente del Coordinamento nazionale Free e vicepresidente di Kyoto Club.

“Fa piacere che il consigliere Zanoni abbia finalmente capito quanto andiamo ripetendo invano da anni in tutte le sedi e cioè che le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS e PFOAS) sono presenti lungo tutta l’asta del Po, con picchi di inquinamento non diversi da quelli registrati nelle zone del vicentino. Lo diciamo noi ma lo diceva con grande chiarezza e autorevolezza scientifica uno studio del CNR del 2013”.
Così l’assessore all’Ambiente della Regione del Veneto risponde a quanto sostiene il consigliere regionale del PD Andrea Zanoni, in riferimento alla scoperta di partite di vongole contaminate da PFAS nell’area del Delta del Po.

 

“Nessuna Regione, a parte la nostra, è intervenuta – sottolinea l’assessore – con il risultato che i PFAS pare siano diventati un fenomeno esclusivamente veneto. La realtà, invece, è che la Regione del Veneto è l’unica ad aver reagito con screening di massa sulla popolazione, filtri agli acquedotti e addirittura con la progettazione di un nuovo acquedotto”.
“Il consigliere Zanoni non può, quindi, chiedere alla nostra Regione di occuparsi dell’intera asta del Po – sottolinea l’assessore – o lasciare subdolamente e vergognosamente intendere che se c’è un problema di inquinamento alla foce del Po questo possa dipendere dal Veneto. Non abbiamo mai sentito denunciare questa situazione in riferimento all’intera valle padana e ancor meno abbiamo sentito sollecitare le altre Regioni, come ad esempio il Piemonte, a intervenire con la stessa forza e pervasività utilizzata in Veneto. Come mai?”
“Sappiano tutti – conclude l’assessore – che il Veneto conosce il fenomeno e lo ha affrontato, trovando la sordità di tante altre istituzioni: Zanoni pensi prima di tutto ad attivarsi nei confronti di quelle”.

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