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Negli allevamenti europei, centinaia di milioni di animali sono tenuti in gabbia per la maggior parte della loro vita. La loro sofferenza è enorme. Per questo, LAV si appella alla Commissione europea, chiedendo che ponga fine a questo trattamento crudele degli animali negli allevamenti.

 

TENERE GLI ANIMALI IN GABBIA È CRUDELE

Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni e sentimenti, come dolore e gioia. Le gabbie sono causa di immense sofferenze per gli animali. Le gabbie fanno soffrire enormemente milioni di animali negli allevamenti ogni anno. Sono crudeli e anche ingiustificate, dato che sistemi alternativi alle gabbie esistono già.

PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO BISOGNA RACCOGLIERE 1 MILIONE DI FIRME IN TUTTA EUROPA

Per sostenere LAV, è possibile firmare online oppure scaricare il modulo della petizione, firmarlo e farlo firmare anche ad amici e famiglia. Tutto quello che c’è da sapere per aiutare LAV a raggiungere 1 milione di firme è su www.endthecageage.eu.

 

L’ALLEVAMENTO IN GABBIA È UN INCUBO A CUI È POSSIBILE METTERE FINE

LAV fa parte di una grande campagna internazionale con l’obiettivo di vietare l’uso delle gabbie per gli animali negli allevamenti di tutta Europa. Attraverso una petizione apposita, rivolta alla Commissione UE e chiamata Iniziativa dei cittadini europei, vuole unire tutto il continente contro la crudeltà sugli animali e mandare alla Commissione un messaggio forte e chiaro: i cittadini europei vogliono suini, galline, conigli e tutti quanti gli animali negli allevamenti liberi dalle gabbie!

 

Dove firmare?

• on-line nel sito: www.endthecageage.eu

• presso la libreria Ubik di Castelfranco fino al 7 maggio su modulo cartaceo (chiedendo di accedere all’area della mostra LAV)

• a Treviso, domenica 5 maggio, dalle 15 alle 19, in Piazza Carducci, al tavolo LAV di raccolta firme per la campagna europea #ENDTHECAGEAGE

 

 

ATTENZIONE: in ogni caso vanno indicati gli estremi del documento d’identità

LAV Onlus – LAV Lega Anti Vivisezione Sede di Treviso (TV)

Tel. 346.7465558
E-mail: [email protected]

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Contributi e iscrizioni:
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La Regione Veneto ha inviato i propri tecnici a Gallio, sull’altopiano di Asiago, in sopralluogo all’allevamento preso di mira martedì scorso dall’assalto dei lupi, per verificare modalità della predazione e quantificare il danno subito

 

“Purtroppo l’allevatore dell’altopiano non aveva adottato le misure di prevenzione suggerite e finanziate dalla Regione – dichiara l’assessore, dopo aver preso visione della relazione tecnica e delle foto scattate – Il recinto in questione non era elettrificato, come quelli forniti dalla Regione, ma solo una rete di contenimento fatta con materiali non specifici, peraltro non allestita correttamente, viste le falle che hanno offerto un facile varco al passaggio del lupo. Anziché proteggere il gregge dal lupo, si è rivelata una gabbia mortale per le sue prede”.

 

 

“Capisco la paura, lo sconforto e la rabbia degli allevatori e dei malgari di fronte alle pecore sgozzate, ma ancora una volta – sottolinea l’assessore – devo rilevare l’incauto comportamento di chi non ha adottato le più elementari regole di prevenzione, né ha ritenuto opportuno chiedere di avvalersi dei nostri dispositivi, cioè recinti elettrificati e correttamente posizionati e cani da guardanìa”.

 

 

 

 

 

“Ricordo che il lupo è una specie protetta, tutelato allo stato attuale dalla legislazione nazionale ed europea – conclude l’assessore – In attesa che si costituisca il nuovo governo, al quale chiederemo di rivedere il piano nazionale di protezione del predatore almeno per le aree montane storicamente vocate alla pastorizia e all’allevamento, non resta che adottare le opportune misure di prevenzione. Misure che hanno dimostrato, là dove correttamente applicate, di essere un efficace deterrente di attacchi e predazioni”.

 

La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore all’Aricoltura e di concerto con l’assessore alla sanità, il Piano operativo regionale 2018 per lo svolgimento dei controlli a campione sull’etichettatura obbligatoria delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine.

 

 

Quest’anno i controlli coinvolgeranno 267 operatori sui complessivi 3.600 operatori della filiera che vede il Veneto primeggiare a livello nazionale nelle relative qualificate produzioni.

 

Il sistema di etichettatura permette di evidenziare il nesso fra l’identificazione della carcassa del bovino e le informazioni obbligatorie che figurano sui prodotti in commercio, a garanzia della relativa conformità e a tutela del consumatore.
“La qualità è il principale carattere distintivo anche della carne bovina, elemento basilare nella nostra alimentazione, sul piano nutrizionale e dietetico – sottolinea l’assessore all’Agricoltura – Qualità significa selezione delle razze, allevamenti che assicurano il rispetto della salute e del benessere degli animali e dell’ambiente, alimentazione corretta del bestiame con controlli costanti in allevamento, alla macellazione e ai punti di vendita a garanzia del necessario livello di protezione.

 

L’Unione Europea ha stabilito le modalità di applicazione del sistema che assicura la tracciabilità del relativo prodotto attraverso l’etichettatura, con lo scopo di informare il consumatore sull’origine e le altre caratteristiche importanti del prodotto acquistato.

 

La Regione del Veneto, che dal 2007 è impegnata a garantire la qualità delle carni con un processo di verifica e monitoraggio dell’intera filiera produttiva, finanzia i controlli a campione svolti con appositi accordi stipulati in collaborazione con le 9 aziende ULSS venete, da cinquanta agenti accertatori – medici veterinari – in servizio presso i Dipartimenti di prevenzione. Il relativo impegno è di oltre 80 mila euro a carico del bilancio del settore primario”.

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