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“Ciao”, il servizio telefonico messo a disposizione dalla nostra redazione la scorsa primavera durante il lockdown, da oggi non sarà più attivo.

Il servizio, ideato in particolare per le persone anziane che preferiscono trovare una voce al posto di un risponditore automatico, era attivo dal 19 marzo scorso, anche per una semplice chiacchierata, una parola amica, ma da mesi non squillava più.

 

Improvvisamente, con l’acuirsi dell’emergenza e il giro di vite dato all’Italia con l’ultimo Dpcm, ha ricominciato a squillare a tutte le ore. Solo che anziché una chiacchierata in cerca di conforto, le telefonate erano oggetto di critiche, ansie, lamentele e anche offese.

 

Sono infatti molte le persone in preda a un nuovo stato d’ansia che telefonano, ponendo domande alle quali forse nessuno è in grado rispondere.

Molte anche le domande da riportare al Presidente della Regione Zaia e domande di aiuto economico e, ancora, denunce di mancanze nei protocolli di sicurezza da parte di esercenti o datori di lavoro difficilmente verificabili. Per non parlare delle segnalazioni di assembramenti non sempre veritiere.

 

Insomma, un servizio nato con le più altruistiche intenzioni si è via via trasformato in un ricettacolo di malesseri e paure, uno sfogatoio di ansie che rischiano, se ascoltate, di generare ancor più incertezze in un momento così delicato.

 

Per questo motivo il servizio telefonico viene disattivato, resta tuttavia immutata la disponibilità all’ascolto dei cittadini, che potrà essere svolta sia attraverso il nostro servizio di “Segnala notizia” sia tramite l’invio di mail al nostro indirizzo: [email protected].

È attivo anche a Treviso il numero WhatsApp per parlare con volontari esperti nell’ascolto e poter condividere pensieri ed emozioni o per chiedere aiuto

 

L’emergenza Covid-19 ha  provocato un vero e proprio picco del servizio di messaggistica istantanea dell’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, e nei mesi del lockdown e nel periodo immediatamente successivo, ha visto ampiamente raddoppiare le richieste di aiuto e sostegno telefonico, soprattutto da parte di giovani e giovanissimi.

Per questo, da alcune settimane anche l’Associazione Telefono Amico Treviso, nell’ambito del progetto sostenuto anche dal Comune di Treviso, collabora con il servizio per consentire l’ampliamento delle giornate di presenza del servizio.

 

WhatsApp Amico è gratuito e accessibile a tutti

«La collaborazione del Comune con la sezione trevigiana di Telefono Amico era nata ancora prima dell’emergenza sanitaria, ma i mesi di lockdown hanno fatto emergere con forza l’utilità del servizio di supporto telefonico ai cittadini», spiega l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Treviso, Gloria Tessarolo. «Così abbiamo voluto fortemente che anche Treviso potesse lavorare sul nuovo servizio WhatsApp, capace di intercettare anche le fasce di popolazione più giovane.
Riteniamo inoltre che questo possa essere un servizio capace di attrarre tanti giovani volontari inclini all’ascolto e all’aiuto tra pari, da qui nasce la collaborazione con l’assessore Nizzetto e il Progetto Giovani che nei prossimi mesi lavoreranno alla promozione del servizio nelle scuole e ai giovani trevigiani».
«WhatsApp Amico è un servizio praticamente gratuito e accessibile direttamente anche dai più giovani», spiega Antonella Cestaro, Presidente di Telefono Amico Italia Centro di Treviso.

 

«Attivato in forma sperimentale nel 2017, in questi anni è stato gestito dai volontari di un solo centro territoriale di Telefono Amico Italia, il centro locale di Padova. Il grande aumento delle richieste di contatto ha, tuttavia, spinto l’organizzazione di volontariato a coinvolgere nell’iniziativa anche altri centri territoriali, in modo da poter offrire un servizio sempre più tempestivo e capillare».

 

I dati

WhatsApp Amico è stato utilizzato principalmente da donne (62% delle conversazioni), con età compresa tra i 26 e i 35 anni (29,8%) o tra il 36 e i 45 anni (23,4%) e il tema del Covid-19 è stato affrontato in ben il 38% delle conversazioni. La fascia dei più giovani (dai 15 ai 25 anni) ha risposto con un 29% ed in particolare gli adolescenti stanno aumentando i contatti. La maggior parte degli utenti (54%) ha scritto ai volontari di Telefono Amico Italia per problemi legati alla macroarea del sé (disagi esistenziali, legati a prospettive di cambiamento, solitudine o bisogno di compagnia), ma sono stati segnalati anche problemi relazionali (36%) o connessi alla sensazione di emarginazione (8%). Colpisce in particolare il disagio di alcuni adolescenti che descrivono situazioni di autolesionismo o di intenzioni suicidarie ed è proprio su queste ultime problematiche che il Tavolo provinciale sulla prevenzione del suicidio sta elaborando nuove risposte.

 

Servizio attivo tutti i giorni

In alcuni casi sono stati messi in evidenza problemi specifici legati alla salute psichica, alla violenza fisica e psicologica, a problemi economici e lavorativi, a lutti o a pensieri connessi al suicidio. Il servizio WhatsApp Amico è attivo tutti i giorni alle 18 alle 21: per chiedere aiuto ai volontari basta scrivere un messaggio WhatsApp al numero 345 0361628.

Sono Giulia Santalena, Giulia Chimenton e Giorgia Furlan le tre ostetriche alla guida dello spazio ostetrico Mamì di Casale sul Sile, nato come punto di riferimento per le donne, in ogni fase della loro vita: dalla gravidanza, al pre e post partum, fino alla menopausa.

 

Ma Mamì è anche un luogo d’ascolto, di accoglimento, di confronto, di educazione e di informazione per coppie e famiglie, cui le tre giovani ostetriche rivolgono diversi corsi e servizi, anche a domicilio.

 

Chi fosse interessato a conoscere questa nuova realtà può chiamare il numero 349 5254197.

 

“Il Veneto ora potrà disporre di una legge più completa ed efficace per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro donne e minori”. Così l’assessore regionale al sociale manifesta soddisfazione per il voto unanime con cui la quinta commissione “Sanità e sociale” del Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche proposte dalla Giunta alla legge 5/2013 “Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne”.

 

Il testo, che ora attende l’ok definitivo dell’aula consiliare, punta a potenziare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole, in modo di creare una cultura del rispetto di genere sin dagli anni della pubertà; semplifica la tipologia delle strutture di accoglienza (centri antiviolenza e case rifugio) in modo di facilitarne l’accesso ai fondi nazionali e di renderne più agile l’erogazione, bypassando il passaggio intermedio attraverso Comuni e Ulss; e rafforza la sinergia tra istituzioni pubbliche, associazioni e privato non profit al fine di creare, attorno alle strutture di sostegno e accoglienza, una rete coordinata e integrata che aiuti le donne a recuperare condizioni normali di vita, anche con l’inserimento lavorativo e con percorsi di accompagnamento sociale.

 

“Abbiamo voluto considerare, inoltre, tra le iniziative di prevenzione, anche esperienze e programmi rivolti ai cosiddetti ‘soggetti maltrattanti’ – sottolinea l’assessore – perché la prevenzione delle violenze domestiche e dei femminicidi passa anche attraverso l’offerta di percorsi educativi e di cura nei confronti di quanti utilizzano la violenza come codice di relazione interpersonale”.

 

“Con queste integrazioni, che rafforzano gli strumenti di intervento e valorizzano le tante iniziative messe in campo dal mondo dell’associazionismo – conclude l’assessore – il Veneto potrà disporre di una legge all’avanguardia, che ha già consentito di attivare ben 43 strutture nel territorio, tra centri antiviolenza e case rifugio, offrendo ogni anno ascolto, tutela e aiuto a migliaia di donne nel loro difficile percorso di rafforzamento personale e uscita dalla violenza”.

Finanziamenti fino a 17 mila euro a struttura per i centri antiviolenza, le case rifugio e le case di secondo livello attive in Veneto per proteggere le donne dalle violenze di genere: è quanto ha previsto la Giunta regionale del Veneto per il 2018, approvando il bando per i contributi alle strutture di prevenzione e contrasto accreditate.
Complessivamente i finanziamenti regionali per le strutture di primo e secondo livello previste dalla legge veneta ammonteranno quest’anno a 500 mila euro, così come programmato dal piano di azione 2018-2020.

 

In Veneto sono attivi attualmente 22 centri antiviolenza (ai quali sono riservati 255mila euro del bando annuale), 12 case rifugio (140 mila euro) e 9 case di secondo livello (105 mila euro il budget stanziato quest’anno). A presentare la domanda di finanziamento in Regione saranno i Comuni e o le Ulss di riferimento, considerati ‘enti capofila’ del progetto.

 

“I finanziamenti saranno erogati in funzione dell’operatività delle strutture e delle attività di accoglienza effettivamente svolte – chiarisce l’assessore regionale al Sociale – La rete delle strutture territoriali di prevenzione e presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza sta crescendo: quest’anno sono infatti in via di autorizzazione un nuovo centro antiviolenza e due case rifugio. Per ottimizzare i contributi pubblici è importante verificarne l’attività e sostenere i centri e le strutture che hanno creato le migliori sinergie con gli enti e le associazioni locali per sostenere le donne in difficoltà, proteggerle e offrire una opportunità di cambiamento e di reinserimento a loro e ai loro figli”.

Serata di chiacchiere e ascolto… fra donne

 

Cosa ti impedisce di vivere pienamente la tua femminilità?
BenEssere Perineo è un incontro dedicato alle donne che soffrono di disturbi o disfunzioni perineali, che sono causa di problemi nella sfera intima, sessuale, nella gravidanza e in menopausa, e vogliono sentirsi libere di condividere la propria esperienza, per trovare risposte e consigli utili.

 

Ma è anche per le donne che non hanno nessun disturbo e vorrebbero saperne di più, per poter essere in grado di prevenire tutte queste problematiche e aumentare la qualità della propria vita, attraverso la comprensione di questi aspetti così importanti, ma troppo spesso sottovalutati, che riguardano tutte le donne.
Durante la serata verrà presentata la programmazione dei corsi dedicati.

 

L’incontro, che si terrà il 17 maggio dalle 20.30 alle 21.30, in Piazza all’Arma di Cavalleria 5 di Casale sul Sile, è organizzato dallo Studio i 5 Sensi – il coworking del benessere e tenuto dallo staff di ostetriche del nuovo Mamì Spazio Ostetrico a Casale sul Sile e da Pianeta Femminile, una realtà di accoglimento, di ascolto e spazi concreti dedicati alla Donna.

 

Informazioni:

Veronica 327 8164937
Giulia 349 3159400
L’incontro è a ingresso libero, con prenotazione dei posti a sedere.

Facebook: https://www.facebook.com/events/270769966797704/

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